Ho letto da qualche parte che la crisi ha fatto riscoprire lavori che avevamo dimenticato, la domestica, la badante, il domestico. Ho conosciuto i tempi in cui le famiglie, borghesi, avevano la domestica in casa con vitto ed alloggio.


imagesAnche le situazioni più tragiche o forse proprio perchè tragiche hanno sempre un lato divertente.
Come il villano di Ho visto un re, noi ridiamo, che il nostro piangere fa male al re.
Tolte le grandi famiglie borghesi e gli arricchiti, rigorosamente anonimi, i domestici in casa erano praticamente scomparsi, al massimo c’era la donna a ore o per stirare.
Fare assistenza o la domestica negli ultimi due decenni era diventata una prerogativa degli immigrati ma la crisi degli ultimi anni hanno fatto riscoprire questo lavoro anche agli italiani, un salto indietro di 40/50 anni. Quasi come le vendite delle automobili.
Di solito erano tagazze che venivano dalla campagna, dalla montagna, molte di loro facevano questo lavoro con vitto ed alloggio per farsi la dote o mettere qualcosa da parte per il matrimonio.
Lo stipendio non sarà stato il massimo ma vitto ed alloggio garantito aiutavano a risparmiare parecchio e c’era pure un giorno libero alla settimana.
Sempre meglio, lasciatemelo dire, della disoccupazione.
Leggere di questo ritorno all’antico mi ha fatto tornare in mente che anche il mio datore di lavoro, anni 60,70,80 perchè era sempre lo stesso, aveva la donna di servizio in casa.
Ne avevano due, una per i genitori ed un’altra per la figlia più grande che era sposata. Abitavano tutti nello stesso palazzo che tra uffici della ditta ed appartamenti di famiglia praticamente era tutto occupato.
Una volta il mio titolare mi chiese un favore, dovevo andare alla stazione centrale a prendere la nuova domestica in arrivo dalla Valtellina, mi disse il binario e mi diede una veloce descrizione, ragazza giovane, bionda con due valige.
Insieme all’amico Gino, collega inseparabile, che viveva da solo e quindi un po’ il factotum della famiglia del titolare prendemmo la 850 familiare ed andammo alla stazione.
Non so se per pigrizia, per comodità o perchè anche allora i parcheggi erano pochi, parcheggiammo l’850 vicino alla rotaie del tram.
Andammo al binario e ci mettemmo in attesa. Appena i passeggeri iniziarono a scendere dal treno giocammo ad indovinare chi fosse la ragazza in questione, sinceramente ci aspettavamo una montanara, nel senso buono del termine o una ciofeca.
Ad un certo punto vediamo una bionda con due valige, molto giovane e molto carina, sbruffoni come eravamo ci lanciammo incontro a lei facendo la domanda concordata.
Sono io, rispose la fanciulla ed è lì che il nostro becero gallismo diede il meglio di se. Però eravamo giovani.
Cominciò un balletto, te le porto io le valige disse il Gino, no dammene una anche a me risposi di rimando. La ragazza era imbarazzata per tanta cortesia, le avevano detto che sarebbe finita in mezzo ai lupi e si trovò immersa nella gentilezza, avrebbe potuto annegare.
Arrivati all’850 caricammo le valige, l’ 850 familiare aveva 7 posti, e la ragazza, modestamente,  voleva salire dietro.
Ma figurati, altra manfrina, tu siedi davanti è lui che va dietro dissi rivolto al Gino.
Accettò ed in questo modo potemmo darle una occhiata tutti e due, se si fosse seduta dietro l’impresa era più difficile.
Certamente non eravamo nel pieno delle nostre facoltà mentali, la ragazza era ben oltre il nostro immaginario e la prova più evidente fu quando misi in moto l’850 e partii.
Sentimmo un rumore tremendo di lamiera, avevamo lasciato il portellone laterale aperto a bandiera, praticamente, ed il tram l’aveva quasi  divelto. Forse, presi dalla situazione, ci dimenticammo che il pulmino aveva le porte laterali.
Constatato che il tram non aveva subito danni chiudemmo  il portellone in qualche modo e ci avviammo verso Sesto San Giovanni.
Ovviamente ci demmo una calmata, ma non abbastanza credo.
Quando arrivammo in ditta, era una concessionaria Fiat, scaricammo le valige e la bionda. Il Gino partì in tutta fretta per parcheggiare il pulmino, come lo chiamavamo noi, per tornare prima possibile a disposizione della bionda ed accompagnarla personalmente all’appartamento del titolare.
Aveva talmente fretta che si dimenticò che il pulmino aveva il portapacchi sul tetto e, fatto ancora più importante, che non passava dalla rampa di accesso al garage inferiore.
Infatti si incastrò a metà della rampa.
Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso, cantava Lucio, io mi domando come si senta una donna quando vive queste sensazioni di onnipotenza. Quando si rende conto che con un sorriso distrugge una porta, un portapacchi
e fa incastrare un pulmino al punto che per tirarlo fuori c’è voluto un carro attrezzi.
Forse eravamo più poveri di oggi, ma eravamo allegri, sapevamo cogliere la bellezza ed apprezzarla.
Certo non con le parole dei poeti o dei cantanti ma, nei fatti, certamente.
Svelti, furbi ed organizzati come i Soliti ignoti.
Qui vediamo Er pantera, Vittorio Gassman, che corteggia Nicoletta, Carla Gravina, la domestica dell’appartamento a fianco dell’obiettivo della rapina.

E’ la prima volta che invecchio, non ho nessuna esperienza, ma come fa a restare per ore in piedi, in poltrona, in un palco senza che gli scappi?


Ho sempre bevuto tantissima acqua, anche al mattino appena sveglio bevo l’acqua. Una volta la bevevo frizzante con l’arrivo della pancia sono passato a quella naturale, ma la pancia è rimasta.
Se sono in giro dal mattino presto e magari sino a mezzogiorno devo fare una sosta entro in un bar bevo qualcosa ma è tutta una scusa per  usare il bagno. Hanno tolto tutti i vespasiani ed i più dispiaciuti sono i gay ed il sottoscritto, ma per ragioni diverse.
Pare che con l’avanzare dell’età questa esigenza sia un fatto comune, più di uno della mia età, oppure oltre, mi ha confessato che si alza di notte per fare la pipì.
L’argomento può infastidire ma è una esperienza alla quale vanno tutti incontro con l’avanzare dell’età. Il caso più eclatante, per me, è la Mirè capace di stare un intero giorno senza liberarsi da giovane ma adesso sente questa esigenza anche lei, non come me ma anche lei deve fare la sua pausa.
Mi domando come faccia uno di 85 anni a stare per ore sulla ribalta tra prediche, messa, omaggi dei fedeli, balli e canti dei giovani dell’Azione Cattolica e di Comunione e Liberazione senza mai fare una pausa.
Ha un wc chimico dietro al tendone? O magari ha un pannolone ad hoc?
Intendiamoci non è solo lui, basti pensare a Napolitano, li trovano tutti con una vescica d’acciaio o estensibile, in ogni caso hanno una salute d’acciaio anche se, spero, non siano tutti come Andreotti, indistruttibile.
Persino i ragazzotti che gli fanno festa intorno, tra una birra e l’altra, devono liberarsi e mi chiedo come faccia il Santo Padre ad avere tanta resistenza.
Ieri ho fatto due o tre lavori in casa, modifiche di impianti elettrici, manutenzione rubinetti con pulizia o sostituzione dei filtri, passato il folletto, cose così ma ad un certo punto ho dovuto fare la pausa sigaretta.
Persino Silvio, che punta ai 120 anni di bunga- bunga, una volta ha avuto un mancamento in diretta, possibile che Benedetto XVI non dica mai nel bel mezzo di una predica, magari quando dice che lo Stato italiano deve essere laico ma come vuole lui. E cioè vieti l’aborto, l’eutanasia e riconosca solo il matrimonio uomo-donna che produca i ragazzini e le ragazzine da mandare all’oratorio tra le amorevoli braccia del prete di turno, non si interrompa almeno una volta e dica: scusate il Papa deve andare in bagno, seguito dal suo maggiordomo che gli alzi la gonna, gli sposti un po’ di magliette per evitare che schizzi la tonaca bianca ed intonsa?
Cos’ha il serbatoio delle acque nere incorporato come i camper?
E’ solo una  mia curiosità, ma è permesso lasciarmi anche senza risposta, me ne farò una ragione.
Radio Popolare nell’edizione delle 7,00 ha trasmesso un servizio in cui si diceva che Viale Zara è percorso da centinaia di persone provenienti da tutto il mondo, anche dal Venezuela di Chavez, dirette al Parco Nord, dove già da due giorni o tre non si può più andare a correre o portarci i bambini, per andare all’incontro con il Papa.
Ci mancherebbe altro, siamo un paese laico ma libero, escluso l’aborto, l’eutanasia ed il matrimonio omosessuale la procreazione assistita o come cavolo si chiama la storia degli embrioni, è tutto permesso, anche le adunate cattoliche e la pedofilia clericale e non quindi hanno tutto il diritto di godersi la festa.
Ho studiato un anno dalle suore, qualche mese dai gesuiti e due anni dai salesiani, mi viene da pensare che se fossi rimasto con la fede di quei tempi, tra l’altro più subita che voluta, anch’io sarei corso al Parco Nord per trovarmi il posto migliore con provviste d’acqua, sigarette, e certamente vicino ad un wc chimico pronto alla bisogna. Ho sempre avuto una produzione di liquidi abbondante, non credo che l’entusiasmo provocato dalla vista del Santo Padre mi avrebbe bloccato la produzione.
Nonostante il mio distacco dalla fede, intorno ai 14 anni, non ho mai abbandonato l’abitudine di girare intorno agli oratori ed avevo le mie buone ragioni confermate pure da quello che mi è successo ieri.
Mentre ero fermo ad un semaforo rosso ha attraversato l’incrocio un folto gruppo di giovani provvisti di badge della manifestazione mondiale per la famiglia cattolica in mezzo al quale c’erano 4 o 5 ragazze veramente notevoli ed in modo particolare una ricciolina niente male con la quale mi sono lucidato gli occhi, nonostante la cataratta.
Sono sempre stato appassionato delle figlie di Maria ma solo se coetanee, a 18 anni ho smesso di girare intorno agli oratori. Sono tutta una contraddizione, a 10 anni volevo farmi prete, a 13 ho smesso di frequentare e di credere, ma devo avere sbagliato qualcosa, il proibito rende i vizi più piacevoli ed all’oratorio c’è sempre carne fresca in arrivo, avrei potuto essere un bravo parroco. Ho un ricordo veramente piacevole del buio delle sale cinematografiche degli oratori, esistono ancora?
Che bei tempi, per andare in bagno si aspettava la fine del primo tempo, poi ci si rituffava nel buio e si stava attenti a non essere scoperti perchè, a noi, era vietato.
Poi mi sono evoluto, al pomeriggio andavamo al cinema Loreto, il nostro Cinema Paradiso, la platea era leggermente in pendenza e per girare da una fila all’altra di poltrone erano consigliabili le catene, ci si divertiva un mondo senza nessun pretino che controllasse dove avessimo le mani e le mamme si preoccupavano perchè alle loro figliole veniva il braccio del tennista, inspiegabilmente. Avevano poca memoria, se si fossero ricordate cosa facevano da ragazzine avrebbero capito. Ci siamo passati tutti, quasi tutti.
Poca memoria l’ho anch’io, non ricordo uno dei film che ho visto al cinema Loreto, non guardavo nemmeno il manifesto che pubblicizzava il film in programmazione, per me era solo un problema logistico non avendo la patente e non sapendo dove andare per godere un po’ di intimità e scaricare gli ormoni della giovinezza.
Se qualcuno andrà al campo Volo di Bresso e vorrà togliermi questa curiosità gliene sarò grato, fatemi sapere se nel palco, dietro l’altare c’è un wc chimico altrimenti penserò che il Santo padre è un superman in tutti i sensi.
Buona giornata, spero che il tempo regga al meglio.

Un po’ li ammazza il terremoto, agli altri ci pensa il governo dei banchieri, ed il Pd. Overdose di diritti, i lavoratori hanno esagerato, si credevano banche.


Hanno messo la fiducia e l’hanno trovata, ci saranno centinaia di esperti che ci racconteranno che l’equilibrio è giusto, si è trovata la formula giusta di compromesso sull’art.18 in linea con gli standard europei, come ha sottolineato la ministra, un salto indietro di 60 anni in pochi mesi velocissimo perchè siamo in crisi, pare che la crisi non dipenda dalle speculazioni delle banche, dei parassiti della finanza, dai profitti illegali dei titoli tossici la Fornero e Monti ci hanno detto che la crisi è dovuta ai troppi diritti dei lavoratori, precari e disoccupati in testa.
I partiti della maggioranza di solidarietà nazionale si sono trovati uniti nel pugnalare i lavoratori e se siamo in linea con gli standard europei l’Europa fa parte del quarto mondo.
Il governo dei banchieri e delle multinazionali ha riformato le pensioni, in peggio, in una settimana ed ha speso qualche mese per demolire l’art. 18 ed i diritti dei lavoratori, la Repubblica Italiana non è più fondata sul lavoro ma sulla speculazione, le banche, la borsa e l’evasione.
Fortunatamente il governo dei tecnici, sostenuto dalla maggioranza responsabile del Paese, ha salvato la razza protetta, la borghesia finanziaria parassita e le banche, sacrificando nell’altare dei diritti e dell’uguaglianza milioni di lavoratori.
Ne vanno pure fieri, come vanno fieri dei tagli nei servizi, nella sanità, alle politiche sociali e di sostegno.
I grandi patrimoni sono salvi, i miliardi di profitti prendono il volo per l’estero e la civiltà sociale, economica e politica è tornata ai primi dell’ottocento, se i lavoratori torneranno alle lampade ad olio il lavoro si potrà ritenere concluso, l’obiettivo raggiunto.
Il governo delle banche e della borghesia parassita, sostenute dalla maggioranza dei partiti responsabili, hanno salvato il Paese, il loro, dando fuoco ai villaggi hanno salvato il castello.
Pera e Sacconi non hanno partecipato al voto, ai lavoratori sono rimasti ancora troppi diritti, pretendono addirittura di mangiare e respirare e propongono un nuovo contratto per i lavoratori che vada oltre lo Statuto dei lavoratori sulla falsariga della mezzadria di due secoli fa.
I lavoratori verranno assunti a stagione, la produzione sarà del padrone che stabilirà quanto elargire al lavoratore-mezzadro in base al mercato, alla crisi e garantendosi il profitto, quello che avanzerà, il nulla, sarà diviso con i lavoratori-mezzadri.
Se ai lavoratori, alla Fiom, alla Cgil, non starà bene dovranno fare San Martino e cercarsi un altro posto.
Saranno sostituiti da altri lavoratori-mezzadri, precari, della Cisl e della Uil, andranno bene anche i lavoratori-mezzadri non iscritti al sindacato purchè restino muti e producano incessantemente per competere con i paesi più avanzati nello sfruttamento intensivo.
Non diamo tutti i meriti al governo delle banche, dei parassiti della speculazione, ai partiti di maggioranza che, responsabilmente, hanno accettato di massacrare i lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, donne, togliendo il merito maggiore alla maggioranza silenziosa degli italiani che da anni si scagliano contro i privilegi dei pensionati considerati autentici parassiti perchè dopo 43 anni di contributi vengono accusati di essere i mantenuti dallo Stato. Ogni volta che scrivo di questi argomenti c’è qualche imbecille, spesso anche più di uno, che mi accusa di essere un mantenuto.
Dopo 43 anni di contributi che hanno permesso a migliaia di pensionati prima di me di avere una pensione dignitosa o da sopravvivenza ricevo lezioni di economia da questi emeriti imbecilli che ragionano come Monti e la Fornero, senza nessuna solidarietà per chi non ha potuto arricchirsi abbastanza per avere una vecchiaia serena.
Ecco la prima lezione di economia che l’imbecille di turno e non solo lui perchè la maggioranza dei giovani, dei grillini, dei polli d’allevamento degli ultimi trent’anni di politica italiana la pensa allo stesso modo.

Di 859 euro i 2/3 sono DEVOLUTI DALLO STATO tramite il calcolo retributivo DI MAGGIOR FAVORE…..

FOSSE stato un calcolo CONTRIBUTIVO AVREBBERO PRESO 300 euro di media……..

LESSON NUMBER 2)

ATTENZIONE alla differenza tra contribuzione e assistenziali !

ASSISTENZIALI, a totale carico dello STATO !

CONTRIBUZIONE, con contributi a carico dell’iscritto al quale sarà restituita la PENSIONE CON CALCOLO RETRIBUTIVO,MISTO O CONTRIBUTIVO….

Primo: i miei 43 anni di contributi, interessi compresi, sono buttati nel cesso, negli ultimi decenni di lavoro le mia trattenute arrivavano al 47%, vorrei sapere quanti tassisti, artigiani, imprenditori, chiunque sia provvisto di un commercialista arriva a tanto, fatemelo sapere. Escludiamo, naturalmente, i parassiti che speculano in borsa e che sono tassati a meno del 20%, sono razza protetta.
Per quanto riguarda le pensioni assistenziali, erroneamente, pensavo fossero un segno di civiltà, di solidarietà, finchè l’idiota di cui sopra non mi ha illuminato ed ho capito di avere sbagliato tutto. Devono morire, altrimenti gli imbecilli si incazzano.
Tanto astio, tanto odio per i pensionati, per gli anziani, per i disoccupati i cassaintegrati risulta per me incomprensibile, auguro all’imbecille di cui sopra di finire rovinato nella salute ed economicamente per provare l’effetto che fa.
Il cervello, il cuore, è già spappolato mi auguro che anche il resto faccia la stessa fine.
Io continuo a restare della mia idea, se 43 anni di contributi ed i loro interessi non bastano per la pensione lo Stato compri un caccia in meno, tagli gli stipendi ai parassiti della politica, gli stipendi ai manager ed ai boiardi di Stato, tolga le liquidazioni indecenti ai manager che ci hanno portato alla rovina e dia la caccia agli evasori, alla malavita organizzata ma non rompa ma non rompa i coglioni a chi a passato la vita a lavorare pagando il dovuto.
Questi giovani, che ragionano delirando all’americana e senza la minima solidarietà per gli altri, magari hanno studiato e sono diventati così stupidi grazie all’ welfare de padre o il nonno pensionato.
Secondo questi derelitti i pensionati prendono troppo, i gioiellieri a 17.000 euro all’anno sono nel giusto, non rubano come i pensionati, non sono parassiti.

Tolgano la pensione ai loro genitori, ai loro nonni, tanto l’hanno buttata via per farli studiare.
Ad ogni modo se non avete capito che questa non è civiltà, non è uguaglianza, non è diritto, non è solidarietà, non è dignità, sono fatti vostri. Io quello che dovevo fare l’ho fatto, le lotte, gli scioperi, il 68 e la conquista dello Statuto dei lavoratori, articolo 18 compreso, il diritto alla maternità ed all’ assistenza sanitaria e se voi ritenete che sia più giusto, equo, il far west economico dove vince ed ha ragione chi spara per primo fate pure.
Ho un solo dispiacere, che alle mie lotte, ai miei sacrifici ho fatto partecipare direttamente ed indirettamente anche la mia famiglia, ci siamo voluti bene lo stesso, pensavamo che il nostro sacrificio non dovesse essere solo per il nostro interessa ma anche per quello degli altri, che sarebbero venuti dopo.
Quelli che sono venuti dopo hanno pensato alla bella vita, garantita dai genitori e dai nonni, e adesso che il sistema capitalista li ha privati di tutto se la prendono con i loro padri ed i loro nonni. Lavoratori e pensionati che sono andati on overdose di diritti, di democrazia, di uguaglianza e fraternità.
Ragionano tutti come la Fornero e le conseguenza non possono che essere queste.
W il capitalismo e W le nuove leve, portatrici di una nuova civiltà, con le lampade ad olio.
Sinistra, destra, sono superati. Loro sono oltre e nel futuro, sono verso la fine dell’ottocento.

I Compagni è un film di Monicelli, quello che diceva ribellatevi, mentre andavate in discoteca.
Torino
, fine Ottocento. In una fabbrica tessile, l’ennesimo grave incidente spinge gli operai a richiedere migliori condizioni di lavoro. Quando la loro richiesta di ridurre l’orario di lavoro da quattordici a tredici ore viene del tutto ignorata, decidono di compiere un gesto dimostrativo, suonare la sirena di fine turno in anticipo di un’ora, che procura però una multa a tutti e una sospensione a Pautasso, l’autore materiale.
Gli operai organizzano quindi uno sciopero, approfittando dell’esperienza in materia dell’esperto professor Sinigaglia, appena giunto in città proveniente da Genova, ricercato dalla polizia per aggressione ad un pubblico ufficiale durante una manifestazione. I padroni per risolvere la situazione sono disposti a ritirare multa e sospensione e “perdonare” gli operai influenzati da “agitatori di professione”, ma gli operai non possono accettare una concessione così modesta rispetto al livello ormai raggiunto dalla protesta.
Di fronte alla resistenza degli operai, che tengono duro, forti della reciproca solidarietà, i padroni arrivano a chiamare lavoratori disoccupati da un’altra città. Gli scioperanti tentano di bloccare il treno che trasporta i crumiri, ma durante gli scontri Pautasso perde tragicamente la vita. Il prof. Sinigaglia, visti i precedenti, è costretto a nascondersi e trova un accogliente rifugio nella casa della prostituta Niobe, figlia di un operaio che l’ha ripudiata per la sua scelta di vita.
I lavoratori in sciopero, dopo aver resistito un intero mese, sono ormai prossimi a cedere, ignorando di aver portato i padroni sul punto di cedere per primi. Mentre gli operai hanno già votato per la ripresa del lavoro, il prof. Sinigaglia lascia il comodo nascondiglio, rischiando l’arresto per parlare agli operai, giunge trafelato e riesce a riaccendere in loro il desiderio di proseguire la lotta con la sua appassionata retorica, che riecheggia il discorso di Marco Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare. Spinti dalle parole del professore, i lavoratori marciano in corteo verso la fabbrica per occuparla. Ma la cavalleria, chiamata a difendere la fabbrica, spara sulla folla e uccide Omero, uno degli operai più giovani, appena un ragazzino, mentre il prof. Sinigaglia viene infine arrestato.
Gli operai tornano al lavoro, sconfitti. Fra loro il fratello minore del ragazzo ucciso, che ne ha preso il posto. Il prof. Sinigaglia, dal carcere, continua a diffondere le sue idee di progresso sociale, mentre altri lavoratori come Raoul portano avanti la lotta.

Non voglio essere pessimista, tutt’altro, sono realista. Preparatevi perchè il vostro futuro sarà questo, già visto e vissuto, non crediate che il capitalismo parassita, sfruttatore e speculatore vi lasci le briciole.
Il cervello ve l’ha già succhiato tutto.
Pare che Grillo abbia fatto delle proposte politiche degne di Rifondazione Comunista, subito è stato accusato di essere comunista, tipo la nazionalizzazione delle banche.
Io, dai grillini, vengo accusato di essere un vetero comunista superato dalla storia ebbene certe cose che dice Grillo io le dico da 50 anni, non entro nemmeno nel merito tanto non ne vale la pena, faccio solo qualche osservazione.
Primo non è con una class action che si batte il capitalismo, leggo addirittura che ne vogliono fare una sul calcio scommesse.
Secondo, noi abbiamo portato a casa qualcosa, le generazioni prima della mia e la mia, abbiamo pagato sudore e sangue ogni conquista, ogni centimetro di uguaglianza e di libertà e l’abbiamo conquistate e portate a casa per tutti, anche per quelli che non hanno lottato insieme a noi.
Non mi resta che augurarvi di avere lo stesso successo, dopo che avete contribuito ad abbattere quello che avevamo costruito non mi resta che sperare che il vostro palazzo sia più grande e più bello di quello che avevamo costruito noi.
Buona fortuna.

L'amore ti fa fare delle cose che non avresti mai pensato di fare. Dopo, un po' te ne vergogni, ma è l'amore.


bacio sotto la pioggiaIo vado verso il 40° anniversario di matrimonio ma, per certe cose, ho una memoria da elefante.
Come l'amore, mi ricordo tutto, dai primi giochi di mano, alla prima volta ed a tutto quello che ne è seguito.
Sono un sentimentale, Via col vento non l'ho mai visto ma ho pianto tanto ugualmente.
Bastava che me lo raccontassero.
Con gli anni la cosa è peggiorata, se fosse possibile sono ancora più emotivo, solo che le mie emozioni le ho spostate sugli animali, specialmente i cani.
Non nascondo che se vedo un film sentimentale mi emoziono, mi vengono le lacrime agli occhi ed è per questo che non guardo il Grande fratello e Uomini e donne. Troppo straziante per me, non sopporto gli abbandoni ed i reintegri immediati.
Questa mattina sono andato a leggere il Fatto on line ed ho letto una cosa che mi ha sconvolto i sentimenti. Infatti scrivo adesso perchè per oltre due ore ho avuto gli occhi bagnati, non ci vedevo, ho dovuto asciugare gli occhiali due volte.
E' la vecchiaia e sinceramente mi vergogno nell'essere così emotivo e vulnerabile.
Leggete anche voi perchè è poesia pura, ne Dante, ne Shakespeare, ne Segal, sono mai riusciti a scrivere parole così belle che esprimessero il sentimento dell'amore così bene.

"Berlusconi ha insistito, ma io non volevo, ho cercato di respingerlo. Gli ho detto di no, ma non ce l’ho fatta e sono stata costretta a subire qualcosa che non avrei voluto".

Come la capisco, quante volte ho lottato con il mio cuore, un lungo interminabile derby tra la ragione ed il sentimento nel quale sono sempre uscito sconfitto e senza rigori.
Mi ricordo quando sono uscito con la fidanzatina di mio fratello, mentre andavo al cinema e dopo in camporella ho lottato con tutte le mie forze contro me stesso. Ed ho perso.
La ragione mi diceva: cazzo, proprio con la ragazza di tuo fratello.
Ma le pulsioni del cuore erano più forti, inarrestabili, la sua nomea di essere una gran zoccola mi attirava enormemente. E non sono stato tradito, ne è valsa la pena, la mia sofferenza non è stata tradita. Altrettanto non si può dire di mio fratello, ma gli ho fatto un favore. Ha aperto gli occhi  e mi sono sacrificato per lui, meglio un fratello, un amico che uno sconosciuto.
Ma questi sono fatti marginali che dimostrano quanto sia emotivamente debole, coinvolgibile.
Questa grandissima zoccola di cui sopra ha fatto la martire, vuole fare la martire. Non è bastato che la Nicole la mettesse sull'avviso, poche storie o ci stai o puoi prendere il taxi.
No, lei ha voluto sacrificare il suo onore e la sua dignità alla causa. Ha lottato con tutte le sue forze ma è stata costretta a subire quello che non avrebbe voluto, forse l'entrata dal retro perchè, sul davanti aveva le mani libere e poteva impugnare fermamente la busta con qualche migliaio di euro.
Ne sarà orgoglioso suo padre, come quelli che vanno dalla Marcuzzi a battere le mani alla figlia che si è fatta scopare nella casa del grande fratello e ripetono: ti vogliamo bene tutti! Non vediamo l'ora che ritorni a casa, ma il più tardi possibile.
Specialmente i ragazzi del paese, non vedono l'ora che torni a casa. Da quando è andata al grande fratello c'è qualche problema con le scopate, ed il resto.
Quando parlo d'amore il cuore trabocca ed i ricordi emergono con violenza come un pozzo di petrolio, incontenibili.
Mi ricordo quando una bellissima figliola mi ha detto: che cazzo vuoi? Tanto era bella quanto il suo linguaggio era scurrile.
Istintivamente le dissi: niente, volevo solo sapere come fai a parlare con la bocca piena.
Dicevo che il padre della santa Maria Goretti di Arcore, che ha lottato con tutte le sue forze, ne ha ben donde di andarne orgoglioso, prima di partire le aveva detto: fatti dare non meno di 300 euro, per un pompino, per la nottata almeno 600.
Lei, baciandolo sulla guancia, le ha detto: si, papà.
Infatti ne ha presi 3000. L'orgoglio di suo padre.

Ghedini pronto al grande salto, da avvocato a coimputato. P3, Lombardi coinvolge Verdini, Dell'Utri ed anche Ghedini.


ghedini 10Ghedini potrebbe essere come certi avvocati difensori dei mafiosi che a lungo andare si infarinano e diventano complici. Ma non è detto, sino a prova contraria.
Lombardi ha avuto gli arresti domiciliari perchè collabora, il giudice tributario è ritenuto uno dei vertici della loggia massonica chiamata P3 e si è dato da fare per rinviare il Lodo Mondadori riguardante la causa milionaria allora pendente con l'Agenzia delle Entrate, difesa dall'avvocatura di stato e la Mondadori, condannata a pagare una multa di 173 milioni di euro.
Dice Lombardi: Riguardo alla vicenda Lodo Mondadori ricordo che tale argomento fu affrontato in due, tre riunioni.
Alla prima partecipammo io, Dell'Utri, Martino, Carboni, Verdini e, se non ricordo male, Caliendo.
In quella occasione si discusse della necessità di avvicinare l'avvocato generale dello Stato, Oscar Fiunara, per ottenere il rinvio della causa Mondadori.
In particolare Dell'Utri mi prospettò tale esigenza, a suo dire tale richiesta proveniva dall'avv. Ghedini.
Il 22 ottobre incontrai l'avvocato generale dello Stato  Oscar Fiumara, il quale mi disse di non essere contrario al rinvio.
Seppi da Carboni che anche Ghedini, dopo di me, si era recato da Fiumara.
Così ha parlato lo scorso 3 dicembre Pasquale Lombardi.
Secondo la procura la Mondadori fu salvata dalla P3, attraverso il trasferimento illegittimo della sede di discussione del contenzioso dalla sede tributaria della Corte di Cassazione alle Sezioni Unite.
L'interrogatorio è stato ritenuto ricco di riscontri del quadro indiziario già emerso sulla P3, tant'è che ieri ha ottenuto gli arresti domiciliari.
La famiglia Corleone aveva per avvocato il figlioccio, Tom Hagen, divenuto consigliori del capo.
Mi ricorda qualcuno, ma non ho ancora messo a fuoco.

La Binetti non crede alla pedofilia dei preti, è l'unica che non ha mai corso rischi all'oratorio.


indexLa Binetti è sempre andata all'oratorio spensierata mai nessun prete avrebbe allungato le sue mani  fra le sue giovani cosce, era orrenda anche da bambina.
Il prete pedofilo, già che c'è, sceglie le vittime tra le più carine e questo l'ha resa immune da peccati e tentazioni.
A me non interessa che abbia studiato tanto, più di un prete, mi irrita il fatto che parli di problemi sessuali, di qualsiasi tipo, e di famiglia non avendone gli elementi, l'esperienza.
Qualcuno obietterà anche i preti non hanno esperienza diretta ma parlano di sesso e di problemi del matrimonio, è vero ma i preti confessano ed in confessione ne vieni a sapere di più che non nei libri.
Ovvio che questo non li giustifica, non giustifica il Papa e nessun altro a parlare di omosessualità o altro, ma una cosa è certa la Binetti non ha mai confessato nessuno.
Ne sa meno di niente.
La dimostrazione l'ha data ieri quando ha straparlato di Monicelli.
Monicelli uomo solo, disperato, abbandonato, esiste solo nella sua testa. Monicelli ha vissuto una vita intensa, gioiosa, piena e lo si capisce dai suo film. Dalla sua tenerezza verso i deboli, gli ultimi, gli sfruttati, dal suo amore per le persone che sbagliano, più fragili, proprio perchè grazie alla sua grandezza ed alla sua sensibilità ha potuto descrivere in maniera meravigliosa nei suoi film.
Anche l'amore, vissuto con una certa ironia per difendersi e per pudore, i veri sentimenti non si espongono si vivono intensamente e basta, l'amore non è un pensiero politico, una opinione, l'amore è l'animo interno di noi stessi e va esplicitato a chi se lo merita.
Altra cosa è scopare, argomento non certamente secondario, Monicelli ha conosciuto l'uno e l'altro, l'ha vissuto pienamente ed in armonia con il suo modo di essere.
Quello che non ha avuto dalla vita la Binetti, dalle sue parti mai nessuno è passato per dare una scopatina, cambiare l'aria, maneggiare la polpa, ha scambiato il piacere carnale con il cilicio.
7_13011Se quella volta, al posto del cilicio, avesse comprato un vibratore la sua vita sarebbe cambiata e tutti noi l'avremmo vista più serena, rilassata, ci avrebbe risparmiato attacchi agli omosessuali e prediche integraliste non richieste.
Non so se è ancora in tempo, probabilmente in questi decenni l'entrata della caverna si è riempita di sassi, terreno, rami secchi, insomma si è ostruita e non sarà quel rivolo fisiologico a dare una speranza di apertura possibile.
C'è il rischio che se si compra un vibratore se lo infili dal retro.
Mentre lo fa potrebbe frustarsi e gridare: Vade retro Satana!
Per poi passare ad un più amichevole, vai dietro, vai avanti, vai dietro, adesso avanti.
Magari capirebbe qualcosa della vita, delle persone, degli umani, con tutti i loro pregi ed i loro difetti.
Pensavo fosse sposata, volevo esprimere la mia solidarietà al poveretto che se l'è presa, o forse dargli del pirla. Non avevo ancora deciso ed ho passato mezz'ora su internet a fare ricerche.
Non è sposata e non ha figli.
Proprio perchè le voglio bene lancio un appello ai preti della sua parrocchia, voi fate del bene a tutti, per farlo avete coraggio ed umiltà, fate cose che noi, io, non immagino nemmeno.
fate un'opera di volontariato sublime, che vi garantisca il regno dei cieli, date una ripassatina anche a lei.
Non guardate solo le ragazzine carine, i maschietti più belli, mettetela magari di spalle ma fatele conoscere la vita.
Senza la frusta, questa volta.
Tra i tipi alla Binetti ed i tipi alla Monicelli c'è di mezzo un mondo, va rispettato.
 

Non ho bisogno che sia Hollywood a dirmi che Mario Monicelli è immenso. Chi vive la vita, la realtà, ci arriva da solo.


224849104-9789bc85-48dd-4164-a720-94ffb8963346Da ieri mi gira nella testa un pensiero, se la sinistra avesse un leader con il 25% delle capacità, della sensibilità, dell'attenzione, del cuore, dell'ironia, della passione, della giusta cattiveria, della ferocia, della tenerezza che aveva Mario per il popolino, le lotte operaie, gli ultimi, vinceremmo le elezioni con il 60%.
Anche se avesse fatto la carriera politica non avrebbe potuto fare il capo, troppo avanti, troppo estremista, incapace di qualsiasi baratto o compromesso.
Troppo pulito per infangarsi nella propaganda.
Ha fatto la politica vera, ha partecipato, ha volantinato, ci ha dato l'esempio, ci ha messo la testa ed il cuore, anche se lo nascondeva con una dose di ironia e di sarcasmo.
Il film I Compagni io l'ho visto, l'ho visto non perchè conoscessi la trama del racconto, le lotte degli operai tessili del primo novecento, l'ho visto perchè c'era Mastroianni ed io ho una regola, nella mia testa.
Se Mastroianni fa un film è perchè ne vale la pena, è importante e questo vale per De Niro, Al Pacino, e tanti altri che non è il caso di elencare.
Artisti che scelgono sempre lo spessore, le cose migliori.
Del film i compagni ricordo la scena quando gli operai vanno a casa del crumiro siciliano, il film è ambientato a Torino nel profondo nord un particolare che significa molto.
Quando arrivano a "casa" sua e si rendono conto in che condizioni vive non gli fanno niente.
Se questo non è amore, universale, ditemi voi cos'è.
Di Amici miei ho la triologia, ma nessuno supera il primo, un film mito che ci insegna che la vita va presa sul serio ma vissuta senza prenderci troppo sul serio.
Ci sono libri che vorrei fossero obbligatori nelle scuole pubbliche, tutti i film di Mario dovrebbero essere obbligatori nel programma scolastico, e discussi.
Nell'ultima settimana c'è stata la polemica dei movimenti per la vita, gli assassini inconsci di milioni di persone vittime della miseria e dello sfruttamento, che vogliono tenere in vita un essere allo stato vegetale.
Quelli che hanno chiesto di andare da Fazio-Saviano con una pretesa da talebani cattolici integralisti, accettare sarebbe stato come ammettere di essere in favore della morte mentre noi siamo dalla parte della vita, dignitosa e decente.
Lui, a modo suo, ancora una volta ha dato la sua risposta, senza passare dai giornali, dai tg, nei fatti.
Troppo lucido per essere compreso a fondo, un intellettuale che solo a contatto di chi soffre ed è emarginato ha saputo esprimere la sua grandezza.
Con amore, con passione, con ferocia, perchè la rivoluzione non si fa con i fiori. Per liberarsi si deve sacrificarsi e soffrire.
Non ho bisogno della cultura americana per capire la grandezza della nostra.
Ho Sky e, per quanto mi riguarda, il 70% del cinema americano è da buttare.
Dall'Armata Brancaleone:
Quella pallida ma appetibile chi è?
Mia sorella.
No, intendo quella a latere, con la faccia da baldracca.
Mia madre.

Vi dico perchè ha ragione Veronica, è ammalato. Basta andare alla mensa di Corso Europa a Cologno Monzese e ci si rende conto


image10Ho lavorato per due anni a Cologno ed insieme ai colleghi andavamo a mangiare in una mensa frequentata anche dai dipendenti di Mediaset, in Corso Europa.
Da lì passavano quasi tutti, se non ricordo male c'era pure una sala riservata per Mediaset o comunque dirigenti, impiegati e quelli che lavoravano in tv.
Molti di loro si fermavano a mangiare con la gente "comune" senza tirarsela tanto. Ricordo che una volta vidi la Simona Ventura ad un tavolo vicino al mio, con i bigodini in testa, erano i tempi della Simona ruspante e genuina, diva dei giovani grazie alla Gialappas che non se la tirava per niente.
Poi, a me personalmente, è andata giù parecchio.
Si sa che l'ambiente del cinema, dello spettacolo in genere e quindi della televisione è un ambiente un pò particolare dove c'è molta disponibilità sessuale maschile e femminile.
Basta leggere la biografia di Sandra Milo o quella di Dino Risi per capire come gira e Dino è abbastanza esplicito, pura avendo una laurea in medicina si diede al cinema perchè si scopava di più.
E' stata la nostra fortuna, ha diretto dei film indimenticabili.
La Sandra racconta di Fellini che, durante una pausa mentre giravano un film, la chiamò per farsi fare un rapporto orale, ne fu onorata, quasi come una ministra.
E' come aver giocato in serie A, che dico una finale della coppa dei campioni, una cosa da raccontare ai nipoti. E lei l'ha fatto.
Dicevo che l'ambiente è portato per certe cose e maschi e femmine si offrono spudoratamente per arrivare ad apparire nelle trasmissioni.
Ci marciano tutti, dirigenti, registi, autori, presentatori, chiunque abbia un minimo di fama e di potere la utilizza per scopi sessuali, chi per il battacchio e chi per la passera.
A seconda dei gusti.
Ricordo quando c'erano le selezioni delle ragazze per la nuova annata, mai in vita mia avevo visto così tante ragazze bellissime tutte insieme, da riempire un pullman.
Cellulari da milioni di lire, minigonne da 8cm ed una voglia di sfondare che non si fermava davanti a niente. Se la tiravano neanche fossero la Magnani, o forse lo erano. Erano le Magnani della disponibilità, avrebbero meritato l'Oscar della zoccolaggine.
Non tutte ma la stragrande maggioranza.
A proposito di pullman, c'erano anche gli spettatori dei programmi di Gerry Scotti, vagonate di pensionati che arrivavano da tutta l'Italia del nord, e che alla mensa, ottima tra l'altro, si limitavano ai passati di verdura.
Torniamo a noi ed al fatto che il caudillo è ammalato come dice sua moglie.
Le prove di tutto questo si trovano lì, nella mensa di Cologno Monzese, le ho viste con i miei occhi.
In quel periodo Gerry Scotti faceva una trasmissione con le letterine, una più bella dell'altra, qualcuna ha fatto carriera ed è arrivata ad un Berlusconi.
Ovvio che non fossero tutte con la passera a cerniera pronte ad ogni evenienza ma la maggior parte sicuramente e, come ho già detto, ci marciavano tutti.
Una in particolare aveva attirato la mia attenzione, ho discusso pure con la Mirè che mi ha dato del depravato.
Si trattava di una morettina che faceva la prima della fila con Gerry Scotti, ballava come un gatto di marmo e la facevano parlare il meno possibile, mi sembrava strano che una incapace fosse la reginetta del reame.
Persino i coreografi avevano problemi con gli stacchetti, la tipa ballava come me in maniera penosa, orribile, eppure era la prima, il capobranco e mi ricordo che dissi alla Mirè: Mirè, questa qui non sa fare un cazzo, per tenerla lì vuol dire che qualcuno se la scopa altrimenti non è possibile spiegarsi come faccia fare la prima ballerina.
Ru sei un porco, mi rispose la Mirè, per te una ragazza non può andare in televisione se qualcuno non se la scopa.
Anche per fare il cinema devono farsi scopare, non solo la televisione, anche il teatro.
Fu la mia risposta piena di certezze.
Morale della favola un giorno mentre ero seduto a mangiare si siedono di fronte a me tre ragazze normali, carine, con il bage di Mediaset.
Io comincio a sparare cazzate con i miei colleghi finchè una di queste sbotta a ridere e gli esce il cibo dalla bocca, non per vantarmi ma le cazzate sono la mia specialità e le donne le ho sempre fatte ridere, compresa quella che mi dà del maiale.
Rotto il ghiaccio mi rivolgo alla più carina e le chiedo: voi lavorate qui? (era evidente avevano il bage)
La carina risponde: si, lavoriamo a Mediaset.
Nata: Non è che vorresti salvare un matrimonio, far tornare la pace in una famiglia?
Carina: e come faccio…
Nata: io ho un problema con mia moglie. Ogni volta che guardiamo Gerry Scotti c'è quella morettina che balla e non sa fare un cazzo, allora ho detto a mia moglie: quella se fa televisione è perchè se la scopa qualcuno. Mi sono preso del maiale, ma sono rimasto della mia idea.
Tu sai se qualcuno se la scopa?
Carina, una volta capito a chi mi riferivo mi rispose: attualmente se la fa con Ezio Greggio.
Da quel momento mi è stato tutto più chiaro, non vedevo l'ora di tornare a casa per dare la notizia alla Mirè, sarò anche un porco ma di quelli che hanno le loro buone ragioni.
L'ambiente e quello, persino elettricisti e costumisti ci marciano, la domanda è forte ma l'offerta ancora di più.
In un ambiente del genere, che organizza le convention di una settimana in Sardegna per scoparsi ragazzi, impiegate, segretarie ed aspirati veline è ovvio che la pratica è consolidata e diffusa.
Beati loro, ma veniamo al dunque.
Se un regista qualsiasi ha tanta disponibilità di carne fresca figuriamoci il Capo Supremo, ci sarà chi fa le selezioni per lui, si vocifera sia Emilio fede, uno che conosce i suoi gusti e le porteranno davanti a lui come le odalische davanti al sultano.
E' così che ha conosciuto la Mara.
Dicevo uno che ha tanta varietà, abbondanza di scelta, livello estetico elevatissimo e poi va a puttane è sicuramente uno che è ammalato grave.
Oppure, oltre ad essere depravato, è un guardone assatanato.
Ha ragione la Veronica, due più due fa sempre quattro, per quelli come lui la rovina è sempre dentro sè stessi. I propri vizi sono la sua rovina non i giornali, i giornali sanno un terzo delle sue paturnie.
In quella mensa possono andare tutti, perchè non infiltrano un cronista?
Garantito che in un paio di mesi ne sa più della magistratura.
In Rai è uguale, ma non posso dire niente perchè alla loro mensa non ci sono mai andato, ma anche lì il motore che muove tutto è sempre lo stesso, u pilu.
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P.S. Le biografie dei grandi dello spettacolo sono piene di questi episodi, è normale.
Di solito funziona così, finchè sono giovani negano di essere state ricattate sessualmente, dopo i 70 sentono la necessità, irrefrenabile, di farlo sapere a tutto il mondo.
E' una cosa normale. Non provo invidia, che vi devo dire , fanno bene. L'unica cosa che mi dispiace è che non sono nato negli Usa ed anche se ci fossi nato non avrei, probabilmente, mai saputo che per scopare il mito sessuale di tutti i tempi, Marilyn Monroe, bastava suonare al campanello di casa sua.
Vi dico la verità, l'avrei suonato, più volte, e forse avrei anche portato dei fiori.

Come può governare l'Italia, mi riferisco a Berlusconi, uno che non governa nemmeno se stesso?
Lui può farsi governare dal suo battacchio, noi no, penso sia inproponibile.
Si può votarlo qui:

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Perchè distruggermi un mito, Ferribotte alias Tiberio Murgia.


I soliti ignoti è un capolavoro, girato da uno dei più grandi registi mondiali, Mario Monicelli.
I registi americani, che sono professionisti, avranno la cassetta sul comodino per ripassarlo ogni tanto.
In questo film ci sono due comprimari protagonisti, Ferribotte e Capannelle.
Tiberio Murgia, Ferribotte, era sardo, e questo lo sapevo, non sapevo che nel film era stato doppiato in siciliano. E' dovuto alla mia ignoranza, dovevo immaginarlo.
Capannelle, Carlo Pisacane, era napoletano, doppiato pure lui, ma quel film fu un marchio indelebile, uno divenne sicilano e l'altro bolognese.
La gelosia morbosa verso la sorella, Claudia Cardinale, era espressa talmente bene da offuscarne la bellezza, il modo in cui controllava la casa prima di fare entrare il fidanzato era uno spettacolo reale, espressione di quei tempi.
Ha interpretato oltre 50 film nella sua carriera, ma il primo è stato talmente bello che è come se fosse stato inchiodato a quella parte, per me rimase sempre Ferribotte.
La grandezza di un regista si misura anche dai particolari, alcune delle battute indimenticabili erano affidate a loro.
E' Ferribotte, a rapina fallita, che mentre apprezza un piatto di pasta e fagioli disse un aforisma che diventò un mito: Femmina piccante pigghiala per amante, femmina cuciniera pigghiala per mugliera.
Qui, femmina, non è usato in senso spregiativo, per intendere che la donna è un'altra cosa, è usata per esprimere la grandezza dell'altra metà del cielo.
Di Capannelle voglio ricordare il viaggio con l'ambulamza accompagnato dalle suore. Capannelle faceva la parte di un fascista nostalgico e chiese all'autista di passare davanti alla sede del Msi o dell'ex fascio, non ricordo bene.
Ricordo perfettamente la battuta che fece alle suore, una delle quali interpretata da Ave Nnchi: guardate come mi sono ridotto, dall'aquila sul cappello al pappagallo sull'uccello, con al suora che cerca di interromperlo sull'ultima parola, per proteggere gli orecchi della suora più giovane.

Rubare è un mestiere impegnativo, ci vuole gente seria mica come voi, voi al massimo potete andare a lavorare. La battuta di Mastroianni a tavola, eravamo nel '58, ma sapevano già tutto.

Silvio come Adelina, se fosse femmina sarebbe sempre incinta, per non andare in carcere. Ieri,oggi,domani.


art0474_2Silvio come Adelina, la sua strategia politica ha il solo scopo di fermare i processi, di bloccare le sentenze.
Adelina, per non finire in carcere per contrabbando, fece sette figli, Silvio ci farà andare alle elezioni sette volte.
Uno dei quattro punti che sottoporrà agli alleati è appunto la giustizia per blindare l'eventuale sentenza sul lodo Alfano ed il legittimo impedimento per i processi in corso, se non sbaglio sono tre.
Della crisi, del paese in rovina, di quello che ci aspetta in autunno non gli interessa niente, l'unico problema che ha è sfuggire alla giustizia.
Teniamo pure presente che le indagini sulle stragi degli anni 92/93 non si presentano per niente bene, per lui e Dell'Utri, questo complica le cose.
La chiarezza sui mandanti delle stragi può riservare sorprese.
Insomma Silvio, come Adelina, ha sempre un certificato pronto, un Alfano, un Mavalà, un impedimento per non presentarsi in tribunale, figuratevi in carcere.
Ieri, oggi, domani vinse un Oscar, la strategia di Silvio, ieri,oggi,domani è ancora e sempre la stessa, sfuggire alla giustizia e per adesso all'Angiolino sono andate tutte male, non è detto che l'ultimo aggiornamento del lodo sia ritenuto idoneo dalla Corte Costituzionale, lo sapremo ad ottobre.
Da qui nasce la minaccia delle elezioni, non ha niente di politico e nemmeno di economico, non è una resa dei conti con i finiani ma una strategia tesa ed evitare processi e sentenze.
Mentre il paese va in rovina la politica italiana recita il teatrino della democrazia, della costituzione, senza intervenire nei veri problemi del popolino.
Il problema etico e morale della politica, le ruberie delle bande di ladri affiliati alla politica distraggono l'opinione pubblica, giustamente, dalla strategia del piduista con la tessera 1816 evitare in tutti i modi di essere giudicato.
Poi, che il paese vada allo sfascio, per la P2, i banditi di stato e la casta corrotta e bacata, è un fatto puramente marginale.
La lega è come un tossico che pur di avere la dose, il federalismo, è disposta a tutto, dal furto alla prostituzione.
I figli, illegittimi, di Silvio-Adelina, sono le leggi ad personam, per risolvere i suoi problemi con la giustizia.
Male che vada, per gli arresti domiciliari, c'è sempre Villa Certosa. La strada la sanno.

Alfano: «Sulla giustizia
non cediamo»

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