L’ultimo programma che ho visto di Fazio, senza perderne una puntata, è stato Anima mia nel 1997.Purtroppo è andato cosi bene che l’hanno mandato a Sanremo ed è diventato un fenomeno.


 animamiaNato di parte ho sempre rifiutato chi sta nel mezzo, non prende mai posizione se non in maniera sottile, senza mai alzare la voce.
So che è un fattore di Dna ma il fatto di non prendere mai posizione, esplicita, in leggerezza, ti permette di galleggiare mentre il fuoco del sistema fa fuori tutti gli altri.
Biagi, Santoro, Luttazzi.
E’ per questo che, nonostante tutto, rispetto Santoro. Biagi e Luttazzi ancora di più.
Dicevo che l’ultimo programma di Fazio che ho seguito è stato Anima mia un varietà intelligente e divertente che si rifaceva agli anni 70.
Scritto bene, costruito bene, diretto bene e, se proprio vogliamo dirla tutta, dotato di una goliardica ferocia che Fazio non ha più usato da quando si è messo a presentare libri, dischi, spettacoli, films, di amici. Diciamo di area.
Sul pregiudicato ha fatto il minimo indispensabile anche perchè è l’unica cosa in cui ha visto lontano, ha lasciato parlare la Littizzetto che è talmente brava da far scomparire la denuncia sovrastandola con la sua satira.
Infatti l’ Italia è berlusconizzata e non basta più la satira di questo o quell’altro e nemmeno le vignette di Vauro.
Tutti ridono, non so se a pagamento o no, e nessuno si indigna più.
Se ti indigni sei un coglione o un perdente, peggio ancora ti accusano di votare Pd.
Io mi indigno e non per le stronzate di Brunetta ma per il fatto che la maggioranza degli italiani invece di indignarsi ride, ride troppo, evidentemente non ne hanno abbastanza.
Grillo si indigna con la bava alla bocca ma non parla di immigrati per non perdere voti. Io non voglio un riferimento politico che teme di affrontare i problemi, di prendere a calci in culo la realtà ed il sitema capitalistico. Io voglio la luna, sono incazzato da 60 anni, sempre e comunque all’opposizione e quando ero nel Pci ho sempre detto ai miei compagni: il giorno che andremo al potere
io sarò all’opposizione per controllare il potere.
E’ anarchia? Non lo so, io sogno il potere al proletariato, a chi lavora, il resto sono chiacchiere.
Non perderò mai il mio tempo per difendere un sincero democratico e nemmeno un “compagno”  che guadagna qualche milione di euro all’anno e che vuole aiutarmi, difendermi.
Grazie, ma faccio da solo, insieme a chi è come me, vive gli stessi problemi, ha la stessa visione sul capitalismo finanziario parassita, globale.

Quando per me il commerciante era solo un bottegaio evasore ed egoista. Meccanici e carrozzieri che compravano con lo scontrino.


images43 anni nel mondo dell’auto ad un certo livello, sono arrivato a fatturare 18 miliardi in un anno di ricambi.
Ero solo un capo magazzino ma nella mia carriera ne ho viste tante.
Ho conosciuto meccanici e carrozzieri che avevano difficoltà a firmare una ricevuta ma con una manualità nell’aprire il cassetto o ad infilare i soldi nel portafogli degni di un prestigiatore.
Qualcuno era restio a diventare officina autorizzata perchè per questioni burocratiche legate alla garanzia si doveva per forza rilasciare la ricevuta.
Noi registravamo tutto, fattura o scontrino era tutto registrato perchè casa madre fatturava anche lo spillo.
Ovviamente c’era anche un mercato parallelo, comprare da colleghi, ma nelle aziende dove ho lavorato io non l’abbiamo mai fatto.
Ho visto immigrati arrivare a Milano che sono stati assunti in qualche officina e qualche anno dopo ne hanno aperta una in proprio.
Li ho visti crescere e prosperare, da una stanza in affitto a comprarsi il capannone e qualche appartamento, anche per i figli, oltre che a farsi la casa al paese d’origine per mostrare a tutti i paesani che avevano fatto fortuna.
I loro figli, per la maggior parte, hanno studiato e sono andati all’università e molti non ci hanno pensato nemmeno lontanamente di fare lo stesso lavoro del padre.
Ho visto mogli che aiutavano i mariti con la contabilità, negli anni hanno imparato ad usare la calcolatrice ed a rispondere al telefono, i più evoluti hanno imparato ad usare il pc.
C’era la contabilità emersa e quella sommersa ed anche senza aver fatto il liceo o ragioneria hanno imparato subito come muoversi.
Qualcuno andava a spanne, altri erano meticolosi e compravano i 10 filtri, venduti in nero senza scontrino, in contanti per tenere l’inventario in ordine.
Ho visto comprare cofani,parafanghi, radiatori, alternatori, motorini d’avviamento in contanti e questo significava che avrebbero incassato in nero, esentasse.
Ai clienti raccontavano che avrebebro fatto lo sconto, non ti metto l’Iva era la frase più ricorrente e per un cliente che risparmiava 20.000 lire loro ne facevano sparire 100 mila.
Avete idea di cosa costa sostituire e verniciare un parafango?
Alla fine erano miliardi che sparivano al fisco in tutto il Paese ovviamente.
Per noi non era per niente conveniente perchè casa madre dava i premi solo sul fatturato e non sui corrispettivi.
Il ragionamento era logico perchè il fatturato era soggetto a sconti e quindi andava incentivato mentre lo scontrino avrebeb dovuto essere riferito al privato che, ovviamente, non aveva la tabella sconti delle officine.
Insomma casa madre ragionava, giustamente, così: una lampadina venduta ad un elettrauto aveva lo sconto 30% o 40%, tanto è la logica che conta e non la % esatta, mentre al privato veniva venduta a listino e quindi non andava incentivata.
Per combattere questa evasione inarrestabile la legge si era affidata a noi, insomma dovevamo essere noi ad imporre la fattura se uno era conosciuto come autoriparatore o aveva la tuta.
Una delle tante leggi dementi che la politica italiana ha emesso per agevolare gli evasori.
Io non ho mai fatto il finanziere ma nel mio piccolo ho fatto più io contro l’evasione fiscale che tutta la Guardia di Finanza della mia zona.
Preciso intanto che per scovare l’evasore bastava che la finanza avesse guardato il capannone, i dipendenti, gli immobili intestati alla famiglia e la denuncia dei redditi, non ci vuole uno scienziato.
Dicevo che ho fatto più io contro l’evasione che la finanza con un metodo molto semplice, elementare quanto efficiente.
Noi, magazzinieri dipendenti, eravamo considerati degli amici, dei “complici” da parte degli autoriparatori, il tono con cui ti dicevano questo me lo metti in fattura e di questo mi fai lo scontrino era confidenziale come se anche noi avessimo avuto un tornaconto.
Devi lavorare e devi stare alle direttive aziendali anche se i tuoi ideali, il fatto che tu pagassi le tasse sino all’ultimo centesimo mentre chi avevi di fronte si comprava gli appartamenti ti faceva incazzare ed allora cercavi di mettere i bastoni tra le ruote.
Spesso mettevo in giro la voce che stava girando la Finanza, non era vero ma questo bastava per spaventarli e per 15/20 giorni fatturavano tutto ed erano costretti ad emettere ricevuta.
Non era molto ma era più di quello che facevano le autorità.
Avevo anche un figlio che andava a scuola e facevo parte della commissione genitori che stabilivano la retta della mensa scolastica in base al reddito dele famiglie.
I dipendenti pagavano la retta minima chi faceva il 740 pagava la retta massima, ovviamente quello che scrivo non è esatto al centesimo perchè c’erano fasce intermedie ma è solo per dare un’idea del funzionamento.
Un anno si è presentato per contestare il fatto che noi gli avevamo affibbiato la fascia massima per la mensa di suo figlio un signore che aveva una macelleria con 8, ripeto 8, dipendenti ed in più la cassiera.
Bene questo tizio, a guardargli la denuncia dei redditi, non avrebbe dovuto pagare la fascia massima, ma che dico di più avrebbe dovuto pagargliela il Comune cioè noi dipendenti con le nostre tasse che paghiamo.
Mi ricordo di essermi opposto insieme ad altri, in quartiere lo conoscevamo tutti e tutti eravamo al corrente
che al suo negozio c’era sempre la coda nonostante gli 8 dipendenti e la cassiera.
Erano i tempi del grasso che cola, grazie al capitalismo si stava bene tutti, o quasi.
I dipendenti ed i pensionati pagavano le tasse e c’era lavoro per tutti, bottegai, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori e multinazionali evadevano come sempre e si compravano appartamenti o palazzi.
Alcuni proletari non politicizzati non si rendevano nemmeno conto del furto legalizzato verso la massa che il capitalismo italiano e mondiale  aveva eletto a sistema: la massa dei meno abbienti paga e noi ci facciamo i soldi a quei tempi solo i più potenti e smaliziati portavano soldi in Svizzera o almeno non ne eravamo a conoscenza.
Preciso che il capitalismo nel resto del mondo va meglio che da noi perchè hanno meno ladri, i protestanti hanno un’etica feroce contro l’evasore mentre il cattolico, previa confessione dei peccati, perdona tutto. Anche l’omicidio, in particolare se è diretto alle donne.
Ebbene adesso a distanza di decenni possiamo riflettere un momento sul capitalismo.
Io ero, sono, comunista ed è grazie al capitalismo che ci ha difeso dal comunismo odioso ed invidioso dei ricchi che ho potuto godere del benessere e della democrazia imposta dal bravo capitalismo occidentale che poi si è evoluto in capitalismo finanziario e parassita.
Se fossi un credente dovrei accendere un cero di ringraziamento al capitalismo, alla Democrazia Cristiana, ai socialdemcratici e, soprattutto, ai socialisti di Craxi, se stiamo così bene lo dobbiamo a loro senza dimenticare gli americani e le multinazionali.
E’ grazie a loro se noi abbiamo una schiera di bravi imprenditori come Berlusconi e non solo lui, ne abbiamo a migliaia..
Oggi, travolti dal benessere del capitalismo globale, so di commercianti che in 10 ore di attività varie incassano quando va bene 200 euro al giorno che non sono nemmeno sufficienti per pagare luce, gas ed affitto. Potrei fare nomi e cognomi e l’elenco delle attività che svolgono: bar, piccole rivendite di pane, negozi per animali, negozietti di vestiti,piccoli artigiani e così via.
Supermercati e multinazionali li hanno massacrati oltre alla crisi globale che, ovviamente, non ha genitori, colpevoli o mandanti. La crisi è orfana e nessuno ne rivendica la paternità o la adotta.
Quella che io ritenevo la classe nemica del proletariato è diventata come noi e se non muore di fame si sta mangiando fuori quello che aveva messo da parte. Ovviamente chi ha fatto in tempo perchè chi ha aperto nell’ultimo decennio non ha fatto in tempo a farsi il conto in banca, dalle banche riceve solo telefonate quotidiane con l’invito a rientrare, a coprire, oltre naturalmente all’avviso che il conto è bloccato.
C’è chi non riesce nemmeno a fare acquisti di merce per il negozio perchè non ha contante e la macchietta del bancomat accredita i pochi incassi direttamente in banca e va a coprire il rosso esistente.
E’ come se ti sequestrassero l’incasso appena effettuato, nemmeno la mafia arriva a tanto.
Oggi tutti pagano con la carta di credito e quindi il commerciante non ha contanti, diventa un circolo vizioso che ti soffoca, ti uccide perchè quello che incassi viene sequestrato immediatamente dalla banca per coprire il conto in rosso.
Ma ancora non ce ne rendiamo conto, tutti presi a criticare la politica, giustamente e con 10000 ragioni, dimentichiamo che il vero nemico è il sistema, in poche parole il capitalismo finanziario parassita che non investe in produzione, commercio ma solo in speculazione.
Non so se sono stato chiaro, sono concetti che ripeto senza risultato da decenni ed ho ottenuto solo delle grandi prese per il culo da parte di chi è proletario come me.
I banchieri, i manager, le multinazionali ovviamente se ne fregano di quello che penso io ma se lo pensassero in milioni tutti quelli che sono nelle mie stesse condizioni economiche e mentali anche loro avrebbero finito di ridere perchè  avremmo già messo le ghigliottine nelle piazze sull’esempio della rivoluzione francese ma adeguata ai tempi.
Loro hanno fatto fuori la nobiltà parassita noi dovremmo fare fuori la borghesia finanziaria e politica.
Libertè, egalitè, fraternitè in una parola il socialismo.
Ieri l’ultima prea per il culo dei politici asserviti al capitalismo ripresa con enfasi da tutti, dico tutti, i giornali:
In tre anni verrà abolito il finanziamento ai partiti.
Non sono politici sono dei paraculi sfacciati perchè noi siamo stupidi, lo permettiamo.
Non sono i patiti i problema il problema è il sistema ed i cattivi politici che in esso, con esso, si alimentano. Anzi sono lì apposta per difendere il sistema.
E’ la politica che dobbiamo cambiare, la filosofia, gli ideali perchè se facciamo fuori i partiti, in quanto tali, senza cambiare la politica e gli ideali ci troveremo a sguazzare come movimenti o associazioni di consumatori sempre nello stesso stagno marcio e puzzolente che è il capitalismo.
Quante volte ho ripetuto in sezione ai compagni commenrcianti, perchè c’erano, voi siete nella nostra stessa barca se noi non compriamo voi siete alla fame. Come noi.
Ci sono milioni di persone di tutte le età che hanno il mito di Che Guevara, ma non basta mettere la maglietta o la foto su Facebook , bisogna ripeterne il cammino.
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Navigando nel web si ha l’impressione che in Italia ci siano milioni di persone alla sinistra del Pd. In effetti mi sentivo felicemente meno solo poi sono andato a vedere i risultati delle elezioni e per l’ennesima volta nessuno di sinistra è entrato in parlamento. Che siano sempre quelli che girano nel web?


imagesVedo falci e martello,  decine di partiti che si richiamano a sinistra, libertà, rifondazioni varie e partiti comunisti italiani con tanto di falce e martello.
Convinto assertore che il popolo italiano è conservatore ogni volta, si fa per dire, mi illudo che sia la volta buona e che si riesca ad eleggere qualcuno di sinistra ma dal finire degli anni 70 in poi questo non è mai successo.
Prendiamo Rivoluzione Civile, che ho votato anch’io, non ha raggiunto nemmeno il quorum ma se tu guardi su Facebook vedi il simbolo di Ingroia ovunque.
Ancora una volta è stato un fallimento, come ai tempi di Bertinotti.
Quando ero giovane e militavo nel Pci volevo tutto e subito e chiunque si opponesse al mio pensiero lo consideravo un venduto, un conservatore, uno che abbandonava la lotta.
Semplicemente vedevano più lontano di me e, soprattutto, sapevano di avere a che fare con soggetti particolari.
Gli italiani. In maggioranza nostalgici passati alla Dc, socialisti opportunisti, sempre e comunque conservatori ed amanti dell’uomo solo al comando che togliesse loro la responsabilità di una scelta consapevole.
Se il salvatore della Patria non esiste garantito che l’italiano se lo inventa, fa catenaccio e spera che un Paolo Rossi qualsiasi faccia sei gol per vincere il mondiale.
L’unica cosa dove l’italiano da il meglio di se è quando si tratta di partecipare alla festa in soccorso al vincitore.
E’ successo anche in Spagna nel 1982, prima tutti contro la nazionale e Bearzot, poi tutti in piazza a suonare il claxon.
Che c’entra il calcio con la politica, direte voi. C’entra eccome perchè noi viviamo la politica come viviamo il calcio, siamo un paese di tifosi e non di sportivi.
Tutti sappiamo che si nasce incendiari e si finisce pompieri. Io purtroppo sono nella fase in cui giro con il secchio a spegnere fuochi, a raffreddare animi, cercando di ragionare su strategie possibili per cambiare le cose almeno gradualmente. Insomma guadagnare un metro cercando di non perderne due per la reazione contraria.
Mi accusano di essere del Pd e non è vero. Sono un orfano del Pci che ha tanti ex compagni che sono nel Pd con i quali discuto e adesso veniamo al dunque.
Io credo che il Pd sia un partito “inquinato” e condizionato dagli ex democristiani che però ha una sua struttura che nessuno ha, intendo dire consolidata, anche se non la sa usare e l’unico modo dal mio punto di vista per cambiare le cose sarebbe farlo dall’interno.
Se tutti quelli come me che criticano il Pd o Bersani entrassero nel partito, votassero il partito ogni volta che si presenta l’occasione in due elezioni lo sposterebbe a sinistra senza litigare e senza disperdere un voto.
Faccio un esempio semplice ma chiaro.
Fatto 100 i deputati del Pd 40 sono ex democristiani o rivoluzionari come Veltroni, provate ad immaginare un partito dove i 40 sono di sinistra. Anche uno come Bresani si sentirebbe meno condizionato.
Non si tratta di condividere tutto il programma, del Pd per forza di cose nato da compromessi dovuti alla composizione interna, si tratta di spostarne l’asse a sinistra dall’interno.
Non ci sta bene? Il risultato è che la sinistra italiana non ha più rappresentanza in Parlamento, milioni di italiani sono senza rappresentanti nelle istituzioni.
Senza unità non riusciamo ad eleggere un consigliere nemmeno in Lombardia e quando ci siamo uniti, senza spaccarci le balle tra di noi, il Pd ha fatto un passo indietro ed abbiamo eletto Pisapia.
Domanda: è meglio Pisapia o la Moratti? E’ meglio Maroni o Ambrosoli?
Cosa cazzo serve inventarsi liste e listine giusto per far sapere al vicino che voglio distinguermi da lui per una virgola?
A perdere. Se non siamo uniti si perde.
Questo post è rivolto, naturalmente, a chi crede che esista una politica di destra ed una di sinistra.
Per chi ritiene che il tutto sia superato insieme alle ideologie sarà la storia ed i fatti a dare la rispsosta.
Io sono un ex incendiario diventato pompiere, un superato, uno all’antica. Talmente all’antica che ancora oggi se penso a Berlinguer ed alla sua fine mi emoziono ancora.
Prendo le parole del grande Giorgio Gaber per dare un’idea del mio modo di essere:
Qualcuno era comunista perchè pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Sembra una cosa da poco ma moralmente ed eticamente è l’essenza della democrazia e della solidarietà.
Giorgio Gaber, con la sua canzone, ci ha anche detto dove abbiamo sbagliato ed è sintetizzato in questa strofa:
Qualcuno era comunista perchè era convinto d’avere dietro di se la classe operaia.
Quello che ha sbagliato più di tutti, senza pentimenti, sono io che ero un quadro e credevo di avere dietro la classe operaia.
Io ho sempre votato a sinistra i miei collaboratori prima democristiano e poi Berlusconi.
Hanno vinto loro, ma io non ho ideali per vincere, ho ideali per cambiare le cose, questo mondo di merda.
Ovvio che vadano aggiornati al cambiamento del capitalismo globale parassita ma sempre nell’interesse degli ultimi.
Lasciatemi almeno la libertà delle mie idee.

Rivendico con orgoglio di non avere mai fatto il parassita o l’opportunista, pur tenendo famiglia come tanti. Compagno ero, sono e sarò. Anche se non è di moda.


Questa storia ha 40 anni suonati ed è cominciata il giorno che il mio titolare mi disse: io ti darei 100.000 lire al mese in più, sei bravo e le meriteresti, ma darle a te significa darle anche all’altro per non fare discussioni.
Se è così, Sig. Piero, facciamo una cosa. Dia 50.000 a me e 50.000 a lui così siamo a posto tutti e due.
Questo fu l’inizio. Poi feci anche una discreta carriera sino a diventare responsabile di magazzino, piccolo e poi grazie all’aiuto di un vecchio collega responsabile di 21 persone, quasi un centinaio sul finire della mia vita lavorativa.
La mia etica, il fatto che fossi comunista, mi ha impedito di fare il paraculo o l’opportunista con i colleghi, prima, e con i collaboratori poi.
Tutto quello che avevo da dire nel bene o nel male l’ho detto sempre in faccia prendendomi le responsabilità ed i rischi del caso. Non ero molto tenero o diplomatico con i collaboratori parassiti o che facevano i furbi.
Molti mi rimpiangono ancora adesso, ero uno che riconosceva l’impegno dei collaboratori ed in modo particolare di quelli che avevano meno capacità tecniche o gestionali ma che davano l’anima per il lavoro.
Aiutavo gli “ultimi” e ci sono decine di persone che possono testimoniarlo, ma non scrivo questo post per darmi l’incenso da solo anzi avendo problemi momentanei con la vista correrei il rischio di darmi il turibolo sulla testa.
Sono pochissimi quelli che possono dire a ma non hai mai dato un aumento, o un aiuto quando serviva la liquidazione per comprare la casa. Chi non l’ha avuto ne conoesceva le ragioni meglio di me.
Per uno con la mia testa oggi, secondo l’etica e la morale corrente sono considerato un pirla, certe telefonate risultano umilianti, anzi no, offensive per quella che è stata la mia storia di persona.
Ricevere una telefonata a distanza di mesi per chiedere informazioni su di una persona a me cara, quando questa ha dovuto lasciare casa, città e Paese per andare all’estero in seguito ad una scelta, aziendale o del capo non mi interessa, che ha trovato più facile lasciare a casa una P.I. individuale che, magari, forse, probabilmente, un parassita assunto a tempo indeterminato che tiene famiglia.
Ecco, mi ha fatto incazzare. Mi sono sentito preso per il culo e questo mi ha fatto incazzare.
Mi incazzo facilmente e questa persona lo sa, infatti alla sua domanda  ho risposto: è meglio che non parli , lo sai come andrebbe a finire.
La telefonata è pelosa, avrebbe dovuto farla 8/9 mesi fa, adesso risulta falsa ed ipocrita.
Detto questo può darsi che tra qualche mese saremmo qui lieti di come vanno le cose a Londra e le miserie, etiche, passate dimenticate.
Se avesse pensato ad una telefonata di cortesia la paragono a quella di chi ha mandato uno al patibolo e poi chiama la famiglia per sapere se la lama era affilata o gli ha fatto male.
Mi è servito scrivere questo post per scaricarmi, sfogarmi. Rivendicare la mia diversità mi fa bene, mi rende orgoglioso e non mi interessa se oggi essere solidali, corretti, con colleghi e collaboratori è considerato un atteggiamento da povero pirla.
Io vado a testa alta, tutti hanno potuto voltarmi le spalle senza mai temere nulla da me.
Se avevo da dire qualcosa lo facevo guardando dritto negli occhi dell’interlocutore,  sia esso  un collaboratore o il grande capo, non ho mai mandato a dire niente a nessuno.
Forse è la prima volta con questo post, ma mi rivolgo a me stesso.
In tempi in cui per 10 euro si ammazza la madre non è poco avere dignità ed etica.

Vauro lascia il Manifesto per il Fatto Quotidiano. Sono dispiaciuto, ma essendo pure un inguaribile romantico ed ottimista spero che sia lui ad influenzare Travaglio e non viceversa. E’ la vita.


Anch’io, nel mio piccolo, quando mi hanno offerto di fare il capo in azienda ho accettato pur essendo iscritto al sindacato ed al Pci.
Un passo avanti sul piano economico è sempre da tenere presente, specialmente se si ha una famiglia.
Non conosco le ragioni per le quali Vauro lascia il Manifesto, si vocifera che il giornale abbia solo due mesi di vita, ed è giusto che Vauro faccia le sue scelte ma ad una condizione, che rimanga sempre con le sue idee.
Nel Fatto c’è una corrente antipolitica e grillina talmente esagerata che alla fine, per me, fa un favore al sistema.
Mettere tutti nella stessa cesta non è informazione. Troppo facile dire che sono tutti uguali per creare disaffezione ed allontanamento dall’impegno politico e per un comunista come Vauro, che saluta a pugno chiuso, credo che valga ancora il mio principio di comunista: Libertà è partecipazione.
Partecipazione non ad un sito, al mi piace, all’incensare un santone che vuole buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Partecipazione individuale ad un movimento di massa in cui riconoscersi democraticamente, senza affidarsi al salvatore della Patria di turno o di moda.
Quando fui nominato capo sapevano perfettamente come la pensavo ed hanno corso il rischio, dalla mia parte avevo il fatturato e per un padrone il fatturato è tutto anche se è prodotto da un comunista.
Posso dire alcune cose della mia esperienza, intanto i miei sottoposti si trovarono meglio, quelli che si impegnavano nel lavoro hanno avuto riconoscimenti. La mia filosofia di comunista sindacalista era questa: prima i doveri, tutti i doveri e poi i diritti, tutti i diritti.
Non puoi pretendere diritti se non hai adempiuto a tutti i tuoi doveri. Non puoi lamentarti dei politici se non hai la forza, non riesci a superare la nausea e trovare il coraggio di fare una scelta votando.
Se non ritieni nessuno degno o all’altezza di rappresentarti entra in gioco tu, scegliti un partito, un movimento che tenga alta la bandiera della partecipazione e della democrazia e datti da fare.
Non venitemi a dire che non è possibile, se nel Pd ci fosse la partecipazione che c’era nel Pci sarebbe già oggi un partito di sinistra.
Auspico che Vauro rimanga con le sue idee anche all’interno della redazione del Fatto, che io ritengo non sia un giornale di sinistra, spazia da una parte all’altra in nome dell’informazione ed il problema è che, per me, l’informazione deve essere di parte, partigiana.
Scriveva Gramsci:


“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917

Vorrei una informazione di parte che faccia una analisi del capitalismo socialista, egualitaria, democratica.
Non mi interessa una informazione corretta che rimane nell’alveo del capitalismo senza proporre un sistema diverso, alternativo. Ci deve pur essere un sistema che superi le distorsioni del capitalismo sfruttatore e parassita capace solo di produrre miliardi di poveri.
Si può rimanere se stessi anche in terreno “nemico”. Ricordo ancora quando sono andato alle riunioni con casa madre con l’Unità in tasca ed all’entrata il manager di turno mi disse: ma lei viene alle riunioni della Fiat con l’Unità in tasca?
A casa mia ognuno legge il giornale che vuole, risposi, non necessariamente Il Notiziario dell’Autoriparatore, mi pare si chiamasse così, un quindicinale della Fiat dedicato agli addetti ai lavori.
Ecco, mi auguro che Vauro rimanga se stesso e, se proprio qualcuno debba cambiare, che sia Travaglio,
anche se ne dubito. Travaglio è un bicchiere pieno di se stesso non c’è spazio per aggiungere uno spruzzino di rosso. Il Campari con il bianco si può fare se il vino non raggiunge l’orlo del bicchiere.
Il saluto di Vauro ai compagni del Manifesto.
CARI COMPAGNI, SARO’ SEMPRE IN DEBITO

Susanna non è vero che Monti non sa più cosa fare, dice e fa quello che ha sempre fatto e detto. Economicamente è un fascista, è contro la concertazione, la Costituzione e vuole i servi della gleba.


Tutta la sua storia di economista capitalista e parassita ha portato acqua ad un fiume solo, quello dello sfruttamento capitalista. Nessuna concertazione, nessuna equità, nessuna eguaglianza e nessun diritto al lavoro, praticamente un anticostituzionalista della prima ora.
Forse non è nemmeno fascista è un cattolico che segue il vangelo non crede e non vuole la concertazione ma sogna il padrone che non c’è, quello della parabola di Gesù che vi riporto:

All’inizio della parabola vediamo il padrone della vigna che va in cerca di lavoratori; si porta in piazza, vede alcuni disoccupati e li manda a lavorare nella sua vigna, concordando con loro la paga: un denaro al giorno. Non cerchiamo di vedere se a quei tempi la paga di un denaro al giorno fosse giusta o ingiusta: qui la cifra ha solo un valore simbolico. Sta di fatto che gli operai accettano la paga e con piena tranquillità si mettono al lavoro.

Il padrone si reca poi di nuovo in piazza, a metà mattinata, a mezzogiorno, nel pomeriggio e persino verso sera, quando oramai resta solo più un’ora per lavorare. Trova ancora degli sfaccendati e li manda tutti nella vigna, assicurando di dare a tutti una giusta paga.
E qui si verifica il grande «scandalo»: il padrone della vigna – al termine della giornata – provvede a pagare gli operai, ma comincia non dai primi (quelli che hanno lavorato tutta la giornata), bensì dagli ultimi arrivati: e a ciascuno di essi dà la stessa paga che aveva pattuito al mattino, con i primi lavoratori.

Già il fatto che il padrone cominci dagli ultimi, appare strano. Che poi dia la medesima paga a tutti (non tenendo conto delle ore lavorative di ciascuno), appare anche ingiusto. Era logico che gli operai della prima ora pensassero – e sperassero – di ricevere una paga maggiore. Invece no! La prima reazione, non solo dei lavoratori della parabola, ma anche nostra, è evidente: quel padrone è stato ingiusto! Eppure Gesù, nel narrare questa parabola, ha voluto insegnarci un aspetto molto importante dell’atteggiamento del padrone della vigna.

Vi metto il link per chi volesse approfondire l’analisi della parabola fatta da Don Rodolfo Reviglio.
GLI OPERAI NELLA VIGNA

In sintesi si potrebbe dire che gli ultimi arrivati al lavoro, quelli che hanno lavorato di meno, sono i preferiti da Gesù in quanto ultimi.
Se Gesù fosse vissuto di questi tempi c’è il forte rischio che i suoi preferiti fossero gli statali, i parastatali e tutti gli imboscati del sottobosco clientelare. Tutti i parassiti che ci sono anche nelle aziende private, io ne ho conosciuto parecchi.
Monti deve essere un economista cresciuto ed istruito dalla scuola cattolica e capitalista e quindi è contro la concertazione democratica, gli piace il padrone buono che si presenta bene, come lui, ma che te lo mette in quel posto ugualmente.
La concertazione è democratica e di sinistra, prevede una certa eguaglianza etica ed è per questo suo rifiuto mentale che mi sembra un po’ fascista e non rispettoso dell’art. 1 della Costituzione.
La Fornero è uguale, se non peggio, un ministro che dice che il lavoro non è un diritto non dovrebbe fare il ministro in un Paese con la nostra Costituzione.
Colgo l’occasione per dire  che il lavativo, il paraculo, nell’ambiente di lavoro è strutturalmente necessario al padrone, al manager, al dirigente di qualsiasi azienda privata o pubblica.
Io conosco bene il privato, del pubblico so quello che ho sentito dire e penso che chi fa il suo dovere nell’azienda pubblica di qualsiasi tipo sia il più mortificato di tutti. E’ circondato da parassiti ed è considerato un nemico, un maniaco.
Nel privato, in modo particolare nelle piccole aziende, il paraculo è usato dal padrone per non riconoscere i diritti di chi si fa il mazzo, produce, rende.
Mi è capitato di un mio titolare, gran persona se paragonato ai figli, che in una trattativa nella quale gli chiedevo un aumento di stipendio mi rispondesse così: io te le darei 100.000 lire in più al mese, le meriti, ma darle a te significherebbe darle anche agli altri che non le meritano equindi non se ne fa niente.
Praticamente ha usato il paraculo per farsi da paravento.
Essendo giovane ma più paraculo dei paraculi ho cambiato strategia, ho fatto la trattativa per settore ed in questo caso si trattava del magazzino ricambi di una concessionaria auto.
Eravamo in due e fatturavamo in continua crescita, un anno abbiamo addirittura raddoppiato il fatturato, ed io mi sono presentato per discutere gli aumenti di stipendio.
Mi ha dato la stessa risposta della volta prima, io li darei a te ma darli a te significa darli anche a X, il mio collega e non posso.
Io mi ero presentato chiedendo 150, questa volta per prepararmi alla botta successiva, nel senso che di solito ci si incontra a metà.
La sua risposta mi accese una lampadina nella testa e gli risposi: allora facciamo così, 75 a testa e lei non aumenta la spesa.
Missione compiuta, obiettivo raggiunto.
L’anno dopo il mio collega, sentendosi mortificato dal fatto che i suoi aumenti di stipendio li doveva sempre a me mi disse: quest’anno vado io a parlare. Va bene, risposi.
Dopo circa un’ora tornò in magazzino mortificato, non aveva spuntato una lira ma ebbe la modestia di dirmi: è meglio che vai tu, mi ha detto un po’ di parole e mi ha messo nel sacco, non ho saputo rispondere.
Quindi la concertazione ci vuole, è vitale, e Monti lo sa per questo è contro ed anche per un’altra ragione che vi vado ad esporre.
I manager, adesso i padroni sono veramente pochi, sono dei grandi paraculi, hanno studiato e sono preparati per fottere il sottoposto in scuole speciali come la Bocconi.
Per trattare la controparte, i rappresentanti dei lavoratori, devono essere più paraculi di loro ed è per questo che spesso la base, i lavoratori non capiscono le strategie, i colpi di spada o di fioretto e pensano che il sindacato si venda, anche se in qualche caso è accaduto, loro considera solo il risultato finale in busta paga.
Molti lavoratori erano nel Pci per ideali di uguaglianza, diritti e libertà. Tantissimi erano nel Partito perchè era forte, nella Cgil perchè era forte e garantiva aumenti di stipendio e diritti.
Opportunisti della prima e dell’ultima ora quando è cambiato il vento hanno mollato tutto e sono andati altrove, alcuni persino nella lega.
Ma era solo un discorso di bottega, interesse, gli ideali non c’entrano e non li hanno lordati.
Chi li aveva li ha ancora, oggi più che mai.
Ho divagato, scusate, ma alla Susanna devo dire una cosa: Monti sa benissimo cosa deve fare da decenni, ha studiato ed ha insegnato la strategia e le procedure per eliminare i diritti dei lavoratori e darli in pasto al mercato.
E’il sindacato che deve studiare bene la strategia per coinvolgere i lavoratori, unirli nella lotta e rendere chiaro, visibile l’obiettivo finale che va ben oltre la conservazione del posto di lavoro.
Qui è in pericolo la Democrazia, si calpesta la Costituzione.
I ricchi sanno piangere così bene che spesso i poveri mollano loro qualcosa.
Pomigliano è l’arma più potente che ha in mano Marchionne e chi vuole intendere intenda.
E’ figlia dell’Alfa Sud, in centinaia si mettevano in malattia e facevano il doppio lavoro.

Il Premier sta riflettendo sul suo futuro. Beato lui, io non ce l’ho per via dell’anagrafe e milioni di giovani non l’avranno per il suo liberismo capitalista da parassita bancario.


Più che attaccare lavoratori, disoccupati, precari, pensionati  ed Art. 18 non sa fare. La rabbia mi fa sbagliare.
L’anagrafe mi toglie, giustamente, il futuro lui mi ha tolto una vecchiaia serena. Certamente non come la sua.
Sa fare benissimo quello che il sistema capitalistico in combutta con il sistema finanziario parassita gli hanno detto di fare, l’hanno messo lì apposta.
Berlusconi ci massacrava in proprio, Monti lo fa in conto terzi e con l’appoggio di tutta la politica italiana.
Si, lo so, che il momento è grave ed il Pd si è sacrificato per il Paese ma quello che non ha capito Bersani è che il Paese sacrificato sull’altare dello spread è sempre il solito: giovani, disoccupati, pensionati. Tra l’altro sono stati così astuti da mettere uno contro l’altro le nuove e le vecchie generazioni, nipoti contro i nonni e figli contro i genitori.
Non mi ha toccato solo la pensione, ridotto il suo valore con balzelli indiretti e diretti, sarebbe il meno, è che ha rubato il futuro a mio figlio.
Non ne faccio un caso personale per il quale indignarmi, ne faccio un caso nazionale ed è ora di finirla di prendere per il culo gli italiani esclusi il 10% di quelli che possiedono il 48% della ricchezza nazionale e non pagano mai, si arricchiscono speculando sulle nostre miserie.
Chi mi conosce personalmente sa che una vita lotto contro il capitalismo e le banche, i parassiti che speculano che i giornali chiamano gli investitori, dediti solamente al loro profitto privato e senza nemmeno produrre niente, solo speculando sui nostri debiti.
Chi non mi conosce personalmente ma ha letto i miei blog, prima su Splinder e poi qui, sa come la penso, per cosa ho combattuto e per cosa combatto. Ben prima che la crisi delle banche travolgesse tutto e quasi tutti, il 10% lo dobbiamo lasciare fuori, quelli di cui sopra, compreso mio figlio.
Io non darò mai interviste all’Washington Post, non sono un professore di economia alla Bocconi, ma mi deve rispettare lo stesso, non può prendere per il culo milioni di persone.
Auspico una nuova rivoluzione come quella francese, loro hanno fatto fuori e ghigliottinato la nobiltà parassita noi dobbiamo far fuori tutti i parassiti della finanza, gli speculatori globali degli Stati e tutti i paraculi che, a turno, ci governano.
Non c’è una via d’uscita ed insistere con l’Art. 18 dimostra solo una cosa è un incapace. Un borgese più carogna di tutta la borghesia, fascista e non, che l’ha preceduto.
Riesce andare persino oltre la P2 dimostrando che la finanza mondiale, le banche mondiali, sono ancora più forti della P2. Se ne sono serviti ma non sono asserviti alla P2.
la smetta almeno di prendere per il culo quei milioni di giovani e non giovani che un futuro non l’avranno mai perchè quelli come lui, al servizio delle banche e della finanza ne ha fatto tabula rasa.
E’ l’Attila del parassitismo globale, dei grandi parassiti di Walls Street, della grande finanza che è capace di fare solo due cose, profitti e miliardi di poveri sparsi in tutto il mondo.
Altro che crisi economica globale, questo è sterminio di massa che va ben oltre quello che ha fatto Hitler o Stalin.
Ne uccide più il soldo che la spada o il mitra.
Hai rotto i coglioni, quando ci vuole ci vuole. Fa pure la vittima degli italiani irriconoscenti, che non vogliono sacrificarsi per le Borsa, le banche.
Non è la destra il problema e non è la sinistra, è il Capitalismo e non mi pare che Grillo o qualche altro spenda qualche parola, mobiliti le masse contro questo autentico cancro del mondo.
Chiaro il concetto?

La qualità della sostanza che si scrive non si deve confondere con la quantità. Per la quantità, abbinata alle fesserie, ci sono dei siti appositi, che danno il karma.


Si va be’, lo ammetto, Ok notizie quando era di nuona portava molte visite al blog. In modo particolare se scrivevo stronzate, provocazioni, facevo satira, mai quando colpivo nel profondo.
Ho specificato la qualità della sostanza scritta perchè, spesso pecco nella grammatica e ci sono persone nel web più attente a come dici le cose che alle cose che dici. Insomma più attenti alla forma che alla sostanza.
Un piccolo esercito di laureati armati di penna blu-rossa come il maestro che avevo alle elememntari, pronti a farti una riga blu sul compito se non addirittura rossa.
Ci sono invece altri siti, forum, non so come cavolo chiamarli, dove badano molto di più alla sostanza, al ragionamento, alla profondità del post e, perchè no, al fatto se hai una scrittura divertente, che punge.
Insomma meglio pochi ma buoni, se guardate la Home di Ok notizie sembra un incrocio tra Novella 2000 e Stop, oltretutto è invaso da trenini che si votano gli uni con gli altri senza nemmeno leggere le notizie o i post.
C’è da dire che ci sono degli amministratori che come posti qualcosa fuori dalle righe, magari con successo e che fa riflettere ti danno un cartellino giallo e nascondono la notizia.
Li ho sopranominati i capoclasse, quelli che sostituiscono la maestra quando deve andare in bagno a farsi una sigaretta.
Si divertono così.
Confermo comunque che non pubblicando su Oknotizie ho perso visite nel blog, mi sono rimasti i migliori quelli che capiscono cosa stanno leggendo.
Il sito più serio di tutti, senza pffesa per nessuno, è

FAI INFORMAZIONE

Io la penso così.

Giovani, rincitrulliti dalla propaganda di regime, non ditemi più che la vostra rovina è dovuta ai privilegi delle generazioni precedenti. Informatevi e smettetela di dire fesserie.


Qui vi metto un esempio del modo di ragionare dei giovani di oggi, non tutti per fortuna.
Dialogo in un sito, sotto la risposta scelta da chi ha fatto la domanda.

Secondo voi le generazioni nate negli anni 60/70 hanno rubato il futuro a noi giovani ?

Per me SI, hanno vissuto per decenni sopra le loro possibilità, la colpa io l’attribuisco alla società in generale, che ha continuato a spendere e pretendere più di quello che poteva permettersi e oggi noi giovani siamo senza speranze, senza futuro, i sacrifici oggi li dovrebbero far loro per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.

Miglior risposta – Scelta dal Richiedente

Perfettamente d’accordo con te, ma sbagli di qualche decennio: le generazioni che realmente hanno vissuto in maniera sconsideratamente consumistica ed abusando di tutto ciò che gli veniva dato sono quelle precedenti: quelle che hanno prolificato durante il boom economico, ovvero quelle nate tra gli anni 40 alla fine dei 50.
Quelli che citi tu sono le persone che adesso hanno dai 30 ai 45 anni circa, e ti garantisco che nella media sono quasi tutti messi male come le ultime generazioni.
Lo spreco, lo scempio è stato fatto dagli attuali 60/70enni!

Ora, è notorio che la mamma degli stupidi è sempre incinta ma qui, nonostante la pillola, i preservativi, le conquiste delle femministe sulla maternità consapevole c’è una epidemia di cretini da fare spavento.
Premetto che la colpa non è loro, è nostra, come genitori o nonni non abbiamo saputo trasmettere l’informazione e la storia dei fatti. Delle nostre conquiste.
Insomma gli imbecilli li abbiamo allevati noi, alcuni si fanno mantenere dai nonni o dai genitori sputandogli pure addosso.
Intanto il 90% dei giovani non sa nemmeno di che anno è lo Statuto dei Lavoratori, l’Art. 18 e non sanno nemmeno quanto sono costate ai loro genitori ed ai loro nonni le conquiste degli anni 60/70 che loro, oggi, si fanno scippare dal sistema.
Possono cercare nel web, invece di scrivere cazzate come quelle che ho pubblicato sopra, ci sono ampi documenti storici e fotografici che documentano il periodo delle lotte, delle conquiste.
Alle giovanette di oggi, la maggioranza perchè c’è anche una minoranza consapevole e documentata, fortunatamente.
Dicevo alle giovanette di oggi sempre pronte ad avanzare i loro diritti di libertà ed emancipazione, ovviamente sul piano sessuale e non sul diritto al lavoro, voglio raccontare loro quello che le loro nonne e le loro mamme non hanno raccontato per non rovinargli la vita con la cruda realtà dei fatti  e lasciarle eternamente nel mondo delle favole, del virtuale con tanto di cellulare collegato con internet per mandare sms e scrivere stronzate 24 ore su 24.
Le loro mamme, le loro nonne, le loro bisnonne, quando avevano la fortuna di avere un lavoro e rimanevano incinta per non perdere il posto si fasciavano la pancia per non essere licenziate immediatamente.
Così facendo rimandavano, tra una vomitata ed una nausea, di qualche mese il licenziamento e lo posso dire perchè c’è passata, insieme ad altre milioni di donne, pure mia moglie.
Ai giovanotti da aperitivo, da discoteca, che un giorno si e l’altro anche scoprono l’ambiente e l’ecologia dico solo che negli anni 50 il problema principale non erano i fumi degli altiforni, che respiravano, ma avere almeno un paio di scarpe anti infortunistica con la punta di ferro per non bruciarsi le dita con gli schizzi di acciaio rovente.
Il resto andatevelo a cercare nel web, chiedeto alle Camere del Lavoro che hanno archivi documetati sulle lotte operaie, il diritto alla sanità ed alla maternità.
Quindi, non rompete più i coglioni con sparate alla cazzo sui privilegi di chi con sudore, lacrime, sangue, lotte e scioperi che sono costati sacrifici anche alle famiglie si è conquistato una pensione, dei diritti, che adesso voi vi fate scippare.
Questo sarebbe il meno, se non si è forti e compatti si viene sconfitti dal capitalismo e dal regime economico e noi lo sappiamo bene perchè abbiamo lottato per anni riempiendo tutte le piazze, quello che è peggio è che vi siete fatti lavare il cervello. Soltanto un poveretto, un idiota, può scrivere una cosa del genere:
i sacrifici oggi li dovrebbero fare loro (riferito alle generazioni precedenti) per permettere a noi giovani di vivere almeno una vita che si avvicini a quella vissuta da loro.
Dimostra di avere una ignoranza abissale, non solo del passato ma anche del presente.
Come ho già detto le nostre conquiste hanno avuto un prezzo salatissimo, l’ho scritto sopra , e come se non bastasse oggi ci troviamo a fare welfare famigliare a figli e nipoti vittime della crisi, quando sarebbe il momento di goderci la vecchiaia ed i frutti dei nostri sacrifici.
Fortunatamente non siamo, noi anziani, non sono, i giovani, tutti così. Ma per la maggioranza gli anziani sono senza memoria e quindi non possono trasmettere niente. I giovani non hanno conoscenza, non sanno, il pc ed internet lo usano per chattare e per vedere i filmini porno, giustamente in un certo senso ma, se volessero, prima di scrivere cazzate sui privilegi delle generazioni precedenti dovrebbero documetarsi su come li hanno conquistati, ammesso che siano privilegi, e quanto sono costati.
A me sembrano polli d’allevamento alimentati con il mangime dell’ignoranza, allevati ed annebbiati dal sistema sino al punto che gli danno pure ragione.
Con questo ho detto quello che avevo da dire, se volete rimanere nell’ignoranza fate voi, aggiungo solo una cosa che ho letto, tanti anni fa, nella prefazione del Capitale di Carlo Marx:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Io ho scelto il sapere, voi la seconda. Il sapere è conoscere le cose, i fatti, la storia. Anche se non si parla o si scrive in italiano perfetto. Conoscere la sostanza della vita.
Buona giornata, auguri per il vostro futuro.
Qui non stamo parlando di pensionati baby, alimentati dal regime clientelare e capitalista per conquistarsi voti e governare per 50 anni. Stiamo parlando di persone che si sono fatte 43 anni di lavoro, molti di fabbrica o in edilizia e sono arrivati alla pensione meritatamente e non per donazioni di qualche ente di carità.
Chiaro?

Stare qualche mese in montagna mi è servito da lezione. Una lezione vecchia come il mondo ma utile per riportarsi con i piedi per terra. La città ed i consumi, i vizi del consumismo.


Chi vive in città, in modo particolare gli storditi come me, sono portati al consumismo per mancanza di riflessione, di logica.
Il fatto di avere a portata di mano gas, acqua, elettricità in abbondanza a lungo andare ti inietta un modo di vivere che è un inno allo spreco e non è una giustificazione per chi, come me, non ha mai riflettuto sulla questione.
Qualche mese in montagna mi ha insegnato che c’è da millenni un modo di vivere diverso, più naturale, più logico ed intelligente. Mi ha imposto di riflettere e ne devo far tesoro.
Per due o tre volte è mancata l’acqua. Abbiamo imparato a fare la doccia con il bagno schiuma, la spugna e senza sprecare l’acqua ed il gas, basta chiuderla mentre ci si insapona. Elementare direi, specialmente per un coglione come me che quando si insapona sposta il getto della doccia senza chiudere l’acqua. Anche lavarsi i denti lasciando l’acqua a manetta per tutto il tempo era una mia specialità.
Ho imparato a lavare i piatti recuperando l’acqua bollente della pasta, tra l’altro pare che l’amido sgrassi, ed a risciacquare i piatti con l’acqua fredda.
Più passavo il tempo in montagna e più ero consapevole di essere schiavo della comodità e del consumismo. Anche delle manie, direi, quando si è convinti che sciacquare pentole e piatti con l’acqua calda sia meglio, sgrassi di più mentre le stoviglie sono già state sgrassate dal detersivo.
La casa dove abitavo aveva un contatore da un kW e forse è stato il problema più grosso, niente phon da 1800 watt, niente lavastoviglie ovviamente e niente lavatrice. Ho approffittato della cortesia di mia cognata per il phon della Mirè che è professionale e mangia come una nave. Anche la lavatrice era a disposizione mentre a lavare i piatti ho provveduto in prima persona.
Siamo tornati a casa ed, istintivamente, mi sono fatto la barba con l’acqua nel lavandino e non quella corrente, calda. Ho chiuso la doccia tra una spugnatura e l’altra, la stessa cosa ha fatto la Mirè lavandosi i capelli.
Ho sciacquato le stoviglie con l’acqua fredda risparmiando un quarto d’ora di gas a manetta e siamo sopravvissuti.
La montagna mi è servita, non ho fatto nessuna scoperta, anzi no una l’ho fatta: siamo stupidi, allevati e coltivati allo spreco. Sia chiaro che parlo solo per me e la mia famiglia, per decenni abbiamo ingrassato con luce e gas l’A2A che su quelli come noi ci fa i milioni.
E’ solo un post si sfogo, di autodenuncia della mia stupidità consumistica. Forse per voi non è di nessuna utilità nel senso che ci sarete arrivati ben prima di me a queste consderazioni.
Senza fare il profeta, sono certo che questo modo di vivere imparato in montagna mi farà risparmiare qualche centinaio di euro all’anno.
Recupero, obiettivamente senza nessun sacrificio, qualcosa di quello che mi hanno derubato dalla pensione.
Non credo di essere l’unico, anche se sarebbe meglio. Il fatto di avere il gas in continuazione, non avere a che fare con una bombola che nel momento più bello si esaurisce e quindi stai sempre all’erta anche se ne avevo installate due, ti porta comunque allo spreco, che non ha un senso.
Imparo dai contadini e dai montanari, ne faccio tesoro, noi siamo solo capaci di scialacquare e poi lamentarci dei costi.
Ovviamente vale solo per me ma, anche questo è Informare per Resistere.
Oltre che ad essere solidale con i palestinesi avrei dovuto informarmi come vivono con l’acqua contingentata dagli israeliani. Rifletterci e non ingrassare l’A2A, tanto la medaglia del miglior cliente non me la daranno mai, solo fatture.
Non è mai troppo tardi per rendersi conto di essere pigri, cretini, viziati, pur ritendosi dei compagni.
E’ il mio caso.

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