Non penso che difendere i contratti milionari di Fazio, Crozza e compagnia bella sia difendere la tv pubblica.


indexPremetto che Ballarò e Fazio non li guardo da anni ho fatto qualche eccezione per Santoro e Iacona ma se posso li evito, tutti i talk show.
Di milionari che ciucciano il latte di sinistra ne ho piene le scatole da decenni, quelli che sottopongono le disgrazie imposte  dal capitalismo agli applausi del pubblico presente.
Lo stesso capitalismo che garantisce loro ingaggi indecenti a destra ed a sinistra, l’importante è che ci sia l’audience.
Ci sono pure quelli che si prendono la briga di difendere Fazio perchè fa guadagnare l’azienda e non si rendono conto che questo atteggiamento fa comodo al sistema capitalistico parassita che governa il mondo da sempre, mezzo mondo.
Non ci sono più politici come Pajetta o Pertini che abitavano in due, tre locali, adesso abbiamo milionari che fondano movimenti e che vogliono togliere i finanziamenti ai partiti e che la Rai sia privatizzata.
Il futuro che ci prospettano è una politica fatta solo dai ricchi ed una Rai privatizzata dedita alla vendita di pannolini e non alla cultura.
Dovrebbero chiedere pene più severe per i partiti che speculano sui finanziamenti, rubano, come dovrebbero intervenire sui contratti della Rai per gli amici e le troiette dei dirigenti o rendere pubblico un solo canale e senza pubblicità APERTO A TUTTI, inteso come ideologie.
Per quanto riguarda le bufale di Fazio, mi riferisco al fatto che il suo programma è in attivo per l’azienda con la pubblicità, dico solo una cosa:
Se compro un detersivo, un dentifricio, la carta igienica, ecc.ecc. Pago Fazio, Rai 2, Rai 1 che non guardo dagli anni 70 e Mediaset, non dimentichiamo Merdaset.
GLi allocchi credono che le tv private siano a gratis in realtà le pagano anche quelli che non hanno la televisione ogni volta che fanno la spesa o bevono un bicchiere.
Che poi Brunetta ci marci è fuori questione, è capace di dire che Berlusconi i guitti li paga di tasca sua, ma non pensiamo di difendere l’informazione e la democrazia difendendo Fazio e quelli come lui.
IL Pd attacca: Polemiche che limitano la capacità di competizione dell’azienda. Penosi.

Quando per me il commerciante era solo un bottegaio evasore ed egoista. Meccanici e carrozzieri che compravano con lo scontrino.


images43 anni nel mondo dell’auto ad un certo livello, sono arrivato a fatturare 18 miliardi in un anno di ricambi.
Ero solo un capo magazzino ma nella mia carriera ne ho viste tante.
Ho conosciuto meccanici e carrozzieri che avevano difficoltà a firmare una ricevuta ma con una manualità nell’aprire il cassetto o ad infilare i soldi nel portafogli degni di un prestigiatore.
Qualcuno era restio a diventare officina autorizzata perchè per questioni burocratiche legate alla garanzia si doveva per forza rilasciare la ricevuta.
Noi registravamo tutto, fattura o scontrino era tutto registrato perchè casa madre fatturava anche lo spillo.
Ovviamente c’era anche un mercato parallelo, comprare da colleghi, ma nelle aziende dove ho lavorato io non l’abbiamo mai fatto.
Ho visto immigrati arrivare a Milano che sono stati assunti in qualche officina e qualche anno dopo ne hanno aperta una in proprio.
Li ho visti crescere e prosperare, da una stanza in affitto a comprarsi il capannone e qualche appartamento, anche per i figli, oltre che a farsi la casa al paese d’origine per mostrare a tutti i paesani che avevano fatto fortuna.
I loro figli, per la maggior parte, hanno studiato e sono andati all’università e molti non ci hanno pensato nemmeno lontanamente di fare lo stesso lavoro del padre.
Ho visto mogli che aiutavano i mariti con la contabilità, negli anni hanno imparato ad usare la calcolatrice ed a rispondere al telefono, i più evoluti hanno imparato ad usare il pc.
C’era la contabilità emersa e quella sommersa ed anche senza aver fatto il liceo o ragioneria hanno imparato subito come muoversi.
Qualcuno andava a spanne, altri erano meticolosi e compravano i 10 filtri, venduti in nero senza scontrino, in contanti per tenere l’inventario in ordine.
Ho visto comprare cofani,parafanghi, radiatori, alternatori, motorini d’avviamento in contanti e questo significava che avrebbero incassato in nero, esentasse.
Ai clienti raccontavano che avrebebro fatto lo sconto, non ti metto l’Iva era la frase più ricorrente e per un cliente che risparmiava 20.000 lire loro ne facevano sparire 100 mila.
Avete idea di cosa costa sostituire e verniciare un parafango?
Alla fine erano miliardi che sparivano al fisco in tutto il Paese ovviamente.
Per noi non era per niente conveniente perchè casa madre dava i premi solo sul fatturato e non sui corrispettivi.
Il ragionamento era logico perchè il fatturato era soggetto a sconti e quindi andava incentivato mentre lo scontrino avrebeb dovuto essere riferito al privato che, ovviamente, non aveva la tabella sconti delle officine.
Insomma casa madre ragionava, giustamente, così: una lampadina venduta ad un elettrauto aveva lo sconto 30% o 40%, tanto è la logica che conta e non la % esatta, mentre al privato veniva venduta a listino e quindi non andava incentivata.
Per combattere questa evasione inarrestabile la legge si era affidata a noi, insomma dovevamo essere noi ad imporre la fattura se uno era conosciuto come autoriparatore o aveva la tuta.
Una delle tante leggi dementi che la politica italiana ha emesso per agevolare gli evasori.
Io non ho mai fatto il finanziere ma nel mio piccolo ho fatto più io contro l’evasione fiscale che tutta la Guardia di Finanza della mia zona.
Preciso intanto che per scovare l’evasore bastava che la finanza avesse guardato il capannone, i dipendenti, gli immobili intestati alla famiglia e la denuncia dei redditi, non ci vuole uno scienziato.
Dicevo che ho fatto più io contro l’evasione che la finanza con un metodo molto semplice, elementare quanto efficiente.
Noi, magazzinieri dipendenti, eravamo considerati degli amici, dei “complici” da parte degli autoriparatori, il tono con cui ti dicevano questo me lo metti in fattura e di questo mi fai lo scontrino era confidenziale come se anche noi avessimo avuto un tornaconto.
Devi lavorare e devi stare alle direttive aziendali anche se i tuoi ideali, il fatto che tu pagassi le tasse sino all’ultimo centesimo mentre chi avevi di fronte si comprava gli appartamenti ti faceva incazzare ed allora cercavi di mettere i bastoni tra le ruote.
Spesso mettevo in giro la voce che stava girando la Finanza, non era vero ma questo bastava per spaventarli e per 15/20 giorni fatturavano tutto ed erano costretti ad emettere ricevuta.
Non era molto ma era più di quello che facevano le autorità.
Avevo anche un figlio che andava a scuola e facevo parte della commissione genitori che stabilivano la retta della mensa scolastica in base al reddito dele famiglie.
I dipendenti pagavano la retta minima chi faceva il 740 pagava la retta massima, ovviamente quello che scrivo non è esatto al centesimo perchè c’erano fasce intermedie ma è solo per dare un’idea del funzionamento.
Un anno si è presentato per contestare il fatto che noi gli avevamo affibbiato la fascia massima per la mensa di suo figlio un signore che aveva una macelleria con 8, ripeto 8, dipendenti ed in più la cassiera.
Bene questo tizio, a guardargli la denuncia dei redditi, non avrebbe dovuto pagare la fascia massima, ma che dico di più avrebbe dovuto pagargliela il Comune cioè noi dipendenti con le nostre tasse che paghiamo.
Mi ricordo di essermi opposto insieme ad altri, in quartiere lo conoscevamo tutti e tutti eravamo al corrente
che al suo negozio c’era sempre la coda nonostante gli 8 dipendenti e la cassiera.
Erano i tempi del grasso che cola, grazie al capitalismo si stava bene tutti, o quasi.
I dipendenti ed i pensionati pagavano le tasse e c’era lavoro per tutti, bottegai, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori e multinazionali evadevano come sempre e si compravano appartamenti o palazzi.
Alcuni proletari non politicizzati non si rendevano nemmeno conto del furto legalizzato verso la massa che il capitalismo italiano e mondiale  aveva eletto a sistema: la massa dei meno abbienti paga e noi ci facciamo i soldi a quei tempi solo i più potenti e smaliziati portavano soldi in Svizzera o almeno non ne eravamo a conoscenza.
Preciso che il capitalismo nel resto del mondo va meglio che da noi perchè hanno meno ladri, i protestanti hanno un’etica feroce contro l’evasore mentre il cattolico, previa confessione dei peccati, perdona tutto. Anche l’omicidio, in particolare se è diretto alle donne.
Ebbene adesso a distanza di decenni possiamo riflettere un momento sul capitalismo.
Io ero, sono, comunista ed è grazie al capitalismo che ci ha difeso dal comunismo odioso ed invidioso dei ricchi che ho potuto godere del benessere e della democrazia imposta dal bravo capitalismo occidentale che poi si è evoluto in capitalismo finanziario e parassita.
Se fossi un credente dovrei accendere un cero di ringraziamento al capitalismo, alla Democrazia Cristiana, ai socialdemcratici e, soprattutto, ai socialisti di Craxi, se stiamo così bene lo dobbiamo a loro senza dimenticare gli americani e le multinazionali.
E’ grazie a loro se noi abbiamo una schiera di bravi imprenditori come Berlusconi e non solo lui, ne abbiamo a migliaia..
Oggi, travolti dal benessere del capitalismo globale, so di commercianti che in 10 ore di attività varie incassano quando va bene 200 euro al giorno che non sono nemmeno sufficienti per pagare luce, gas ed affitto. Potrei fare nomi e cognomi e l’elenco delle attività che svolgono: bar, piccole rivendite di pane, negozi per animali, negozietti di vestiti,piccoli artigiani e così via.
Supermercati e multinazionali li hanno massacrati oltre alla crisi globale che, ovviamente, non ha genitori, colpevoli o mandanti. La crisi è orfana e nessuno ne rivendica la paternità o la adotta.
Quella che io ritenevo la classe nemica del proletariato è diventata come noi e se non muore di fame si sta mangiando fuori quello che aveva messo da parte. Ovviamente chi ha fatto in tempo perchè chi ha aperto nell’ultimo decennio non ha fatto in tempo a farsi il conto in banca, dalle banche riceve solo telefonate quotidiane con l’invito a rientrare, a coprire, oltre naturalmente all’avviso che il conto è bloccato.
C’è chi non riesce nemmeno a fare acquisti di merce per il negozio perchè non ha contante e la macchietta del bancomat accredita i pochi incassi direttamente in banca e va a coprire il rosso esistente.
E’ come se ti sequestrassero l’incasso appena effettuato, nemmeno la mafia arriva a tanto.
Oggi tutti pagano con la carta di credito e quindi il commerciante non ha contanti, diventa un circolo vizioso che ti soffoca, ti uccide perchè quello che incassi viene sequestrato immediatamente dalla banca per coprire il conto in rosso.
Ma ancora non ce ne rendiamo conto, tutti presi a criticare la politica, giustamente e con 10000 ragioni, dimentichiamo che il vero nemico è il sistema, in poche parole il capitalismo finanziario parassita che non investe in produzione, commercio ma solo in speculazione.
Non so se sono stato chiaro, sono concetti che ripeto senza risultato da decenni ed ho ottenuto solo delle grandi prese per il culo da parte di chi è proletario come me.
I banchieri, i manager, le multinazionali ovviamente se ne fregano di quello che penso io ma se lo pensassero in milioni tutti quelli che sono nelle mie stesse condizioni economiche e mentali anche loro avrebbero finito di ridere perchè  avremmo già messo le ghigliottine nelle piazze sull’esempio della rivoluzione francese ma adeguata ai tempi.
Loro hanno fatto fuori la nobiltà parassita noi dovremmo fare fuori la borghesia finanziaria e politica.
Libertè, egalitè, fraternitè in una parola il socialismo.
Ieri l’ultima prea per il culo dei politici asserviti al capitalismo ripresa con enfasi da tutti, dico tutti, i giornali:
In tre anni verrà abolito il finanziamento ai partiti.
Non sono politici sono dei paraculi sfacciati perchè noi siamo stupidi, lo permettiamo.
Non sono i patiti i problema il problema è il sistema ed i cattivi politici che in esso, con esso, si alimentano. Anzi sono lì apposta per difendere il sistema.
E’ la politica che dobbiamo cambiare, la filosofia, gli ideali perchè se facciamo fuori i partiti, in quanto tali, senza cambiare la politica e gli ideali ci troveremo a sguazzare come movimenti o associazioni di consumatori sempre nello stesso stagno marcio e puzzolente che è il capitalismo.
Quante volte ho ripetuto in sezione ai compagni commenrcianti, perchè c’erano, voi siete nella nostra stessa barca se noi non compriamo voi siete alla fame. Come noi.
Ci sono milioni di persone di tutte le età che hanno il mito di Che Guevara, ma non basta mettere la maglietta o la foto su Facebook , bisogna ripeterne il cammino.
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Oggi c’è un post, un articolo, chiamatelo come volete che è stato letto da 48.000 persone. C’è una foto del Che che metto anch’io, per ripetere un ragionamento che faccio da anni.


Mentre noi ci azzuffiamo sui partiti, la destra, la sinistra e con quelli che dicono che destra e sinistra non esistono balza in tutta evidenza che è proprio una politca di sinistra che manca, direi rivoluzionaria ed anticapitalista di sinistra.
Da anni vado scrivendo che il problema non è il Pd simil socialdemocratico o il Pdl simil fascista, il problema o la soluzione non sono nemmeno i movimenti che hanno sepolto la politica e non credono alla destra ed alla sinsitra.
Il problema è il capitalismo. Il capitalismo evoluto che da produttore e sfruttatore di persone, proletari, si è fatto ancora più feroce diventando capitalismo finanziario speculatore e parassita.
Lo scrivo da anni e sono contento perchè le mie parole rimarranno nel web all’infinito e tra 20, 50, anni magari qualcuno le leggerà.
Tanto è vera la mia tesi che il nuovo capitalismo finanziario parassita non ha più nemmeno bisogno di finanziare le guerre, distruggere mezzo mondo per poi ricostruire e fare profitti.
Adesso riescono ad ucciderci tutti, a condizionarci tutti con il debito pubblico degli Stati, ne ammazzano di più con il fondo monetario internazionale che con tutti i caccia, messi insieme, della seconda guerra mondiale.
E’ solo un sistema più lento, più lento delle camere a gas e non devono nemmeno sporcarsi le mani.
Semplicemente danno un ordine ad un ragazzo di vent’anni che siede davanti ad un pc a Wall Street o  a Strasburgo quello clicca invio e fallisce un paese, lasciando milioni di vittime innocenti.
Intanto che aspettano la soluzione finale che, non avendo necessità di bombe o missili lascerà intatti i loro capitali, si godono l’autentica guerra tra poveri che sono le nostre misere discussioni tra sinistra, centrosinistra, movimenti e generazioni in lotta tra di loro. Loro hanno messo genitori contro figli, nonni contro nipoti e si godono le nostre dispute che non porteranno a nulla per il semplice fatto che chiunque vinca le elezioni non metterà in discussione il capitalismo.
Al massimo metteranno in discussione il modello di sviluppo, giusto per avere un altro secolo o due di discussioni inutili perchè, comunque, avverranno nel cortile del carcere che il capitalismo ha costruito intorno a noi.
Grazie a noi, alla nostra indifferenza.
Tav si, Tav no, ponte si ponte no, sono tutte cazzate se decidiamo di abbattere il capitalismo e ripartire da capo.
Ovvio che ci sono dei bravi capitalisti, non sono tutti banditi o evasori ma è il capitalismo il cancro e non basta che alcuni di loro facciano i bravi, si lavino la coscienza.

Buffett: “Ok a tassa sui ricchi. Ma sopra 500mila dollari”

E’ una presa per il culo se è in malafede, una fesseria se è in buona fede. Cambierebbe poco o nulla.

Mentre Grillo pensa che il problema sia Bersani e Bersani e gli altri pensano che il problema sia Grillo e la sua antipolitica i capitalisti, l’alta finanza, gli speculatori, aspettano che si vada a votare per continuare come prima e più di prima a fare i loro interessi.
Per la pace sociale basteranno le solite briciole e le classi intermedie che si accolleranno il compito, insieme a tutta l’informazione di regime, tutti i giornali, di farci la predica che il sistema capitalista è il migliore perchè abbiamo visto i mali che il comunismo reale ha fatto nel mondo.
Il comunismo reale ha poco più di cento anni, il capitalismo almeno sei volte di più.
Cosa ha creato il capitalismo se non una moltiplicazione di poveri vittime dello stesso consumismo iniettato dal capitalismo per fare profitti?
Ma davvero pensiamo che la soluzione del problema sia la crescita infinita? Dovremmo prendere i nostri mobili, i nostri elettrodomesyici, i nostri pc, le nostre televisioni a mazzate per creare nuovi consumi?
O affideremo tutto alle mode, all’ultimo modello, tanto avremo il cervello talmente spappolato dal mercato che anche i precari, i disoccupati, faranno debiti per comprare l’ultimo modello di telefonino.
Magari con la pensione del nonno.
Se, come io ritengo, il problema è il capitalismo allora è necessiario che ci sia una sinistra forte, unita, veramente rivoluzionaria che pensi all’uomo del futuro e non alle nuove carte di credito.
Se i movimenti, chiunque siano
i loro ideologi, vi dicono che sono il nuovo, il futuro e disconoscono gli unici ideali che hanno fatto progredire il lavoratore, la massa, portandola dalla schiavitù dei secoli scorsi ai diritti degli anni settanta e cioè la sinistra diffidate.
Sono i nuovi fiancheggiatori del capitalismo.
Se noi lottiamo e ci azzuffiamo nel cortile concesso, bontà sua, dal capitalismo globale che deciderà quando darci o toglierci il pallone, inteso come pane, sappiate che i nuovi ideologi negazionisti della destra e della sinistra non sono altro che i nuovi lacchè del capitalismo globale.
Se non si discute di lavoro, di futuro del proletariato, delle persone e dei loro diritti non cambierà niente.
Chiudo con la solita domanda ai politici vecchi e nuovi: capitalismo si o capitalismo no?
Questo è il punto.
Nel tempo che ho impiegato per scrivere il post i lettori dell’altro post saranno più di 50.000, bene, mi auguro che abbiano letto bene e non messo mi piace perchè c’è la foto del Che.
Non l’ho trovata nel web, sono 40 anni che l’ho nel portafogli.

Avevo qualche dubbio, coltivato sulla mia pelle, oggi ne ho avuto conferma dai gionali. Consumi, il calo più alto dal dopoguerra. Allora non sono il solo.


I primi tagli risalgono a qualche anno fa, cinema, ristorante, acquisti di lampadine a risparmio energetico, gestione oculata del riscaldamento e le sigarette me le faccio io con un notevole risparmio.
Sui vestiti non ho problemi, con due paia di jeans vado avanti degli anni, per quanto riguarda l’alimentazione sono un cuoco, quasi, provetto e so far da mangiare con poca spesa.
Qualche vizio l’ho mantenuto come Sky, per vedermi i documentari e lo sport, per quanto riguarda i film sono quasi tutti americani e mi piacciono poco, preferisco quelli in bianco e nero.
I tagli sono dovuti anche al welfare che lo Stato ha appioppato alle famiglie, per i precari ed i disoccupati se non ci fossero le famiglie sarebbe strage, anche se purtroppo strage lo è, c’è poco da scherzare anche se i suicidi di piccoli imprenditori e di lavoratori non fanno notizia come i domiciliari di Sallusti in casa della Santanchè.
Ho letto da qualche parte che in molte famiglie si è riscoperta la cucina di recupero, non si butta via più niente ed a me è tornata im mente mia nonna che, nonostante avesse galli e galline, con un pollo e qualche patata faceva da mangiare per sei.
Il quarto di pollo, inteso come porzione, l’ho scoperto da ragazzino quando sono venuto a Milano, un pollo in quattro nella bassa veronese era una bestemmia.
Il pollo è anche un alimento che odio, appena sposati non avevamo una lira, lo stipendio era uno solo e le bocche erano tre. La Mirè mi ha fatto uscire il pollo dagli occhi perchè costava poco, sono arrivato al punto che appena vedevo un pollo mi veniva la nausea.
Per un decennio non l’ho più voluto vedere, poi ho proceduto con cautela.
Il vino, anche per via del colesterolo, l’ho ridotto ad un decimo rispetto a prima ed il colesterolo mi è pure servito come alibi psicologico per smettere di fare la spesa con gli occhi e con la gola ed usare la testa.
Fortunatamente, per via dell’età, sono tagliato fuori dagli aperitivi e dalle discoteche. Non dico che vegeto, chiacchiero molto spesso con i pensionati e con i negozianti sotto ai portici.
Ognuno racconta i suoi guai, quasi fosse un modo per diluirli, e trova forza dalla condivisione edalla memoria con il recupero del modo di vivere spartano dei nostri vecchi.
Anche se stavano bene non sprecavano niente, rispetto ai miei genitori io ho sprecato molto di più.
Quello che mi da più fastidio è rinunciare ai libri, ne ho circa 500 ed ho preso l’abitudine di rileggere i più vecchi che avevo quasi dimenticato e quindi sembrano nuovi.
Quest’anno ne ho comprato uno solo, fregato da Augias, ho comprato quello di Guzzanti padre che tra l’altro mi sta sulle palle.
Tiremm innanz disse Antonio Sciesa ed io tiro avanti sperando che il 2012 finisca alla svelta, per quanto mi riguarda è il peggior anno dal 1971 in poi.
Non vorrei aver parlato troppo presto, che il 2013 si offenda e decida di essere peggio del precedente.
Se non altro non sarà un anni bisesto.
Ma sono dicerie, non sono supestizioso, ma dato che non costa niente mi tocco. Non si sa mai.
Voi, avete rinunciato a qualcosa o è tutto come prima del 2008?
Cercavo un link da mettere nel post ma ho notato che la notizia è già stata “oscurata”, è passata più veloce della luce, ho dovuto cercare con Google ed ho trovato questa:

Crisi dei consumi, famiglie mai così male dal dopoguerra

Per una volta faccio notizia anch’io, sono un protagonista. Faccio la comparsa anch’io sui giornali, uno della massa. Anche se non sono nei titoli del film, me lo sto vivendo tutto.

Si è un furto, ma se tre scatoloni di merce griffata valgono 100.000 euro mi domando chi sia il ladro.


In Via Della Spiga a Milano hanno rubato tre scatoloni con 50 abiti griffati, valgono 2000 euro l’uno e manca ancora la biancheria intima, il soprabito , il cappotto o la pelliccia le calze e le scarpe. La borsetta, mi stavo dimenticando la borsetta.
Certamente non è finita qui, nel senso che manca la finitura, manicure, parrucchiere, ecc.ecc.
Il 70% delle pensioni è sotto i mille euro, quattro pensioni alla minima non arrivano a 2000 euro e c’è gente che solo per il vestito ne spende 2000. E’ il bello del capitalismo e se non è capitalismo è prostituzione o malavita.
Ho pure letto da qualche parte che la borsetta giusta o le scarpe valgono ancora di più, insomma c’è gente che esce al mattino o alla sera ed indossa una Panda, una Smart come valore ed è pure a piedi, per muoversi deve prendere un taxi o il Suv.
Dicono che è una delle prime industrie italiane ma, salvo casi rarissimi, risulta che abbia delocalizzato la produzione, non più i bassi di Napoli ma oltre oceano dove materia prima e manodopera costano meno.
Ma è tutto made in Italy, non comprerebbero un vestito di lusso con scritto made in China o made in Taiwan.
Personalmente dubito che siano filati naturali, seta, cotone e così via, per me si sono dati al sintetico.
Vicino a casa mia tempo fa hanno aperto un outlet di scarpe ed accessori di lusso, la zona è tra Via Padova e Via Palmanova.
Devo essere sincero, sono stato tentato anch’io, ma non ho fatto in tempo perchè nel giro di 15 giorni ha chiuso, ci ho pensato troppo ed ho perso l’occasione.
Stavo andando dal tabaccaio ed ho visto in vetrina un paio di scarpe da uomo con la punta, diciamo che io ho il 40 di piede con la punta che avevano quelle scarpe lì arrivo al 43 ed oltre, ma quello che mi ha fatto perdere la testa è stato il prezzo, 380 euro ed una scritta: oltre il 70% in meno del suo valore di listino, circa 1200 euro.
Quando ne spendo 70, 80 mi gira già la testa, fortunatamente le scarpe mi durano degli anni, anche una decina.
Io non seguo la moda, la indico e quindi i cambiamenti annuali, le novità, mi fanno un baffo.
Non vi dico i prezzi di quelle da donna, si arrivava a risparmiare una panda usata, ultimo modello,  in ottimo stato.
Sono uno attento quando mi comprano la biancheria o da vestire, fa tutto la Mirè, per il semplice fatto che sono allergico alla fibra sintetica di qualsiasi tipo, dalle calze alle magliette, maglioni tutto insomma deve essere in fibra naturale. Non quella cinese che puzza di petrolio, quella naturale veramente, di cotone buono.
Se indosso qualcosa di sintetico inizio a sudare e puzzo come una capra nel giro di 5 minuti. Non frequento i suoi posti ma se mi incontrasse Sgarbi avrebbe tutte le ragioni di gridarmi capra! Capra! Capra!
Quindi evito i tessuti sintetici per non irritare Sgarbi, non fargli venire la bava alla bocca.
Intendiamoci i problemi non sono questi, sono molto più seri e gravi come la sanità , la scuola, i disoccupati ma, vedere ad esempio le auto che portano alla scuola dei preti i loro bambini al mattino mi rendo conto che qualcuno viaggia con un monolocale, sommando il valore delle auto in processione si superano gli 800000 euro.
Ci passo con la Lulù, la mia cagnolina, davanti a questa scuola ed una mattina ho visto un cartello con scritto: cercasi carrozzina e lettino per una bambina che deve nascere. La mamma è indigente ed è ospite della Comunità di Don Xxxxx chi l’avesse disponibile telefoni al XXXXXXXXX.
Ho fatto un rapido calcolo, il totale non arriva al costo di una ruota di scorta, se avessero fatto una colletta avrebbero potuto comprare un carrozzone ed un lettone per la nascitura, senza farsi compatire. A meno che non abbiano il buon cuore di Briatore ed abbiano il braccino corto e peloso.
Ci sono parecchi Suv, monovolumi, con la marmitta doppia che costano 80000 euro o giù di lì, guidati quasi sempre da donne e sono solidale con il veronese che su Quattroruote ha commentato:
Quando guardo all’interno di Suv di lusso tipo Cajenne, x5, Range Rover, ecc. (che qua nel Veronese sono veramente tante), per la metà delle volte, ci sono donne alla guida. Sono passati i tempi in cui lustravo l’auto per sembrare ganzo alle donne.
Oggi con la mia citroen rischio solo di farci brutte figure.
Credo a quello che ha scritto questo signore, anni fa sono andato a Legnago, mio paese di nascita, ed in centro c’erano tutti Suv, gipponi come li chiamo io ai quali manca solo il mitra sul tetto, ed alla guida erano tutte donne.
Che siano tutti industriali i loro compagni, genitori o mariti?
Su internet ho trovato questo: Allora scegli l’atelier xxxxxxxxx, un ambiente dove la ricercatezza, l’eleganza e il lusso fanno da padroni, dove appena entri puoi cogliere l’atmosfera elegante e di classe che vi pervade…
Xxxxxxxxx è un ambiente giovaneche affonda le sue radici nell’antica tradizione sartoriale italiana, che ama il lusso, i tessuti pregiati, i pellami di ottima qualità…. prova a cercarlo, lo troverai in un angolo, è un vecchio baule che profuma di cuoio…che racchiude un’antica saggezza…una tradizione che viene trasmessa gelosamente di generazione in generazione…

Per le tue calzature artigianali uomo noi di Xxxxxxxxx utilizzeremo i pellami pregiati, il cuoio migliore, i filati morbidi e robusti, saranno esclusivamente confezionate a mano, con oltre cinquanta ore di lavorazione, costruite su misura per il tuo piede, in modo da farti sentire a tuo agio, saranno in grado di durare nel tempo, e sarà una soddisfazione indossarle!
Non ci sono i prezzi, trattativa riservata come quando si compra una villa in Costa Azzurra.
Io sono come quello della canzone di Jannacci, porto le scarpe da tennis e parlo da solo.
Sono fuori moda.
Per chi non è di Milano ho messo la foto di Via Della Spiga, è più frequentata del duomo.
Fortunatamente c’è la Stampa che ci tiene aggiornati: Cappotto o piumino?
Quest’anno finisce pari.
Il testa coda del capitalismo:

Sabato è il giorno della Colletta alimentare


Renzi non crede ad un Partito Comunista Italiano.2, non è il solo, ma il problema è un altro. Il capitalismo non ha nessun punto di aggiornamento, usa sempre la prima release. Che sia speculazione o produzione rende sempre.


I partiti comunisti le hanno sbagliate tutte o quasi, d’altronde ha poco più di 100 anni e sul piano ideoligico è ancora neonato, figuriamoci sul piano pratico, non si può pretendere di mandarlo subito alle elementari.
Però qualcosa ci ha insegnato, combattere lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dare una dignità umana ai poveri e gli oppressi, insieme a strumenti di lotta per liberarsi dal giogo della schiavitù.
Alcuni fondamentali, alcune analisi sono più attuali che mai e non dimentichiamo che il capitalismo ha più esperienza, il potere ed una schiera di difensori divisi in classi che lo protegge per bene.
E’ furo di dubbio che esistono dei bravi capitalisti, onesti, corretti e democratici e per fortuna mia ne ho incontrati alcuni durante la mia vita lavorativa. Ci siamo combattuti ma rispettati.
Quello che non esiste di sicuro è il capitalismo buono, quello nonl’hanno ancora inventato.
Se proprio vogliamo fare un distinguo potremmo dire che il capitalismo produttivo, che sfrutta l’uomo o la donna in catena, è quello buono quello cattivo è il capitalismo finanziario, speculatore e parassita che non sfrutta più l’uomo, magari per 10/14 ore al giorno e sottopagato, ma sfrutta direttamente gli Stati ammazzando l’welfare,  sanità, scuola, diritti e nel caso nostro la Costituzione.
Nel punto dove dice: ognuno deve dare in base alle proprie capacità. Insomma chi guadagna di più dovrebbe aiutare lo Stato, noi, più degli altri.
Ma il capitalismo, oltre alle varie classi che lo protegge, ha pure i commercialisti che studiano le pieghe e le storture della legge per fare in modo che paghino sempre meno, altrimenti non si spiegherebbe perchè il 10% degli italiani che possiede il 50% della ricchezza nazionale non paghi anche il 50% delle imposte che tutti dovremmo allo Stato. Noi.
In prima fila tra i contribuenti ci troviamo i lavoratori, pensionati, piccoli imprenditori ed artigiani ed è da questi che arriva l’87,1% del totale, se ne deduce che il famoso 10% di italiani, forse poco più, paga il 12,9% che rimane in cassa.
Secondo me qualcosa non quadra, non gira per il verso giusto ed equo.
Perchè ho scritto che le classi create dal capitalismo proteggono i capitalisti?
I nobili francesi avevano i soldati per difendersi ma ad un certo punto il popolo ha tagliato loro la testa ed hanno smesso di mangiare brioche, i capitalisti hanno le classi che le difendono.
Chi guadagna, per farla breve, 35.000 euro all’anno in su ha tutto l’interesse a mantenere il capitalismo a meno che il famoso ceto medio che fa da cuscinetto con i grandi capitalisti non arrivi alla soglia della povertà. IN questo caso il problema interesserebbe anche a loro.
Non è il padrone che ti opprime è il suo manager, il politico che lavora per lui, il capo che ti taglia gli straordinari.
Se hai un contatto diretto con il padrone automaticamente il rapporto diventa più umano, ti ascolta, puoi arrivare ad un compromesso se non all’amicizia. Certamente al rispettto.
Con le multinazionali non si può, con le banche non si può, con il potere politico che si appoggia ed appoggia il capitalismo come Monti e tanti altri da destra e da sinistra, non puoi fare nessuna contrattazione, sono tutti contro e da quella parte.
Ecco perchè non mi piace Renzi, non perchè non ha nostalgia del Pci, ma perchè lui è convinto che un altro sistema non sia possibile perchè i partiti comunisti hanno sbagliato e non meritano un’altra possibilità partendo proprio dagli errori che tutti conosciamo.
Renzi non ci crede ma il sud America si, mi pare che vadano meglio loro.
Se dovessimo considerare tutti gli errori e gli orrori che ha partorito il capitalismo avremmo fatto la rivoluzione da un pezzo ed in tutto il mondo, senza aspettare nessun esempio.
Se la rivoluzione francese ha cancellato la nobiltà parassita e nullafacente ci vorrebbe una rivoluzione.2 che cancelli la nuova nobiltà globale rappresentata dai capitalisti, quelli delle nbanche e delle multinazionali.
L’alternativa è andare avanti di mezzo secolo alla volta facendo un passo in avanti e due indietro sul piano dell’uguaglianza, dell’equità e della dignità umana.
Adesso hanno paura, alludo al governo dei tecnici al servizio delle banche e dei parassiti, che la protesta sia solo all’inizio, che la pace sociale si allontanbi sempre di più e diventi un pericolo per la classe dirigente.
Io non aspetto altro, se ti mettono mun cappio al collo dovrà pur esserci una reazione.
Ognuno faccia la sua scelta, non mi piacciono i sondaggi e le proiezioni, il risultato lo vedremo dopo, ci vorranno magari anni, ma io resto dell’idea che se non risolviamo il problema del capitalismo, dell’evasione e delle mafie non ne verremo mai a capo.
Poi fate voi, è la maggioranza che decide in democrazia.

Fermiamo il nuovo, i tipi alla Renzi e non solo, o finiamo come nel finire del 700 e primi 800. 12,16 ore al giorno come in Serbia o in Cina in nome della produzione e del profitto.



La “rivoluzione Industriale” è nata in Inghilterra sul finire del 700 e la dobbiamo all’invenzione della  macchina a vapore po ci fu la navetta volante di Kay ed il tealio in legno di Arkwright
.
Il tutto per aumentare la produzione, il profitto e lo sfruttamento degli operai tessili allora come oggi in nome della produzione, della diminuzione dei costi.
Marchionne ed i cinesi non hanno inventato niente, è ancora e sempre la solita strategia dello sfruttamento dell’uomo, della donna, del proletariato. Di chi vive del proprio lavoro e non delle speculazioni in borsa.
Tutto questo parlare di nuovo per ritornare all’antico, alle 12/16 ore al giorno sottopagate in Paesi ridotti alla fame e per questo più ricattabili, come la Serbia dove costruiscono la nuova 500 mentre a Pomigliano sono in cassa integrazione.
Ancora una volta sento dire che non guadagnano abbastanza, non ci stanno dentro, intanto gli azionisti di maggioranza sono sempre più ricchi a spese dei dipendenti e dei piccoli azionisti.
Non è un problema solo di Fiat è un problema di tutto il capitalismo produttivo mondiale, l’unica cosa che cambia rispetto al finire del 700 e dell’800 è che il capitalismo produttivo è diventato secondario rispetto al capitalismo finanziario e parassita.
Il nuovo di Renzi sa di antico, mi spiace che i giovani ritengano che destra e sinistra non esistano più e che gli ideali di libertà, diritti e conquiste siano tutti da rimettere in discussione in nome della produzione.
Sacche del mondo sono ancora ferme al 700, come sfruttamento umano, ed il capitalismo globale anzichè portare benessere e migliorare la qualità della vita crea pochi milionari e miliardi di poveri, esattamente come nel 700.
E’ la prova che il capitalismo ha fallito non ha creato ricchezza ma aumentato gli schiavi.
L’importante è che la massa non se ne renda conto, che il proletariato accetti di vivere sotto ricatto ed in competizione con gli altri poveri nella corsa al ribasso dei costi e dei diritti.
Qui non si tratta di onestà della politica, che dovrebbe essere il cardine per chiunque fa politica, si tratta di politica che è al servizio del capitalismo, delle banche, delle multinazionali e non basteranno le briciole che saranno costretti a lasciare ai lavoratori per evitare una rivolta popolare dettata dalla fame.
Alcuni paesi europei ci sono vicini, noi stamo a litigare ed a discutere per una legge elettorale che, sia come sia, sarà comunque una truffa.
Il vero problema è la perdita dei diritti, della dignità, della libertà dei proletari di tutto il mondo e quindi anche degli italiani.
Qualunque partito, movimento, che non metta all’ordine del giorno il rifiuto di tornare sul piano dei diritti dei lavoratori alla macchina a vapore non è degno del mio voto.
A me non frega niente l’accordo con il capitalismo parassita, la pace sociale come la chiamano quelli che si sono resi conto che sono ad un metro dal baratro, nel senso che la pace sociale è una bomba ad orologeria che nè il Pd, nè il Pdl, nè l’Udc o i movimenti sapranno disinnescare.
Appena gli italiani si renderanno conto che tutto cambia per non cambiare niente saranno costretti a svegliarsi come hanno già fatto nel Sud America. Dimostrando che è possibile liberarsi dal giogo delle banche e delle multinazionali.
Se il nuovo che la situazione ci prospetta è Renzi o il Movimento 5 Stelle sia chiaro per tutti che torneremo, metaforicamente, a fare gli operai e le operaie tessili del 700 inglese.
A 12/16 ore al giorno sino a quando non saranno sazi, quindi mai.
La storia ci ha insegnato, quella che adesso viene bistrattata e messa in secondo piano, che le lotte proletarie ci hanno fatto evolvere, acquistare diritti e tutele e tutto questo nuovo che avanza altro non è che un ritorno all’antico: alla macchina a vapore.
Io la vedo così, voi pensatela come volete.
Piccola parentesi. La politica parassita, spendacciona, ladra e pusillanime va eliminata del tutto ma stiamo attenti che la pulizia non ammazzi anche i semi degli ideali e dei diritti altrimenti avremo disinfettato tutto ma non crescerà più un filo d’erba.
Questa pagina, della quale vi metto il link, racconta la Rivoluzione industriale.
Fatte le debite proporzioni, aggiornate ai nostri tempi, il nuovo che avanza e le nuove classi dirigenti ci stanno riportando lì, al 700, sotto questo aspetto la prova più evidente l’abbiamo negli ex paesi dell’est.
Se questo è il nuovo che ci propone la politica ed il capitalismo dobbiamo riconoscere che, sotto questo aspetto, la Serbia e la Cina sono più avanti di noi.
In Serbia lavorano già 16 ore al giorno, o giù di lì, a 350 euro al mese.
Sono più” moderni” di noi, sono avanti lo dice anche Marchionne. Altro che Pomigliano e Renzi gli ha fatto pure i complimenti.
Se dimentichiamo la nostra storia le nuove generazioni dovranno ripartire da capo. Oltre 200 anni buttati via insieme a libertà, democrazia, uguaglianza.

Il contributo di solidarietà, l’ulteriore 3% per i redditi oltre 150000 euro, è iniqua. Sono gli unici che spendono e cambiano il suv ogni due anni, anche meno. Riparte Santoro, eravamo in pensiero.


Come se garantendo un reddito agli esodati questi li spendessero alle corse dei cavalli o li investissero in Btp e non a fare la spesa, pagare le bollette o comprare i libri ai figli.
Il problema è che cazzate del genere, come quella che ha detto il vicepresidente di Confindustria, non fanno più notizia manca solo il pistolotto sulla reggia di Ibrahimovic, 40.000 euro al mese, come segnale della rioresa dei consumi e siamo a posto. La crisi è alle spalle. Meglio, la crisi è sulle spalle dei soliti, non disturbiamo i ricchi che vanno in depressione.
Cicchitto, tessera P2 N° 2232, ha detto: non condividiamo il ricorso a forme di finanza straordinaria per una copertura delle risorse necessarie sul tema”.
Peccato che quando mi hanno tagliato la pensione non abbia trovato nulla da dire.
E’ vero che sotto ad un certo aspetto sono un privilegiato ma, se oltre al taglio della pensione maturata con 43 anni di contributi versati devo fare welfare familiare per sopperire alla perdita del lavoro da parte di qualche componente della famiglia ecco che i tagli, i sacrifici diventano pesanti e si raschia il fondo del barile.
La legge di stabilità non va bene a nessuno e diventa una lotta di classe. Temo, anzi ho la certezza, che finirà come al solito bastoneranno sempre gli stessi, precari, lavoratori e pensionati sia con i tagli delle detrazioni, delle retribuzioni  con l’aumento dell’Iva e delle spese sanitarie, scuola, servizi, alimentazione, che colpirà tutti indistintamente generando ulteriore riduzione del reddito delle famiglie.
La fascia che spende, e spande, potrà continuare tranquillamente la bella vita, chi può continuerà ad evadere il fisco, dare e prendere mazzette, e fregarsane altamente di chi fatica a tirare la fine del mese.
L’economia sarà salva grazie a loro, la vendita delle utilitarie cala del 25% ma quella delle Audi è in aumento, seppur leggero e questo da ragione al vicepresidente di Confindustria: sono gli unici che spendono, gli altri tagliano pure sul pane la pasta e le sigarette.
Ma il centrosinistra ha l’arma segreta, Renzi, dal mio punto di vista ho l’impressione che sia considerato come il salvatore della Patria, un po’ quello che è successo con Marchionne quando è arrivato alla Fiat.
Adesso ne vediamo i risultati.
Se si entra nella logica capitalista in economia se ne esce solo con lo smantellamento dei diritti, l’abbattimento dei salari, costringendo la maggioranza degli italiani alla fame per fare concorrenza ai costi di produzione cinesi o del quarto mondo.
Non si capisce poi che fine farà tutta questa produzione a prezzi competitivi se nessuno può spendere un euro per consumare, l’unica cosa che potremo consumare saranno le nostre scorte di grasso per sopperire alla fame.
Ieri sera ho visto Santoro e mi sono reso conto che è dal 1982, quando è entrato in Rai, che i suoi ospiti dicono sempre le stesse cioè: faremo, vedremo, proponiamo. Il tutto nei primi 100 giorni della prossima legislatura, tra poco festeggeremo il 50° anniversario della prossima legislatura senza che sia cambiato niente.
Io stimo Santoro ma ho l’impressione che Servizio Pubblico sia diventato autoreferenziale, Bertazzoni che insegue i politici che svicolano, i servizi di Giulia Innocenzi che ci ha fatto ridere con Giarda il ministro per i rapporti con il Parlamento, che ha dato l’impressione di non sapere nemmeno dove fosse.
L’unica che ha messo un po’ di pepe è stata la Costamagna. Poi il solito pistolotto di Travaglio, perfetto, l’esposizione dei dati di Dragone sempre preciso e puntuale, la Giulia alle prese con Facebook ed il televoto via sms come la Marcuzzi ma senza mostrare le gambe o le tette.
Infine Vauro, in serata non particolarmente felice ma sempre pungente.
Ho avuto la sensazione di aver perso qualche ora, se mi guardavo qualche partita o un documentario avrei passato una serata migliore.
Sembra che si vada sulla fiducia, sul sicuro, perchè tutti professionalmente sono sopra la media: Santoro, Travaglio, Costamagna, Bertazzoni, Innocenzi, Vauro.
Quando tocca a Vauro la gente ride prima ancora di vedere le vignette, ho visto delle signore ridere gioiosamente per una vignetta scarsa, Vauro è un po’ come Del Piero basta la presenza. Prima o poi la mette ma aspetterei per esultare che la metta.
Tutte cose giuste che Santoro ripete da trent’anni,  e meno male che insiste, però la mia impressione che Vauro sia il segnale della fine dell’autoreferenzialità settimanale, domani è tutto come prima, come sempre.
Nelle Tv regionali lombarde ci sono dei giornalisti che da decenni campano parlando di calcio, divisi in tifosi di Milan, Inter, Juve e così via vanno avanti per tutta la settimana commentando l’ultima partita e la prossima.
Cambiano i nomi dei protagonisti ma i concetti, le parole, sono sempre le stesse, ridono o si incazzano come se facessero parte di un altro mondo. Sono veramente nel pallone.
Deve essere un problema mio ma ho la stessa impressione per quanto riguarda la politica, la nostra vita. Fazio, Floris, Santoro, Gabanelli, che è il Messi della situazione, e gli altri che non guardo, alludo ai servi di Mediaset, fanno la stessa cosa hanno un ruolo e lo svolgono bene ma i risultati li decidono sempre gli altri.
Repetita iuvant, dicevano gli antichi, io invece dopo trent’anni mi annoio. Nel calcio almeno cambiano i protagonisti qui nemmeno quelli ed il nuovo che avanza ha un che di dèjà vu. Già visto, fritto e rifritto.
Che altro si potrebbe inventare per dare la sveglia agli italiani?
Francamente non ne ho idea, se il nuovo è Renzi io ho perso le speranze.
Il 3% per i redditi oltre 150.000 euro all’anno non vanno bene, i privilegi della chiesa cattolica sono sacri, le retribuzioni dei politici sono intoccabili e così via.
Prepariamoci perchè ci chiederanno altri sacrifici, altro sangue.

Renzi, invece di andare in giro con il camper a dire fesserie, fatti un viaggio in Venezuela ed impara come si muove Chavez. Altro che farti prendere in giro da Marchionne.


L’eletto dagli oratori di Firenze si è montato la testa, vuole rinnovare il Pd già malandato di suo e portarlo ancora più a destra. Un partito inutile che sposa il capitalismo parassita e finanziario.
Renzi è uno come i grillini quelli convinti che destra e sinistra non esistono più e che l’unica cosa che si può fare è accettare e subire le briciole che il capitalismo finanziario e parassita lancia dalle finestre dei palazzi e delle ville.
Anzi, quelli con le ville mandato la servitù a lanciare le briciole alla massa, mandano i vari Marchionne delle multinazionali o delle banche.
La sinistra è viva più che mai e per accorgersene basterebbe guardare all’America del sud  non sempre, e solo, a Wall Street. Purtroppo anche la sinistra italiana guarda solo a Wall Street con la speranza che ci sia uno sgabuzzino anche per loro, forse il sogno di D’Alema è di brindare a champagne dalle finestre di Wall Street mentre i giovani manifestano sotto di loro contro il capitalismo parassita capace solo di produrre nuovi poveri, nuovi problemi.
All’interno del Pd ci sono milioni di elettori che erano nel Pci, che sognavano un mondo diverso, un socialismo diverso dai primi esperimenti effettuati nel mondo. Il socialismo, il comunismo, chiamatelo come volete, per i tempi dei sistemi economici e politici è ancora un infante ha solo 100 anni o poco più e la prima rivoluzione comunista, quella di ottobre, ha appena compiuto 95 anni.
Voi direte che con la caduta del muro di Berlino è crollato tutto e non posso non convenire che in effetti è così il capitalismo ha vinto su tutti i fronti.
Infatti la grande madre Russia è in mano ad un regime e produce solo miliardari e malavita organizzata meglio ancora della mafia.
Hanno fatto dei passi in avanti? Per chi ha i milioni le ville, la casa a Parigi o Londra certamente si, per gli altri è cambiato poco o nulla.
E’ questo il bello della democrazia? E’ questo il lato migliore del capitalismo?
Rispondetevi voi, intanto che il mondo più evoluto va a sinistra e si libera dal giogo delle multinazionali noi siamo ancora qui a chiederci come vanno le borse e lo spread, preoccupandoci che i ricchi non rischino niente e ci succhino il sangue con la complicotà dei governi imposti dalle banche all’Unione europea.
A questo giochino, purtroppo, partecipa anche il Pd e le colpe non sono nemmeno tutte sue come sostengo da anni.
I compagni non sono più quelli di prima, i figli dei compagni sono cresciuti a berlusconismo e con la Milano da bere e se gli parli di lotta di classe ti mandano affanculo.
Quello che noi avevamo capito con l’impegno e lo studio in sezione loro lo impareranno sulla propria pelle con il precariato, lo sfruttamento e purtroppo per molti con la miseria.
Sono anni che non sento più un vero discorso di sinistra, persino i partiti che si richiamano alla sinistra hanno cercato in tutti i modi di infangare Chavez accusandolo di mancanza di democrazia.
Perchè la democrazia, secondo loro, non esiste se il capitalismo non può liberamente sfruttare, licenziare, opprimere la massa che produce.
Non solo, allo sfruttamento della forza lavoro si è aggiunto quello parassita delle banche e della finanza che attraverso i debiti di Stato, in carico al popolino, fa strage di famiglie e di giovani per i quali non c’è un futuro se non a chiena piegata ai loro voleri e poteri.
Vorrei dire ai giovani, ai lettori, che oltre alla propaganda capitalistica occidentale esiste un modo di informarsi come vadano veramente le cose in Venezuela, la maggior banca privata è stata nazionalizzata e senza sparare un colpo ma pagandola con i soldi dei venezuelani, in due anni ci hanno pure guadagnato.
Chavez ha vinto ancora con elezioni democratiche riconosciute in tutto il mondo. Dice Fabio Marcelli sul fatto:
Di questa polarizzazione sociale e politica avevo avuto precisa cognizione quando mi recai in Venezuela per le penultime elezioni presidenziali, nel 2006. Svolsi con obiettività il mio ruolo di osservatore internazionale, che non fu peraltro difficile, dato che il sistema elettorale venezolano, basato su doppia verifica sia manuale che informatica, è a prova di bomba dal punto di vista della possibilità di brogli, come riconosciuto da tutti.
Mentre qui, nell’Italia democratica delle banche, non passa giorno senza che non ci sia un arresto per acquisto dei voti dalla malavita organizzata.
La sinistra c’è, esiste, ed ha in mano il futuro del mondo progressista mentre il mondo capitalista sarà squassato da rivolte di piazza.
Fatevi una cultura leggendo questo articolo da Il Fatto quotidiano, non è scritto da un bolscevico o un castrista, è scritto da un gioranilsta che è stato in Venezuela. Fabio Marcelli.

Il significato universale della vittoria di Chavez

Altro  che destra e sinistra superati, qui di superato c’è solo il proletario che non si rende conto di come stanno le cose.
Se qualcuno non conosce il significato della parola “proletario” si faccia un giro nel web che troverà la spiegazione.
Per quanto riguarda il significato di Democrazia o la conoscenza della nostra Costituzione ho già perso le speranze, se non l’avete capito sino adesso non lo capirete mai.
Adesso Renzi litiga con Marchionne, un anno fa l’aveva messo sull’altare e gli serviva  messa da bravo chierichetto quale è.

 

Disoccupazione giovanile al 35%, ma chi se ne frega. Non facciamo sciopero, sarebbe un fallimento, facciamo festa con la notte dello shopping. Oh yea.


“Vogue Fashion’s Night Out”
La notte in cui lo shopping fa festa.
Questa è la Stampa.
Questo, invece, è il servizio del Giorno:

Idealmente aperta dalla stessa direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani presso “il Camparino” nella Galleria Vittorio Emanuele, dove il regista italo-turco Ferzan Ozpetek è stato premiato con il Campari Red Passion Prizedalla stessa Sozzani, la serata ha coinvolto 40 vie e piazze milanesi, illuminate a giorno e animate da decine di eventi speciali ospitati dagli storici negozi di moda e design del capoluogo lombardo.

Particolarmente affollate erano proprio le vie del Quadrilatero, dove passanti, turisti, curiosi e addetti ai lavori fluivano senza sosta da una boutique all’altra. Molto frequentata anche l’elegante via Manzoni, mentre piazza Duomo brulicava di persone come nelle grandi occasioni di ritrovo.

Più lontano dal centro della moda i negozi e gli showroom hanno osato con particolari dj set pensati per creare una colonna sonora della serata: da segnalare l’ex-veejay Federico Russo che presso Pinko (Corso Venezia) ha suonato dischi funky con l’accompagnamento eccezionale di Saturnino, storico musicista di Jovanotti, al basso elettrico.

Avvistati Morgan ai piatti da dj, Massimiliano Rosolino e Tania Cagnotto, Marco Tronchetti Provera e Afef, Barbara D’Urso e Giorgio Armani che si è prestato ad alcune foto con i suoi fan. Prossime tappe della Vogue Fashion Night Out saranno Roma, il 13 settembre, e a seguire Firenze, il 18.

LA PROTESTA DELLA FNAC – «Il lavoro per noi è un lusso»: questo lo slogan del sit-in dei dipendenti della Fnac, questa sera in piazzetta San Carlo a Milano, in occasione della Vogue Fashion Night. Circa un centinaio di persone, provenienti dagli 8 megastore di libri, musica e dvd presenti in Italia, hanno protestato e distribuito volantini per difendere il posto di lavoro: nel gennaio scorso è stata infatti annunciata una ristrutturazione entro fine anno, ma i circa 600 dipendenti italiani, a distanza di otto mesi, ancora non sanno quale sarà il proprio destino.

«Fnac – si legge nel comunicato dei lavoratori – è una società del Gruppo Ppr, che detiene tra gli altri i marchi Gucci e Bottega Veneta. Il Gruppo Ppr è presieduto da Franois-Henri Pinault, che negli ultimi anni ha sempre più decisamente manifestato l’intenzione di spostare gli interessi del gruppo sui marchi del lusso». Non a caso i manifestanti stasera hanno fatto un paio di irruzioni all’interno del negozio Gucci di Milano.

Solidarietà è stata espressa ai dipendenti Fnac da diversi esponenti del mondo politico milanese e dall’assessorato al Lavoro del Comune di Milano. «Enormemente preoccupati per la situazione e stupiti dall’intollerabile silenzio dei vertici di Fnac e del Gruppo Ppr – conclude il comunicato – i dipendenti di Fnac Italia chiedono risposte chiare, esaustive e credibili sul loro futuro».
Se venisse proclamato uno sciopero generale in favore dell’occupazione giovanile sarebbe un fallimento, scenderebbero in piazza solo i pensionati della Cgil ed i fissati della protesta, meglio allora ogranizzare la notte dello shopping e fare il pieno di partecipazione.
40, tra vie e piazze, coinvolte dall’iniziativa ed illuminate a giorno. Il tg3 ha proposto un servizio e ci ha mostrato le strade invase da giovani, e non, impegnati nel curiosare ma, soprattutto, a fare shopping.
Si sa che il cure dei ricchi sanguina sempre per chi sta male, infatti hanno fatto pure la beneficenza realizzando capi unici da vendere per devolvere l’incasso ai terremotati dell’Emilia.
Roba da commuoversi, specialmente dopo aver bevuto un po’.
Naturalmente il Tg3 regionale ha dimenticato di dare notizia della manifestazione indetta dai lavoratori della Fnac, per non rovinare la festa.
La manifestazione notte dello shopping è importantissima lo si evince dall’altissima qualità dei personaggi partecipanti, basti pensare che c’erano Barbara D’Urso, Tronchetti Provera ed Afef, che si sono prestati a farsi fotografare con i loro fans.
Il resto d’Italia non deve sentirsi escluso, la notte dello shopping avrà delle repliche in varie città italiane e nessuno si sentirà emarginato.
Ovviamente c’è stato spazio anche per la cultura, solidarietà e cultura non possono mai mancare quando c’è di mezzo l’alta moda e lo shopping nel quadrilatero, la direttrice di Vogue ha premiato personalmente il regista Ferzan Ozpetec con il Campari Red Passion Prize, una specie di premio Nobel del settore.
Folla, code e strade piene, un successone. Unici assenti i disoccupati, gli esodati, pensionati e cassaintegrati.
Mi confermano che il resto dei giovani rivoluzionari disoccupati, non impegnati nella notte dello shopping, hanno manifestato nella zona di Corso Como nelle disocteche alla moda ma senza innalzare cartelli di protesta contro la politica o il governo, avevano le mani impegnate nel tirare coca o nel farsi le canne.
Sarà per la prossima edizione.
Una macchia, nella riuscitissima festa, la protesta dei 600 lavoratori della Fnac ai quali è stato comunicato nel gennaio scorso che entro fine anno ci sarà una ristrutturazione.
Da allora non hanno saputo più niente. Non sono riuscito a sapere se hanno goduto di sconti particolari per lo shopping, ma credo di no.

 

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