Mi sono preso sell’antisemita solo perchè ho descritto dei fatti, incontestabili. Non è normale fare un titolo come questo: Gaza e Israele senza pace, in sei giorni oltre 100 morti. E’ fuorviante, è peloso, è indecente.


Fortunatamente nell’articolo un po’ di verità emerge: Da mercoledì, giorno di inizio dell’operazione israeliana ‘Pilastro di difesa’ contro la Striscia di Gaza le vittime sono salite a 100 – 97 palestinesi e 3 israeliani – mentre i feriti sono 750. Sui feriti non hanno fatto la conta, le agenzie non lo dicono.
Parecchi commenti al mio post: lo vogliamo dire una buona volta… mi hanno dato dell’antisemita, rigorosamente anonimi o di sigle internazionali che non conosco.
Mi limito solo a fare alcune considerazioni.
Nel 2011 la popolazione di Israele era 7.765.700 con una superfice di 7.992 kmq, anche se Wikipedia nel riepilogo totale da 20700 kmq.
Sempre nel 2011 i palestinesi erano 4.019.433, 1.700.000 dei quali stipati nella striscia di Gaza 362 kmq.
Mi rendo conto che le bombe umane fanno impressione colpiscono civili, innocenti e si vede lo strazio della carne, il sangue.
Come assistere ad un assassinio d’amore a pochi metri di distanza, 10/20 coltellate che sconvolgono la vita anche a chi assiste per caso.
Altra cosa sono gli stermini di massa affidati a missili, bombe e tutto l’armamentario moderno che gli stati hanno a disposizione.
Ricordo ancora la Guerra del Golfo con gli operatori ed i giornalisti sui tetti degli hotel che mandavano le riprese e riferivano in diretta. Ricordo ancora gli orgasmi di Fede, ecco ecco hanno colpito qui, hanno colpito là.
Sembravano palazzi, case, ma sotto c’erano persone. La foto si riferisce a quella guerra.
Non si può mettere in evidenza la disparità delle forze in campo, non si può inchiodare qualcuno alle proprie responsabilità, non si può affermare che chi ha subito l’olocausto dovrebbe essere più sensibile, rifiutare lo sterminio sconsiderato della popolazione civile. Subito si è accusati di essese antisemiti.
Israele, chi la governa non tutti gli israeliani, ha lo stesso vizio che hanno gli americani tra i buoni ed i cattivi loro, i governanti, non hanno dubbi: i buoni sono loro. E pare non ne abbiano abbastanza di esibire la loro bontà.
IL 95% dei giornali occidentali vede questa lunghissima guerra con un occhio solo, si affida a notizie di agenzia interessate o scarne, che danno solo i totali. come dire che la seconda guerra mondiale ha avuto: 71.090.060 morti dimenticando che 48.525.113 furono civili inermi. IL 68,25%.
Si calcola che la Shoah, l’ Olocausto ebbe 6.000.000 di vittime e non mi sognerò mai di metterle in discussione, faccio solo notare che si tratta del 12,36% delle vittime civili, vittime della ferocia inumana del delirio nazista.
Dobbiamo ricordare perchè questo non si ripeta, dobbiamo trasmettere la memoria di quello che fu il fascismo ed il nazismo per imperire che germogli un’altra primavera nazifascista, ci sono tracce in tutta Europa.
Dobbiamo però impedire che il monopolio della memoria affidata alla Shoah, all’ Olocausto, diventi una spece di lasciapassare per tutto quello che fa il governo israeliano, non gli Israeliani, verso i palestinesi.
Non credo che il valore di una persona, un bambino, abbia valore in base alla nazionalità. Un bambino morto palestinese ha lo stesso valore di qualsiasi bambino morto per guerra di qualsiasi parte del mondo.
Benjamin Netanyahu ha detto che sono pronti all’offensiva di terra, è dal 1948 che sono pronti.
Nell’elenco delle sei condizioni che Netanyahu ha posto per dare inizio alla tregua ce nè una perlomeno singolare: l’interruzione del contrabbando di armi.
Lo dico da osservatore esterno, fortunatamente non ha mai sentito il sibilo dei missili o il fischio delle bombe, Netanyahu vorrebbe che i palestinesi si offrissero allo sterminio armati di sassi e fionde?
Per me c’è qualcosa che non quadra, non si tratta di antisemitismo, si tratta che siamo tutti vittime di un delirio collettivo. Sarebbe il caso di chiedersi nell’interesse di chi, certamente non nell’interesse delle vittime civili di una parte e dell’altra.
Questo è quello che vedo io, mentre i potenti della terra sono impegnati a risolvere i problemi delle banche e non  quelli delle masse, della gente. Di chi non ha un lavoro e nemmeno un futuro.

La Parodi che fa da badante/difensore di Sgarbi. Come se ne avesse bisogno. Il tutto per mettere in secondo piano le domande scomode su Berlusconi, come utilizzatore finale.


Sgarbi sa tutto sull’arte, sa parecchio anche sulle notti di Arcore ma non fategli domande nel merito perchè, come al solito, perde la testa oltre alla  memoria. Il solito modo per svicolare dalle questioni scottanti.
La Parodi lo difende invitando il “provocatore” Sloan a sedersi ritenendo la sua domanda sulle notti di Arcore provocatoria.
Sgarbi ha scomodato Moravia, Chaplin, Pasolini, Albertazzi, che da anziani si sono accompagnati a giovanissime/i, come tutti sappiamo.
Sgarbi ha ripetuto, urlando, almeno 40 volte al malcapitato: vai a letto con qualcuno? Ripetuto in modo ossessivo, come il suo stile.
La Parodi, educatamente e gentilmente spudorata, ha avuto il coraggio di riprendere John Peter Sloan invitandolo a sedersi e marchiando la sua domanda come provocatoria.
Il buon Sgarbi ha dato della capra a Sloan e la Parodi, serafica, ha detto: te la sei un po’ cercata la capra.
E’ evidente che il critico d’arte più amato dagli italiani, e dalle italiane, deve avere un lasciapassare televisivo che gli permettere di offendere chiunque senza essere contraddetto, anzi trova pure la badante/avvocato che lo difende.
Intanto vorrei far notare che nessuno dei personaggi sopra citati, frequentatori di carne fresca per dirla alla Sgarbi che quando gli conviene mette tutti sullo stesso piano, non hanno mandato in Parlamento o fatto eleggere da qualche parte le loro compagne. Non risulta che avessero papponi in servizio permanente per procurare loro delle ragazze e men che meno che le pagassero con un vitalizio prima che andassero in tribunale a testimoniare per loro.
L’unico vivo, dei personaggi citati da Sgarbi, è Albertazzi non credo proprio che il paragone gli sia piaciuto, sempre che ne sia a conoscenza.
Sgarbi non ha capito, finge di non capire, che un conto è accompagnarsi a donne più giovani altro è andare a puttane, comprarle.
Non è la stessa cosa anche se nell’arte, da sempre, puttane, cortigiane e concubine hanno avuto un ruolo primario alla pari se non superiore a quello delle madonne.
D’altronde fra le protagoniste del vangelo oltre alla Vergine Maria c’è pure la Maria Maddalena.
Tutto il casino perchè Sloan ha fatto ironia sulla probabile condanna di Berlusconi nel processo in questione.
Tra i due “litiganti” chi ne è uscita peggio è la Parodi, che ha perso l’occasione di stare zitta o di mettere un freno al logorroico urlatore quando è a corto di argomenti.
Sarebbe interessante che la Parodi, invece di censurare le domande, ci raccontasse quello che in tanti anni di frequentazione Mediaset è venuta certamente a sapere.
Si sa che Radio Scarpa ne sa più dei tribunali.
Che faccia parte anche lei delle Amazzoni di Berlusconi? In incognito, ovviamente, la faccia ce la mette la Biancofiore.

Scontro acceso tra Vittorio Sgarbi e John Peter Sloan


Post di servizio per i giornalisti italiani, di destra e di sinistra, che non conoscono il significato delle parole. Sallusti è condannato per diffamazione, non per una opinione. Ammesso che ne abbia una sua, non dettata da Arcore.


Il termine opinione (dal latino opinio, -onis; in greco δόξα, dòxa) genericamente esprime la convinzione che una o più persone si formano nei confronti di specifici fatti in assenza di precisi elementi di certezza assoluta per stabilirne la sicura verità. Con la opinione si avanza, spesso in buona fede, una versione personale o collettiva del fatto che si ritiene vero e, pur non escludendo che ci si possa ingannare, tuttavia lo si valuta come autentico sino a prova contraria.

Diffamazione è il termine giuridico che designa una forma di espressione che porti lesione all’onore di una persona o di un’istituzione.

L’opinione è una convenzione che può essere anche errata, la diffamazione è un reato specialmente se si basa su notizie false ed infondate.
La specializzazione di Sallusti.
Tra l’altro Feltri, che permise a Farina di scrivere impunemente sul suo giornale nonostante fosse sospeso dall’ordine dei giornalisti e poi radiato, e Sallusti cercano di scaricare l’agente Betulla che sino a quando si limitava a dossier fasulli  su Prodi era un fenomeno, quando ha messo nei guai Sallusti è diventato un pirla e codardo.
Renato Farina e l’agente Betulla sono la stessa persona, cresciuta in seno a Comunione e Liberazione che personaggi del genere li sforna in quantità industriale.
LA BUFALA SU ROMANO PRODI – Su richiesta di Pio Pompa poi, alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, quelle dei “24 mila voti” e dei “brogli elettorali”, per usare un’espressione molto delicata di Silvio Berlusconi, Betulla pubblicò su Libero un falso dossier redatto ad arte dal Sismi nel quale si incolpava Romano Prodi di aver autorizzato, come Presidente della Commissione Europea,  le cosiddette “missioni straordinarie” della Cia nel territorio continentale. Circostanza smentita dalla stessa Unione Europea al momento della discussione di un provvedimento che invita i singoli paesi a rivelare come mai sono state appoggiate le azioni Cia nel territorio dei membri dell’Ue, con speciale interesse verso Romania, Lituania e Polonia.
Questo è Farina e sia Feltri che Sallusti lo sanno benissimo, se è un vigliacco somiglia a loro. Anche Sallusti è un vigliacco che scambia la diffamazione per opinione fingendo di fare il martire prossimo alla galera.
Qui siamo a commentare tre o quattro tra le persone peggiori che esistano nel mondo del giornalismo e della politica ed il fatto che si scannino tra di loro è una spece di guerra di mafia dove non ci sono vittime innocenti ma picciotti al servizio del boss.
Vediamo chi è e da dove viene Renato Farina:

QUANTE COSE E’ STATO FARINA – Non stiamo parlando di un personaggio come gli altri. No. Stiamo parlando di Renato Farina, uno dei giornalisti più discussi degli ultimi anni. Fu il primo a sapere della liberazione dei tre italiani rapiti in Iraq, con il quarto, Francesco Quattrocchi, ucciso dai miliziani pro Saddam Hussein. Fu collaboratore dei servizi segreti e venne condannato per favoreggiamento nell’ambito dell’indagine sul rapimento di Abu Omar. Fu radiato per questo dall’Ordine dei Giornalisti, ritrovandosi però comodamente in Parlamento, istituzione nella quale ha recitato il mea culpa sicuro di non correre più alcun rischio sia per la sua immunità sia perché la condanna di Sallusti, confermata dalla Cassazione, non può più essere rivedibile. A meno di una revisione del processo alla quale però l’ex direttore del Giornale non sembra essere interessato.

L’INIZIO AL SABATO – Questo è Renato Farina, e forse molto altro ancora. Ma andiamo con ordine, ricostruendo la nascita del “mito”. Laureato all’Università Cattolica di Milano ed entrato nel 1978 nel settimanale “Il Sabato”, fondato da alcuni giornalisti aderenti a Comunione e Liberazione dietro una brillante intuizione di Roberto Formigoni, con Silvio Berlusconi tra i principali finanziatori. Sotto il grido di “Amore e fedeltà all’essenziale cristiano. Insopprimibile gusto della libertà in tutto il resto”, il giovane Farina alternò servizi eno-gastronomici ad argomenti più profondi come le apparizioni della madonna di Medugorje.
Specializzato in apparizioni della madonna di Medugorje ad un certo punto ha cominciato ad avere le visioni anche lui ed è diventato l’agente Betulla, specialista in visioni diffamatorie senza nessuna madonna, ma in conto terzi.
Quasi sempre per conto di Berlusconi.

“Amore e fedeltà all’essenziale cristiano. Insopprimibile gusto della libertà in tutto il resto” Era il motto del giornalino di Comunione e Liberazione, peccato che a metterlo in atto fossero Formigoni, Farina e Berlusconi.
E’ tutto dire, un testacoda tra gli integralisti cattolici di Cl e la P2.
Altro non ho da dire se non che tutti i giornalisti, di destra e di sinistra, che si sono spesi per la libertà di pensiero, di parola e di opinione di Sallusti, sarebbe il caso che tornassero a scuola a fare un ripasso sul significato delle parole.
Ve lo dice uno che spesso è ripreso per i suoi errori di grammatica o di sintassi, mai per il senso di quello che scrive. Il valore di quello che scrive, la sostanza come la chiamo io.
Opinione non è diffamazione, fatevene una ragione.
Per chi volesse saperne di più sull’agente Betulla metto il link di un articolo, sempre che vinca la nausea e riesca a leggerlo.

Betulla’s story


Qualunque sia la ragione, o la chimica, che ha cambiato Fini è da accettare favorevolmente. Ci vorrebbe una epidemia. Ma quello che ha detto è inaccettabile: Quanto è successo alla Diaz l’ho saputo dopo. Non ci credo e dico perchè.


Potrei partire scrivendo che il fascismo c’era già stato prima, per un ventennio,  non vorrei che il delfino di Almirante venisse un giorno a raccontarci che l’ha saputo dopo.
Fini è del 52, io sono del 48, entrambi non abbiamo vissuto il fascismo ma entrambi sono stati influenzati da fascisti. Lui da Almirante io da mio padre, con una differenza, io a vent’anni ero già comunista ed allora non c’erano tutti gli strumenti di informazione che ci sono adesso.
Intendiamoci la svolta del compagno Fini io la accolgo con favore, trovo sia un segnale cha anche dall’altra parte, quella dei fascisti o dei repubblichini, c’è qualcuno che è in grado di ravvedersi e diventare democratico.
Per farlo ci vuole un minimo di cervello, etica, morale, ed una spruzzatina di “sincero democratico” che non è da aggiungere al Campari ma quello un additivo dell’animo che serve per fare i mea culpa. Il sincero democratico riesce a fare autocritica.
Ci vorrebbe una epidemia anche se La Russa, Gasparri, Alemanno, Storace e compagnia ne uscirebbero indenni.
Detto questo, anche se Fini ha cambiato la divisa, non deve permettersi di prenderci in giro con ricostruzioni sul G8 di Genova che risultano pelose.
Dice Fini a Piazzapulita: DIAZ – ”Se tornassi indietro rifarei tutto cio’ che ho fatto, andrei a portare la mia solidarieta’ all’Arma dei carabinieri”: cosi’ Gianfranco Fini a Piazzapulita su La 7 rispondendo ad una domanda sul g8 di Genova del 2001. ”Sono rimasto 7-8 ore in caserma – aggiunge – perche’ a causa delle manifestazioni la citta’ era bloccata”.
Sappiamo tutti che nel 1994 Berlusconi fece uscire dalle cantine, dalle fogne, i fascisti e li portò al governo come da progetto della P2.
Nel 2001 erano già ubriachi di potere e con la bava alla bocca, non vedevano l’ora di farci vedere di che pasta fossero fatti e, quindi, la solidarietà per carabinieri e polizia la sbandieravano 24 ore al giorno.
Carabinieri e polizia sono il braccio armato del potere e sono pieni di nostalgici in modo particolare tra i generali dei carabinieri ci sono personaggi degni di Storace ed Alemanno.
Milioni di italiani seppero subito che alla Diaz ci fu, da parte delle forze dell’ordine, un’aggressione/irruzione di stampo fascista contro i ragazzi che bivaccavano tranquillamente alla scuola Diaz.
Radio Popolare fece delle dirette e raccontò tutto quello che vide e che potè raccontare.
A Genova c’erano pure dei miei amici, famiglie, che mi raccontarono di prima mano quello che successe.
Inimmaginabile che Fini, ospite di prestigio in caserma, non sapesse nulla di quello che stava avvenendo.
Allora avanzai pure il sospetto che Fini approvasse, spingesse, forse ordinasse l’assalto alal scuola Diaz per far sapere a questi disgraziati che lo Stato esiste e per ricordarcelo non esita a spedizioni squadriste.
Succedeva negli anni 50, 60, 70 ed oltre ed i seguaci di Fini o erano a manganellare poveri inermi o ci mandavano direttamente carabinieri e polizia.
Negli anni 70 il quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo era in mano ai fascisti che ad ogni fine settimana si lanciavano in scorribande. Davano fuoco alle sezioni del Pci, danneggiavano le sedi dell’Anpi o aggredivano gli attacchini dei manifesti della sinistra o compagni quando si trovavano isolati.
La tecnica era sempre quella, fascista. 10 camerati, mai di meno quasi sempre di più, che si lanciavano contro il sinistro isolato ed era una bastonatura democratica, se avessero votato avrebbero avuto la maggioranza.
Venivano giù anche i camerati di Como e Varese, allora le targhe avevano la sigla delle province.
Venni aggredito anch’io e ferito ad un occhio ma non volli esporre denuncia dai carabinieri, volli andare dalla Polizia di Sesto San Giovanni dove c’era un vice questore che aveva fatto la Resistenza ed era un sincero democratico. Sua figlia è ancora dei nostri ed ha fatto strada.
C’era un’altra ragione per cui rifiutai di fare la denuncia ai carabinieri. C’era un generale dell’arma, mi pare fosse in servizio a Monza o Cinisello, adesso non ricordo, che ad ogni arresto di camerati che avveniva nei fine settimana, si presentava al carcere di Monza già al lunedì mattina e li faceva uscire.
Non avevano la divisa, usavano i manganelli e le taniche di benzina, ma sembravano in servizio effettivo dell’arma, una specie di squadra speciale.
Andarono avanti per anni sino a quando il servizio d’ordine del Pci non organizzò una spedizione nel bar della Crocetta che faceva da ritrovo dei camerati.
Il servizio d’ordine del Pci era fatto da gente tosta, massiccia, entrarono nel bar alla chetichella  e l’ultimo chiuse la serranda per non farli scappare.
Erano a mani nude ma per bastonarli per bene usarono le stecche da biliardo che trovarono in loco.
Quando li ebbero conciati per le feste aprirono la saracinesca e se ne andarono.
Non ci fu nemmeno bisogno che il generale si scomodasse per farli escire dalla galera. Erano già sistemati.
I camerati della Crocetta si diedero una calmata, non come Fini ma quasi.
La storia mi ha insegnato questo e quindi non riesco ad accettare che un personaggio come Fini, vice presidente del Consiglio all’epoca dei fattacci alla Diaz, con Scajola ministro degli Interni e Mantovano sottosegretario venga a dirci quanto segue:
”Poi quanto e’ successo alla Diaz l’ho saputo dopo”. Comunque ”c’e’ una sentenza i fatti sono stati accertati e anche le responsabilita”’.
Questo mi offende, è come se mi desse del cretino, dell’imbecille.
Complimento che respingo al mittente. Qui, se c’è uno che si è svegliato tardi tra me e lui è lui. Io ho capito subito di che pasta fosse Berlusconi, ben prima che diventasse Presidente del Consiglio.
Non ci ho messo 15 anni per rendermene conto e non ci ho messo 11 anni per riconoscere che alla Diaz ci fu un massacro fascista di un governo fascista.
Io l’ho saputo durante, perchè ho voluto sapere e non ho chiuso gli occhi e l’ho saputo anche senza essere vice presidente del Consiglio.
Quindi, se due più due fa quattro, Fini lo seppe prima di me. E gli piacque quello che successe.
Grazie a Vukic per la foto del compagno Fini.

Yoani Sanchez, se ce la vuole raccontare, ce la racconti giusta. Su twitter dice: Mi sono rifiutata di mangiare o bere. Ai giornalisti dice: : «Siamo stati tenuti senza acqua né cibo. Il primo bicchiere d’acqua che ho bevuto, a casa, è stato come fuoco nell’esofago».


Si metta almeno d’accordo con i suoi amici di Miami sulla linea da tenere con la propaganda planetaria contro il regime di Fidel, inaccettabile, per il capitalismo globale che ha piegato tutto il mondo non essere riuscito a far morire Cuba con l’embargo come sta facendo con la Grecia con la moneta.
Narrano di migliaia di dissidenti che attraversano il mare finendo tra la braccia, accoglienti, degli anticastristi di Miami e non si capisce come un regime così ferreo ed attento se li faccia scappare come bisce.
Si sa che il regime cubano è durissimo con i dissidenti, twittano, rilasciano interviste che poi vengono trasmesse da Rai News e finiscono su tutti i quotidiani con leggere differenze, non da poco.
Ha rifiutato cibo ed acqua o le sono stati negati?
Non vorrei che la pasionaria anticastrista diventasse la Sallusti di Cuba o che le trenta ore passate in carcere facciano la fine dell’attentato a Belpietro.
Lo dico per lei e per quelli che la pompano da Hollywood o da Miami.

Yoani Sanchez libera, versione uno.

Cuba, liberata dopo 30 ore
la blogger Yoani Sanchez

Si mettano almeno d’accordo Repubblica e Pubblico, non pretendo lo facciano il giornale o libero.
O forse lei è solo una vittima, strumentalizzata, dall’informazione globale al servizio del capitale.
Mi sa che la C.I.A. perde i colpi, sono finiti i tempi dei collaboratori infiltrati di spicco, come Giuliano Ferrara.
Rifacciamo un po’ dalla disinformazione di massa capitalista:

Gianni Minà: le dimenticanze della bloggera di moda, Yoani Sanchez


 

Tanto pignoli con i blogger, costretti a smentire le notizie degli altri e tutti preoccupati per Sallusti che, dovrebbe, andare in galera. Ad un professionista della diffamazione e delle notizie false dovrebbero imporre le rettifiche e la liquidazione dei danni morali.


Io non guadagno niente scrivo per passione e prendo, commentandole, le notizie dal web, dai giornali eppure ho dovuto pubblicare una rettifica per notizie che ho ripreso dal web.
Mi è arrivata una email dalla Casaleggio Associati che mi invitatava ad una rettifica, non nella sostanza di quello che ho scritto ma per un cavillo che tra l’altro riguardava Di Pietro, avrebbe dovuto incazzarsi lui e non la Casaleggio Associati.
Non avendo avvocati e vivendo della pensione ho pubblicato la rettifica e come me altri blogger saranno stati costretti a correggere i loro post o a limitare la loro satira rimando limitati nella loro libertà di pensiero e di espressione.
Nessuno si è preoccupato di difenderli.
Anni fa un esponente della nobiltà romana, la cui famiglia è a servizio del Papa da qualche secolo, mi ha minacciato via email di denuncia per oltraggio ad un capo di Stato.
Non potendo denunciarmi per la satira sul Papa capo della chiesa cattolica pedofila e corrotta, voleva denunciarmi per oltraggio ad un capo di Stato, il Papa è capo dello Stato del vaticano.
Mi ha anche comunicato la pena, 5 anni, che mi avrebbe ritardato la pensione.
Gli ho dato un calmante e me la sono cavata, evidentemente non aveva altro da fare il nobile rampollo.
Adesso i sinceri democratici dell’informazione, di destra e di sinistra, suonano tutti le loro trombe e le grancasse in difesa di Sallusti un personaggio viscido, squallido, falso ed impostore a servizio di un piduista puttaniere e pedofilo.
Per lui si invoca il diritto alla libertà di espressione e di pensiero come se il mio pensiero valesse meno del suo o di quello di Ferrara, lautamente pagati anche da noi cittadini per essere al servizio del piduista.
Montanelli diceva che il miglior servo non costa niente, si offre a gratis, quindi certi giornalisti sono servili ma non sono tra i migliori perchè si fanno pagare, sono dei mercenari, dei venduti, dei prostituti.
Il mio pensiero è libero, giusto o sbagliato che sia è mio e vola alto. Condivisibile o no, acculturato o no, espresso in italiano forbito o no è libero, non è al servizio di nessuno se non della mia coscienza.
In poche parole in fatto di etica e di diritto alla libertà di pensiero , di espressione il mio pensiero è all’altezza di quello di Antonio Gramsci. Anche se, purtroppo, non è all’altezza di Gramsci nei contenuti.
Mussolini, per bocca del pubblico ministero, disse di Gramsci: Dobbiamo impedire che questo cervello funzioni per i prossimi vent’anni. Non ci riuscì, fortunatamente, nonostante il carcere il pensiero di Gramsci vola ancora libero e più importante che mai.
Anch’io ho la mia opinione su Sallusti: dobbiamo impedire che questo imbecille falso ed ipocrita venga affidato ai servizi sociali, come pena sostitutiva, per non infierire su chi è già stato colpito nella vita dalla sfortuna.
Più che salvare l’attendente Sallusti dobbiamo salvare quelli che si affidano ai servizi sociali.
Sallusti si è dimesso, per poter fare il martire a tempo pieno in tutte le trasmissioni tv.
Da Repubblica:
Le reazioni. “Non si può andare in galera per un’opinione anzi per il mancato controllo su un’opinione altrui. E’ una decisione che deve suscitare scandalo”, ha dichiarato il direttore de La Repubblica Ezio Mauro. “E’ davvero molto grave che si arrivi ad ipotizzare il carcere per un collega su un cosiddetto reato d’opinione”, ha detto Ferruccio De Bortoli, “è un momento molto basso della nostra civiltà giuridica”, ha sottolineato il direttore del Corriere della Sera. “Questo mestiere non si può più fare. Se i giornalisti devono pagare con la propria libertà le opnioni che esprimono, non si può più fare”, ha detto il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. “La notizia della conferma della condanna a Sallusti è terribile. E’ una cosa sbagliatissima e un precedente inquietante. Mi dispiace tantissimo”, ha commentato Lucia Annunziata, neo direttore di Huffington Post Italia 5.

“Nessuno dovrebbe andare in carcere per questo reato”, ha affermato il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. “La vicenda per una volta – ha scritto Famiglia Cristiana sul sito – ha unito i giornali, anche quelli di opposti schieramenti, nella solidarietà a Sallusti in nome di un principio fondamentale: non si manda in galera una persona per un reato a mezzo stampa. “E’ un fatto molto grave che lascia increduli”, è il commento di Giovanni Floris, giornalista e conduttore di Ballarò.
Giovanni Floris, pur dispiaciuto per Sallusti, non ha perso l’occasione per invitare a Ballarò la sua creatura. Il mostro che è riuscito a creare tenedole per due anni un posto fisso in prima fila regalandole una fama immeritata che le ha permesso di venire eletta governatrice del Lazio.
A questo punto è giusto che anch’io esprima la mia opinione su Sallusti, siamo ancora in un Paese libero ed abbiamo una casta giornalistica che difende strenuamente la libertà di pensiero e di diffamazione, niente galera per l’attendente Sallusti. Toglietele tutti i beni materiali ed i conti in banca e fatelo risarcire materialmente tutti quelli che sono stati vittime delle sue diffamazioni, anche quelli che inconsapevolmente ne sono stati vittime.
I suoi lettori.
I poveracci vanno a finire in galera, chi è solamente un ladro va a finire in galera. Chi è corrotto, piduista, politico, asservito al potere, concusso e concussore viene affidato ai servizi sociali.
Da Previti in su, tutti vengono affidati ai servizi sociali, ci ha provato anche Tanzi.
E questo sarebbe uno Stato dove la Legge è uguale per tutti? Il ladro di galline in galera e chi ha rubato milioni ai domicilari?
Dicono che le patrie galere sono sovraffollate di individui poco raccomandabili, la feccia della società. Non aggraviamo la situazione mandandoci pure Sallusti. Non reggerebbe il sistema.
Toglietegli tutto quello che messo insieme con la diffamazione ed il servilismo, mandatelo a lavorare, a lavare i vetri delle macchine.
Solo allora ci sarà giustizia ed il viscidone potrà riflettere sulle sue malefatte.
E’ chiaro che il mio è solamente un discorso politico, etico. Niente di personale.
Non vorrei rischiare di trovarmi in cella con lui, non reggerei allo schifo, al ribrezzo.
Imperdibile il commento di Cicchitto:
Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, in una nota: “Una sentenza liberticida che segna una delle pagine più buie della magistratura italiana”. “Questo Paese fa schifo e spero che gli italiani scendano in piazza perché abbiamo raschiato il fondo.
Per una volta sono d’accordo con lui, questo Paese fa schifo con gente come lui, tessera 2232, in Parlamento.
Quello della Santanchè non lo metto,non ho finito l’inchiostro ho esaurito il ribrezzo.

La bufala delle dimissioni della Polverini, ratificata a Ballarò da Floris, e gli italiani boccaloni. Sono ancora tutti lì, compresi quelli del Pd.


Non solo la lettera delle dimissioni della Polverini non è stata formalizzata, ma nemmeno le dimissioni fantomatiche dell’opposizione si sono viste, sono tutti lì, prendono tutti lo stipendio ed in caso di convocazione del Consiglio pure la diaria.
La tavola della mangiatoia è apparecchiata e non manca nessun commensale, opposizione compresa.
Ad oggi nessuna lettera di dimissioni è arrivata, in particolare quella della Polverini che dovrebbe dare il via alle procedure previste dallo Statuto per sciogliere il Consiglio.
Tante chiacchiere ma nessun fatto concreto.
Forse la Polverini non sa che annunciare le dimissioni in conferenza stampa non significa niente se non si presenta un documento formale al Presidente del Consiglio Regionale a meno che la Polverini non abbia confuso Floris con Mario Abruzzese. Floris è il suo creatore mediatico, quello che le ha dato la fama, non è il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio.
Ballarò, dopo averla resa famosa con ospitate in serie, puntuali come i ticket sanitari, le ha offerto pure il pulpito per una autodifesa d’attacco ed è già andata bene che non si è presentata con gli squadristi e non ha fatto il saluto romano. Per adesso si spaccia per vittima.
Sotto ad un certo aspetto ancora più penosa è l’opposizione che voleva lo scioglimento del Consiglio, dice l’Asca:
La giornata di ieri e’ stata caratterizzata anche dalle dimissioni irrevocabili dei consiglieri regionali di opposizione che chiedono lo scioglimento dell’assemblea della Pisana e le elezioni anticipate. Alle dimissioni dei 14 rappresentanti del Pd che hanno lanciato l’ iniziativa, sono poi arrivate quelle dei 5 rappresentanti dell’ Idv, dei 2 due di Sel, del verde Angelo Bonelli e del socialista Luciano Romanzi.
Dove sono andate a finire le lettere di dimissioni di questi individui?
Allo stato dei fatti, concreti, la situazione è questa:

ESCLUSIVO. Una dichiarazione di Alemanno inchioda la Governatrice: la lettera di addio non è stata mai formalizzata. Tutti restano in carica, compresi i consiglieri del Pd che avevano annunciato ai quattro venti di lasciare vuoto il Consiglio regionale. Storace chiede subito elezioni: “Non possiamo stare sei mesi nel cortile di Guantanamo”

Mercoledì, 26 settembre 2012 – 10:47:00

Mi viene il vomito, non se ne può più.

 

Se dico che le tette della principessa fanno più notizia degli operai Alcoa, o della Fiat, passo per misogino oppure omosessuale?


Devo dire che il problema non è solo nostro, di gallismo segaiolo mediterraneo, ma riguarda tutta Europa ed il resto del mondo. Sono pruriti e curiosità che interessano la massa, le tette della principessa fanno notizia più dello spread o dei licenziamenti di massa.
E non è ancora finita, nonostante la casa reale inglese abbia vinto la causa e fatto ritirare il giornale della Mondadori, pare che siano in arrivo delle foto nelle quali è senza mutande.
Mi diverte il comunicato della casa reale: Attentato grottesco alla vita privata.
Faranno causa al vento che le alza la gonna?
Io penso che i primi a farsi una Pippa della vicenda siano proprio il principino e la sua compagna, la nonna un po’ meno, anche perchè si vocifera che Kate partecipò a festini hot prima del matrimonio.
Strano che la notizia sia sfuggita a Signorini, autentico mago del gossip ma solo quando è pilotato, come il servizio su Noemi ed il fidanzato o quello sulla Ruby, novella mammina innamorata.
Prima che arrivi una denuncia anche a me metto il link della notizia:
Festini hot per Kate Middleton prima del matrimonio?
„Kate Middleton partecipò a festini hot prima del matrimonio?“
Spero solo che non sia veritiera la notizia, non per le coronarie della regina o del principe Filippo, ma per il  fatto che se venisse confermata passerebbe inosservata la chiusura dell Fiat e di tutte le altre aziende in crisi.
Qui, segue un breve elenco delle più importanti.
Fiat, Termini Imerese chiude nel 2011, mentre a Pomigliano i lavoratori sono in Cassa integrazione da oltre due anni (vedremo ora quanto accadrà con la New Co.);
Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), 400 ricercatori rischiano di non vedersi rinnovare i contratti;
Alcoa rischia la chiusura, 2000 lavoratori andrebbero a casa;
Agile – Omega rischia la chiusura, 2000 lavoratori rimarrebbero senza lavoro;
Nortel azienda smembrata e venduta a pezzi, 28 lavoratori licenziati;
Yamaha, 66 lavoratori a rischio;
Comunque su con il morale, il campionato è ripreso e la champion pure. La Mondadori dovrà ritirare le copie di Closer e di Chi ma nel web le tette di Kate ci saranno in eterno, anche quando saranno in caduta libera, con buona pace della regina.
Ansaldo Breda, un piano di ristrutturazione prevede 600 esuberi;
Nokia Siemens, 600 lavoratori a rischio.
Merloni, 1600 lavoratori in cassa integrazione su 2000;
Iris, l’azienda ha chiuso, 780 dipendenti in mobilità.
Cara Elisabetta, che ci vuoi fare, c’è del marcio in Danimarca.

 

Sul Fatto mi censurano i commenti, su Ok notizie ho preso più cartellini gialli e rossi io che Montero in tutta la sua carriera. Forse siamo in libertà vigilata, dagli la possibiltà ad uno di fare il censore e questo si scatena. Si sente un capoclasse.


Premetto che anch’io modero i commenti. Ho alcuni affezionati lettori che mi offendono da anni, qualche cretiso se l’è presa pure con la mia cagnolina augurandole di morire. Fortunatamente sta bene.
Detto questo non trovo giusto, normale, censurare commenti nel caso de Il Fatto e notizie nel caso di Ok notizie.
I commenti che ho lasciato nel Fatto sono considerazioni politiche sul loro atteggiamento, cassa di risonanza, per il movimento di Grillo, senza nessuna offesa e con qualche vena di ironia o di satira come fa Travaglio.
Non credo che abbia brevettato lo stile, per adesso non si può, a meno che non governi Grillo ed allora tutto sarà possibile, in modo particolare vietare la satira come fanno in tutti i regimi.
Il caso di Ok notizie è ancora più grave, sotto ad un certo aspetto. Vi racconto solo l’ultima che mi è successa ieri.
Ho pubblicato sul sito il mio post dedicato al post di Enzo Di Frenna sul Fatto, questo:

Non meravigliatevi se il Fatto vi censura i commenti, è la norma. Non vi scomunicano da un blog ma vi tolgono la parola, anche se scrivete con nome e cognome.

In due minuti ha preso tre o quattro voti, sono quelli che ti mandano in Home e ti fanno aumentare il karma, il punteggio, insomma ti fanno diventare una star del web.
Al terzo minuto scompare il post e compare l’ennesimo cartellino giallo: Cartellino giallo-notizie. Motivazione contenuto non idoneo data: 10/09/2012.
Faccio notare che in home ci sono “notizie” come queste:Frontale di Rivarolo: morto il motociclista 40enne. Uomo ucciso in agguato nel vibonese.Sparatoria Milano in strada, una vittima. Miss Italia, reginette da laboratorio. Lucio Battisti, 14 anni senza di lui, le estati sulla spiaggia di Ostia. ED un avviso agli utenti bloccato al primo posto da giorni.
Come vedete tutte notizie che non disturbano la manovra, non criticano l’informazione importante e se tu esprimi, correttamente, la tua opinione su un fatto, un giornalista, un politico, un paraculo, la notizia non è idonea. Viene nascosta, la puoi leggere solo tu.
Non bastasse questo ho provato a postare notizie riprese dai giornali, come fanno quasi tutti, raramente postano direttamente dai blog con la propria farnina. Fanno un copia ed incolla e vanno in home.
Ebbene anche queste “notizie” non si vedono, le leggo solo io, anche se il primo cartellino giallo non dovrebbe bloccare la pubblicazione. Certo che di cartellini gialli ne ho una collezione, Montero mi invidia per questo, e ne ho pure uno rosso. Dato che Ok notizie non è come il calcio dove una volta scontata la pena si riparte da zero, probabilmente i cartellini gialli o rossi di Ok notizie sono indelebili, non sbiadiscono.
Si sopravvive anche senza pubblicare sul sito di Ok notizie, lo spazio è loro e lo gestiscono come vogliono, ma che senso ha creare un sito di notizie per poi censurarle?
Non che sia un inizio di regime, ci mancherebbe, ma che manchi di democrazia e sia contro il libero pensiero è fuori discussione.
Non sono un giornalista, ho la terza media, sono solo un pensionato che scrive come la pensa e vi garantisco che le mie stronzate sono assolutamente all’altezza di quelle di Enzo Di Frenna, che è giornalista e laureato.
Qualche pirla laureato pure lui , come è successo ieri su Facebook,  ha commentato il mio post e l’unica cosa interessante che ha notato è che una volta ho scritto Facebbok e l’altra Facebook.
Della sostanza di quello che ho scritto e del fatto che mi hanno censurato il commento non si è nemmeno accorto.
Il commento completo è questo:
Beh, bisognerebbe vedere il commento in questione. Già se scrive “Facebbok” e sbaglia tutte le virgole è facile che non passi il filtro della moderazione.
Ma – battute a parte – non penso che la via migliore per partecipare ad una discussione sia chiamare “servitù” la testata in questione e paragonare un politicante ex comico ad un dittatore. Qualche volta basta accendere il cervello prima di scrivere.
Da Informare per Resistere.
Ora la prima parte è una battuta, io l’ho capita, da laureato non può perdere l’occasione di fare il maestrino che bacchetta l’asino, ma è la seconda parte che dimostra che il tipo in questione non ha capito una mazza.
Gli ho risposto sul sito e gli ho mandato un messaggio privato su Facebook, o Facebbok se preferisce: anche per capire l’ironia, la satira, bisogna accendere il cervello prima. Facebbok è un errore di battuta, infatti dopo è scritto giusto. Resta il fatto che anche oggi ho dato la pastura ai maestrini.
Di solito non leggo i commenti nei siti dove pubblico, nascono solo dei botta e risposta senza senso che non aggiungono nulla a quello che si vuole comunicare. Quello che mi sento di dire lo scrivo nei post che possono piacere o non piacere, vivo ancora in un regime di libertà, io. Vivo nel mondo normale non in quello del fatto o di Ok notizie, mi irrita invece chi commenta senza entrare nel merito della sostanza di quello che scrivo, quelli che si limitano a correggermi il compito e basta. Almeno mi dessero i voti, 4 in grammatica e 6 nel contenuto, ma per accorgersi del contenuto ci vuole la testa. Senza è impossibile, la grammatica la puoi imparare l’analisi no.
Il manifesto recita: internet è libertà.
Mica tanto direi, sicuramente non siamo tutti liberi allo stesso livello. C’è chi è in semilibertà, vigilata.
Mi manca solo che mi buttino fuori da Facebook ed ho fatto strike, bingo.

 

 

Non meravigliatevi se il Fatto vi censura i commenti, è la norma. Non vi scomunicano da un blog ma vi tolgono la parola, anche se scrivete con nome e cognome.


Sul Fatto, con data 9 settembre 2012, c’è una marchetta, oppure no gli ha solo dato una pulita alle scarpe, di Enzo Di Frenna a favore di Grillo e del suo movimento.
Titolo del pezzo:

Sei in: Il Fatto Quotidiano > Blog di Enzo Di Frenna > Pizzarotti lent…

Pizzarotti lento? Ecco i primi 2 mesi di Alemanno e Pisapia

Uno spettacolo che al povero Di Frenna sarà costata un’ernia per lo sforzo.
Seguono molti commenti, ma non il mio, come tanti altri non compare in attesa dell’approvazione di non si sa chi.
Non penso che sia Grillo in persona a filtrare i commenti, almeno quello credo lo lasci fare alla servitù, non può fare tutto lui dal blog.
Il post, non è un articolo è un post come ne scrivono migliaia di blogger nei blog, è ridicolo per le sue argomentazioni. Paragonare Parma a Roma o Milano sul piano del governo è come gestire due locali paragonandoli alle Case Popolari di tutta Milano.
Ma questo è niente, se si tratta di fare marchette, o tirare lucido il pavimento per il movimento di Grillo, al Fatto diventano tutti come Emilio Fede con Berlusconi. Spesso scende in campo la penna più famosa e sarcastica, il fustigatore per antonomasia di costumi politici, il divo televisivo che ho contribuito ad arricchire comprando i suoi libri, Travaglio. Quello con la voglia di montanellismo che non è mai andata via.
Quello che vede il modo di gestire il movimento di Grillo come ” alta democrazia” e le primarie del Pd come un regime, dominate da Bersani novello Pinochet. Pinochet è andato al potere con l’aiuto degli americani e gli americani di Grillo sono i giornalisti del Fatto.
Ad ognuno il suo: Per Travaglio, la denuncia fuorionda di Favia contro il metodo con cui Grillo e Casaleggio governano i Cinque Stelle è sintomo di «salute e di vitalità», lo scandalo è altrove…
Siamo a posto, direi.
Ci sono 648 consiglia su Facebbok, sono convinto che molti non leggono nemmeno, si fermano al titolo.
Se sei grillino vai sulla fiducia.
12 mi piace, io ho cliccato su: non mi piace, ma non vedo il totale. A soddisfarmi bastano i commenti che ho letto, mi hanno rubato il pensiero.
Ho letto però, come sempre, che alcuni si lamentano che i loro commenti non sono stati pubblicati evidentemente, quelli negativi, vengono pubblicati a caso. Uno ogni venti.
Di Frenna è giornalista e videoblogger, pensate che piace a 712 persone su Facebook. Non posso paragonarmi ad un giornalista laureato, ho solo la terza media ed un blog, non scrivo sul fatto e non videobloggo ma, in proporzione ho più estimatori di lui e senza nemmeno lucidare le scarpe a Grillo.
Su Facebook ho 1756 amici, ma non so se piaccio cme Di Frenna.
Sono le 16,13, ho controllato adesso. Ci sono altri commenti ma non il mio.
Mi hanno messo in castigo, dietro la lavagna.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: