Io voglio bene a don Piero Corsi, ce ne vorrebbero di parroci come lui. Faciliterebbero il lavoro per arrivare, prima possibile, ad uno stato laico. Indipendente.


indexHo studiato dalle suore e dai preti, elementari e medie, e quest’anno festeggio il 51° anniversario di quando ho deciso di non frequentare più le chiese, insomma da chierichetto a laico, agnostico alla velocità della luce.
Mia madre la prese male anche perchè intorno ai 9 anni volevo farmi prete, gesuita, avevo fatto anche due mesi di ritiro spirituale in montagna e lei si sentiva in paradiso, già mamma di un prete.
Quando tornai dal ritiro spirituale conobbi la Patrizia, la figlia del pasticcere del paese, e la vocazione sparì nello spazio di un nanosecondo. Lei si mi faceva sentire miracolato.
Mi regalava i ritagli delle paste e nel pomeriggio andavamo al cinema insieme. Sullo schermo vedevamo come si baciavano i grandi, scoprimmo anche che i grandi si baciavano con la bocca aperta, con la lingua e noi ci facevamo delle docce, mai passione fu tanto innocente ed umida.
Mia madre non seppe mai la ragione del mio abbandono della via religiosa ma io mi salvai.
A 13 anni avevo già deciso di mollare tutto e così feci salvo in due occasioni nelle quali fui costretto dalla famiglia, il matrimonio ed il battesimo di mio figlio. A 22 anni ed in “quegli” anni il peso della famiglia era preponderante e dovetti subire, con il matrimonio uscii di casa e nessuno potè più condizionarmi.
La mia è stata una scelta maturata individualmente con la testa di ragazzino prima e di adulto poi e non mi sono mai pentito.
Forse la mia educazione religiosa mi ha impedito di fare l’ateo propagandista, considero la religione, la fede, una cosa individuale da rispettare anche se cerco sempre di esprimere le mie opinioni, senza invadenza.
Da 50 anni fa ad oggi ne sono cambiate di cose, i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi, ci sono molte famiglie di fatto e bambini che non vengono battezzati anche se lo “sport” preferito dagli italiani è quello di non praticare ma di partecipare a scadenze fisse alle cerimonie di routine.
Battesimo, cresima, comunione, matrimonio, funerale, c’è gente che non va mai in chiesa, non sa una parola del vangelo ma non si perde un battesimo, una cresima, figuriamoci un matrimonio. E’ il solito vizio italiano di vivere tutto a spanne, secondo la convenienza del momento e dell’abitudine. Si è sempre fatto così e tanto vale farlo ancora.
Se fossi un prete e si presentasse da me una coppia che vuole sposarsi in chiesa senza frequentare la stessa come dovrebbe fare un bravo cattolico mi rifiuterei di celebrare il matrimonio. Ma la chiesa accoglie tutti, anche i mafiosi e tutto serve al fatturato.
Dicevo che la mia battaglia individuale contro l’oppio delle religioni non ha portato molto alla causa, diciamo che lo scorrere del tempo ed il cambiamento di vita ha fatto molto di più, contro la religione che i miei pensieri, le mie vedute.
La prima botta la chiesa cattolica, perchè è in questa che noi siamo immersi senza volere, l’ha avuta con il benessere, il boom economico che ha portato in ogni famiglia la vespa, prima, e la 600 dopo.
Alla domenica invece di andare a messa si andava in gita e le chiese piano, piano, perdevano fedeli.
Più tardi ci fu anche un prete che si inventò la messa in spiaggia, aveva capito che i fedeli non andavano più da Maometto ma era Maometto che doveva andare da loro.
Perchè voglio bene a don Piero Corsi? Perchè ha fatto più lui contro la chiesa che io in 50 anni di propaganda individuale, non siamo noi agnostici o atei, gli sbattezzati che minano la chiesa cattolica, è la chiesa stessa che si demolisce da sola con i discordi dei preti e del papa in primis.
Fare un discorso come quello che ha fatto il papa sulle Nozze gay è una ingerenza, usare la parola attentato è una provocazione, ma è il volantino di don Piero Corsi la vera dinamite che farà crollare tutto il castello: Don Piero, il folle discorso di Natale
“Femminicidio? Colpa delle donne”

Non ha fatto in tempo a chiedere scusa, non ha fatto in tempo a dare del frocio ad un cronista del tg1, che a pochi chilometri da lui è successo questo: Uccide moglie e cognata
poi tenta il suicidio nell’Imperiese.
Una delle vittime aveva 45 anni, la cognata, e la moglie 51. Io non credo che andasse in giro con la pancia di fuori, con la minigonna ma anche se fosse nulla giustificherebbe un gesto del genere o qualsiasi altro tipo di violenza contro le donne.
Ovvio che il mio è sarcasmo feroce, satira estrema ma prima ci liberiamo il cervello dai talebani di tutti i tipi e meglio è.
Ho parlato di liberazione del cervello non di liberazione armata, spacciata per difesa della democrazia per meri interessi economici del capitale globale.
La battaglia è culturale e se la cultura della chiesa è questa lasciamoli fare si esluderanno da soli. Per dirlo con parole loro potremmo dire che anche Dio, nonostante loro, non ferma gli orologi ed il tempo scorre.
Lasciamo tempo al tempo, lasciamo che le scuse opportuniste si diluiscano nel quotidiano ed accendiamo la mente, la ragione.
Il fatto stesso che la maggioranza dei fedeli che frequentano le chiese sono favorevoli alla comunione per i divorziati dice tutto, dice tanto, sul distacco che il credente ha dalla struttura clericale.
Abbiamo anche visto un presidente del consiglio divorziato, pedofilo, bugiardo e puttaniere fare la comunione. 

Una cosa è certa, se per la Salsi il punto G è la televisione per i grillini il punto G è Grillo. La maggioranza gli da ragione sull’atteggiamento tenuto con la Salsi. Un orgasmo di massa.


Da Repubblica sul consiglio comunale che si è tenuto a Bologna:
Si stava discutendo infatti di un ordine del giorno in solidarietà al consigliere, bersagliato da Beppe Grillo per la sua apparizione a Ballarò, martedì scorso. Quando ha preso la parola, Bugani ha scandito: “Io credo che per me parlino la mia storia, la mia vita e il mio impegno in questi temi anche all’interno del Consiglio comunale – dice – ma ci sono momenti davvero dolorosissimi nella vita, in cui si deve osservare il mondo da un diverso punto di vista, pagandone anche magari le conseguenze. Questo per è uno di quei momenti”. E si è alzato dal suo posto per andare a sedersi da un’altra parte, lasciando praticamente la Salsi da sola.
Se volevano darmi lezione di democrazia e partecipazione ci sono riusciti.
E’ da una vita che sono contro e lo sarò anche con loro.
Se il tipo in questione si fosse seduto vicino a me lo avrei invitato a sloggiare.
Questi non sono un movimento, sono una setta. Integralisti convinti di avere la verità in tasca.

Salsi: “Io, lapidata pubblicamente
Il M5S non diventi come Scientology”


Non vorrei che il vostro punto G, maschile a giudicare dai commenti, sia il mio blog. Appena scrivo qualcosa contro Grillo, politicamente, accorrete in massa. Mi ricordate gli invasati pro Berlusconi del 2006 che commentavano il sito: iosonouncoglione. L’aggressività è la stessa.


Eh, ma tu critichi sempre, provochi, ovvio che te ne dicano di tutti i colori è il commento più accomodante che mi hanno lasciato.
Pare che il sarcasmo, lo sberleffo, la battuta e le offese siano una esclusiva di Grillo, lui può, lui deve, è un blogger normale che  non può, è lesa maestà.
Gli adepti, i seguaci del M5S si limitano a darti dell’ignorante, colui che ignora i loro programmi, o si limitano all’offesa. Mi accusano di essere un simpatizzante del Pd e devono avere ciclostilato, come facevamo noi negli anni 70 con i volantini, la solita battuta del guru: Pd meno elle. Io me li immagino mentre ridono da soli davanti al monitor, ho fatto la battuta che lo lascerà di stucco, senza parola.
Mi limito a non rispondere per non dare soddisfazione, sinceramente non faccio volontariato.
Il punto è che Grillo mi è sempre piaciuto come comico, anche perchè ha un grande tempismo ma le battute, i monologhi, erano scritti da altri. Fior di autori.
Forse anche oggi qualcuno gli scrive i monologhi, le battute, ma non sono divertenti come quelle di Te lo do io il Brasile del 1984
.
E’ un problema politico niente di personale anche se lui offende sul personale. E’ un problema di democrazia, libero pensiero, non l’ho mai visto davanti ad una fabbrica forse perchè le fabbriche non hanno piazze e tolta qualche class action sulla Parmalat o la Telecom non ha mai espresso chiaramente cosa ne pensa del capitalismo.
Ognuno ha le sue idee ed io, per adesso, posso ancora avere le mie, giuste o sbagliate che siano.
C’è un’altra cosa che non mi piace ed è l’uomo solo al comando, anche se dotato di stampella parlante e pensante.
Ho una certa età e non mi sono evoluto come Grillo che è passato dal distruggere i pc a farli diventare un mito, l’arma segreta della rivoluzione come la intendono gli spin doctor.
Il computer l’ho scoperto nel 1986 e l’ho titenuto immediatamente lo strumento più rivoluzionario per il mio lavoro, magazziniere ricambista in una concessionaria Fiat.
Gestire la logistica, la vendita, gli ordini con il computer è totalmente diverso dal gestirle con uno schedario e 9000 schede dove fare il carico e lo scarico.
Mi sono innamorato subito della tecnologia pur esendo un neofita, non mi sono mai sognato di prendere a mazzate un pc se non negli ultimi anni quando ho scoperto il mac, la sua velocità, avrei voluto prendere a mazzate il vecchio pc dotato di Windows, il bradipo.
Dicevo che su certe cose sono rimasto un conservatore orfano di Berlinguer e non mi risulta che Berlinguer si sia guadagnato la stima ed il rispetto di tutti attraverso lo spin doctor.
Bastava ed avanzava il suo carisma. Nonostante questo nel Pci le decisioni erano collegiali, dalle sezioni in su tutti partecipavano alle discussioni ed alle decisioni ed alla fine la sintesi di tanto discutere veniva elaborata dalla Direzione collegialmente, mai una volta che Berlinguer abbia preso carta e penna per scomunicare qualcuno.
Anche quando è successo il fatto del Manifesto è stata la direzione a decretare l’espulsione, qualcuno dice radiazione. La sostanza non cambia.
Insomma nel Pci c’era una linea, quella votata dalla maggioranza nei congressi di tutti i livelli, c’erano delle regole e c’era democrazia. Collegialità nelle decisioni come è dimostrato dalla vicenda del Manifesto.
C’è un altro aspetto ideologico che mi allontana da Grillo ed è il fatto che io credo ancora che ci sia un modo di pensare, vivere, fare politica di sinistra e noecessariamente, per essere di sinistra, ci si deve riconoscere in Bersani o Vendola. Men che meno in Renzi.
Sono convinto che sistano i dorotei come un modo di fare politica di destra, filocapitalista.
Per me esistono ancora, eccome se esistono.
L’astio, la rabbia, con la quale i seguaci del movimento mi danno del comunista sorpassato  mi ricordano l’atteggiamento che avevano certi democristiani ed i fascisti prima che Berlusconi li tirasse fuori dalle cantine, dalle fogne.
Ha un che di già sentito, conosciuto, l’anticomunismo viscerale che hanno quelli della destra nostalgica, che io purtroppo sperimentato anche fisicamente.
Me li immagino con la bava alla bocca mentre mi danno del becero veterocomunista.
Spero, per loro, che poi puliscano la tasiera.
La stessa rabbia cieca con la quale offendevano e commentavano i seguaci del piduista nel famoso sito che ho citato prima, iosonouncoglione.
Ne nascevano delle discussioni infinite, liti e minacce, via internet dove si perdeva il senso della discussione e si finiva regolarmente in rissa.
Ho abbandonato, non ne valeva la pena. Io scrivo quello che penso, ieri uno mi ha dato dell’opportunista ed avendo intuito il mio punto di vista ha pensato di offendermi con l’epiteto peggiore per un comunista: mi sa che sei un doroteo, un ex democristiano.
Certamente non è uno stupido, la stilettata è stata scelta bene ed in modo intelligente ma c’è un problema, non mi ha minimamente sfiorato.
Chi non è con loro, chi dissente, chi ha un altro punto di vista minimo non capisce un cazzo, non conosce il programma del M5S e la partecipazione attiva della base al movimento, non rispetta che spende parte della sua vita, gratuitamente, per diffondere un’idea, un progetto, un modo nuovo di fare politica impegnandosi in prima persona.
Dimenticano che la stessa cosa l’hanno fatta decenni prima tutti i militanti del Pci  che si impegnavano tutte le sere e tutti i fine settimana per fare politica e sostenere economicamente il partito.
Persino quando si andava ai seggi il rimborso degli scrutatori e dei segretari di seggio veniva devoluto al partito, i parlamentari versavano metà dello stipendio.
Per dovere di cronaca il volontariato lo facevano anche i fascisti.
Non hanno inventato niente.
Per chi mi accusa di parlare del movimento senza conoscerlo preciso solo che mi basta, ed avanza, quello che leggo sui giornali e nel web. Faccio inoltre presente che qualche milione di italiani discute, scrive, del Pci nell’ignoranza più assoluta di cosa sia stato, basandosi solo sulla propaganda del regime che è riuscita, o ci ha provato, ad infangare la Resistenza. C’è un che di destra nel loro astio, sono prevenuti quanto me.
Per chi mi invita ad alzare il culo dalla sedia per andare a vedere, da vicino, cosa fanno gli attivisti del movimento dico solo che da parecchio tempo ho smesso di presentare curriculum, sono in pensione.
Ieri ha ripreso con il solito modo violento, maschilista  ed arrogante una esponente del movimento che si è azzardata ad andare ospite a Ballarò. Chiarisco subito che non ho visto Ballarò chi mi avrà letto qualche volta sa che non ho molta simpatia per il simpatico Floris che, involontariamente spero, crea dei ostri senza accorgersene come la Polverini.
Poteva chiamarla al telefono e dirle quello che ritiene più opportuno in merito alla sua presenza in tivù ed invece no, ha voluto umiliarla, offenderla direi, attraverso al rete con una battuta infelice che rende l’idea di quanto fumo ci sia nel suo cervello.
Tutta la mia solidarietà a Federica Salsi, non la conosco ma certamente non merita una battuta così infelice.
Così infelice che ho voluto richiamarla nel titolo del post facendo una battuta, piacciono anche a me le battute, non è necessario essere un grillino per apprezzare l’ironia e la satira.
Non vorrei che il vostro punto G, maschile a giudicare dai commenti, sia il mio blog. Appena scrivo qualcosa non contro, ma che non incensa il movimento o anche contro come è diritto di tutti, arrivano a frotte a commentare nel mio blog.
Senza citarla, ma ci arriva anche un leghista a capire a chi è diretta la sfuriata, Grillo ha scritto:
«È il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. «Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate».
La differenza tra il mio blog ed i talk show è che qui l’orgasmo è solitario, amici eparenti non possono applaudire commossi e condividere l’emozione di un’effimera celebrità.
Però, l’orgasmo è garantito. Si possono pure sfogare contro il vecchio, sorpassato, vetero comunista.
Però ho il telefonino, segno di modernità, per lo spin doctor ci penserò più avanti.
Andate avanti voi che a me viene da ridere.
Sul fatto che Ferrara da ragione a Grillo in merito al punto G, se fossi un militante, farei una riflessione.
P.S. Dimenticavo una cosa importante, i ringraziamenti. Ogni blogger, sconosciuto o famoso, scrive nella speranza di essere letto, che il suo blog sia frequentato anche se noi blogger non abbiamo problemi di tiratura, non abbiamo costi e produciamo solo quello che pensiamo. A costo zero, qualcuno pensa anche a livello zero così anticipo le critiche. Ad ogni modo ringrazio tutti quelli che passano, muovono il contatore.
Grazie.

Floris, dopo il colpaccio con la sua preferita Polverini, ha pronto l’asso nella manica per martedì. La Santanchè.


Se in questi anni ha fatto di tutto per passare inosservata adesso passerà all’attacco è stata toccata sul personale, parole sue: sono nota per la mia passione e siccome questa storia tocca la mia vita personale e umana – conclude – sicuramente non mi fermerò davanti niente e nessuno.
Prima si conteneva, ma non è tutto, invita gli italiani alla rivoluzione.
Dall’Unità:

SANTANCHÈ,VERGOGNA, ITALIANI INIZINO RIVOLUZIONE
«Qui non si mette in galera chi ruba e chi uccide. Io mi auguro che gli italiani inizino la rivoluzione, che escano dalle loro case e vadano in piazza perchè è chiaro che con questa magistratura non ci si può fidare. Il minimo che possono fare è vergognarsi, hanno toccato il fondo». Lo afferma Daniela Santanchè, commentando la sentenza di condanna della Cassazione al direttore del Giornale Alessandro Sallusti, suo compagno. Per ora la sentenza, 14 mesi di reclusione, è sospesa, ma «questo non cambia nulla nella sostanza ma solo nella forma: il Paese fa schifo». Daniela Santanchè così ha commentato la condanna per diffamazione aggravata del direttore del Giornale Alessandro Sallusti arrivando nella sede del quotidiano. «Credo che stavolta gli italiani scenderanno in piazza perchè bisogna combattere per la libertà e si è violata la libertà».
Io sono preoccupato, l’idea che le truppe della De Filippi facciano la rivoluzione davanti davanti al Palazzo della Cassazione mi spaventa anche perchè la rivoluzione me l’aspettavo dai disoccupati, precari, esodati, cassaintegrati, non dalle anziane signoreUn conto è essere guidati nella rivoluzione da Dolores Ibàrruri ed un altro da questa qui, siamo seri per una volta.
Vi ricordate le truppe in difesa del pedofilo piduista davanti al palazzo di Giustizia di Milano?
Arrivavano direttamente da Uomini e donne anziani armate di panini e bibita e si mettevano sotto al gazebo sfidando le intemperie e perdendo qualche giro di valzer per difendere il presidente del consiglio, farsi riprendere dal Tg4 di Emilio e dare l’impressione che le “masse” erano tutte con lui.
La Santanchè per mobilitare le masse non avrà nemmeno bisogno del megafono, con la bocca che ha la sentiremo a chilometri di distanza, soprattutto adesso che è stata toccata nei sentimenti.
Al resto ci penserà Floris. Non riesco a credere che dopo avere invitato la sua creatura, la Polverini, per darle modo di defendersi senza contradditorio perda l’occasione di avere in studio la Santanchè ferita negli affetti, nell’amore, anche perchè fa audience.
Con il suo eterno sorriso, qualunque disgrazia o fallimento succeda, darà spazio alla Santanchè che difenderà la libertà di diffamazione, vomiterà fango sulla magistratura e su chiunque non la pensi come lei  con tanto di dito medio in vista. In primo piano.
Giusto per prendersi una denuncia, come il suo amore e per amore e diventare una martire pure lei.
Grazie anche a Floris che di eroine se ne intende.

Pensierini della notte, che durano da 40 anni, più o meno. Senza che la massa ne abbia capito la portata, lo vediamo dalla situazione che stiamo vivendo.


La battaglia per la costruzione di una Europa unita, per essere vinta, richiede l’intervento attivo della classe operaia ( direi oggi proletariato), della sua iniziativa politica, dei suoi rapporti con le istituzioni comunitarie. Senza la partecipazione convinta della classe operaia e dei suoi partiti, non si potrà certo creare l’Europa dei popoli e dei lavoratori, e si lascerà campo libero all’azione dei gruppi capitalistici e delle multinazionali. ( oggi, aggiungerei le banche mondiali, il capitalismo finanziario e parassita figlio dei gruppi capitalistici e delle multinazionali.)

Bruxelles 1974; Roma 1979, relazione al XV congresso del Pci; Intervista a Critica Marxista, 1984.

Io penso che si viva oggi, proprio oggi, quel momento della storia umana nel quale, come intuì Marx, proprio perchè le energie materiali prodotte dall’uomo stanno sfuggendo al controllo nazionale fino al rischio di schiacciarlo e di travolgerlo in tutti i sensi- basta penare appunto alle armi atomiche o alla distruzione dell’ambiente- si devono tendere al massimo le forze non solo dei rivoluzionari, ma di tutti gli uomini di buona volontà perchè l’umanità si associ per stabilire il dominio della ragione e della giustizia.( tradotto la politica, nell’interesse della massa, non può essere succube della finanza autentica dittatura del globo)
Ed è su queste basi che riprende vigore la necessità del socialismo, come espressione dei “bisogni” che l’uomo di oggi chiede che siano soddisfatti.
Ma prende vigore anche la necessità dell’incontro di tutte le forze che, muovendo dalle aspirazioni più diverse, sanno farsi interpreti e realizzatrici di questi “bisogni” nuovi.
Comitato Centrale del Pci, dicembre 1981.
La questione femminile, secondo Lui, la violenza sulle donne.
“Non può essere libero un popolo che opprime un altro popolo”, scriveva Marx.
E potremmo parafrasare così quella affermazione: non può essere libero un uomo che opprime una donna.
Leggiamo con amarezza e indignazione le cronache che ci parlano quasi ogni giorno (ogni giorno adesso) di episodi di offese violente e cruente alle donne, e cresce il numero delle aggressioni compiute non solo da simgoli, ma da gruppi…
C’è da rimanere esterrefatti, ma per fortuna attorno a questi episodi non c’è più il silenzio delle donne e ci sono, invece, donne che denunciano coraggiosamente i loro aggressori, c’è una protesta sempre più vigorosa e ampia che sale da tutto il mondo femminile, dai suoi movimenti e dalle sue organizzazioni. e comincia a manifestarsi anche una sensibilità e una solidarietà di molti uomini.
Roma, maggio 1979.

Ne ho ancora, ma queste riflessioni non le meritiamo, come non meritiamo tutto quello che ci ha lasciato Pier Paolo Pasolini sulla condizione dell’uomo rispetto al capitale.
Più di 40 anni fa ci disse che non non abbiamo più valore in quanto persone , ma in quanto consumatori.
( limoni da spremere, braccia, cervello e muscoli da sfruttare in nome e per conto del profitto)
Le osservazioni tra parentesi sono mie, quelle che mi stimolano il cervello ed il cuore.
Certamente oggi la politica, i leader politici, non valgono un capello di Berlinguer, ma non valgono nemmeno quelli che hanno scoperto l’acqua calda e la spacciano come il nuovo, una loro invenzione, che va oltre la sana politica ed il suo progetto.
La storia, il passato ci ha già insegnato tutto, siamo noi che non abbiamo memoria e l’ultimo arrivato ci sembra sempre quello più nuovo, rivoluzionario, di tutti. Il migliore.
Pensate che nelle stesse poltrone del Parlamento, dove sedeva Lui, oggi c’è seduto uno come Scilipoti, poi ci chiediamo perchè l’Italia è ridotta così.

Faceva parte di una associazione culturale. Siamo al delirio dell’informazione, un fascista cosa c’entra con la cultura?


Un criminale fascista commette due omicidi e ci vengono a dire che faceva parte di una associazione culturale come se il fascismo fosse una cultura e non una degenerazione del genere umano come il nazismo ed il leghismo.
L’esasperazione popolare non esiste esiste la xenofobia ed il razzismo di politici, giornali, informazione che iniettano nel popolino ignorante e malleabile il baco della xenofobia, della paura che diventa odio e razzismo verso il genere umano preso di mira.
Che siano Rom, albanesi, romeni, ucraini, nord africani, qualsiasi episodio di pazzia che tocchi questi individui viene descritto nei giornali, dai politici, dai malati di mente i vari comandanti Amon sparsi nella penisola, che vorrebbero sparare agli stranieri dalla finestra di casa, come se la violenza, la mancanza di sicurezza di cui sono vittime tutti, in primis le donne, fosse dovuta agli immigrati.
L’85% degli omicidi, degli assassinii, delle violenze di qualsiasi tipo avviene tra le mura di casa ma i fomentatori di odio, xenofobia, razzismo e paura se ne guardano bene dal farlo sapere al popolino, alla vecchietta, agli idioti che credono a queste panzane.
L’odio, alimentato dall’ignoranza, attecchisce nelle menti più deboli e bacate, da oltre un ventennio sopportiamo i deliri di Borghezio, Bossi, Calderoli, dell’ex ministro degli interni il nazileghista Maroni senza che la cosa venga minimamente presa sul serio e senza che nessuno abbia provveduto ad arrestarli per il reato di apologia del fascismo, di razzismo.
Nel nord si aggira una sottospecie del genere umano, i leghisti, che oltre a proporci esemplari patetici ed ignoranti come il figlio del capo ci propongono dei derelitti morali e mentali che vedono nell’immigrato, nello straniero, nell’uomo nero, l’origine di tutti i loro guai.
I loro capi, i peggiori, se ne guardano bene dal comunicare che cos’ì non è, che la realtà è diversa e che i loro problemi arrivano proprio dai loro capi che per anni hanno governato seminando il terrore.
Da Novi Ligure in su, prima e dopo, qualsiasi cosa succede è colpa dell’immigrato, vedere il caso di stupro denunciato dalla ragazzina di Torino, un’altra deviata dall’ignoranza e dalla paura.
Poi c’è il caso di Erba, l’orefice di Via Padova, il tabaccaio a 600 metri dall’orefice, mi riferisco ai casi di Milano di qualche anno fa, appena commessi gli omicidi per rapina è partita la caccia all’albanese salvo pochi giorni dopo rendersi conto che gli assassini erano clienti abituali, abitanti della zona, se non milanesi doc milanesi di adozione in ogni caso tutti italiani.
Come di fa, come fa un Tg, un giornale, un politico, un poliziotto chiamare associazione culturale i fascisti del terzo millennio che frequentano casa pound?
Ma dove stiamo andando, dove vogliamo andare se non abbiamo memoria di quello che ha rappresentato il nazifascismo ed il razzismo per milioni di persone?
Non mi interessano i fondi, le terze pagine, degli intellettuali famosi contro questi episodi.
Si devono impegnare tutti i giorni, noi tutti ci dobbiamo impegnare tutti i giorni per combattere questa ignoranza, la xenofobia, il razzismo e per farlo basta partire dalla verità, non dalla propaganda e la verità è una sola ed inconfutabile: l’85% degli episodi di violenza, di morte, di aggressioni avviene tra le mura domestiche, dai parenti, dagli amici più vicini.
Ci si ammazza anche per una sigaretta, lo vogliamo dire a chi ha paura dell’uomo nero che l’uomo nero esiste solo nella sua testa?
Tutti insieme dobbiamo ripeterlo in continuazione e quando un idiota leghista o fascista da un palco qualsiasi offende, minaccia, accusa gli immigrati non dargli nessuna giustificazione di discorso inteso in senso politico, è razzismo, è apologia di fascismo ed è un reato lo dice la nostra Costituzione.
Anche se delirano per qualche voto in più, anche se sono ubriachi o ammalati come Bossi vanno arrestati perchè, in quel momento, stanno compiendo un reato.
Se il Trota ed i suoi seguaci sarà il caso di farglielo capire a calci nel culo come facevano a scuola una volta. Non è violenza, è prevenzione. E’ ora di finirla con questi idioti della paura, della xenofobia e del razzismo per qualche voto di qualche esaltato in più.
Non sminuiamo i fatti con la scusa che il tipo in questione era un pazzo isolato, questi sono pazzi d’allevamento in qualche zona anche intensivo.
Vi ricordate le mamme leghiste di Adro con la bava alla bocca perchè dei bambini avevano mangiato senza pagare la mensa?
Una scena orribile, non degna del genere umano ed offensiva per la sensibilità femminile, quelle erano bestie, iene, non donne. 

Che il Papa restasse muto me l’aspettavo, che l’Osservatore romano non ne scrivesse pure, ma la Carfagna avrebbe dovuto dire la sua. Se non è impedita.


Che il Papa fosse più interessato ai finanziamenti del governo, a non pagare l’Ici sugli immobili, che alla dirittura morale del presidente del consiglio è risaputo, non mi meraviglia che continui il suo mutismo, strabico, punta lo sguardo altrove.
Che l’Osservatore romano non ne scrivesse pure.
Vescovi e cardinali sono impegnati con gli omosessuali, lesbiche, ragazzini che non frequentano l’oratorio, insomma la mancanza di materia prima per i loro vizi è allarmante per il clero, come il calo delle vocazioni.
Entrano in tutti i letti del mondo, sbirciano da tutti i buchi delle serrature esistenti nel globo escluse le venti ville del pedofilo, puttaniere, evasore, corruttore e corrotto che fa, a tempo perso, il presidente del consiglio della Repubblica Italiana.
Lì può succedere di tutto e di più senza che Papa, cardinali, vescovi, chierichetti si sentano in dovere di un richiamo all’etica di un ruolo pubblico.
Sono interessati esclusivamente alle leggi che li proteggono dalle imposte e che foraggiano le loro scuole.
Ma il ministro per la pari opportunità avrebbe dovuto dire la sua, davanti a tutto questo puttanaio che va dalla Puglia, alla Sardegna, Lazio e Lombardia, oltre agli aerei di stato, dove si possono fare degli ottimi servizietti.
Il ministro che ha fatto della battaglia alla prostituzione di strada il suo scopo di vita, politica, perchè nella privata ci sarebbe da dire parecchio, una parolina avrebbe dovuto dirla sull’uso del corpo femminile che fa il suo presidente del consiglio che l’ha voluta ministro.
Insomma, la pari opportunità non si deve riferire solo ai manifesti pubblicitari, al lavoro delle impiegate, la pari opportunità è lo strumento con il quale si difende la dignità delle donne, femmine escluse ovviamente.
Chiarisco per i miei cari lettori leghisti, la Donna è una femmina con dignità, cervello, passione e si gestisce eticamente il suo valore di Donna, la femmina, esteriormente molto simile alla Donna, è gestita dalla sua vanità, dalla civetteria, dalla bramosia di guadagno ed aspira alla vita facile qualunque sia il costo fisico e morale, l’etica non la tocca non sa nemmeno cosa sia. Insomma la femmina è gestita, si fa gestire, dai suoi istinti più bassi e direi naturali.
Anche la mia cagnolina, Lulù, si fa gestire dai suoi istinti naturali ma, vi assicuro, che a certe bassezze non arriva.
Non andrebbe mai al grande fratello dei cagnolini.
Io, però, sono malizioso, perfido, carogna, cinico e lo sono stato sin da piccolo, figuratevi adesso che sono anziano.
Nella testa non si invecchia mai, non per niente Bukowski ha scritto, Taccuino di un vecchio porco.
Io so perfettamente la specialità, l’eccellenza direi, della Mara e potrei pensare che il ministro non parla in quanto impegnata in una performance delle sue e si sa che con il naso si respira, non si parla.
Magari in giornata esce un suo comunicato che stigmatizza il comportamento di chi portava le puttane a casa del puttaniere, le puttane e che assolve l’utilizzatore finale.
Si sa che i cattolici condannano il peccato ma non il peccatore.
Lo sa bene chi, essendo ministro, da buoni consigli non  potendo più dare cattivo esempio. Almeno in pubblico.
L’ex moglie di Bocchino: «la Carfagna? Un giocattolo. Le scriveva tutto Italo» Infatti Silvio non l’ha mai fatta scrivere, le diceva fammi un Italo.

La foto di copertina l’ho avuta in anteprima, adesso aspetto l’uscita del libro. Le mie donne in un diario. Silvio Berlusconi autore.


Sin da giovanetto è stato un emulo di Casanova ma non avendone il fascino, il fisico ed i risultati si è affidato al libero mercato, fiorente da millenni e dal successo garantito.
Ha risparmiato sulle prime paghette, ha venduto i compiti ai compagni di classe, ha cantato sulle navi e probabilmente in qualche balera, tutto per racimolare qualche lira per andare a puttane.
Non aveva ancora la patente e già bazzicava tutti i viali di Milano a caccia di prostitute con le quali trattare il prezzo dell’amore, della conquista a ore.
Erano i tempi della prostituzione libera e romantica delle tante Bocca di Rosa che esercitavano con affetto e passione e sostituivano lo psicanalista e scaricavano la violenza, una specie di medicina empirica ma efficace, diciamo una medicina del cazzo che abbatteva la violenza, rilassava gli infoiati senza fortuna e capacità di un amore normale.
La Carfagna doveva ancora nascere e la prostituzione era fiorente ed inattaccabile da qualsiasi crisi, i sindaci non davano le multe a prostitute e clienti e la concordia sociale era al massimo, le tariffe erano alla portata di qualsiasi tipo di tasca.
Poi è diventato imprenditore di successo in vari campi ma il sogno della sua vita era la televisione, aveva capito prima di altri che la televisione vive sulla gnocca e milioni di ragazze erano disposte a tutto pur di partecipare, apparire.
Così se ne comprò tre, crepi l’avarizia, appena ha saputo che ad Antenna Tre si erano presentate in 4000 per fare la valletta ha capito che quello era il suo campo, io ti dò e tu mi dai e per almeno nel 50% dei casi funziona sempre.
Nel frattempo aveva messo su famiglia con, forse, l’unica donna normale della sua vita ed aveva avuto due figli ma, alla passione, non si resiste.
Già imprenditore di successo in quel di Bologna si invaghì di una attrice di piccolo calibro, nome d’arte Veronica Lario, come suo solito partì con un corteggiamento serrato nell’unico modo che conosce, si comprò il teatro dove recitava, gli arredi ed anche l’attrice che gli aveva rubato il cuore.
Ne nacque una relazione prima clandestina poi irrefrenabile che portò al divorzio dalla moglie ed alla nascita di tre figli frutto dell’amore. Tra l’altro i figli di contrabbando sono sempre i più belli.
Ma non era ancora abbastanza, il suo appetito era, ed è insaziabile, una forma di bulimia sessuale abbinata alla depravazione gli imponeva una frenetica ricerca di carne sempre fresca e sempre più giovane.
Ogni capodanno festeggiava con gli amici Craxi e Confalonieri, probabilmente anche Emilio e Lele, ma questo non è confermato, di certo l’incaricato dell’ingaggio delle fanciulle era Confalonieri, capo supremo delle tv, che ogni anno invitava le nuove veline o letterine a festeggiare l’anno nuovo insieme ai capi supremi.
Il motto era il solito: chi non scopa a capodanno non scopa tutto l’anno.
I tempi che batteva i viali alla ricerca delle nuove quindicine erano lontani, la liquidità permetteva ingaggi di zoccole di altro bordo, professioniste di grido che per distinguersi dalle puttane normali diventarono escort, roba di lusso, un po’ la Via della Spiga delle puttane. Alta classe.
Ma un malato incurabile è come un tossico, ce ne vuole sempre di più e più giovani.
Persino l’amore della sua vita, che faceva parte dell’arredo del teatro di Bologna, che nel frattempo era diventata protagonista con lui della storia della famiglia del mulino bianco con tre figli, come ricordato a tutti gli italiani nel volumetto: Una storia italiana.
Apologia del bravo padre di famiglia imprenditore di successo appena sceso in campo nella politica per salvare gli italiani dal comunismo, si è accorta che il tipo non era, non è, normale ed era bisognoso di cure.
Quella che fu una grande manifestazione d’amore fu presa da Emilio, il giornale e libero come un ricatto economico legato alla separazione che la Signora aveva appena chiesto esausta dalle orge e dal puttanaio che era diventata la villa di famiglia.
Il politico di successo, che nel frattempo aveva fatto carriera e doveva darsi un tono, anche perchè il Vaticano, i cardinali, i vescovi ed i prevosti l’avevano eletto ad esempio del buon padre  difensore della famiglia cattolica e della morale al punto di affidargli la guida della grandiosa manifestazione a difesa della famiglia cattolica e dei suoi valori.
Erano i tempi che non passava settimana senza baciare una sottana, dei cardinali o del Papa questa volta, le ragazze le voleva già nude ed attaccate al palo della lap dance.
Occorreva una organizzazione oculata, non poteva battere i viali con la vettura di stato e la scorta dietro come quando era sconosciuto ai più ma già famosissimo come puttaniere da tutte le zoccole di Milano.
E fu così che Lele Mora, il fido Emilio, quel bastardo di Tarantini, che poi lo ricattò, si impegnarono al massimo nella ricerca di orgettine, possibilmente anche minorenni, per soddisfare le voglie, insaziabili, del sultano.
Naturalmente si fecero pagare a peso d’oro, lo misero sotto ricatto, qualcuno gli è stato fedele altri sfruttarono l’occasione per ricattarlo. Sono quelli con l’indole come la sua, dediti alla corruzione ed al ricatto.
Qualche famiglia, venuta a conoscenza delle sue passioni irrefrenabili, pensò bene di portargli a casa la loro figlia minorenne, già adocchiata dal depravato avviato alla pedofilia, con somma letizia e grande soddisfazione economica.
Una cosa di cui vantarsi come in Inghilterra le pasticcerie, le salumerie, che forniscono la casa reale che scrivono nella carta che accompagna la merce, oltre al marchio, la scritta: fornitore ufficiale della Casa Reale dal 1953.
Poi arrivò la nipotina di Mubarak, scoperta da Emilio Fede in un paesino sperduto della Sicilia, come una contadina qualsiasi, che tentava la fortuna ad un concorso di bellezza.
Il resto della storia la conoscete, l’indegna figura che abbiamo fatto in tutto il mondo grazie alla maggioranza di Camera e Senato con Paniz portabandiera di quelli che erano convinti che fosse la nipote di Mubarak.
Roba da riempire due o tre case di cura per dementi.
Ricatti, un presidente del consiglio sotto scacco di qualche troia e del suo pappone, questa è la storia ed è solo all’inizio.
Ne verranno fuori di peggio, fossi nei panni dei suoi figli terrei alla larga le nipotine dall’amatissimo nonno, non è la prima e nemmeno l’ultima volta che leggiamo che qualche orco depravato ha approfittato delle sue nipotine.
Certi malati non si riescono a controllare, vanno incarcerati o soppressi.
Spero che il libro, Le mie donne in un diario, autore Silvio Berlusconi e già candidato al Campiello, sia completo di zone, tariffe, prestazioni, qualità, professionalità e caratteristiche peculiari.
Almeno servirà a qualcosa, magari con un capitolo dedicato ai centri di massaggi cinesi. Per me è passato anche da quelli, travestito da Mandarino.
Spero che il libro sia pubblicato dalla Mondadori, così anche Marina potrà sapere chi è suo padre, Veronica l’ha capito da tempo che razza di uomo è il suo ex marito, non ha bisogno di leggerlo, ma a Marina una buona lettura non può che farle del bene. Al cervello.

Martedì vedremo se il missile-Papa era per Bossi o per Silvio. La lega dovrà uscire allo scoperto con il processo lungo. Poltrona o cambiamento?


Presuntuoso lo è di sicuro, modesto non lo è mai stato, certamente è megalomane altrimenti ieri non avrebbe detto quello che ha detto. Imporre un’altra legge ad personam in questo momento è indice di megalomania o di disperazione, forse tutte e due insieme. Un caso da studiare per gli specialisti del cervello. Martedì vuole la salva-Ruby, eufemismo per non dire la verità, si tratta dell’ennesima salva Silvio.
Dopo aver predicato per anni il processo breve si passa al processo lungo, non è un testa coda, un rimangiarsi promesse o proposte, l’obiettivo è sempre e solo lo stesso da quando è entrato in politica: salvate l’imputato Berlusconi.
Io sono convinto che il missile-Papa non è stato lanciato contro il bandito ma contro Bossi, un problema tutto interno alla lega che fra i danni collaterali tocca, marginalmente, il bandito piduista.
Berlusconi è come il pugile alle corde che tenta il colpo disperato che ribalti la situazione, alle volte è successo, altre no. E’ successo anche al Paraguay che dopo aver subito due o tre traverse ha vinto la lotteria dei rigori. Fossi in lui non mi farei molte illusioni, uno su mille o diecimila ce la fa, gli altri soccombono.
Vedremo se Maroni è sincero quando dice Bossi non si discute, per dimostrare che Bossi  è intoccabile , ma il bandito si, martedì la lega dovrebbe votare contro il processo lungo. Pare che anche Napolitano sia scettico, allergico, alle malizie del bandito, a metà settimana andrà in vacanza e non ho presente se durante le vacanze sia sostituito da Schifani nelle facenti funzioni. Sarebbe un bel guaio.
Però Maroni è scaltro, intelligente sarebbe troppo, ma scaltro certamente e potrebbe cogliere l’occasione per prendere due piccioni con una fava. Votando contro il processo lungo, in consiglio dei ministri o in parlamento non fa differenza, lancerebbe un missile Papa a doppia testata, affonderebbe Silvio e l’Umberto con un colpo solo. Sempre che ne abbia la forza, se voti contro Papa la poltrona è salva, ma se voti contro il duo macchietta la poltrona salta e si sa quanto tengano alla poltrona i leghisti. Come potrebbero fare la guerra a Roma ladrona senza poltrona?
Da sempre dicono che lasceranno la politica insieme, sempre uniti sino alla fine, ripetono alla fine del fiasco. Vuoi vedere che Roberto li accontenta?
E’ solo una battuta, ironica. La mangiatoia non si tocca.

La Minetti ed il lapsus: sono nata che i bordelli non c’erano. Appunto, perchè adesso ci sono.


In una intervista al Corriere Nicole Minetti conferma che lei a Silvio vuole sempre bene, non è ancora scaduto il mutuo, naturalmente è estranea ai reati contestati e tutto va bene.
Aspetta il corso della Giustizia, fiduciosa, anche se non sarà il tribunale della Dalla Chiesa a giudicarla.
A tradirla, come succede spesso, è l’inconscio che fa dire le verità che la ragione, difensiva, vorrebbe negare.
Tutti noi se commettiamo qualcosa di illegale o addirittura un omicidio sappiamo di essere in fallo ma la ragione ci invita a negare, a difenderci magari in maniera strutturale come il marito di Melania, ma che ci frega è l’inconscio, una parola detta in più per difenderci può essere quella sbagliata nel momento sbagliato.
Prendiamo il caso di Nicole: sono nata che i bordelli non c’erano, un rafforzativo della sua innocenza secondo santa Nicole Minetti di lingua madre inglese, esperta di una lingua sconosciuta agli inglesi stessi.
I bordelli non c’erano, dice la Minetti, infatti adesso ci sono.
Ne ha organizzato uno anche lei, ecco perchè parla al passato.
Al presente ci sono, per informazioni rivolgersi a Fede,Mora e Minetti. Per i pagamenti invece rivolgersi a Spinelli, la mamascia ombra. La cassiera occulta.

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