Una novità, positiva, per il 2013. Le primarie del Pd l’hanno spostato a sinistra i teodem se ne devono fare una ragione, meglio ancora se cambiano partito. Un grazie particolare a Renzi.


giudittapini_ok_erSe i giovani che hanno scalzato i dinosauri del Pci e della Dc confluiti nel Pd, hanno come riferimento Nilde Iotti e Berlinguer significa che i valori ci sono e le idee pure. Certamente è un rinnovamento che sia Bersani che Renzi hanno voluto, uno ricercando i valori della sinistra e l’altro ammiccando ai valori di Arcore e Marchionne, fortunatamente hanno vinto i primi e la dirigenza dovrà tenerne conto.
Personalmente mi auguro che questi giovani che hanno nel cuore i valori della sinistra storica, riveduta ed adeguata ai tempi perchè sia chiaro che il Pci non ci sarà più, conquistino sempre più spazio nelle istituzioni e nel partito.
Sono giovani istruiti che conoscono e convivono con il precariato, immersi nelle storture del capitalismo parassita e sfruttatore che hanno idee chiare e sentimenti nobili.
In Emilia Giuditta ha sbaragliato gli avversari alle primarie e chi l’ha votata ha avuto le sue ragioni, ha visto bene.
Viene dal precariato ed ha fatto pure la cameriera.
Non la conoscevo ma c’è una sua frase che per me dice tutto ed è questa: “Abbiamo deciso di correre alle primarie proprio per questo. C’è bisogno di persone preparate e di persone che invece hanno un nuovo sguardo. Dentro un partito si hanno entrambe le cose. Nel Pd ci sono persone di altissimo livello in tutti gli ambiti che ti possono dare una mano e, d’altro canto, io posso portare una visione che loro non hanno. L’esperienza da sola non basta, proprio come la freschezza”.
Ero e rimango contrario alla rottamazione, alla fissa del modernismo politico delle due legislature che avrebbero impedito a Persone come Pajetta, Berlinguer, Longo, La Torre e tanti altri di fare politica sana per lasciare spazio a giovani magari senza, o poco valore.
Se poi il nuovo che avanza è Renzi allora tanto vale chiudere il partito, le sezioni.
Sono contrario a chi dice che destra e sinistra sono superate, il qualunquismo populista di queste affermazioni fa rinascere il fascismo e la destra estrema nella peggiore delle ipotesi, ed i segnali ci sono. Nella migliore delle ipotesi c’è un atteggiamento di accettazione del capitalismo e delle sue regole che è preoccupante, massacrare i diritti delle persone in nome del profitto e della produzione non ha nulla di sinistra e nemmeno di democratico. Il capitalismo è un regime, la democrazia del più forte.
Dice Giuditta: l’esperienza da sola non basta, proprio come la freschezza. Sono due elementi che da soli non hanno tenuta ma se li metti insieme diventano un collante fortissimo.
Ci sono tantissimi giovani che hanno per riferimento, il Fatto usa la parola idolo, Berlinguer e sono certo che non hanno nessun bisogno di andare ad Arcore per sentirsi democratici, come sono certo che non scambieranno mai per manager Marchionne.
Sono orgogliosi delle loro idee di sinistra, dei valori, della nostra storia, della solidarietà e del rinnovamento che potrà avvenire solo con una scelta di campo, decidendo da che parte stare.
Affermare di essere  oltre la politica, considerare destra e sinistra superati, obsoleti, è solo demagogia populista che vede il particolare, l’errore e lo esalta preparando lo spazio per un populismo che porta solo ad un regime, perdendo di vista la nostra storia e le conquiste che la sinistra e la democrazia ci hanno portato con la Resistenza.
Se non volete chiamarlo fascista chiamatelo pure come volete. C’è stato il peronismo, il gollismo ed anche Pinochet ed il gioco allo sfascio che la propaganda capitalista sta facendo sulla politica nostrana è preparazione del terreno per un regime del genere, non c’è bisogno di correre questo pericolo per rendersi conto che destra e sinistra esistono eccome ed hanno valori ed obiettivi diversi. Agli antipodi.
Qualcuno ha valutato la sconfitta di Renzi come un ritorno al passato ed invece è un ritorno al futuro solo che la maggioranza degli elettori del Pd vogliono un partito di sinistra e prima fanno chiarezza al loro interno e meglio è.

 

Giuditta, la futura deputata ragazzina del Pd: “A Roma sarà il mio primo lavoro”

 Monti come Grillo: Destra e sinistra, distinzione superata”

Servizio Pubblico ci ha fatto sapere che il comune di Alessandria è al fallimento. Ospite il sindaco Maria Rita Rossa che ha trovato un buco di 100 milioni di euro. Non ci hanno detto che il responsabile ha un nome ed un cognome: Piercarlo Fabbio, Pdl.


Per sapere di che partito è il sindaco di Alessandria, ospite della prima puntata di Servizio Pubblico per denunciare le condizioni del suo comune  prossimo alla bancarotta,  si deve andare su internet.
Non finirò mai di apprezzare la rete, perchè Servizio Pubblico non ci pensa nemmeno a denunciare, nel senso di informazione, chi è il responsabile del fallimento di Alessandria, Piercarlo Fabbio, sindaco pidiellino dal 2007 al 2012 e di che partito è il sindaco attuale lasciata con il cerino in mano vicino alla benzina.
Questo modo di informare, secondo me, fa parte del disegno disfattista che tutta l’informazione mette in atto contro la politica, i politici, i politicanti e serve per dare l’impressione che i politici siano tutti uguali, come gli elettori. Un branco di corrotti, corruttibili o di ladri. Non serve specificare di che partito è il Sindaco di Alessandria, che ci mette tutta se stessa per salvare la sua città, tanto i politici sono tutti uguali, tutti delle stessa pasta.
Ed invece no, non è come vogliono farci credere, credo che ad uno meticoloso e  preciso come Travaglio non sia sfuggito che il Sindaco di Alessandria  Maria Rita Rossa è del Pd, lo so che è una delusione, non è del movimento 5 stelle, ma è il sindaco che ha trovato in eredità un debito di 100 milioni lasciato dall’amministrazione precedente di centrodestra, Pdl e lega.
Piercarlo Fabbio è stato rinviato a giudizio insieme ad un ex assessore ed al ragioniere capo del Comune di Alessandria per bilancio falsificato ecc.ecc.
Come ha speso questi soldi l’ex sindaco di Alessandria, insieme alla sua maggioranza di centrodestra?
Per saperlo ci dobbiamo affidare ai comici, Servizio Pubblico non lo sa, a Santoro non l’hanno detto ed a Travaglio nemmeno, nemmeno un grillino di Alessandria che abbia fatto una telefonata per metterli al corrente.
Dicevo che dobbiamo rivolgerci ai comici, a Maurizio Crozza il quale durante un monologo nella trasmissione “Crozza delle meraviglie” dichiara quanto segue:
Tra le varie spese del comune di Alessandria nel 2011 ci sono 1 milione e 400.000 euro di rose ed orchidee comprate in Moldavia. Dato il prezzo penso abbiano comprato anche le fioriste, tutte le fioriste della Moldavia.
12.000 euro furono spesi, sempre dalla simpatica combriccola che governava Alessandria, per comprare un tartufo da offrire come cadeau a Berlusconi.
Con 12.000 euro si possono comprare 6 orgettine per una serata di vita a villa S. Martino, non lo sapeva l’ex sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio?
Sarò malizioso, sono malizioso, ma queste informazioni a metà hanno uno scopo preciso, pompare l’antipolitica ed impedire al grande pubblico di valutare che in politica, come nella vita, non siamo tutti uguali.
Non sono tutti uguali.
Berlusconi da una parte, certa informazione dall’altra, stanno abbattendo insieme lo stesso albero, la stessa pianta. Quella della Democrazia.
E non venitemi a dire che che è stato un disguido, una amnesia, come dice l’Unità.
Travaglio e Santoro, quelle
“strane” amnesie su Pd e l’Unità
Comunque, giusto per informare chi leggerà questo post, Maria Rita Rossa è del Pd.
Non è Bersani, non è Renzi ma è del Pd e va rispettata. E’ la Signora bionda al centro della foto, è del Pd.

Non è un problema di sanità pubblica, il problema è che qualche pirla studia da dottore e lo assumono nella sanità pubblica. Uno ogni dieci, credo.


Tutto ok, esami, preparazione ed intervento alla grande. Professionalità, educazione, cortesia. In modo particolare con gli agitati come me, quelli che si irrigidiscono alla vista di un ago.
Tutti i maschi, prettamente quelli della mia generazione, erano con famiglia al seguito. Moglie, compagna, figlia o badante nerssuno che fosse da solo in attesa dell’intervento. Problemi anche a spogliarsi, dove metto i sestiti, come faccio a chiudere. A tutto hanno pensato le donne al seguito.
Chi c’erano tranquille da sole in attesa dell’intervento?
ma le donne, specialmente quelle oltre i 70 anni, roba da farmi vergognare.
Ad essere sinceri mi sono spacciato per autonomo, quando l’infermiere mi ha detto il suo letto è il 12 ho messo i miei indumenti arrotolati nell’armadietto N° 11.
Fortunatamente non si chiudeva e quindi ho realizzato che avevo sbagliato armadietto, la chiave del 12 funzionava ed ho potuto chiuderlo.
Mi hanno caricato su di un lettino, con il camicione di rito, e mi hanno portato in sala operatoria, flebo, pressione ed i contatti sulla pelle per i battiti. Tutto a posto, sono entrato in sala operatoria per primo.
Sentivo tutti i loro discorsi, dei turni massacranti ai quali sono sottoposti e del taglio degli straordinari per via della produzione che deve aumentare  stringendo  i tempi e contenere i costi.
Ora, una cataratta si può fare anche in 15 minuti ma se ti capita uno come me con occhi problematici capita che ci devi mettere 25 minuti e mentre intervanivano ho commentato: la sanità non si può paragonare ad una fabbrica di scarpe, con tempi ferrei e precisi, perchè le scarpe sono tutte uguali in catena ma i pazienti no, ognuno ha le sue caratteristiche individuali.
Mi hanno risposto che sono uno che capisce e mi hanno fatto i complimenti per come mi stavo comportando. Dottoressa, ho risposto, adesso che mi ha infilato la flebo glielo dico: ho il terrore degli aghi, ero rigido come un gatto di marmo. Mi sentivo protetto, bene, sono riuscito persino a rilassarmi.
Questa mattina ho dovuto tornare per il controllo e se fino a quel momento all’ospedale Niguarda avrei dato 10 e lode, questa mattina ho avuto a che fare con un medico maschio. Ancora complimenti a tutto lo staff. Da chi mi ha fatto il prelievo, l’elettrocardiogramma in poi tutte brave, tutte donne, tutte professionali.
Mentre mi riportavano al letto N° 12 ho chiesto all’infermiere: mi scusi, se ho giù fatto tutto perchè dovrei stare qui sino alle 15?
Se lei sta bene può andare a casa anche subito, mi ha risposto.
Qualche spiritoso, vedendo che mi spacciavo per freddo mentre ero agitato, alla mia domanda su quanto sarebbe durata la faccenda ha detto che ci avrebbero trattenuti sino al pomeriggio. Ha inteso prendermi in giro infatti ci siamo fatti delle belle risate. Loro per lo scherzo che mi hanno fatto, io per via che sarei uscito immediatamente.
Questa mattina visita di controllo, il tipo mi mette davanti allo strumento osserva i miei occhi e mi dice: dell’occhio destro cosa mo dice?
E’ un occhio pigro, rispondo, che oltre 50 anni fa non è stato diagnosticato ed è rimasto com’era.
Ah, si. Punto.
Mi aspettavo mi dicesse, sente male, tutto a posto, niente a posto, insomma una parola su come ha trovato il mio occhio. Niente di niente.
Si alza scrive qualcosa su un foglietto e me lo mette in mano senza nemmeno voltarsi.
Io resto lì come un pirla, mi scusi, posso andare via?
Si, si, risponde senza nemmeno voltarsi. Posso farle una domanda? Mi dica. E’ il caso che faccia degli occhiali provvisori?
No, aspetti, forse non ne avrà nemmeno bisogno per lontano, magari per leggere.
E che cazzo te lo devo chiedere io?
Non dico che avrei preteso un trattamento da si accomodi, come si sente, ha dei disturbi, ma almeno dirmi come mi aveva trovato, un consiglio su come mi dovrò comportare nei prossimi 15 giorni.
Metta le gocce, come lo ho scritto.
Buongiorno e vaffanculo. Ieri mi hanno trattato da re, una cortesia imbarazzante, questo stride, stona. Non gli piace il suo mestiere. Vada a lavorare in un ospedale privato dove la cortesia è direttamete proporzionale alla fattura. La professionalità no, quella è insita nella persona.
Comunque per quanto mi riguarda all’ospedale  Niguarda Cà Granda un bel 10+. Sia per la parte nuova, che per quella vecchia.
Forse è solo un tipo riservato, freddo, glaciale. Nel posto sbagliato.

Le spazzole tergicristallo, l’Europa, l’ Italia, la Cina, l’economia, il delirio capitalista.


Sono in montagna, ospite, e mi si rompe la spazzola tergi posteriore della Musa. Se piove ed accendo il tergicristallo mettendo la retromarcia la spazzola tergi posteriore parte in automatico ed essendo senza gomma potrebbe rovinarmi il lunotto.
Per non smontare il braccio svitando il dado avvolgo uno straccio al braccio tergi per non fare danni, essendo io molto distratto.
Scendo al paesino vicino più grande e trovo un signore in tuta, gli chiedo dove potrei trovare delle spazzole di ricambio e lui mi dice: forse ho qualcosa io, ho l’officina qui a 200 metri sulla sinistra. Venga lì che vediamo.
Lo seguo, era in motoretta, ed entriamo in officina.
Esce dall’ufficio con un metro, prende le misure delle spazzole, visto che ci sono le cambio tutte hanno già qualche anno, prende nota delle misure e guarda nell’espositore. Non ci sono.
Aspetti che chiamo il fornitore, forse non è ancora partito il fattorino.
Mentre è al telefono vedo che scrive dei numeri, 18, 15, 13, più o meno, se non erano 50 euro erano 48.
Gli chiedo, mi scusi sono i prezzi? Mi fa un cenno di si con la testa, lasci perdere gli dico, non è il caso.
Chiude la telefonata ed io imbarazzato mi scuso per avergli fatto perdere tempo, sono mortificato, le ho fatto sprecare pure una telefonata.
Non è il caso, in settimana devo andare a Milano e le comprerò alla Brico.
Gentilmente mi risponde, non c’è problema, non si preoccupi, probabilmente in quei posti lì costano meno.
Lo ringrazio ancora, saluto e mi sento strano, non è nel mio modo di essere scomodare la gente per niente ma 50 euro mi sembravano una esagerazione.
Seconda parte. Sono a Milano e vado alla Brico di V.le Monza alla ricerca delle spazzole tergi per la Musa.
Non ci sono, ci sono delle gommine universali in coppia e le compero costo, se ricordo bene, 8 euro.
Le gommine universali nella Musa non vanno bene, ovviamente, e ripiego nel supermercato dei cinesi aperto da poco in Via padova al posto dell’Oviesse, a suo tempo ne avevo fatto un post.
Scaffale con kit spazzole tergi di tutti i tipi di auto complete, non solo la gommina: Kit spazzole anteriori Musa euro 3,90, spazzola posteriore euro 1,60. Sto scrivendo di spazzole tergi complete del supporto in metallo.
Ho ancora lo scontrino.
Vado nel mio cortile, scelgo tra i vari attacchi quelli della Musa e monto quelle anteriori. Per la posteriore c’è un problema, il braccio che mi hanno fornito non va bene ed allora smonto la gommina nuova e la monto al mio vecchio braccio. Totale euro 5,50.
Ora, può anche darsi che il cinese che lavora 10 ore al giorno nel macchinario che sforna spazzole tergi universali guadagni meno di un precario europeo, italiano, nostrano resta il fatto che lui  ci campa anche se è sfruttato.
Ora mi domando: noi europei, italiani, i padani stessi, non siamo sfruttati?
Ed uno al quale chiedono 50 euro per un prodotto che si trova a 5,50 euro non si sente sfruttato? Di più, si sente cornuto, mazziato e preso per il culo. Possiamo fare tutta la filosofia che vogliamo sui diritti, l’economia, lo spread, le banche ed i parassiti che manteniamo con le nostre tasse ma una domanda me la pongo ed ovviamente la pongo a tutti noi: i 44,50 di differenza nel costo chi se li prende?
Il fabbricante, che ha gli operai che costano tantissimo in quanto pieni di privilegi, anche se costano meno dei tedeschi, poi c’è il trasporto, il negozio di ricambi, il meccanico. Le spazzole tergi cinesi si sa che arrivano da sole, a nuoto.
Metteteci tutto quello che volete ma qualcosa non quadra ugualmente nel nostro modo di vivere, produrre, consumare.
Questo capitalismo è bacato, finanziariamente perchè siamo in mano ai parassiti e produttivamente perchè siamo in mano ai banditi.
La vecchietta che in gioventù faceva la sarta. che adesso è in pensione e per arrotondare fa gli orli ai pantaloni, alle gonne ecc.ecc.
Per trovarla devi smuovere tutte le conoscenze del quartiere, ti metti in fila perchè è sempre presa e dopo 4,5 giorni ritiri i tuoi pantaloni, 12 euro.
I cinesi fanno la stessa cosa a 2,3 euro. A me, in Via Padova, hanno cambiato il bottone dei jeans a 2 euro, bottone in metallo compreso.
Adesso facciamo tutta la filosofia che vogliamo, resta il fatto che qualcosa non va come dovrebbe, certamente non è in oriente ma in occidente.
So benissimo che alcuni prodotti cinesi sono scadenti, ma non sottovalutiamo il cinese, c’è da imparare.
Quando il supermercato cinese ti vende il detersivo prodotto in Europa a 2 euro in meno del supermercato più vicino non credo lo faccia per beneficenza, per attirare i clienti. Penso invece che i nostri produttori, Fiat in testa, abbiano una gola profonda ed uno stomaco insaziabile.
Certamente la devono smettere di dare la colpa agli operai che costano troppo, alla concorrenza insostenibile, sono gli stipendi dei nostri manager che sono insostenibili e fanno si che le spazzole tergi costino 50 euro invece di 5. Sono loro che prendono 400 volte lo stipendio di un operaio.  

Oggi è di moda essere contro, si pensa che per essere protagonisti basta essere contro. Oggi tocca alla No Tem.


Chi non è di Milano deve sapere che tutto il traffico proveniente dal sud Italia, se non tutto l’80%, arriva a Melegnano e tutto il traffico destinato a Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Venezia ecc. ecc. si immette nella tangenziale est.
Una lunga carovana di tir, autocarri ed automobili che paralizza perennemente la tangenziale est.
Ben venga la nuova tangenziale che baypassa la est e collega l’A1 con l’A4, liberando la tangenziale esistente che oramai fa parte integrante della città.
Si può evitare di costruire altre autostrade? Certo, se cambiamo modo di vita, se la smettiamo con il capitalismo ed il movimento delle merci su gomma. Prima però delle proteste dobbiamo trovare quelli disposti a cambiare modo di vivere, sapere rinunciare allo stile di vita che il capitalismo ci ha imposto.
Non si può fare la battaglia contro l’inquinamento e poi accettare che migliaia e migliaia di tir, autocarri ed automobili viaggino, inutilmente, in una tangenziale che nel 1973 era praticamente all’esterno della città oggi ne è parte integrante.
E’ un discorso di logica e le merci che viaggiano in questa tangenziale non ci viaggiano solo per i milanesi, anzi per il 60% viaggia per tutto il nord est, compresi i paesi che si oppongono alla nuova tangenziale che hanno un sacco di aziende interessate.
Cambiamo stile di vita e potremmo dire di no, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Abbiamo voluto il capitalismo? Ci si prende anche gli annessi e connessi, cercando il male minore.
Lo so che essere contro paga, come immagine e come propaganda, io sono contro il male minore in attesa che tutti insieme si sia contro il male peggiore, l’unico. Il capitalismo economico finanziario parassita dedito solo al profitto e non agli interessi ed alla salute del popolo.
Quando tutti avremo capito questo saremo sulla strada giusta, aspetto da 55 anni, posso aspettare ancora.

E questa sarebbe la svolta a sinistra? Ma mi faccia il piacere! Svolti a destra e prenda il treno. Totò.


Al gioco del massacro partecipano tutti i più grandi quotidiani nazionali, i più diffusi in testa, giocando in modo particolare con i titoli perchè, negli articoli qualche verità affiora.
Tutti uguali, tutti senza rispetto per la parola data, tutti insieme nel cesto per farli marcire tutti. Le mele di tutti i colori, quando marciscono, diventano tutte marroni, uguali. Come volevano Gelli e Berlusconi.
L’ultimo nel mirino è Pisapia con la storia del Macao, lo sgombero avvenuto ieri da parte delle forze dell’ordine.
Non sto nemmeno a spiegare le leggi, come funzionano, tanto per chi non ha capito o non vuole capire è inutile, altrimenti non avrebbe abboccato all’amo di Repubblica e di, quasi, tutti gli altri.
Pisapia ieri è stato a parlare con gli occupanti del Macao, Radio Popolare ne ha mandato in onda la registrazione, e Pisapia ha ringraziato il collettivo culturale per averlo coinvolto, tirato per la giacca, come aveva chiesto lui quando è stato eletto. Ha anche garantito che fornirà un luogo, pubblico, dove potranno continuare a fare cultura e politica, ma questo nessuno l’ha detto.
E poi c’è l’web, partito all’attacco senza nulla sapere, senza nemmeno aver ascoltato direttamente gli occupanti come ha fatto Radio Popolare, l’importante è dare addosso Pisapia, farlo passare per quello che rappresenta la vecchia politica, quello che predica bene e razzola male.
La palla di neve è diventata una valanga di ignoranza, colpevole ed innocente, a chi piace mescolare nel torbido non sembrava vero di sputare addosso alla politica, ad un politico, senza nemmeno informarsi.
Io ho votato Pisapia ma non ho mai pensato che fosse il salvatore della patria milanese, ho sempre pensato che sarebbe stato investito da unna marea di problemi sia politici che economici, insomma che la realtà ereditata non sarebbe per nulla affrontata facilmente.
Non so per quale motivo i maggiori quotidiani nazionali stiano al gioco del sistema, anzi no aggiungo di più, sposino il metodo del piduista Berlusconi sullo sputtanamento generale della politica, ha vinto nel 94 con l’antipolitica ed abbiamo visto i risultati.
Adesso, a chi tirano la volata?
La domanda è brutta ed interessante è la risposta che è bella e impossibile. Per adesso.
Purtroppo, anche chi una volta era di sinistra e adesso è incazzato con tutti, si scatena in commenti, critiche, spunti che non hanno ragione di essere, di esistere. L’importante è fare casino, essere contro senza nemmeno chiedersi: contro chi?
Non ci si fida più di nessuno, chiunque scriva è in malafede, perchè c’è il nuovo che avanza, il futuro, quello che non è di destra e non è di sinistra ma che è oltre, avanti e non obsoleto come quei rompicoglioni di comunisti del secolo scorso.
Tanto il capitalismo, la borghesia, da secoli è abituata a lasciarli sfogare anzi alimenta il fuoco nella speranza che si brucino da soli, ne rimangano meno.
Tempo 5 anni se non si prende atto che il vero problema è il capitalismo parassita e speculatore e che l’unico modo di combatterlo è con le idee, gli ideali della sinistra, non quella oltre quella che conosce le sue radici e la storia del sindacato e del movimento dei lavoratori, i così detti proletari che nessuno sa più cosa siano.
Sono quelli che vivono del proprio lavoro, con la tuta o con la cravatta, tutti loro.
Dicevo tempo 5 anni se non si capisce questo tutto sarà come prima, avremo cambiato tutto per non cambiare niente, saremo ancora qui con lo spread, il debito e la disoccupazione e chi avrà un lavoro a tempo indeterminato o precario sarà comunque sottopagato.
Ieri, siccome nel web montava la protesta contro Pisapia, molti si sono trovati con migliaia di mi pace, in modo particolare i quotidiani di maggiore influenza, Corriere, Repubblica, Il Fatto.
Peccato che, come si dice a Milano quando uno fa una stronzata, non si siano resi conto di avere pestato una merda.
Come vuole il regime.
Calma e gesso diffidate dalle imitazioni, non sempre essere in tanti significa avere ragione.
Aspetto con ansia che il metro svizzero della partecipazione e della politica milanese esprima il suo voto.
Il maestrino dalla penna rossa.

Pisapia ai ragazzi di Macao: “Vi darò ex Ansaldo”

 

Continua la propaganda del Fatto Quotidiano contro il Pd. Si sa che nel Pd la maggioranza sono ex comunisti ed i titoli maliziosi servono per la campagna in favore del Movimento di Grillo. Il colto nel Fatto.


Il titolone di oggi: Pd, dallo Stato riceve 200 milioni, ma ai circoli finiscono solo le briciole  è la prova evidente che anche gli ex giornalisti dell’Unità non sanno, o fingono di non sapere, come funzionavano le sezioni ai tempi del Pci.
Tutto va bene al Fatto Quotidiano pur di fare l’antipolitica,alle volte qualunquista, sullo stile di Grillo.
Per entrambi vale la filosofia che tutto il male è nella politica, nei partiti e quindi il capitalismo sfruttatore e parassita è l’unica strada percorribile con qualche ritocco.
Si sa che Travaglio e Grillo da sempre giocano a tennis rilanciandosi la palla della propaganda da un lato all’altro, dal sito di Grillo alle prime pagine del fatto e viceversa.
Più la pallina rimbalza e la si vede volare da una sponda all’altra e più la propaganda fa il suo effetto, ottiene il suo scopo, seminare l’antipolitica e la lotta ai partiti salvando solo chi non si dichiara un partito ma ha la stessa struttura di Forza Italia o della lega, il movimento al servizio di una persona.
Solo una piccola parte dei fondi del partito finisce alle “sezioni” sul territorio. Anzi, spesso i soldi delle tessere servono a mantenere le strutture regionali.

Queste due righe sono nel sottotitolo dell’articolo e sono quelle che manifestano in tutta evidenza la malafede del fatto. Se non è malafede è ignoranza ma non credo che persone così intelligenti ed istruite, che hanno scritto decine e decine di libri non sappiano come funzionavano le cose, nel caso fosse così potrebbero chiedere a Padellaro che ha diretto anche l’Unità, anche se dopo la fine del Pci.
Comunque la strategia è questa, 5 articoli sul Movimento 5 stelle di Grillo con tanto di incenso e almeno uno sul Pd con il titolo malizioso e deviante che lascia intendere quello che non è, la politica è sporca e fa male alla pelle.
Certamente non sarò io a scrivere peana in favore di Bersani o del Pd, quello che ho da dire lo dico senza problemi, se qualcosa non mi va lo scrivo immediatamente. Problemi ne hanno certamente specialmente da quando hanno voluto allargarsi al centro e ne sono rimasti inquinati, detto questo l’informazione deve essere libera ed onesta ed il titolo del Fatto insinua, maliziosamente, qualcosa che non c’è o che c’è sempre stato, le piccole sezioni che sono in difficoltà.
Se Padellaro non l’ha spiegato ai suoi giornalisti, o a Travaglio, lo racconto io come funzionava il finanziamento del Pci che, per essere chiari, è sempre andato dal basso verso l’alto e non viceversa, almeno per il 70% il flusso era verso il partito e non verso le sezioni che oggi chiamano circoli.
E’ solo per questa ragione che di seguito ripubblico un post che ho scritto tempo fa nel quale racconto come funzionavano le cose all’interno del Pci, come agivano i militanti senza toccare le eventuali devianze o ruberie individuali che sono state una minima parte.

 

Il finanziamento, illecito, dei partiti ed il finanziamento del Pci. In troppi non sanno e parlano a vanvera.

Pubblicato il 19 febbraio 2012 da slasch16 | Modifica

La sezione dov’ero iscritto io era stata acquistata dai compagni firmando cambiali negli anni 60 era un locale di fianco al Circolo di sinistra e Sesto San Giovanni ne aveva parecchi di circoli, comprati dai soci, sia di sinistra che di area cattolica. Esistono ancora.
Partiamo dal tesseramento per spiegare a chi non sa ed a chi finge di non sapere giocando nel torbido come funzionava il tesseramento.
La direzione del partito mandava un documento dove c’era scritto, faccio un esempio del metodo le cifre alla lira non le ricordo, la tessera quest’anno ha un costo di 10.000 lire.
Insieme al documento arrivavano le tessere, noi avevamo 600 iscritti forse più che meno, e partiva il tesseramento se ricordo bene da ottobre, novembre in su.
La tessera non veniva rifiutata a nessuno, c’erano pensionati che davano quello che potevano, 3000, 5000, lire e c’erano quelli che davano molto di più coscienti del fatto che andavano a coprire i costi di chi non poteva.
Noi eravamo abbastanza bravi, avevamo iscritti di tutti i tipi, impiegati, pensionati, lavoratori, artigiani, laureati e c’era chi senza problemi faceva la tessera da 50 o 100 mila lire.
Durante il tesseramento si facevano diversi versamenti al comitato cittadino ed una volta chiuso il tesseramento si chiudevano i conti. La mia sezione, l’amministravo io, versava i suoi 6.000.000 di tesseramento ed resto, ripeto eravamo bravi ed incassavamo di più, veniva trattenuto in sezione per le spese, luce, riscaldamento, manifesti ,iniziative varie nel quartiere.
Nel quartiere si tenevano due feste dell’Unità e per un mese lavoravano centinaia di persone gratuitamente, una settimana per il montaggio degli stand, due fi festa ed una settimana per smantellare il tutto.
Per trasportare gli stand ci servivamo di compagni artigiani o imprenditori che avevano i camion o i furgoni, qualcuno addirittura mandava i suoi dipendenti, pagati da lui, per montare gli stand.
Poi cercavamo di vendere gli spazi pubblicitari, certamente in prima fila c’era la Coop che con regolare ricevuta pagava l’affitto dello stand, è ovvio che era un finanziamento ma di occulto non aveva niente. C’erano che concessionarie auto che prendevano gli stand e ci mettevano le loro auto con i venditori, c’era il piccolo artigiano che esponeva i suoi prodotti, quello che costruiva porte blindate, allora erano una moda necessaria, e faceva la sua bella esposizione di modelli.
Poi c’era il ristorante di 300 posti, più o meno, e le donne che facevano da mangiare, le tagliatelle a mano, i piatti tipici delle loro regioni e l’immancabile salamella alla griglia, l’addetto alla griglia era un metalmeccanico tornitore.
Tutti, compresi quelli che facevano il turno di guardia alla notte, lavoravano a gratis, mettevano a disposizione la loro auto per andare a fare la spesa e quello del pesce surgelato ci faceva un forte sconto perchè  lasciava per un mese in bella vista il suo furgone frigorifero con tanto di pubblicità.
L’unico benefit che avevano i volontari era lo sconto sul pasto e, dato che ci conoscevamo molto bene tutti quanti, si faceva direttamente alla cassa.
Terminati i festival di quartiere si andava tutti, o quasi, a lavorare a quello provinciale, regionale o nazionale di Milano, detratte le spese vive il resto veniva quasi tutto versato al partito, ovviamente una piccola quota veniva trattenuta dalle sezioni per la sopravvivenza, soprattutto le più sfortunate o più povere.
Il bilancio veniva discusso pubblicamente nella sede del Cittadino, come chiamavamo noi la sede del partito di Sesto san Giovanni.
E’ ovvio che con i sacrifici e le cambiali di migliaia di compagni il Pci si è comprato sedi, circoli, immobili ed il tutto veniva relazionato pubblicamente a tutti i cittadini in assemblee aperte a tutti, anche ai non iscritti.
Avrebbero potuto partecipare anche i giornalisti del Fatto, Corriere, Libero, Giornale e Repubblica. Cito anche il fatto anche se non esisteva perchè qualche giornalista dei loro era nel Pci come me.
Questo avrebbe risparmiato all’informazione di regime italiana di scrivere cazzate per decenni,  da Mani Pulite in su.
Io ho conosciuto nei miei anni di partecipazione attiva con incarichi in sezione ed i quartiere della gente meravigliosa e non sarà qualche mela marcia a farmi cambiare idea.
Per adesso mi fermo qui, da raccontare ne ho ancora.

Il compagno G: “Viva Mani pulite, abusi a parte” Primo Greganti: “volevano tirarci dentro, ma il Pci era diverso”
 

Questo mutuo soccorso dell’antipolitica tra Grillo e Travaglio mi infastidisce, ad ogni fine di trasmissione su Current Tv Travaglio ringraziava Grillo dell’ospitalità sul suo sito web  sembrava una marchetta e continua sul giornale.
Lo scrivo non perchè siano complici di un qualche disegno ambiguo di interessi ma perchè ritengo che sia Grillo che Travaglio, pur forniti di una onestà intellettuale che li spinge a combattere il malaffare e la cattiva politica, abbiano un vizio di fondo che, per me, è insopportabile e cioè che nasce, si alimenta e prospera all’interno di una politica di destra che non mette mai in discussione il capitalismo in se.
Anche quando muove qualche critica al sistema imperante si parla di azionisti truffati ma mai di lavoratori, salvo in qualche occasione quando serve per fare l’occhiolino ai giovani, ai lavoratori, alla massa per convincerli che la politica è una cosa sporca, deleteria, ed è meglio affidarsi ad un capo unico che scomunica ed espelle chiunque abbia una veduta diversa dalla sua.
Insomma Grillo è una versione riveduta e correta di Berlusconi e Bossi, non conosce le fabbriche ed i luoghi di lavoro e fa battaglie di principio che non spostano di un millimetro le forze in campo, destabilizza la politica ma consolita il sistema capitalistico parassita e speculatore.
Fingere di rinnovare per non cambiare niente, fingere una politica nuova per tornare indietro di cento anni.
Quanti soldi versa ai circoli del Movimento 5 stelle Grillo?
Io, nel mio piccolo, ho spiegato come funzionava nel Pci aspetto che qualcuno del fatto mi speghi come funziona nel movimento/partito di Grillo.

Marchionne ha esposto a Monti il progetto del nuovo modello, top secret, che rilancerà la Fiat. La Duna turbo ad iniezione elettronica.


Gli stabilimenti saranno salvi e la Fiat si prepara a riconquistare il 37% del mercato interno ed il 1o,5 di quello europeo con un modello che si richiama ai bei tempi della 850 special e della 127, ieri Marchionne l’ha esposto a Monti il quale è rimasto sollevato nel constatare l’impegno che la Fiat nel progettare e costruire i 47 nuovi modelli promessi dal manager più bravo di tutti.
L’arma segreta per riconquistare il mercato e che salverà l’economia italiana ed avvierà la ripresa economica, non dimentichiamo che l’automobile, dopo la mafia, è la prima impresa italiana ed è conosciuta in tutto il mondo, è un nuovo modello che si richiama all’antico ed alle gloriose tradizioni degli anni migliori quando la Fiat aveva il 60% del mercato interno.
Tutti hanno rispettato la consegna del segreto, per non rovinare la sorpresa, ma l’ottimismo spruzzava da tutti i pori di Marchionne e del Presidente Monti, persino la Fornero si è lasciata andare a risate sguaiate dimenticando le lacrime di qualche mese fa.
Una iniezione di ottimismo che rilancerà il Paese e la Fiat tra le migliori case automobilistiche europee.
Nessuna anticipazione alla stampa ed alle televisioni, nemmeno a Quattroruote, ma il fatto di aver lavorato 28 anni con la Fiat come casa madre non sono passati invano, anch’io ho i miei informatori a Mirafiori e vi posso anticipare in via convenzionale e non definitiva le caratteristiche del modello che salverà la Fiat, i lavoratori e tutti noi dalla crisi.
Il nome è quello di una vettura che è stata una tra le più amate dagli automobilisti italiani, l’unica che è riuscita ad oscurare il mito della 500, dell’850 special e della 127  ed è destinata a superare le 8.800.000 unità di un altro mito Fiat, la Uno.
Farà parte del segmento B–, per adeguarsi a Standard & Poor, e si chiamerà: Nuova Duna.
Sarà equipaggiata con motori a iniezione e diesel di nuova generazione, l’avviamento a manovella per non avere problemi con la batteria ed avranno tutte il servosterzo e condizionatore, freni a tamburo anteriori e posteriori per dare un tocco di retrò che piace tanto nei momenti di crisi quanto quasi tutti ripetono come si stava meglio prima.
Da quello che ho capito è una vettura destinata ai giovani e proiettata nel futuro perchè nascerà con la leva del cambio corta, che non spunta dai sedili.
Per i più giovani una innovazione del genere non dirà niente ma per quelli della mia età sarà un ritorno alla giovinezza, ci riporterà ai tempi in cui tagliavamo la leva del cambio della 500 perchè dava fastidio quando si faceva all’amore, qualcuno come il sottoscritto l’ha tagliata pure nella 600. Insomma chi aveva tagliato la leva del cambio era un mandrillo invidiato dagli amici perchè era un segno evidente che ci sapeva fare con le ragazze.
Anni prima che l’automobile diventasse popolare succedeva con chi aveva il plaid sulla sella della vespa o della moto, era un segno evidente che ci davano dentro parecchio nei prati di periferia.
La vicenda dell’automobile  come alcova è stata immortalata anche nelle canzoni e nei libri, la mia generazione passava giornate intere al Parco Lambro con i sedili ribaltabili, anche se Vecchioni ha preferito immortalare  il parcheggio di San Siro e non il mitico Parco Lambro o l’Idroscalo, d’altronde Milan l’è un gran Milan e non poteva inserire tutti i parchi in una strofa.
Chi, della mia generazione,  non ricorda la struggente, bellissima,  Luci a San Siro e quella strofa che dice:
ridammi ancora la mia 600 i miei vent’anni e una  ragazza che tu sai. Era il 1971 e nel gennaio del 1972 è nato mio figlio.
Volete che non mi emozioni?
Coraggio, il nuovo modello della Fiat farà bene all’economia ed anche al morale, un inno all’amore.
Marchionne è un genio una ne fa e cento ne pensa, per fare milioni.

Io la suggerirei a Marchionne come colonna sonora per il lancio della Nuova Duna.
Io, appena sarà presentata, la prenoterò sulla fiducia.  

Buona notizie da Adro, una è del 2010 passata inosservata, l’altra del 2011 volutamente tenuta riservata. Qualcuno si ricorda ancora del vergognoso sindaco di Adro Oscar Lancini?


La prima, quella del 2010, è che il tentativo da parte del sindaco nazista di Adro di esautorare la presidente della mensa scolastica Giuseppina Paganotti è andato a vuoto dalle urne del voto è emerso che la maggioranza dei genitori ha riconfermato a maggioranza gli amministratori uscenti.
Questo conferma che anche ad Adro ci sono cuori e cervelli che funzionano, non tutti però, perchè i dissidenti hanno preferito nominare un direttivo parallelo preferendolo ad un confronto democratico per esporre le proprie ragioni.
La scuola di Adro è per la maggioranza in Italia e  per una minoranza in padania.
La seconda notizia del 2011 è stata volutamente tenuta riservata dall’interessato, come aveva tentato di tenere riservato il gesto che ha fatto nel 2010 che ha mandato fuori di testa i nazileghisti di Adro ed in prima fila le mamme nazileghsite, purtroppo partoriscono anche loro, si riproducono insomma.
Parlo dell’imprenditore che nell’ aprila del 2010 pagò di tasca propria i 10000 euro di rette arretrate della mensa scolastica per i bambini delle famiglie inadempienti ai quali il sindaco aveva negato la mensa.
Da notare che l’ha fatto senza chiedere il certificato di nascita dei bambini.
Il gesto di Silvano Lancini, omonimo del sindaco ma nemmeno lontano parente del nazista che fa il sindaco, doveva restare nell’anonimato, arrivò dopo settimane di polemiche che portarono la parte peggiore di Adro sulle prime pagine dei giornali e nei dibattiti televisivi con interviste al capitano Amon di Adro. Il sindaco.
Naturalmente venne scoperto, l’anonimo benefattore, forse furono gli stessi nazileghisti indignati a stanarlo, ma questa è acqua passata.
Bene sul finire del 2011 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
Sivano Lancini ha ricevuto l’onorificenza ma l’ha confidato solo ai figli.
Bene, adesso lo sappiamo anche noi e devo dire che mi fa piacere.

La vera grandezza del genio italiano non è rappresentata da Leonardo, Michelangelo o Verdi.


imagesla vera grandezza del genio italico, o italiano, non è rappresentata da Leonardo, Michelangelo, Verdi e da tutti coloro che hanno fatto la nostra storia.
Anche se tutto il mondo ce li invidia, li studia, li conosce meglio di noi e certamente più dei padani.
Nell'ipotetica classifica dei più grandi della nostra storia remota e recente, in tutti i campi, ho dovuto aggiornare la mia classifica personale.
Ho riflettuto a lungo e, nell'attesa che il resto del mondo, conosca ed apprezzi la grandezza del trota, oltre alla profondità di pensiero di Borghezio, Cota, Salvini, Calderoli e Gentilini, ho cambiato la mia classifica personale adattandola all'attualità.
E' ovvio che per giudicare e capire la grandezza dell'uomo la parola va data alla storia e non alla cronaca e la cronaca attuale ci invita a riconoscere la grandezza della nostra storia più recente.
Se non fosse per loro avremmo già il regime, un nuovo fascismo riveduto e corretto, aggiornato dalla P2 e dal bandito con la tessera N° 1816.
Per questo dopo una attenta analisi degli ultimi vent'anni di politica italiana ho capito che i più grandi della nostra storia, eticamente, moralmente, di intelligenza e previsione della debolezza umana, sono stati i nostri Padri Costituenti.
Per questo mi inchino a loro che hanno studiato e scritto la nostra Costituzione per salvaguardarci dalle nostre debolezze, sottovalutazioni, pigrizia ed indolenza.
Rendo omaggio ai nostri Padri Costituenti di qualsiasi tendenza politica siano stati e di qualunque partito al quale hanno appartenuto.
Se siamo ancora liberi lo dobbiamo a loro, certamente non è un nostro merito.

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