Gente comune.


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E’ lui che ci osserva.
Camminando lungo la Martesana si incontra varia umanità. C’è il gruppo di pensionati che camminano e non si fermano nemmeno con 5° sotto zero, ci si saluta e si fa la conta di chi c’è , stato di salute e così via.
C’è la mamma con figlia ed il cane, ci vediamo da anni e qualche volta scambiamo qualche parola.
L’ultima volta che abbiamo parlato abbiamo toccato il tema immigrati.
Dice la figlia: noi abbiamo paura con tutti questi immigrati ti vengono in casa e ti violentano.
Vi hanno molestato? Siete state aggredite verbalmente o fisicamente?
No, ma se ne sentono troppe in giro.
Sono anni che venite al parco alle sei del mattino, con il buio ed avete paura?
Pensavo vi facesse piacere nel vedere tanti colori umani che corrono nel parco, che portano le bestiole.
Noi abbiamo paura perché questi ti violentano.
Se succedesse dovreste accendere un cero alla Madonna.
C’è l’abbronzato perenne che corre tutte le mattine per km, per me abita alle Maldive e viene qui tutte le mattine per correre lungo il naviglio.
C’è l’operatore ecologico che inneggia al duce, che maledice gli immigrati ma ogni volta che vede la ragazzina nera che porta a spasso il cane fa lo spiritoso ed attacca bottone.
Lei è una ragazza gentile, forse le fa piacere che un italiano le rivolga la parola, ma io l’ho avvisata: guarda che questo è un fascista, odia gli immigrati, ma ci prova conte perché sei carina.
Poi c’è la signora che ho incontrato vicino ai ponti della ferrovia.
Mi ferma e dice: lei viene da lì? Alludendo ai sottopassi dove, ogni tanto, dormono degli immigrati.
Si signora, è tutto ok.
Allora io non vado, ho paura di passare lì sotto con quelli lì.
Signora ci passo da anni e non è mai successo niente…
Si ma io ho paura.
Signora lei guarda troppa televisione è per questo che ha paura. Proprio perché  guarda tanta televisione dovrebbe sapere che dovrebbe avere paura quando è in casa, non quando è fuori in mezzo alla gente. Lo dicono le statistiche.
C’è la ragazza con i suoi due cani, carina, educata, sempre sorridente. Saluta appena ti vede ed ha gli occhi allegri, sempre positiva. Tra l’altro ha anche un’amica orientale con la quale parla l’inglese.
Abbiamo cominciato a salutarci d’inverno ed era come il sole, con il suo sorriso.
Quando è arrivata l’estate pensavo indossasse una tuta colorata, vista da lontano, invece avvicinandomi e scambiandoci i saluti ho realizzato che sono tatuaggi.
E’ tutta tatuata, ma ciò non ha tolto nulla alla sua gentilezza.
C’è l’amico, anziano, che un giorno ha avuto un problema al cuore e l’hanno ricoverato.
E’ uno capace di fare 30 km di corsa, una cosa fuori dal normale. Quando l’abbiamo rivisto l’abbiamo invitato a darsi una regolata, non correre così tanto, cammina come noi senza esagerare.
Adesso corre “solo” tre volte alla settimana, sino a Cernusco.
C’è quel signore anziano e gentile, l’ho visto più di una volta raccogliere carta buttata da altri e metterla nei cestini. E’ accompagnato da un badante indiano o pakistano che lo segue a vista.
Ci salutiamo sempre e ricordo ancora il giorno che ho incontrato il badante da solo, seguiva il suo uomo ad un centinaio di metri, e l’ho salutato.
Gli si è illuminato il viso, mi ha detto buon giorno tre volte e da allora è diventato un rito salutarci. Non siamo tutti carogne.
C’è quello che quando perde il Milan è incazzato con tutto il mondo e tutti lo prendono per il culo, ma non se ne accorge.
Votava Berlusconi, per via del Milan, e sono anni che non gliene va bene una.
Ci sono le cinesi che fanno quella ginnastica che sembra una danza con tanto di musica.
Il mondo è bello perché è vario e qualche volta la varietà viene a casa tua rendendola più bella.

Polemiche a Milano per un titolo del Corriere: Navigli asciutti, ecco cosa i milanesi buttano in acqua. Pare che i milanesi si siano risentiti.


883313_10203581034916174_7302004767815251103_oCredo che il Corriere abbia scritto ” i milanesi” in senso lato se vogliamo cercare il pelo nell’uovo avrebbe dovuto titolare ” l’essere umano” perchè noi li educhiamo sin da piccoli.
Le strade vengono pulite due volte alla settimana, mi riferisco alla zona dove abito io a Milano, ed un’ora dopo è tutto come prima nonostante il Comune, l’Amsa abbia messo dei cestini ogni 100 metri o poco più. Provvisti anche di posacenere.
I giardini della mia zona sono divisi in due parti, da una parte panchine ed il recinto per i cani e dall’altra ci sono i giochi dei bambini. I giardini sono recintati ed i cani non vi possono entrare.
Partiamo dall’area riservata ai cani, ho un cane anch’io Lulù, e non la porto nell’area dei cani perchè fa schifo. C’è la giovane signora che porta il suo cane di 40 kg e lo libera, si mette a chiacchierare e non vede mai la “bestia” che fa i bisogni. Da due anni ha il sacchetto attaccato al guinzaglio ma non l’ha mai usato, il suo cane la fa invisibile.
C’è il signore distinto di una certa età con un piccolo cane pezzato che lo lascia libero e si mette a leggere il giornale e, quindi, è distratto quando il cagnolino si libera. Sono in parecchi che fanno finta di niente e più che “area per i cani” dovrebbero chiamarla letamaio. Gli unici innocenti sono i cani.
Ci sono più cestini per l’immondizia che panchine, tutti nel raggio di 6 metri, ma carta, bottiglie, avanzi di cibo, plastica e quant’altro sono sempre per terra.
Ho parlato con i netturbini che puliscono l’area più volte alla settimana ed ho detto loro che deve essere mortificante pulire gli spazi pubblici e sentirsi inutili dato che pochi minuti dopo è tutto come prima, mi hanno risposto che ovunque è così togliendomi dalla testa che lo schifo sia solo nella mia zona.
Conosco bene il Naviglio Martesana, spesso ci vado a fare una camminata e vi assicuro che ha dentro di tutto, dai copertoni alle scatole di televisori, dalle bottiglie di vetro a quelle di plastica e non mancano le lattine.
I milanesi si sono risentiti per il titolo del Corriere… Non sono i milanesi, sono gli stranieri o quelli di fuori.
Abito a Milano da oltre 50 anni e, se i milanesi doc permettono, mi considero milanese anche perchè parlo il dialetto meglio di loro. Sono polemiche sterili, inutili, è un problema di regole non rispettate, di educazione e di arroganza. Mancanza di rispetto degli altri ed in questo noi italiani siamo campioni del mondo da sempre.
Voglio tranquilizzare tutti, milanesi e non, lo schifo che c’è nei giardini della mia zona è una costante c’è sempre stato sia che le compagnie di ragazzi che li frequentano siano italiani, romeni, nord africani o albanesi.
Sono convinto che se un tedesco viene da noi nel giro di tre mesi diventa come noi, noi li educhiamo alla svelta.
Li educhiamo sin da piccoli come dimostra la foto che ho messo in alto.
I bambini mangiano la merenda e buttano la carta per terra, possibilmente vicino al cestino ma mai dentro, per non sporcare.
I bambino non vanno ai giardini da soli, sono piccoli e poi ci può essere l’uomo cattivo, sono accompagnati da mamme, nonne, papà ed allora dove sono gli adulti mentre i piccoli buttano la carta del gelato, il sacchetto delle patatine, ecc.ecc. per terra?
Al telefonino o a messaggiare, non hanno tempo di insegnare al bambino che la carta si butta nel cestino.
Comunque non siamo noi, milanesi e non, a sporcare. Sono sempre gli altri.
Saranno anche gli altri, che evadono, sostano in seconda file, sporcano fatto stà che nello schifo ci siamo anche noi.
Non mi interessa che altrove sia peggio mi basterebbe che la smettessimo di fare i primi della classe e cominciassimo ad essere più educati e rispettosi, anche senza chiamare i vigili.
http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/14_settembre_24/navigli-asciutti-ecco-cosa-milanesi-buttano-acqua-8de4a286-43ef-11e4-bbc2-282fa2f68a02.shtml

Lo striscione scritto da idioti sulla tragedia di Superga e un’indecenza ma Mazzola ha perso la testa, è andato oltre.


2113513-pessottoGli idioti, i razzisti, gli xenofobi non hanno maglietta, non hanno colore, sono in tutti gli stadi d’ Italia e nessuno ne è immune.
Invocare la chiusura dello stadio per un anno, per sempre. Testuale: Dico che quello stadio va chiuso per un anno, per sempre.
Naturalmente quelli della radio hanno cavalcato l’onda emotiva che ha travolto, giustamente, Sandro Mazzola.
Tutti, sottolineo tutti, quando si parla di calcio perdono la luce, ne fanno una questione di tifoseria e quindi alimentano
ed aumentano l’odio sportivo a seconda della squadra coinvolta, perdendo la testa quanto è coinvolta la squadra rivale più odiata.
Come nella favola di Fedro:

Il grande e saggio re degli dei, Giove, mise sulle spalle degli uomini, due grandi bisacce. Una poggiava sul petto e una invece poggiava sulla schiena. Le bisacce erano pesanti e ingombranti e l’uomo doveva portarsele addosso per tutta la vita. Ma non erano bisacce reali, erano invece metaforiche. Avevano un significato profondo e attualissimo.

La bisaccia che pendeva sul davanti, sul petto e che l’uomo poteva agilmente e continuamente vedere era colma di tutti i vizi degli altri uomini, invece quella posta sulla schiena era piena dei suoi vizi. Spesso accadeva che l’uomo volesse sbirciare il contenuto delle bisacce. Ma non riusciva a vedere il contenuto della bisaccia posta sulla schiena colma dei suoi difetti, mentre vedeva benissimo quello all’interno della bisaccia posta sul suo petto, piena dei difetti altrui.

Se qualcuno sbagliava se ne accorgeva subito e lo criticava severamente, mentre non vedeva i suoi errori.
Oggi negli stadi ci sono le telecamere, si possono individuare tutti gli imbecilli che espongono certi striscioni, con l’ HD si possono individuare anche quelli che fanno i cori deliranti ed odiosi.
Se si vuole si può. Inutile che io dia lezioni qui su come intervenire mi permetto solo di dare un consiglio.
Una volta individuati questi imbecilli oltre al daspo si dovrebbe obbligarli ai lavori forzati ed utili durante tutte le partite, anche delle altre squadre.
I morti vanno rispettati sempre. Tutti i morti, che siano 39 o 31, anche se disgraziatamente non hanno modo di offendersi e si deve cercare di non perdere la testa accecati dall’odio sportivo.
Non è una bella lezione quella che Mazzola ha dato con queste parole e mi dispiace perchè è una brava persona che perde la testa solo quando si tratta di Juve. Anche quando commenta una partita qualsiasi della Juve va in sofferenza, è più forte di lui, ma invocare la chiusura dello stadio è una violenza come lo striscione idiota.
Ho scritto: disgraziatamente non hanno modo di offendersi ed intendo dire: purtroppo sono morti, ma c’è chi oltre al dramma individuale e personale di un tentato suicidio ha dovuto subire l’offesa di uno striscione indegno, barbaro, incivile. Alludo a Gianluca Pessotto.
Auguro a questi imbecilli di non andare mai in depressione.
Subito dopo avere scritto questa frase ho pensato che, per andare in depressione, si deve essere intelligenti, avere dei sentimenti, vedere la propria sofferenza o quella degli altri  e quindi essere superiori d’animo, questi imbecilli non correranno mai il rischio della depressione, non hanno anima e cervello.
I giornalisti sportivi, e non, che hanno la responsabilità di scrivere o parlare alla massa dovrebbero riflettere e non sbracare come l’ultimo degli ultras.
Ci sono televisioni locali in Lombardia che ci inzuppano il pane in questi deliri e che sulla stupidità e la ferocia degli ultras ci fanno l’audience.
Senza nemmeno vergognarsi davanti alle loro famiglie, sembra che gli striscioni indecenti li espongano loro.

Non c’è più la Gelmini con i suoi neutrini e le sue dietromarce a farci ridere ma c’è una che la supera in gaffe, la Lombardi. Più presuntuosa della Gelmini e più ignorante, entrambe laureate in giurisprudenza. Che università abbiamo?


imagesCi chiedevamo come abbia fatto il Pdl a nominare ministro la Gelmini, molto prima della faccenda dei neutrini, dopo che era stata scaricata persino dal suo consiglio comunale per incapacità manifesta.
Una che riuscì a dire: non faremo nessuna dietromarcia.
Ma la vita è una sorpresa continua e la politica pure e adesso la dietromarcia la dobbiamo fare noi.
Non è più la Gelmini la più ignorante del Palazzo del potere è stata superata in pochissimo tempo dalla cittadina grullina nominata capogruppo del M5S alla Camera che marcia ad una media di una gaffe al giorno, qualche volta persino due, ed in poco tempo l’ha surclassata.
Presuntuosa ed arrogante si dimostra sempre più ignorante e l’ultima è di questa mattina a Radio Radicale:

“Basta con questi vecchi, ci vorrebbe un giovane a Presidente della Repubblica”.

Il giornalista: “Be’ ma deve avere 50 anni”.

Lei: “E dove sta scritto?”.

Giornalista: “Nella Costituzione”.

Robby Lombardi “Ora non ci attacchiamo a questi formalismi”.

Ho letto che sia la Gelmini che la sua collega cittadina grullina nonchè capogruppo alla Camera sono laureate in giurisprudenza  e dall’alto della mia terza media mi pongo una domanda:
C’è bisogno di andare all’università per essere così ignoranti?
La Gelmini, poveretta, con le sue esternazioni ci andava cauta, ripeteva sempre le stesse frasi a memoria per non sbagliare e le applicava senza senso a qualsiasi argomento fosse in discussione, memorabili le sue apparizioni a Ballarò.
La Lombardi invece ci regala le sue perle con saccenteria e presunzione, l’educazione non sa cosa sia ma dall’alto della sua prosopopea ne sforna in quantità.
La collana comincia ad essere lunga se non la fermano in tempo arriva a due metri.
Hai voglia di arrotolarla al collo per non farle toccare terra.
Abbiamo trovato qualcosa di più veloce dei neutrini, le cazzate della Lombardi.
Ha persino lo sguardo arrogante.

Crimi ha 40 anni, è più giovane di mio figlio. Una cosa è fare satira feroce su chiunque, altra è mancare di rispetto al di fuori della satira.Non è più satira è maleducazione, se mio figlio fosse maleducato come Crimi e la Rostellato mi chiederei dove ho sbagliato ma, dopo avergli dato un calcio nel culo.


indexSono peggio di Berlusconi, prima sparano cazzate poi dicono di essere stati fraintesi, la colpa è della Stampa che gli sta sul cazzo.
Ora un conto è fare satira con battute feroci come fa Grillo, Luttazzi e nel mio piccolo anch’io che li chiamo grullini, altro è uscire da un incontro con il Presidente della Repubblica e dichiarare quanto segue:
“‘Napolitano è stato attento, non si è addormentato. Beppe è stato capace di tenerlo abbastanza sveglio, ma anche lui è stato abbastanza attivo e abbiamo interloquito parecchio”.
Non siamo nel blog dove da anni si legge: Napolitano dorme. Anzi di più, è Morfeo, il dio del sogni. Anche Vauro ha più volte disegnato Napolitano che dorme ma non credo che Vauro se fosse ricevuto da Napolitano se ne uscirebbe con queste frasi del cazzo. Quando ci vuole ci vuole.
Grillo ha la mia età, non so con quale velocità ma siamo entrambi avviati al ricoglionimento e non so nemmeno chi ci arriverà per primo, ma questi giovani devono imparere l’educazione ed a sciacquarsi la bocca prima di parlare e di offendere qualsiasi donna o qualsiasi anziano. Donna l’ho scritto per via del punto G di quella che è andata a Ballarò.
Se io fossi stato eletto in Parlamento incontrassi Andreotti e volesse salutarmi gli darei la mano, altro sarebbe se dovessi fare un confronto politico con Andreotti al quale non manderei a dire niente di tutto il male che penso di lui.
Non so se Crimi quando incontra suo padre o suo nonno lo saluta affettuosamente dicendogli: sveglia nonno! Sei rincoglionito? O se incontrando la vecchia nonna la saluta con un affettuoso: ciao vecchia zoccola, che sfigata che sei non hai più l’età.
Dice la Rostellato:
«Un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: “Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!” – raccontava la grillina – Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure “piacere”??? No guarda, forse non hai capito: non è un piacere!!!».
Mi sembra un linguaggio tipico delle periferie più squallide di città squallide: no guarda, forse non hai capito: non è un piacere!!!
Berlusconi è stato evitato più di una volta, in modo particolare ai seggi, ma chi lo ha evitato l’ha fatto con stile, con educazione, non è stata scortese per poi vantarsene su Facebook. Anche se avrebbe potuto diventare un’eroina di noi antiberlusconiani.
Io sono schietto e sincero, quasi, come la Rostellato. Per problemi miei non sono andato a matrimoni, battesimi, cresime e comunioni di famiglia per il semplice fatto che non ci frequentavamo.
C’erano dei problemi con i parenti, ricordiamoci che i parenti te li trovi e gli amici te li scegli, e non trovavo giusto fingere che non esistessero perchè c’era un battesimo o un matrimonio in vista.
Sono talmente democratico da non trovare nulla di strano che la Mirè ci andasse, chiudesse un occhio, ma io non ci sono andato.
Se fossi andato non avrei  rifiutato il saluto o di dare la mano, anche se rappresento solo me stesso, uno che vale uno.
Se rappresenti un movimento, un partito, una istituzione non puoi prescindere dall’educazione. Altra cosa sarebbe l’attacco politico durante un dibattito in Parlamento dove ti puoi lasciare andare con tutto lo splendore della tua schiettezza.
Tutti siete ospiti momentanei in Parlamento e dovete essere educati.
Insisto a dire che sia la Lombardo che Crimi non sono all’altezza, sono deleteri per il M5S stesso, se non capiscono che come rappresentanti del popolo non possono usare le stesse battute copiate da Grillo quando rappresentano il loro movimento o le istituzioni e non son ad un comizio o in campagna elettorale.
In modo particolare non devono dire bugie nei loro video perchè possono esser smentiti in ogni occasione.
Ripetere che sono la prima forza politica è un segnale di ignoranza delle regole della Repubblica parlamentare perchè i voti delle elezioni si contano per coalizione.
Si sentono accerchiati, sono diffidenti e si vede ma non ne hanno indovinata una.
Per adesso sono come Berlusconi che prima straparla e poi smentisce. Ma Berlusconi ha 76 anni è normale, secondo il metro di Grillo, che sia rincoglionito ma a 40 anni è grave.
Come sarà ridotto Crimi a 76 anni?  Non oso pensare a come sarà ridotto a 87 anni.
Detto questo io vorrei arrivare ad 87 anni, ridotto peggio di Crimi.
Insomma, figlioli, un po’ di educazione e di rispetto non guasta avrete tutto il tempo di provare sulla vostra pelle la maleducazione altrui.
Comunque se fosse mio figlio, che ha un anno più di Crimi e molti più capelli, l’avrei ripreso nonostante sia uomo fatto e viva fuori di casa da vent’anni.
Con tatto ed educazione gli avrei dato del coglione.
So che parlare di educazione fa sembrare obsoleti, ma l’educazione ci vuole e non va a scapito dell’intelligenza.

Crimi: “Beppe ha svegliato Napolitano”.
Poi le scuse al Colle, ma attacca la stampa

P.S. Per chi volesse farmi notare che anch’io ci do dentro faccio presente che io sono un blogger, non faccio il parlamentare nè il capogruppo. Faccio il Grillo.
P.S. L’ ho letto adesso, alle ore 11,12. Io leggo più Travaglio che Severgnini.

Gli stellati che non brillano in educazione
La fuga di Grillo dopo le consultazioni

 Aggiornamento:
Crimi ribadisce invece il no a una “fiducia in bianco a gente come Bersani”. “Fiducia in bianco non ne diamo a nessuno, tanto più a persone che hanno fatto promesse e non le hanno mantenute”
Questo ha 40 anni e non ha ancora capito un cazzo, da quando in Parlamento si da la fiducia in bianco?
La possono togliere appena il Pd non rispetta i patti.
Da dove cazzo è spuntata questa gente? Sono extraterrestri? E come fanno a pretendere un governo del M5S sostenuto da quelli ai quali sputano addosso tutti i giorni?
Ricambiati, ovviamente.


L’elogio del lato buono del fascismo può essere una scivolata, una sviolinata a Casa Pound, ma questa non capisce niente, politicamente. Cambiatela è deleteria e non ne fa una giusta.


3bc93c588031824097d815cc98635fbf_MPrima hanno dichiarato: voteremo solo i nostri.
Adesso la Lombardi conferma quanto è cretina, politicamente e storicamente e dichiara:
LOMBARDI: “MERCATO DI CARICHE”
Nonostante il «successo elettorale» al M5S «non è stata data nessuna rappresentanza istituzionale» e le presidenze di Camere e Senato sono state oggetto di «mercanteggiamento e contrattazione tra i partiti», senza «riconoscimento della volontà popolare». Lo hanno detto i capigruppo del M5S, Roberta Lombardi e Vito Crimi, al Quirinale.
Crimi sbaglia ad andarle dietro.
La politica è compromesso, se è politica buona come pretendono di fare i grullini è ad alto livello. Non puoi presentarti alle camere dichiarando che voterete solo i vostri ed avere la pretesa che gli altri vi dicano accomodatevi, quale carica volete?
Gli unici a dimostrare intelligenza sono stati i senatori che hanno votato Grasso per impedire che qualche accordo, infimo, potesse affidare la seconda carica della Repubblica a Scihfani.
Oltre che arrogante e presuntuosa è stordita, con la sua prosopopea non andrà da nessuna parte e farà solo del male al M5S.
Non ne avete una più intelligente? Che conosca almeno l’abc della democrazia quando non si ha il 51% degli eletti e che conosca la Costituzione, le regole. Il parlamento deve rappresentare tutti, minoranze comprese, e non si può da minoranza pretendere di dettare le regole stravolgendole.
Sono il primo a ritenere che i grillini debbano avere delle commissioni, la Rai, il Copasir, i questori o come cavolo si chiamano quelli che controllano le spese ma solo se sono frutto di un compromesso nobile e non di pretese assurde.
Il video che hanno pubblicato ieri è demenziale:
Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle e il vice-presidente vicario del gruppo Riccardo Nuti, raccontano gli esiti della prima conferenza dei capigruppo della Camera. Due i punti in questione. La decisione degli altri capigruppo di non far partire le commissioni parlamentari in attesa di un nuovo governo, criticata dai dirigenti del Movimento e l’accusa di Lombardi ai “Questori Pd e Pdl della scorsa legislatura che hanno fatto dei soldi pubblici quello che hanno voluto”
L’accusa sulla scorsa legislatura lascia il tempo che trova, dicano che governo vogliono proporre, anche provvisorio, per fare i 4, 5 punti essenziali a partire dalla nuova legge elettorale perchè se insistono a votare esclusivamente i loro non andranno da nessuna parte.
Non hanno il senso della situazione e nemmeno quello dello stato in Parlamento si vota a maggioranza e su proposte costruttive che raccolgano almeno la maggioranza degli eletti.
Dati i numeri è ovvio che l’unica strada è il compromesso ed è grazie a loro che per la prima volta potrebbe essere un compromesso di alto profilo.
Lei non è in grado di sostenere il ruolo che le avete dato, purtroppo non è la sola perchè un’altra deputata ha dimostrato che non è all’altezza del ruolo parlamentare se non altro per l’educazione che i rappresentanti del popolo dovrebbero avere, e tenere, nelle istituzioni.
Comicio a capire perchè Grillo li tiene al guinzaglio, pensavo fosse una manacanza di democrazia  ma ho cambiato idea, conosce i suoi polli e sa che appena aprono bocca, o scrivono, dicono solo cazzate.
Dovrebbe filtrare anche i loro post sui blog o su Facebook si risparmierebbe di leggere elogi al lato buono del fascismo.
Penso che nel M5S ci siano personaggi di spessore maggiore, mandare avanti quelli perchè i primi sono venuti male. Politicamente.
Non so da dove vengono e nemmeno dove vogliono andare ma ho l’impressione che non lo sappiano nemmeno loro.
Fategli un corso intensivo di democrazia, educazione, modestia e delle regole democratiche del funzionamento delle istituzioni.
Tenete i partiti per le palle, non buttate via l’occasione per ottusità e masochismo.
Sembra la mestrina più stupida della scuola. Ed ogni scuola ha la sua.
Ultima ora!

Roberta Lombardi : “Il Movimento 5 Stelle è primo per numero di voti per questo chiediamo ufficialmente un incarico di governo”.
Certamente, nulla in contrario, però prima bisogna farlo un governo che abbia due voti di fiducia alla Camera ed al Senato.
Lo dice la Costituzione. Se vuoi te ne mando una copia.

 

Grillo ha ragione ad imporre 2 portavoce del M5S, uno al Senato e l’altro alla Camera, per evitare dichiarazioni improprie ma occhio anche alla rete. Prima si è riempita di pesci, meritati, adesso si riempie di sassi, potrebbe spaccarsi.


SERENELLA-FUCSIA-ATTACCA-BOLDRIN-E-SI-DIFENDE-PROFChi è causa del suo mal pianga se stesso, dicevano una volta.
Chi di spada ferisce di spada perisce. Oggi mi piacciono le banalità, le farsi fatte.
Commentare i post di critica altrui limitandosi alle offese crea un precedente. Appena sbagli, esageri, sei maleducata saccente e presuntuosa ti rendono la stessa moneta.
E’ vero che chi ha scagliato la prima pietra è ignoto e se ne guarda bene dal rivendicarne la paternità, ma non meravigliatevi se commentano con il vostro stile. Si raccoglie quello che si semina.
Una volta i partiti avevano i movimenti giovanili, c’erano i movimenti degli studenti, quelli dei proletari.
Erano scuole di vita e di politica, si imparava ad intervenire ed ascoltare gli altri. Insomma un metodo di confronto che ti faceva crescere senza perdere la misura o diventare presuntuoso, saccente, quello con la verità in tasca.
Tanti anni fa partecipai ad una assemblea in una sezione del Pci di Sesto san Giovanni, ospite Enrico Berlinguer.
Alzai la mano per intervenire e mi fu data la parola, purtoppo. Mi lanciai in un discorso rivoluzionario, era di moda Mao,  praticamente criticai la linea del partito ed il suo segretario con una certa foga troppo titubante di fronte alla rivoluzione.
Berlinguer non mi diede del pirla, mi parlò con rispetto ma i suoi argomenti mi rasero al suolo mi resi conto di quanto fossi cretino, sulla luna, per niente legato alla realtà.
Non ero nemmeno degno di una risposta e se Berlinguer avesse avuto un decimo del mio carattere avrebbe dovuto darmi semplicemente del coglione. La sua educazione glielo impedì.
Già a metà della sua risposta mi resi conto della pochezza dei miei argomenti fortunatamente eravamo in tanti e la luce non era potente, potei mimetizzarmi e scomparire nella massa informe.
Sicuramente il mio discorso non se lo ricorda nessuno, ma io si e mi fu di lezione.
Pensate se avessi avuto Facebook o il blog, le mie fesserie sarebbero state indelebili e sommerse da commenti indecenti ma meritati, non basta mettere mi piace a qualcuno per fare politica.
Comunque era una scuola a mi ha insegnato tanto per esempio a rispettare gli avversari in quanto persone ed a “combatterli” con gli argomenti. Se poi lo si faceva con sagacia, arguzia, ironia e sarcasmo tanto meglio come ci aveva insegnato Giancarlo Pajetta che ti distruggeva con una battuta.
A me piaccino le battute, anche quelle di Grillo, ed è per questo che trovo incomprensibile quando muovo qualche critica al M5S ci siano pochi commenti nel merito e molte, troppe offese inutili e fuori tema.
Questi giovani che sono stati eletti alla Camera ed al Senato non hanno nessuna preparazione, appena si sono trovati allo scoperto nella prua della nave grillina con gli spruzzi d’acqua in faccia ed il vento sui capelli, in pratica senza il parafulmine del loro portavoce N° 1, hanno dimostrato la loro pochezza esibendo una serie di cadute di stile, di educazione, di rispetto per gli altri almeno formale.
Fortunatamente non sono tutti così. Tra gli eletttori del M5S ci sono persone educate, istruite, che riescono a
prenderti in giro con stile, ironia, leggerezza.
Ma i buzzurri sono ancora troppi e non solo nel M5S.
Detto questo mi sembra che qualche eletto abbia perso la testa, troppa prosopopea e non potendo esprimerla nei luoghi istituzionali, in quanto filtrati dai capigruppo e da oggi dai 2 portavoce, non veda l’ora di andare su Facebook  per scrivere post che inneggiano, inconsapevolmente, alla loro stupidità, alla loro maleducazione.
Quindi fa bene Grillo a mettere la museruola alle stupidate che dicono, sono deleterie per il M5S come l’esaltazione della parte buona del fascismo o rivendicare la cafonaggine di non dare la mano alla Bindi.
Alla lunga queste cose si pagano anche all’interno e lo dimostrano le miglia di commenti che condannano questi atteggiamenti presuntuosi e maleducati.
Ogni giorno ne viene fuori una, prima la Boldrini, poi la Gessica che forse avrebbe dovuti chiamarsi Jessica ma è stata tradotta in padovano.
Oggi tocca alla Serenella Fucksia, pestare una merda, non vorrei diventasse una collana.
Lo dico per loro, io conto su di loro per costringere il Pd e Sel ad un cambiamento serio della politica italiana.

Serenella Fucksia si difende dalle accuse su Facebook

Riflettete, contate sino a 10 prima di scrivere fesserie, soprattutto adesso che siete allo scoperto e che il parafulmine non fa in tempo ad intercettare i lampi.
Devo dire che se i vostri sono lampi non  sono certamente di intelligenza.
Queste certezze uno le può avere dentro di se, sono individuali,  ma quando si fa vita pubblica  non si deve esporle in questo modo perchè, la vita, riserva sempre delle soprese.
Lo so, sono perfido ma ne ho vite di tutti i colori.
Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio.
Ho visto famiglie meravigliose andare in frantumi quando la vita le ha costrette alla recita.
L’errore è ammesso, ed io non posso essere il metro svizzero per quello che ho raccontato sopra, di positivo c’è che si sono ravvedute immediatamente.
Un po’ rabbiose, con un filino di modestia in più sarebbe stata apprezzata.

 

 

C’è una cosa che mi vede d’accordo con Grillo, anche perchè l’avevo proposta io a quelli del centrosinistra, ed è quella di non frequentare i talk show della politica.


indexAvevo ancora il blog su Splinder quando ho scritto un post che invitava l’opposizione a non frequentare i pollai dei talk show cominciando da quello di Vespa, Ballarò, Annozero e quelli di Mediaset che non ho mai visto e quindi non mi ricordo i nomi.
A parte che fanno un casino tale che non si capisce niente, il tempo per esporre un’idea è così poco che viene travisata o monca, in più c’è la strategia della destra inuaugurata da Schifani negli anni 90 di parlare sopra l’avversario politico per non far capire niente alla gente.
Poi vennero le vajasse di forza Italia prima e del Pdl dopo, addestrate come le foche ad interrompere, parlare sopra, far perdere il filo del ragionamento a chiunque criticasse il bandito.
Una strategia che è degenerata toccando un po’ tutti ed infatti dopo qualche minuto di trasmissione non ci si capisce più una mazza.
Bastano due parole in fila e ti sembra intelligente persino Brunetta o la Gelmini. Cota no, perchè ha una faccia da ebete che  ricorda sempre che l’intelligenza non l’ha mai frequentato.
Ancora più patetici sono i manichini, non ho ancora capito se sono vere persone, che sono seduti dietro le file degli schieramenti e che ad ogni cazzata che dicono quelli in prima fila fanno si con la testa, come i cagnolini che negli anni 70 mettevano nei lunotti delle auto.
O le manine che salutavano per via delle vibrazioni.
Ieri sera ho girato per una decina di secondi su Ballarò, non so perchè ma Floris mi sta sulle palle e non lo guardo mai, e stava parlando niente meno che Sallusti.
Ebbene dietro di lui c’era uno che ad ogni provocazione, perchè Sallusti non discute provoca, annuiva con la testa cercando pure di farsi inquadrare per far vedere quanto è imbecille.
Per non parlare degli applausi forzati di qui o di là, perchè ormai è diventato un male comune.
Io non conosco Ambrosoli ma l’ho votato sulla fiducia e quando si è visto in collegamento da Milano ho capito che il mio istinto ancora non sbaglia, ho fatto centro.
Faccio una premessa. A tutti noi capita di giudicare una persona a prima vista, appena conosciuta ed arrivare in pochi secondi a considerarlo un pirla oppure una persona di valore e spesso il nostro istinto ci prende, quasi sempre.
Un po’ quello che succede nell’amore, quando scatta quella cosa che ti fa aprire ed a renderti disponibile all’altra persona. Quando non scatta c’è chi si affida alla poesia, al corteggiamento sfiancante che quasi sempre finisce nel nulla.
Sto andando fuori tema. Mi rimetto in riga.
Ambrosoli ha commentato la sua sconfitta in un modo così educato ed intelligente da rendere inoffensivi anche i piranha in studio, come Sallusti e le remore degli squali come Alfano. Adesso non chiedetemi chi è lo squalo.
Non avevano domande da fare e nemmeno provocazioni perchè il loro istinto di belve ha capito che Ambrosoli non avrebbe abboccato.
Un grande. Ancora più grande quando Floris con il suo sorriso da ebete, non capisco cosa cazzo abbia da ridere da vent’anni a questa parte, gli ha detto: se può restare con noi dopo ci collegheremo ancora con Milano, dopo la pubblicità o una cosa del genere.
Insomma l’ha invitato a restare a disposizione.
Ora il 99,99% dei politici avrebbe accettato qualsiasi cosa pur di apparire qualche minuto in più in televisione, anche durante l’intervallo ed al posto delle pecore, e non alludo solo a quelli di destra ma a tutti dalla Finocchiaro, per dirne una, a Gasparri o Scilipoti.
Ambrosoli ha risposto: guardi io ho un figlio piccolo e preferisco andare a casa da lui.
Ambrosoli è una persona educata, fossi stato al suo posto avrei detto di non avere tempo da perdere per ascoltare le stronzate di destra o di sinistra specialmente se sono espresse in quel modo che rende impossibile capire dove sia la destra e chi sia la sinistra.
Un grande. Non ha perso niente nè in visibilità e men che meno nello spessore della persona.
Questo modo di fare informazione politica è il primo responsabile del rincoglionimento generale del telespettatore. Fa apparire un gigante anche un cretino, che si atteggia ad essere pensante, come Alfano che per non sbagliare si limita ad incensare il suo burattinaio qualsiasi cosa faccia o dica. Come Mavalà.
Sono vent’anni che va in televisione a raccontare che il piduista è un fenomeno ed ancora più pirla di lui sono quelli che dietro fanno di si con la testa che devono essere procarioti. Monocellulari. (non telefonini, è un’altra cosa) . I più astuti, quelli che hanno una cellula in più, li riconosci dal fatto che quando parla qualcuno che non sia pro piduista fanno di no con la testa.
Quelli sono i più evoluti, infatti nella lega non ce n’è nemmeno uno.
Purtroppo ci sono anche dalla mia parte politica quelli che fanno si con la testa grazie alle vibrazioni dello studio e non alla sostanza di quello che si dice.
Non ne faccio una questione maschilista come Grillo che individuato il punto G della sua candidata nell’apparire in televisione anche perchè sarebbe un punto G piuttosto anomalo dato che è molto, ma molto, comune anche tra i maschi di destra, di centro o di sinistra.
Spero che questa fobia da televisione, dell’apparire sempre e comunque, vada scemando sempre di più grazie anche allo tsunami del M5S ed al fatto che, secondo me, ha veramente stancato.
Quando ero nel Pci, e ci sono stato parecchio, noi andavamo nei mercati ad incontrare la gente, ascoltarla e farci ascoltare. Organizzavamo incontri con i cittadini sui vari temi locali e nazionali nelle biblioteche di quartiere, nei circoli che sono una cosa diversa dai bar o dai pub come si chiamano adesso.
Facevamo anche riunioni condominiali ospiti di qualche condomino che invitava i suoi coinquilini per parlare di politica, discutere dei nostri problemi.
Insomma facevamo politica, in televisione ci andava Berlinguer e così eravamo certi che non avrebbe detto cazzate come fanno da vent’anni quasi tutti gli esponenti del Pd.
Che senso ha, mi chiedevo molto prima di Grillo, andare da Vespa, Ballarò e compagnia bella per sembrare tutti uguali?
Oppure per dar modo alle vajasse, mascili e femminili, della destra di sfogare ed esibire la loro maleducazione.
Per chiudere, dato che abbiamo la memoria corta, ricordo ancora una volta che ad inventare l’interruzione sistematica del”avversario, parlarci sopra per non far capire quello che dice, ecc.ecc. E’ stato inventato da Schifani quando ancora aveva il riporto.
Così la penso io, si viene notati di più se non si va nei pollai.
Andate in strada a fare politica, è faticoso ma rende di più e la gente vi capisce. Ancora più importante è che in questo modo anche voi capirete quali sono i problemi della gente comune.
Siete diventati tutti come nella scenetta nei bassi di Napoli che la Smorfia, il trio dell’immenso Massimo Troisi, fecero negli anni 70.
C’era un poveraccio che viveva nei bassi, Troisi, che si lamentava delle sue condizioni di vita e l’esperto, Lello Arena, lo interrompeva continuamente. Ma se non mi fate parlare come fate conoscere i miei problemi, disse il poveraccio Troisi, e l’esperto gli rispose: cosa ne sai tu dei tuoi problemi quando ci siamo noi che li studiamo da anni?
Ecco, i politici di centrosinistra mi sembrano tutti come l’esperto Lello Arena. Non solo del cenrosinistra.

Io avevo i fattorini con il cellulare aziendale per questioni organizzative. Ci organizzavamo meglio nelle consegne e si risparmiava un sacco di tempo, migliorando il servizio.


indexSi poteva fare il contratto di sola ricezione ma non potevamo ridurci a chiedere al cliente per fare una telefonata. Il cellulare dei fattorini era, è, uno strumento utile per organizzare al meglio le consegne, fare variazioni in corso mentre si è in giro per la Lombardia ottimizzando il lavoro sia per l’azienda che per il cliente.
Le bollette con i consumi dei cellulari arrivavano a me con l’elenco delle telefonate effettuate.
4 fattorini, 4 cellulari e l’etica dei miei collaboratori era al 50%, non male direi, due lo usavano solo per lavoro ed altri due telefonavano anche alla morosa.
Erano cifre ridicole ma per una questione di educazione e di principio quando vedevo telefonate extra chiedevo chiarimenti: cosa fai usi il telefono aziendale per i fatti tuoi? Non la scopiamo mica noi la tua ragazza e perchè metti in conto all’azienda la telefonata per l’appuntamento?
Era un modo di scherzarci sopra facendo comunque arrivare il messaggio.
Le scuse erano sempre quelle, ho dimenticato a casa il mio cellulare, mi sono confuso ho preso uno per l’altro e così via.
ma se vuoi rimborso la spesa.
Non è una questione di soldi, rispondevo, è una questione di forma verso l’azienda e verso i colleghi che non fanno come te, non sbagliano mai telefono quando chiamano per i fatti loro.
Se capitava il giro lungo, andavamo anche sino a Genova, ovviamente si rimborsava anche il pasto purchè il ristorante non avesse le tre stelle Michelin.
Insomma si cercava di usare il buon senso e di limitare i paraculi, che ci saranno sempre. Tutto questo dipende dal manico, come piace dire a me, se trovi un capo rompiballe come me il vizio di telefonare con il cellulare della ditta lo perdi in pochi mesi, altri lasciano andare.
C’era anche di peggio in una concessionaria dove avevo lavorato in precedenza.
Come tanti sapranno i venditori di auto hanno tutti il telefono fisso sulla loro scrivania, ognuno di loro ha la sua linea alle volte interna tramite centralino altre volte diretta.
C’era un venditore già di una certa età che aveva una sorella in Liguria e tra le chiamate alla sorella e quelle che faceva da gennaio in poi per prenotare le ferie estive, si parla di ore ed ore al telefono con agenzie o con i padroni di casa vacanze, spendeva una cifra.
Il titolare era abbastanza di manina corta ma poco furbo, si lamentava delle spese telefoniche e nello stesso tempo se la faceva fare sotto al naso finchè un giorno non si rivolse a me, ero bravo ad incrociare spese ricavi flussi, e mi chiese di vedere come mai spendevamo così tanto di telefono. Per un tipo che per risparmiare non chiamava nemmeno la moglie era una sofferenza.
Mi feci dare le bollette e nel giro di un paio d’ore gli diedi l’elenco dei dipendenti con il riepilogo delle spese per telefonate private, che esulano dal lavoro. La cosa è molto semplice anche perchè di solito chiamano sempre gli stessi numeri, insomma se stai vendendo una macchina ad una persona non gli telefoni venti volte al mese.
Detto questo non mi è mai capitato di vedere nelle richieste di rimborso spese un barattolo di Nutella o un libro che tratta la Mignottocrazia.
E’ una questione di forma, di etica, di costume, di educazione.
Ma non facciamone un problema di Stato, non facciamoli passare per delinquenti è il classico modo di prendere le cose all’italiana.
Fare i furbi, applicare le regole a spanne, sentirsi migliori degli altri come quando freghi il parcheggio dell’auto a chi era in attesa.
Fermarsi in seconda fila con le 4 frecce accese credendo di sparire, insomma i piccoli soprusi e le meschine furbate per le quali noi italiani siamo celebri nel mondo.
Comunque torno a dire che, secondo me, il problema è sempre nel manico ed è per questo che io ritengo responsabile chi controlla, chi decide, chi comanda.
Non mi piaceva passare per fesso, molti non si rendevano nemmeno conto che la telefonata extra sarebbe stata rintracciabile e credevano di esser furbi. Non era una questione di soldi ma di principio, di rispetto per l’azienda e per i colleghi che non avevano il cellulare aziendale, ed è per questo che quando controllavo le bollette li chiamavo in ufficio per richiamarli all’ordine.
In piccolo, molto in piccolo, sono gli stessi controlli di routine che, si dice, dovrebbe fare la Banca d’Italia sui movimenti delle altre banche.
Qualcuno mi accusava di essere un comunista ma fascista nel lavoro, c’era un ispettore di casa madre che godeva nel definirmi così, diceva nel lavoro sei un fascista come me. Non so cosa intendesse dire perchè io facevo il mio dovere, non ho mai protetto i fannulloni ed ho sempre sputtanato i paraculi per rispetto mio, dell’azienda e dei colleghi. Niente favoritismi.
Detto questo ho sempre preferito guadagnarmi e farmi adeguare lo stipendio in base ai risultati e non alle furbate delle tre carte.
E’ solo una questione di mentalità. Diciamo che, come capo, verrei definito dal 90% degli italiani un rompicoglioni.
Gli stessi che si indignano dei rimborsi spese dei politici e magari fanno la piccola cresta nei  “loro” rimborsi spese.
Quelli che si lamentano quando gli “altri” parcheggiano in seconda fila.
Bankitalia e bilanci delle banche: chi controlla il controllore?
“Spese pazze” al Pirellone: indagati capigruppo opposizione Contestato barattolo di Nutella

Il primo pensiero, quando ho letto le frasi di Brunetta, è stato: Non so come faccia a pestarle più grandi di lui. Subito dopo mi sono dato dello stupido, la misura è quella.


imagesNon so quante case abbia ma se ha dovuto chiedere un prestito in banca per pagare l’Imu ne ha certamente molte, tutti sappiamo che le banche ti danno l’ombrello quando c’è il sole e te lo tolgono quando piove.
Da qualche anno piove sulla maggioranza degli italiani e le banche hanno i portaombrelli pieni, prestano solo ai pensionati perchè hanno un reddito, per adesso, garantito e gli fanno pagare l’assicurazione, se schiattano sono coperti.
Quindi se gli hanno dato il prestito è perchè ha garanzie almeno 100 volte superiori a quanto richiesto. Potràcomprarsi le scarpe con il rialzo.
Quando ero giovane io per definire un pochino ottuso  si diceva, sei ragioniere? Se aveva la Prinz non ponevamo nemmeno la domanda.
Oggi, a giudicare dalle azioni e dalle parole, i ragionieri sono stati surclassati dai professori di economia o di finanza basti pensare a Tremonti, Brunetta, Monti e compagnia.
Parola di Brunetta:
Purtroppo lo sviluppo economico italiano si è basato sull’evasione fiscale. Che ci debba essere disciplina fiscale per far pagare tutti e per pagare meno ci vuole. Tutto questo però non si fa con il fisco spettacolo. Io sto pagando la seconda rata dell’Imu e i soldi non li ho, ho dovuto chiederli in banca. E come me, immagino, molti altri italiani. La pagheremo cara, Monti ha sbagliato.
Per fare una critica, giusta, a Monti l’ha fatta fuori dal vaso forse perchè, come ho detto sopra, è più grande di lui.
Nel 2011 ha dichiarato un reddito di oltre 262000 euro non credo li abbia spesi tutti per galleggiare a pelo d’acqua in quel di Venezia da quello che mi risulta, da che mondo è mondo, si è dempre detto che lo stronzo galleggia.
Quindi la ragione deve essere un’altra, avrà investito sino all’ultimo centesimo in case e adesso non ha i soldi per l’Imu.
Se voleva essere solidale con i pensionati rapinati da Monti con l’unica casa di proprietà ha toppato ancora una volta e se qualcuno lo incontrasse e lo prendesse a calci nel culo oltre a fare una cosa giusta e doverosa non farebbe neanche fatica, basterebbe alzare una gamba di pochi centimetri.
Forse le parole di Brunetta confermano quello che si dice intorno ai nani, premetto che salvo il caso in questione io non ci credo anche perchè supero di poco il metro e 65.
Per non sporcarmi con quello che si dice intorno ai nani userò le parole del poeta, De Andrè:
Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore toppo,
troppo vicino al buco del culo.
Nel caso specifico credo che troppo vicino al buco del culo Brunetta abbia anche il cervello.
Penso anche che Brunetta non sia nemmeno dotato della virtù meno apparente, ha piccolo anche il pisello oltre al cervello.
Lo si capisce da come sparla che non ha rispetto per la gente.
Giorgio Conte, del Fli, ha commentato così il suo collega: «Le parole di Renato Brunetta che sostiene di non riuscire a pagare l’Imu – dice all’agenzia Asca il vicecapogruppo di Fli alla Camera – sono uno schiaffo a tutte quelle famiglie che hanno reali difficoltà economiche e che davvero non riescono ad arrivare alla fine del mese».
Io lo mando semplicemente a cagare, così scompare.
Per i leghisti, non stiamo parlando della brunetta dei Ricchi e Poveri, stiamo parlando dell’ex ministro del loro governo.

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