Se la Repetto da lezioni di sindacato a Landini aspettiamoci di tutto. Il peggio della politica italiana è senza fine, come l’Araba Fenice risorge dalle proprie ceneri ogni volta più grande.


imagesNel dibattito, che ho visto in video sul Fatto Quotidiano, il concetto più alto l’ha espresso Andrea Scanzi: “Sentire la Ravetto che dà lezioni sindacali a Landini è come sentire Paola Binetti che dà lezioni porno a Cicciolina“.
Durante l’intervento di Landini la Repetto ha dato sfoggio a tutte le espressioni di rito che le donne del Pdl sfoggiano in tutti i talk show quando parla un avversario politico. Una specie di balletto espressivo facciale che un coreografo di partito ha insegnato, non senza difficoltà, a tutte le onorevoli del Pdl atto a distrarre il teledipendente dalla sostanza dei problemi in discussione.
Il top l’ha raggiunto dopo avere interrotto o parlato durante gli interventi altrui quando ha detto stizzita: I suoi iscritti vogliono sapere cosa propone per il lavoro non sentirla parlare dei processi altrui.
La spudoratezza di questa gentaglia non ha limiti. Dopo avere portato la disoccupazione in Italia a livelli mai raggiunti nella storia della repubblica vogliono dare lezioni al sindacato.
Nel corso della trasmissione, la parlamentare del Pdl sbuffa, polemizza con una donna del pubblico e mormora durante l’intervento del segretario della Fiom: “Eh, Madonna, è il Landini show”. ( Fatto Q.)
Toccate tutto alle donne del Pdl ma non toccatele lo show è la loro specializzazione, infatti ne hanno organizzato uno per oggi pomeriggio a Brescia mentre in serata la festa si trasferirà ad Arcore dove c’è il palo della lap dance.
Ha chiesto, l’esperta in sindacato del Pdl, di quanto sono aumentati gli iscritti al sindacato dimenticando del tutto che il suo partito al governo l’unica cosa che ha aumentato sono i disoccupati raddoppiandoli.
Per non parlare della disoccupazione giovanile.

Pdl, Ravetto a Landini: “Le dò io una lezione di sindacato”. E scoppia la polemica
Su quello che ha detto Cesare Damiano del Pd non dico niente per non infierire.

E’ del 10 ottobre 2007, sono cambiati i governi ma la mia domanda è rimasta senza risposta: La recessione è una montagna che dobbiamo scalare tutti, chi più chi meno, perchè dobbiamo portarci lo zaino del vaticano?


reuters60616620804111506_bigLa recessione la dobbiamo affrontare tutti, forse, privilegiati o non, ma perche’ ci dobbiamo portare sul groppone il Vaticano?
Perche’ dobbiamo pagare i maestri di religione, i preti, lasciare che non paghino l’ici, e la truffa dell’ 8 x 1000?
Lasciamo perdere il sottoscritto che e’ ateo e che non puo’ vedere le chiese, pur avendo studiato dai preti o proprio per questo, ma anche per un cattolico non vengono prima i suoi figli? La sua famiglia, i suoi vecchi?
Perche’ dobbiamo portarci sulla schiena questo fardello insopportabile mentre la banca vaticana cambia 19 milioni di euro in oro sonante?

Se gli basta la parola di Dio, che non svaluta mai, perche’ non se la tiene e paga regolarmente le tasse allo Stato italiano?
Carissimo Santo Padre, gia’ mi sono rotto i maroni, per essere gentile, anni fa della parola di Dio ma ho portato rispetto all’uomo prete, come Don Milani che voi avete massacrato. Come Don Vittorino, prete del mio paese, che per aver parlato in favore di un uomo abbandonato dalla moglie con un figlio di due mesi chiedeva il diritto di rifarsi una vita, l’ avete isolato in un paese di montagna come avesse la peste?
Erano gli inizi degli anni 60 ma non e’ cambiato niente, siete ancora piu’ feudali e retrogradi.
Mi sta’ bene ma fatelo a spese vostre dei vostri fedeli e di chi crede alla vostra dottrina.
Dobbiamo fare un movimento nel paese che ripristini la legalita’, l’uguaglianza, la libertà, quindi aboliamo i privilegi sull’ici, gli stipendi dello stato ai preti, gli insegnanti di religione pagati dalla collettivita’ ed il versamento dell’5 x mille, andate a lavorare e date il buon esempio.
Se Dio c’è lo verificherò dopo che me ne sarò andato nel frattempo, se c’è, mi auguro che mi ascolti e vi maledica, sono oltre ogni limite di sopportazione. Con voi, gia’ che c’è, deve maledire chi difende la famiglia, in maniera bigotta, e ne ha due o tre.Chi fa il funerale in chiesa a chi ammazza cittadini innocenti , come i mafiosi ed i camorristi, chi fa la predica in mondovisione dicendo che la parola di Dio e’ l’unica cosa che conta, piu’ del denaro e del potere mentre utilizza il potere, spirituale e materiale, per fare affari con la droga e la banda della Magliana e quanti prima e dopo di loro hanno inquinato questo paese.
Non passate piu’ con il cestino, nelle chiese, adesso volete la carta di credito, vergognatevi.
Facciamo un movimento di liberazione dal Vaticano, almeno per salvare la nostra vita e le nostre famiglie, se a qualcuno avanzano dei soldi e vuole donarli alla chiesa faccia pure, ma non rompa i coglioni a me.
Quando ci vuole ci vuole.
In una famiglia, quando gira male, si eliminano le spese superflue. Cominciamo ad eliminare questa spesa inutile e carissima, che ci e’ imposta, una gabella infinita che dura da migliaia di anni.
Salviamo la barca, buttiamo giu’ la zavorra!
Queste ultime righe sono un aggiornamento, la prova che non abbiamo capito niente ancora.
Prodi, Berlusconi, e non una montagna ma addirittura i Monti dobbiamo scalare e lo zaino è sempre più pesante, contiene cose che non sono nostre ma che interessano solo al vaticano.
L’Imu, i privilegi, i finanziamenti alle scuole cattoliche ed in più ci sono degli esaltati che accusano le donne di provocare e quindi provocare lo stupro, la violenza, il femminicidio.
Le continue ingerenze nell’etica e nella medicina , nei fatti privati e nei diritti delle persone e delle coppie, tutti i tipi di coppie.
Un peso insopportabile sia economicamente che moralmente, un peso che ci sta portando a fondo.
Una volta c’era una medaglia dell’amore con una scritta: ti amo, oggi più di ieri e meno di domani.
Sulla mia medaglia c’è scritto: mi pesi, oggi più di ieri e meno di domani.
E’ un post senza tempo che viaggia verso il terzo millennio, la misura della nostra stupidità.
Che io mi sacrifichi per la mia famiglia è normale, che paghi tasse e contributi per il mio Paese e la mia pensione è normale, ma che io consegni il mio stipendio ad un’altra famiglia, paghi le tasse per un altro stato non è per niente normale.
E’ da imbecilli.

Ci sono dei problemi che non si possono risolvere, non dipendono da noi. Ed è quando sei con le spalle al muro che le priorità diventano altre. Come andrà la stufa?


Pensarci giorno e notte non serve a nulla, macerarsi il fegato nemmeno, la sopravvivenza è garantita ma la soluzione dei problemi non dipende da noi, siamo immersi nella situazione, parziale, in cui si trovano milioni di italiani.
Dico parziale perchè una fetta, abbondante, di italiani non è per niente toccata dalla situazione e se la gode tranquillamente, finchè dura.
Ma ricordiamoci che arriverà il momento in cui saremo tutti Bonzi.
Il Bonzo. Ora importa anche a me della mia libertà.

M’han detto che un bonzo
CORO. Un bonzo chi è?
Un prete buddista.
CORO. Oh!
S’è bruciato.
CORO. Sto bonzo!
S’è cosparso di benzina
nella piazza principale
e poi… ah ah ah
CORO. Cosa c’è?
Si è dato fuoco da sé
perché vuole la libertà
ah ah ah la libertà
ah ah ah!
CORO. Sto bonzo, ah!

RITORNELLO
Io ci ho la macchina
ho un bel mestiere
ho la donna sempre pronta
ho la mutua
ho la casa al terzo piano
coi servizi e col… bidè
che me ne frega a me della loro libertà
se l’è per mi poden sciupa
poden sciupa.

CORO. Sti bonzi, ah!
M’han detto che in Fiandra…
CORO. In Fiandra dov’è?
Nel Belgio.
CORO. Ah!
È scoppiata una miniera di carbon.
Sono rimasti bruciacchiati asfissiati soffocati
dal grisù
più di 70 terrun
sun finì all’aldilà
han finì de tribulà
de laura per podè campa.
CORO. Sti terun, ah!

RITORNELLO.
Io ho la macchina
ho un bel mestiere
ho la donna sempre pronta
ho la mutua
ho la casa al terzo piano
coi servizi e col… bidè
che me ne frega a me della loro libertà
libertà de laurà
de laurà per podè campà.

CORO. Sti terun, ah!
M’han detto ier sera…
CORO. Chi?
Il dottor Biraghi.
CORO. Chi è?
Il capo reparto.
CORO. Ah!
Che da domani…
CORO. Beh?
Son licenziato.
CORO. Sì?
In tronco.
È per via della flessione sul mercato nazionale
che…
CORO. Cosa c’è?
Piango.
Ora importa anche a me della mia libertà
libertà de laurà
laurà per podè campà.
CORO. Come un terun, ah!

Non ho più la macchina
sono licenziato
la mia donna mi ha lasciato
senza casa al quarto piano
coi servizi e col… bidè
ora importa anche a me della mia libertà
libertà de laurà
de laurà per podè campà.

CORO. Come un terun, ah!
Sono qui peggio di un bonzo
non ho manco la benzina per brusà
viva la libertà viva la rivoluzion
libertà – rivoluzion
rivoluzion – rivoluzion – rivoluzion – rivoluzion.

Come ha scritto quel genio di Dario Fo e come ha cantato magnificamente l’immenso Enzi Iannacci l’egoismo e l’indifferenza degli uomini vola alto sinchè i problemi non lo toccano sul vivo. Se lo toccano in prima persona allora il problema diventa di tutti.
Io, per Dna e per ideale politico, mi sono sempre interessato dei problemi di chi è dietro di me, ne ha meno di me.
Ho fatto trent’anni di lotte politiche e sindacali per chi non si interessava nemmeno ai suoi problemi, tanto per parlarci chiaro guadagnavano un terzo o la metà del mio stipendio. Io lottavo insieme ad altre migliaia di persone e qualche diretto interessato no, non aveva tempo. E’ il bello di essere comunisti, rivendicare diritti anche per chi non li meriterebbe.
Detto questo a volte nella vita si arriva ad un capolinea, è necessario ripartire da capo ed è in questi momenti che le priorità diventano altre.
Oggi, per esempio, ho mandato affanculo il mondo e sono andato a sistemare la casetta in montagna che un carissimo amico, anche se lo conosco solo da 7 mesi, mi ha messo a disposizione.
La mia priorità oggi era mettere in ordine, fare pulizia e provare se la stufa a legna funziona.
La stufa mi è costata 5 kg di cozze, me l’ha “venduta” un altro amico perchè in montagna, nei paesi piccoli e dovunque i rapporti umani sono ancora umani ci sono persone capaci di questi gesti, non avvimghiati al centesimo come le banche o molti altri di noi.
La stufa va alla grande in poche ore siamo passati da 6 gradi a 20 gradi. La foto non è delle migliori ma è fatta con il telefonino.
Questo mi ha reso felice e per oggi posso dire ad un certo mondo di andare tranquillamente affanculo.
Per chi non avesse voglia di leggersi il testo della canzone, sopra, metto il video. Per me varrebbe la pena ascoltarla.

Il 30% di noi, popolino, vive quotidianamente con i propri problemi. Poi ci sono gli esperti che ne parlano e scrivono, poi quelli che dovrebbero risolverli e quindi quelli che se ne fregano. Non avendo problemi.


Alle volte, tra giornali e tv, mi sembra che ci siano più esperti, studiosi, dei nostri problemi che vittime dei problemi stessi. Se mettessimo in concreto il 10% delle chiacchiere o di quello che si scrive sui problemi della massa avremmo già risolto tutto.
Sembra che ci siano più esperti o presunti tali che disoccupati, precari. Abbiamo persino vallette ospiti in tv che ci dispensano il loro punto di vista specialmente in caso di assassini o di violenze varie, come se fossero tutte laureate in psicologia.
Non ci manca nemmeno l’approfondimento di Vespa con tanto di ricostruzione plastica dei luoghi dei delitti.
Adesso è tempo di vacanze, per chi può andarci, ma la mia impressione è che ci siano più esperti di viaggi o vacanze che vacanzieri che ci consigliano mete, itinerari e pure quando è il momento migliore per partire.
Tutto ciò mi fa tornare in mente la genialità di Massimo Troisi e la Smorfia, quando fecero la scenetta sui bassi di Napoli.
Lo studioso che faceva l’inchiesta era interpretato da Lello Arena che ad un certo punto se la prende con un abitante dei bassi, che si lamenta di essere costretto alla convivenza dei topi e faceva un elenco dei problemi concreti con i quali battagliava quotidianamente. Voi non potete capire, diceva l’abitante dei bassi, se non ci si vive non si può comprendere.
Lo studioso, Lello Arena, si alterò e disse: cosa ne volete sapere dei vostri problemi! Noi è da vent’anni che li studiamo.
Mi sembra di essere in un film surreale, viviamo in mezzo ai problemi ma ci vuole lo studioso che ce li spieghi.
Non dico che si diano una mossa quelli che non avendo problemi se ne fregano ma almeno quelli che li vivono o che dovrebbero risolverli dovrebbero battere un colpo.
Basta chiacchiere.

L’esecutivo della finanza paralizza il Paese sul problema che non c’è. L’art. 18, licenziare per assumere? Ma non facciamo ridere. Vogliono solo il trofeo da esporre nei saloni dei palazzi.


Il problema del capitalismo è nell’evoluzione del capitalismo perchè i capitalisti hanno capito prima di noi, teledipendenti vittime della pubblicità, che il profitto del consumismo era alle corde.
Tutti abbiamo la lavatrice, due televisori, tre telefonini, due o tre auto per famiglia, i mobili durano decenni e, se vogliamo muovere l’economia, dobbiamo distruggere a mazzate le cose durevoli necessarie e quelle inutili che la propaganda capitalista ci ha fatto comprare.
Dallo sfruttamento produttivo del lavoratore, possibilmente con meno diritti regolamentati, all’unico scopo del profitto e dell’aumento della produzione, il capitalismo parassita si è dato alla finanza perchè ha capito prima di noi che il consumismo ha un limite fisico per il consumatore  e di inquinamento per il pianeta.
Smaltire un’automobile inquina il pianeta mentre la finanza parassita inquina la mente non ha necessità di stabilimenti e rende molto di più con i debiti di Stato.
Mettiamo il caso che ci sia un imprenditore onesto che ha una fabbrica qualsiasi con 1000 lavoratori, rispetta le leggi contrattuali, paga le tasse, investe nella ricerca, vende la sua produzione, tratta con il sindacato, paga gli stipendi e le ferie, anticipa la liquidazione ai suoi dipendenti per aiutarli a comprarsi una casa ed alla fine di tutto questo si trova con un utile netto finale del 10%.
Intendiamoci il 10% netto per la sua famiglia non è poco su un giro di miliardi in una decina di anni si trova con un bel gruzzolo che permetterebbe alla sua famiglia  ed ai suoi discendenti la garanzia di una qualità della vita superiore per centinaia di anni.
Il tutto rispettando le regole, pagando le tasse sino all’ultimo centesimo, creando ricchezza per i suoi dipendenti e per il Paese, come avrete capito sto parlando dell’imprenditore che non c’è, ma ci potrebbe anche essere.
Il tipico Cavaliere del Lavoro se non fosse per il fatto che anche Berlusconi lo è pur essendo economicamente ed eticamente un bandito.
Ad un certo punto per eccesso di produzione e conseguente calo di consumi il bravo imprenditore si accorge che non è più conveniente avere 1000 dipendenti, trattare con i sindacati, pagare tutte le imposte dirette ed indirette alle quali è soggetta la sua impresa, investire in ricerca è sempre più difficile anche per via della concorrenza e si rende conto che se chiude la fabbrica, licenzia i dipendenti, vende i capannoni può avere lo stesso profitto, a tasse inferiori, senza preoccuparsi di rispettare contratti, la legge 626, fare la manutenzione ai macchinari ed ai capannoni, rinnovare la mensa, pagare i commercialisti, litigare con il suo dipendente che gli da del disonesto e non si rende conto di avere il titolare migliore del mondo che lo rispetta e lo paga quanto deve.
Insomma da capitalista produttivo diventa capitalista finanziario e si mette a fare il parassita degli Stati, investe i suoi capitali in borsa nei titoli di Stato e si trova con la stessa rendita che aveva con la fabbrica ma senza le “rotture” della fabbrica, non deve trattare con il sindacato, subire le ispezione dell’ufficio igiene nella mensa aziendale, la finanza che gli controlla le bolle di consegna e le fatture e l’impresa che gli fa la manutenzione ai capannoni che costa sempre di più.
Non solo si toglie tutte le rotture che comporta la produzione ma alla fine invece di dare allo Stato il 50% di tasse sugli utili si accorge che facendo il parassita paga solo il 20%.
Ovvio che gli conviene fare il parassita degli stati, male che vada ne diventa addirittura propietario dei terreni e degli immobili ed invece di incontrare il sindacato per il rinnovo del contratto va nella villa in Sardegna a giocare  a tennis con i famigliari e gli amici o a pescare se gli piace il mare, il silenzio e la compagnia ristretta.
E’ l’evoluzione del capitalismo, il lavoro che non c’è ed è inutile che Monti e la Fornero ci vengano a dire che il problema è l’art. 18 che creerebbe disoccupazione per i giovani.
La disoccupazione per i giovani ed i meno giovani è dovuta alla mancanza di investimenti nella produzione, al consumismo esasperato che non è più sostenibile ed al capitalismo finanziario e parassita che ha sostituito i dipendenti con un pc che è più che sufficiente per seguire gli investimenti e calcola i profitti in tempo reale.
Al massimo, se ha difficoltà con il pc e con internet, assume uno specialista che segua le sue indicazioni che compri, sposti, investa, dietro il suo indirizzo e del commercialista che lo segue.
La finanza parassita e la politica sua complice vuole il trofeo e come i nobili dei secoli scorsi andavano a caccia del cervo per mettere la testa del trofeo nel salotto buono i nuovi nobili della finanza vogliono il trofeo da esporre nei saloni delle loro ville e dei loro palazzi, l’art. 18.
E non ho scritto degli imprenditori evasori, ladri, la malavita organizzata e tutti i parassiti sconosciuti al fisco.
Abbiamo indebolito la politica, l’abbiamo inquinata, abbiamo buttato via gli ideali e le lotte per un mondo migliore, ci siamo distratti e queste sono le conseguenze.
Milionari che decidono per conto di altri milionari o miliardari come devono vivere milioni e milioni di persone senza lavoro, senza prospettive, e la colpa è sempre degli altri.
Dei sindacati, dei politici, dei corrotti, dei corruttori e mai degli elettori.
Gli elettori hanno sempre ragione e, se si incazzano, non vanno a votare o votano scheda bianca per protesta.
Gli elettori dovrebbero ricordarsi che per fare la spesa ci vogliono gli euro, per affittare una casa pure, per pagare l’asilo anche, per avere un futuro ci vuole un lavoro e non le polemiche sul web e sull’ art. 18.
L’art. 18 è l’ennesimo paravento del sistema.
Come arrivare a distruggere una società, globale, senza passare dai bombardamenti che facciano ripartire l’economia.
 Pasolini l’ha detto più di 40 anni fa, noi abbiamo valore in quanto consumatori e non come persone, individui. Oggi non possiamo consumare e ci mandano al macero.
L’ha stabilito il capitalismo, il mercato, la concorrenza, i parassiti della finanza. 

Voi pensate che la destra voglia costruire le centrali nucleari per produrre energia? Non è così, per il profitto, in sicurezz


imagesMi si è accesa una lampadina nel cervello, un dubbio che è quasi una certezza in merito alle centrali nucleari.
La maggioranza degli italiani è contraria alle centrali, l'ha già detto in un referendum e lo conferma ancora di più dopo quello che è successo in Giappone dove, nel costruirle, sono molto più seri di noi.
In tutto il resto del mondo le centrali nucleari servono a produrre energia, per il momento lascio perdere il problema sicurezza lasciando che ognuno si faccia la sua idea su che mondo intende lasciare ai suoi nipoti.
Dicevo che nel resto del mondo servono a produrre energia elettrica ma le prime centrali nucleari al mondo che dreeranno profitto e clientele senza produrre energia le costruiremo noi, potremmo brevettarle.
La destra italiana è attenta all'onda popolare, sa benissimo che la maggioranza degli italiani è contraria alle centrali, infatti hanno subito confermato che si procederà senza tentennamenti nella costruzione delle stesse.
Cicchitto è stato il primo, come quasi sempre ed il Pd ha subito abboccato dandogli dell'irresponsabile.
La chiave di tutto sarà nei siti che sceglieranno per costruire le centrali, dicono 4 ma i siti sono molti di più, vediamo la tabella.

mappa-centrali-piccoleNon sono un ingegnere ma d'istinto mi viene da pensare che la dislocazione dei siti sia solo una questione di comodità per gli affari dei soliti noti e della malavita organizzata.
Come vedete i siti sono 15, spero non li usino tutti, ma quello che conta è dove sono locati.
Come tutti sappiamo. l'ha detto anche Draghi, camorra, mafia ed 'ndrangheta sono piazzate, bene, al nord oltre che nel resto d' Italia ed hanno le loro buone ragioni.
Nel nord ci sono 6 siti per le centrali nucleari italiane che produrranno profitto e non energia elettrica, come tutti gli italiani compreso il Pd pensano, sono 6 grandi, belle, nuove mangiatoie per la lega, Comunione e Liberazione oltre ai soliti noti che sono dentro in tutti gli affari, sporchi.
Il socio di maggioranza nella costruzione delle centrali sarà la malavita, vedrete che mafia, camorra e 'ndrangheta si metteranno d'accordo sulle forniture di tondino e cemento senza litigare come fanno i partiti e la politica.
Il centro Italia è affidato alla camorra, forse torneranno in pista gli amici di Bertolaso, certamente ci saranno quelli di Berlusconi, non escludo che si compri anche una società di costruzioni.
Per la Sicilia, per accontentare la mafia oltre alla centrale ci sarà il ponte sullo stretto, l'appalto per il cemento sarà doverosamente per la mafia che fornirà il cemento come quello delle autostrade siciliane, si chiama sbriciolabile ed è un brevetto della mafia.
Una anche in Sardegna, forse l'appalto sarà estratto a sorte, vedremo.
Ovviamente i lavori splafoneranno e di molto tutti i preventivi, i tempi e le centrali nucleari italiane non verranno mai finite, mai messe in funzione, come la Salerno-Reggio Calabria.
Non solo, perchè sono furbi, quando avranno speso miliardi di euro, nostri, fingeranno di dare ascolto alla voce popolare che non vuole le centrali.
Una volta che lega, C L, amici degli amici avranno rubato tutto il possibile, bloccheranno i lavori nel rispetto della volontà popolare, Ferrara farà la propaganda nel Tg1 per dire di quanto sono accorti i nostri governanti e quanto sono democratici nel bloccare le centrali che il popolo non vuole. Berlusconi farà un messaggio ai promotori della libertà perchè spieghino a tutti gli italiani che il nucleare, voluto dai comunisti, è pericoloso e lui ha bloccato tutto perchè è bravo, è il migliore, è il più democratico di tutti.
Quindi non abbiate timore, le nostre centrali nucleari non emaneranno radioattività, solo appalti e profitti per mafia,'ndrangheta, camorra, lega, comunione e liberazione e per i soliti amici del potere, quelli che hanno lavorato alla Maddalena, all'Aquila, a Roma, a Milano e dovunque ci sia possibilità di fare affari con la malavita.
Per questo mafia, camorra e 'ndrangheta sono piazzati bene al nord, sono furbi come Marchionne e vanno là dove li porta l'affare. Di Stato.
Tranquilli che appena avranno la pancia piena, in prima fila i leghisti, troveranno qualche progetto nuovo per distrarci e farci dimenticare che noi le centrali non le volevamo, saranno talmente bravi nella propaganda da farci sembrare che i contrari erano loro.
Siamo noi che abbiamo inteso male le parole di Cicchitto, Capezzone ed il bandito, loro le centrali non le vogliono ma ce lo diranno dopo che avranno mangiato a nostre spese.

 

Elisa Toti lancia la stampella in difesa di Papi.Mamma Anna ha detto che è una stampella da 12 milioni, non bazzecole.


elisatotiElisa Toti, ha gettato la stampella in difesa di Papi e di se stessa.
Sono rimasta ad Arcore quattro giorni per le feste di fine Natale, ho dormito in un’ala della villa, sola, per non fare avanti e dietro col mio appartamento a Milano. Rimanevo a dormire e poi me ne andavo a lavoro il giorno dopo.
Non sono un magistrato ma, se lo fossi e mi dicesse queste stronzate, l'accuserei di oltraggio a pubblico ufficiale.
Sentite come continua:

Nelle intercettazioni parlando con sua madre si era detta stanca: ‘La stanchezza di cui parlavo era relativa al fatto che io vado a letto alle 22, e’ normale quando lavori e ti alzi la mattina presto, non ho piu’ 19 anni quando a Ibiza facevamo le sei di mattina. Cosi’ aver partecipato a tre cene fino alle due di notte mi ha stancato. Non ero stanca per altre cose fantasiose che solo certe menti malate possono pensare’.
Sicuramente io ho la mente malata, bacata, faccio solo presente che non lavora ad Arcore, lavora a Milano. Se non hanno spostato Arcore non capisco come abbia trovato più comodo dormire ad Arcore.
Anche lei ha avuto grossi problemi finanziari, come tutti i giovani del mondo esclusi i figli di Berlusconi, Papi le ha fatto solo dei prestiti.
Lei, e le sue compagne, non sono come le hanno descritte sui giornali.
Sentite come parla del prestito di Papi con la sua mamma-mezzana.
Madre e figlia, la sera dello scorso 9 gennaio, la domenica che chiude il ponte dell’Epifania, sono al telefono. Elisa spiega di essere ‘appena tornata a casa’ e aggiunge di essere ‘preoccupata per la salute di lui’. La madre, invece, sembra preoccuparsi di altro: ‘Senti eeee quanto v’ha dato?’. La figlia: ‘Cinque piu’ quegli altri mille quindi, quindi sei’. La signora Anna e’ contenta: ‘Dici niente? Capito?
eee poi che vi ha detto quando lui vi ripotra’ vedere’. Risposta: ‘Ce lo dira’ lui’. La ragazza racconta di essere stata ‘una settimana (…) alcune sono arrivate martedi’ io mercoledi’ (…) mamma mia una cosa allucinante’. Quindi e’ stanca: ‘Non ti puoi immaginare in che condizioni sono guarda (…) sono in condizioni pietose, pietose proprio (…) ora mi ci vorra’ un mese perrr, ora quei, quei soldi che ho preso mi (…) serviranno per rimettermi a posto dopo questa settimana’. La mamma fa due conti: ‘Sono dodici milioni’, di vecchie lire. E la Toti: ‘Si ma no, non dire niente ee”. La signora, quindi, la saluta: ‘Ti lascio perche’ ti devi, devi andare a riposare’.
Evidentemente la mamma-mezzana era al corrente che il prestito infruttifero per puttane in difficoltà era esteso a tutta la combriccola se chiede alla figlia: quanto vi ha dato?
La signora Anna è molto contenta, si interessa subito del prossimo appuntamento, ma la figlia è stanca, avere il prestito è stata una cosa allucinante, faticosa.
La signora Anna forse non l'ascolta nemmeno, con la testa ritorna ai bei tempi quando anche lei aveva, forse, dei prestiti infruttiferi dai papi della sua zona ed ha un momento di nostalgia: sono dodici milioni, alludendo ai bei tempi di quando c'era la lira.

Dalle intercettazioni delle arcorine anche qualche grido d’allarme in concomitanza con la presenza dei figli del premier.
Non volevano far sapere ai figli di Papi che in un anno ha speso 11 milioni 474.320 euro in prestiti infruttiferi a ragazze in difficoltà, alcune anche minorenni senza che firmassero i genitori.
Per dirla alla signora Anna sono 22 miliardi 214.283.520 lire.
Una finanziaria, praticamente.
Per quanti soldi abbia i figli avrebbero dovuto interdirlo.
Comunque in una cosa sono d'accordo con Elisa Toti, lei non è come la descrivono sui giornali, lei è come la sua mamma.
Zoccola la madre, zoccola la figlia e non è obbligatorio, è una scelta.
imagesLe menti malate sono quelle che danno giustificazioni risibili ed infantili per giustificare le proprie malefatte.
Vedi, cara Elisa, quando si fa un lavoro qualsiasi ci sono le professioniste e le dilettanti, Patrizia D'Addario è una professionista tu sei una dilettante, anche se hai la mamma-mezzana che ti ha insegnato l'arte.
Patrizia non ha fatto la morale, non ha detto che sono menti malate quelle che commentano i fatti. Malato è chi crede al prestito infruttifero alla povera figlia d'arte che fa la puttana a sua insaputa.
Da Giornalettismo:

Anche le Olgettine piangono: Elisa Toti sospesa da Publitalia

L'8 Marzo delle disoccupate di Via Orgettina. La festa non si terrà a Villa S. Martino. Forse, non per tutte, all'Hollywood.


ragazze_olgettina-r400La scure della crisi si è abbattuta anche sulle ragazze di Via Orgettina.
I pagamenti sono sospesi, le comparsate in tv pure e tra poco saranno chiamate a testimoniare al processo.
Occhio che per i testimoni non imputati esiste il reato di falsa testimonianza, il giudice può anche decidere l'arresto.
Oggi è l' 8 Marzo, la festa della donna, anche se le ragazze di Via Orgettina non ne conoscono la storia e la ragione , si sono sempre divertite tanto con Papi.
Mai un 8 Marzo è stato triste come quello di quest'anno e pensare che Silvio è in Villa per il riposo post intervento alla mandibola.
Era il momento giusto per portargli un po' di sollievo se quei cattivoni di magistrati non avessero messo in piedi quel casino   della prostituzione con minorenni allegate.
Qualcuna ripiegherà all'Hollywood ma non è paragonabile alle feste in Villa da Papi, all' Hollywood al massimo fai un tiro di coca e qualche pompino per 200-300 euro.
La più delusa di tutte è la mamma-mezzana-pappona  di Elisa, la festa dell' 8 Marzo era l'ideale, approfittando del fatto che Papi è intontito dall'anestesia, per la sua figliola.
Avrebbe potuto incassare molto di più dei soliti 6.000 euro, la mamma pragmatica ha subito commentato: son sempre 12 milioni, senza arrivare allo sfinimento delle altre volte visto che Papi ha gli antidolorifici che gli danno una calmata.
Anche per il papà di Barbara sarà un 8 Marzo in tono minore, la sua figliola non avrà la possibilità di stargli vicino e di dimostrargli che gli vuole più bene di tutte le altre. Mentre gli infila in mano il N° Iban.
Non avrebbero mai immaginato di passare l'8 Marzo fra la tristezza e le ristrettezze economiche, Lele ed Emilio non chiamano più, la Nicole è andata a Dubai e non è raggiungibile, Papi non ha più il cellulare. Gli unici spinelli che funzionano sono quelli dell'Hollywood ma l'unico Spinelli che conta, quello che fa i bonifici, è scomparso dalla loro vita.
Se non è una disfatta è la Caporetto di Via Orgettina.
Comunque è pur sempre l' 8 marzo, festa delle donne, per quest'anno possono ripiegare sui fidanzati che mangiano avanzi e qualche amico di Sara Tommasi, abbassando la tariffe ovviamente visto che adesso la cuccagna è finita.
Su  con il morale, il mestiere lo conoscete bene, siete brave e famose, lasciate perdere i cellulari che sono intercettati e scendete a festeggiare, in strada.
Dovete solo stare attente alla Carfagna, da quando non esercita più e fa il ministro è diventata una moralista fissata con la lotta alla prostituzione da strada ed a qualche sindaco che ha emesso le ordinanze anti prostituzione.
Su con il morale, non tutto è perduto, potrete sempre farvi aiutare dai vostri genitori, fidanzati, compagni e portarli con voi per fare da palo.
Sarà un 8 Marzo di festa , di lotta e di rabbia, voi in strada e chi vi ha rovinato la vita e la festa al ballo delle debuttanti a Vienna. Le hanno pure dato 40.000 euro ed il telefono di Spinelli squilla a vuoto.
Per delle ragazze squillo è grave quando non squilla.

552180_S5LEOWE6Z1ZLA2PCLQ2FA5KSR3SCQI_mimose-da-lina_H141454_LNon so se sarà di mimose, ma il mazzo ve lo faranno sicuramente.

Calderoli ci fa o ci è, il dilemma lo lascio ai padani. Faccio qualche osservazione, sia mai che leggano.


index CalderoliChe i padani si facciano prendere per il culo, da 25 anni, dai leghisti non mi interessa molto ma, dato che fanno parte del governo ed alcuni sono ministri, se provano a pigliare per il culo me, non mi sta bene.
Si sa che per la mangiatoia sono disposti a giurare sulla Costituzione italiana, già questo mi irrita, passano tutte le leggi truffa del bandito che deve salvarsi dalla giustizia e questi mi fa incazzare ancora di più.
D'accordo che il limite della decenza è individuale, il limite all'intelligenza pure, ma qualche considerazione la dovrebbero fare anche i padani.
Ultimamente ci sono state delle polemiche sulla festa dell'unità d' Italia, naturalmente la lega ne ha approfittato per una delle solite sceneggiate  che piacciono tanto alla base, contro il tricolore, la festa per il 150° anniversario.
La scusa più intelligente che si sono inventati per boicottare la festa del 17 marzo è stata questa: con la crisi che c'è non è il caso di perdere una giornata di lavoro.
Subito si è allineata la Confindustria, la Marcegaglia ha bacchettato immediatamente i disoccupati ed i precari, perdere una giornata di produzione fa male al pil.
Già trovo strano che una manica di fannulloni come Bossi e compagnia tengano così tanto al lavoro, l' Umberto non ha mai fatto un cazzo in vita sua e sentirlo parlare di produzione fa venire i brividi.
Persino il trota ha fatto qualcosa più del padre, il presidente della nazionale di calcio della padania, ed ha pure vinto qualche torneo da bar.
Più comprensibile la posizione dei parassiti di Confindustria. E' nel loro Dna.
So che qualche ex compagno è stato folgorato dalla salsiccia padana, le grigliate ricordano da vicino le feste dell'Unità di una volta, altri sono stati folgorati dalla polenta e osei e sono diventati leghisti, magari restando nella Cgil.
Ricordo che nelle sezioni del Pci si facevano dei seminari di economia, politica, giustizia, diritti e doveri, si leggeva, insomma si cercava di fare un po' di cultura.
Forse nelle sezioni della lega si insegna a pulirsi il culo con il tricolore, si immagina una padania che non esiste, ci si fanno delle canne con il razzismo e la xenofobia.
Insomma la lega è diventata una fabbrica di cretini lobotomizzati ma c'è una cosa che dovrebbero capire anche loro, pur nelle condizioni mentali in cui si trovano a forza di frequentare Calderoli, Salvini, Gentilini, Borghezio, Cota, Bricolo e compagnia e la propongo sotto forma di una domanda sperando che sia di stimolo per la loro intelligenza.
La domanda è rivolta ai padani leghisti della Lombardia, la mia regione.
Come mai la festa per il 150° dell'unità d'Italia del 17 marzo è insopportabile, economicamente, e la festa della Lombardia del 29 maggio, giorno della battaglia di Legnano,  si?
Loro non lo sanno ma la battaglia di Legnano contro il Barbarossa fu una battaglia di liberazione del nord Italia contro il Sacro Romano Impero germanico, al punto che è citata persino nell'inno nazionale.
Dal che se ne deduce, per le persone normali, che la demagogia di Bossi si fonda su un falso storico.
Chiedetelo alla trota, lui ha studiato.
Per la cronaca la lega ha votato contro la festa del 17 marzo e la festa della Lombardia era già agli atti, la lega ha solo imposto la data del 29 maggio per specularci sopra.
Per i babbioni che la votano.

Avrei una ricerca da sottoporre a qualche università, qualche centro di analisi economica. Quanto costa la tv gratuita.


imagesQuanto ci costa la tv commerciale, quella senza canone, pubblicizzata negli anni scorsi dalla Zanicchi, Dalla Chiesa, Sbirolino e così via?
Ovviamente il ragionamento vale anche per la Rai ma sono convinto che lo sbragamento dei costi delle materie di prima necessità siano dovute alla televisione commerciale, quella che tutti sono convinti che sia a gratis. Un omaggio del capitalismo.
A tutto questo aggiungo, sul piatto, che il monopolio della pubblicità, guarda caso, è in mano al bandito ed alla sua famiglia.
Ovvio che i produttori, le multinazionali, abbiano un ritorno da quanto spendono in pubblicità, sappiamo che è l'anima del commercio, ma quanto ci costano gli spot dei vari Gerry Scotti?
Esempio, quanto incide nel prezzo finale di un detersivo per lavatrice gli spot che manda in onda ossessivamente Mediaset?
Quanto costerebbero i pannolini intervallo, che ti fanno sentire sicura e profumata anche in quei momenti?
Prendiamo il riso, solo per fare un esempio. Quello del nostro amico Gerry costa più del doppio del riso delle risiere ed il ragionamento vale per tutti i prodotti pubblicizzati nei canali commerciali che ci regalano tanto intrattenimento a gratis.
Ho l'impressione che ogni volta che facciamo la spesa volenti o nolenti diamo una mazzetta al bandito, alla sua famiglia, senza che ci renda nessun servizio.
Ovvio che come consumatore, avendone anche il tempo per ragionare,
chi va a lavorare ha meno tempo per pensare a queste cose che incidono, molto, nell'economia di una famiglia.Cerco di stare attento ed uso una regola base, sempre alla larga dai prodotti più commercializzati in tv.
Si può fare e si trovano degli ottimi prodotti, di qualità.
C'è un chinotto, per esempio, che non ha mai fatto pubblicità, un prodotto ligure che è una meraviglia.
Costa leggermente di più dei soliti noti ma non c'è paragone.
Spendo circa 700 euro al mese per la sopravvivenza, sono di più se andassi a ricercare tutti i rivoli quotidiani, ho preso in esame solo le spese più corpose.
Domanda, per i ricercatori, quanti euro mediamente verso alle società del bandito, e della sua famiglia, e quanti canoni verso inconsciamente per mantenere le tv del piduista senza nemmeno guardarla?
Non è un discorso economico è un discorso etico di chiarezza, ho il massimo dell'abbonamento di Sky ed è una mia scelta. Non nego che oltre vent'anni fa quando ho fatto il primo abbonamento alla tv criptata, l'ho fatto per sfuggire alla pubblicità, sono uno di quelli che quando parte la pubblicità cambio canale. Anche lì c'è stata una degenerazione pur se contenuta, ma sono convinto che questa esagerazione informativa interessata sia dovuta all'anomalia, geniale, della tv commerciale rivista e corretta dal bandito piduista.
Non c'è dubbio che sotto questo aspetto è geniale, nella pubblicità nessuno è bravo quanto lui, sappiamo che è il miglior piazzista degli ultimi 150 anni. Ne sono convinto anch'io che certamente non gli voglio bene.
Sarebbe interessante che gli studiosi analizzassero questa situazione, sono anche convinto che con le loro capacità ed i loro strumenti sarebbero in grado di dirci quanto gli versiamo al mese senza nemmeno renderci conto.
Che mazzata sarebbe per quelle vecchiette, quei pensionati ai quali Rete4, Italia1 e Canale 5 fanno tanta compagnia a gratis, come ci raccontavano Rita Dalla Chiesa e la Zanicchi.
I dividenti della famiglia del Molino di Arcore quanto incidono su ogni famiglia?
Non bastasse sono tassati al 12%, gli stipendi di chi è obbligato a foraggiare il bandito e la sua famiglia sono tassati dal 30% in su.
Mi sa che gli paghiamo anche gli avvocati, lottiamo insieme a Mavalà per tenerlo in libertà.
Tenetelo presente.

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