Da oltre mezzo secolo la Polizia di Stato manganella i manifestanti. Tutti, dico tutti, i ministri degli interni che si sono succeduti hanno sempre giustificato e protetto una Polizia, di fatto, fascista. I famigerati celerini come gli squadristi del duce, senza cervello si affidano al manganello.


Non hanno ancora capito che le bugie, le fandonie di Stato non funzionano più. Oggi ci sono telefonini con telecamera non solo macchine fotografiche ed i manifestanti possono documentare tutto, metterlo nel web in modo che tutti vidano, si rendano conto, che i celerini sono sempre gli stessi addrestrati a manganellare gli inermi.
Passate le prime 24 ore di propaganda di regime sui giornali o sul web, facinorosi, provocatori, infiltrati e quant’altro, si cominciano a vedere le prime testimonianze reali di quello che è successo e qualche giornale è costretto a prendere le distanze, documentare altrimenti il loro lavoro diventa inutile, una farsa.
Ogni anno, in occasione del 25 Aprile, ci aspettiamo che succeda qualcosa e non perchè manifestano con noi i gruppi sociali ma perchè ci aspettiamo sempre che la polizia isoli i più rumorosi per creare il caso, bastonarli per bene e poi venirci a raccontare che erano violenti. E’ vero, diventano violenti, quasi sempre per reazione. Anche un padre di famiglia diventa violento se lo manganelli sulla testa.
Ogni anno vado nei bastioni di Porta Venezia e, grazie al mio aspetto di pensionato al di sopra di ogni sospetto, cammino con l’aria svagata in mezzo ai poliziotti in divisa, quelli che si notano subito. Quelli che invece si notano meno sono i capi in borghese o, io le chiamo così, le squadre speciali, quelli scelti, i migliori del cesto, che sono in borghese pronti ad inserirsi nel corteo non so se per fare confusione o provocazione.
Ho il forte dubbio che sia successo anche a Genova altrimenti non mi spiego perchè invece di bastonare i black blok hanno bastonato ragazzi inermi e famiglie.
Quasi che tra di loro ci fosse una intesa. Io non ho le prove ho solo dei forti dubbi che mi durano da oltre 40 anni.
Il brutto in questa situazione è che chi si informa sui giornali o con le televisioni finiscono per giustificare uno Stato di Polizia fascista in nome della quiete.
Non si rendono conto che le vittime di questa situazione sono i loro fratelli, figli, nipoti, semplicemente persone che reclamano i loro diritti e ne hanno tutte le ragioni.
Non possimao pensare che milioni di studenti italiani aspettino di essere invitati da Vespa per esporre, educatamente, le loro lamentele al solito ministro di turno che li piglia per il culo.
Devono scendere in piazza, dobbiamo scendere in piazza.
La Cancellieri, attuale ministro uguale agli altri, ha detto: le foto facciamole vedere tutte, anche quelle del poliziotto ferito.
E’ quello che noi chiediamo dal 1950, personalmente lo chiedo dal 1972, ne avremmo solo da guadagnare sul piano dei fatti, della realtà, della storia e della propaganda.
Pochissime sono le foto delle cariche di quegli anni, bastonavano anche i fotografi, ed è grazie alla tecnologia moderna che oggi possiamo documentarci, vedere in diretta i lanci di lacrimogini e le bastonate su  su ragazzi in fuga o inermi.
Picchiare in due o tre un ragazzo a terra, bloccandogli i polsi con i loro scarponi d’assalto è da polizia fascista non da Stato democratico.
C’è da dire che l’unico luogo dove è stata raggiunta la parità dei sessi sono le manifestazioni di protesta e debbo riconoscere che i celerini non sono maschilisti bastonano tutti indistintamente maschi o femmine che siano.
Se non è parità questa, direi che è una avanguardia della democrazia, del manganello.
A questa gente, ai celerini, figli di proletari come li ha definiti Pasolini ai tempi che erano aggrediti dai figli dei borghesi in quanto studenti, hanno tolto le stellette e se avessero un minimo di cervello potrebbero rifiutarsi di eseguire ordini impartiti da qualche gerarca rimasto al ventennio. A meno che non siano fascisti anche loro, non vengano scelti proprio per questo.
C’è da dire che qualunque governo ci sia al comando, intendo di destra o di sinistra, la streategia, gli ordini ed il modo di intervenire è sempre lo stesso: prima bastona, spacca le teste e poi si ragiona.
Sotto a questo aspetto sono super partes.
Oggi non c’è più il servizio d’ordine che avevano i partiti una volta, eufemismo perchè l’aveva solo il Pci, che controllava chiunque volesse infiltrarsi per fare casino, provocare ed è facilissimo per la polizia in borghese infiltrarsi, disperdere, isolare alcune parti del corteo per poi scatenarsi con i loro manganelli o i lacrimogeni.
Quando subivo qualche ferita per farci coraggio ci ridavamo su, è tutta esperienza che entra nella carne e quando sono stato agredito dai camerati, rischiando di perdere l’unico occhio sano che ho, mi sono rifiutato di andare a denunciare il fatto dai Carabinieri, ho voluto andare dalla Polizia.
Mi fidavo, mi fido, più di loro che dei Carabinieri ed il motivo c’è. I carabinieri sono militari, hanno le stellette.
Ma la Polizia di Stato è una cosa i celerini sono un’altra. Sono reparti speciali, in tutti i sensi, hanno subito il lavaggio del cervello e sono stati addestrati al manganello, non ragionano, non si fanno domande altrimenti come ha detto provocatoriamente Grillo, sarebbero dall’altra parte come hanno fatto in Spagna.
Non è la prima volta che penso che siano dalla parte sbagliata, anche quando Pasolini li ha definiti proletari ci siamo chiesti come mai erano dall’altra parte, quindi niente di nuovo.
Vorrei dire a questi giovani che manifestano che li ammiro, avete tutti i diritti di manifestare, abbiamo tutti i diritti di scendere in piazza e di andare sotto ai palazzi del potere, è la democrazia, ma organizzatevi bene, imparate le strategie e come muovervi, imparate le ritirate strategiche e documentate tutto.
E’ l’unico modo per testimoniare che oggi come allora sempre di regime si tratta.

Lacrimogeni dal ministero
Interrogazione Pd: aprire indagine
Ieri la Cancellieri, che evidentemente non è mai andata in piazza a manifestare pur avendo 5 anni più di me, ha difeso i poliziotti oggi, dopo averli ripresi con le mani nel sacco ragiona così:

Sciopero europeo, scontri a Roma, Cancellieri: “Punirò i poliziotti violenti”
Non so dove vuole arrivare, forse ad insabbiare come sempre.
La foto è in bianco e nero, la situazione è la stessa, come se mezzo secolo non fosse passato.

 

Io faccio satira e qualcuno mi prende sul serio. Non lo faccio nemmeno io,ma ho provocato l’indignazione popolare.


 Ho pubblicato una stupidata su ok notizie e su facebook, una notizia molto seria alla quale ho aggiunto quello che basta per disinnescarla con ironia.
Pensano a tagliare le pensioni ma, 29 miliardi di euro per navi, caccia, bombardieri ed elicotteri. È ora di tagliare la spesa, quella militare. Almeno li comprassimo per bombardare il governo, la maggioranza.
Io ho messo le prime sei parola e le ultime nove, era evidente il sarcasmo, l’ironia, il tentativo di metterla in burla per non diventare un terrorista ed ammazzarli uno per uno solo per la faccia tosta che hanno nel continuare prenderci per il culo, almeno lo facessero solo con i loro elettori pidiellini e lega.
Uno mi ha lasciato un commento: Basta esercito e missioni all’estero. Reimpieghiamo i soldati nella forza pubblica. O pula o caramba o gdf. punto!
E’ più forte di me, quando leggo certe cose mi rendo conto come ci ha ridotti la propaganda del regime, la paura che sono riusciti ad iniettare nella massa, per giustificare il ritorno al fascismo con la scusa della sicurezza e dell’ordine pubblico.
Allora gli ho risposto: hai dimenticato i black bloc, stiamo ancora usando quelli di Genova.
Forse sono troppo ermetico, è tutto nella mia testa e non riesco ad esporre il concetto come si deve, mi frega il gusto per la battuta che deve essere secca, diretta, concisa.
Con la risposta intendevo dire che per avere l’ordine ci vuole prima il disordine ed infatti, polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili urbani armati, ronde padane, fanno tutte parti del teatrino della paura che questo governo porta avanti da diciotto, 18 per i leghisti bottegai che conoscono solo i numeri, anni cercando, e trovando, il consenso della massa per avviarci verso il regime.
Infatti, per creare il disordine, spingere l’opinione pubblica verso il regime, un nuovo fascismo, ci vogliono i corpi speciali che creino il disordine.
Quatto pirla esaltati da stadio non bastano, ci vogliono i corpi speciali ed organizzati da infiltrare nelle manifestazioni pacifiche e creare distruzione e panico. I black bloc servono a questo.
Micidiale Corrado Guzzanti nella parodia del massone quando dice alle forze dell’ordine: non facciamo casino, chi fa il black bloc non può fare il poliziotto o viceversa. O si fa uno o si fa l’altro, si deve decidere prima che cosa si vuole fare.
Io penso che, più o meno, sia proprio così, che siano organizzati, aiutati e tollerati dal sistema per discreditare qualsiasi manifestazione pacifica contro il governo, servono alla propaganda ed ad alimentare l’indignazione e la paura nelle masse per stringere la vite della libertà e della democrazia.
Faccio ironia, satira, scrivo supercazzole perchè tanto non serve a niente scriverne seriamente, buona parte degli italiani abboccano ancora alle cazzate di Maroni, Gasparri, Cicchitto, La Russa e per non farmi il sangue marcio la butto nel ridicolo, tanto questo Paese non merita altro che essere preso per il culo.
Se avessi fatto un discorso serio sui miliardi gettati al vento per le armi e le missioni di “pace”  mi avrebbero detto, che c’entra questo con le pensioni, con la riduzione dei politici, con le banche in crisi e tutto il resto?
Dai, compriamo le bombe intelligenti e poi inseriamole nel cervello dei vari Scilipoti della maggioranza, avremo una classe politica migliore, leggermente, di chi li vota. 

Berlusconi vuole andare all’assalto della Giustizia, Maroni vuole un ddl per salvare i poliziotti dai Pm. Un golpe strisciante, ma evidente.


 Non che mi abbiano colto di sorpresa, quello che stà succedendo, o che vorrebbero accadesse, l’ho intuito da tempo e lo scrivo dal 2007 ma l’ho sempre pensato sin da quando il piduista è sceso in campo per difenderci dai comunisti.
Mi stupisce invece che parte degli italiani, dopo 18 anni, non si siano resi conto che il governo piduista alleato dei nazileghisti punta al golpe, al regime, al colpo di Stato strisciante.
Questa mattina ho letto questo titolo:

Maroni: «Un decreto per salvare i poliziotti dai pm»

 Ora, ne hanno  fatti a decine per salvare il premier dalla galera, tutti sappiamo che è sceso in campo per non entrare a S. Vittore e, sin dal primo giorno che fa, si fa per dire, politica ha pensato solo ai suoi interessi e come salvarsi dai processi, una strategia contro la Giustizia e lo Stato, la Costituzione perseguita costantemente e tutti i giorni come dal progetto della massoneria deviata, la loggia segreta chiamata P2.
Occupazione dell’informazione e quindi della propaganda, lavaggio dei cervelli per creare consenso, ancora ieri al convegno dei scilipoti si dichiarava un perseguitato e c’è ancora qualcuno che gli crede. E’ come quel re pazzo che diceva il mio popolo è impazzito, un ribaltamento delle parti, dei fatti e della realtà.
Quello che stà succedendo adesso, con questa notizia, è ancora più grave e mi stupisce che l’Unità, dalla quale ho tratto l’articolo, e la stampa libera non colga il senso del pericolo che stiamo correndo e che non informi, bene, i cittadini democratici e rispettosi della Costituzione.
Si delegittima uno dei poteri indipendenti dello Stato aggirando la Costituzione, come hanno tentato di fare con i lodi salva piduista da anni, garantendo l’impunità ai poliziotti del regime che massacrano i liberi cittadini che manifestano pacificamente, come è successo a Genova, come hanno tentato di fare a Roma.
Questo non ha niente a che vedere con l’ordine pubblico gli strumenti per combattere, arrestare, prevenire i violenti ci sono già, queste sono leggi speciali da autentico regime, un golpe strisciante, un tentativo di colpo di Stato attraverso leggi anticostituzionali.
A Genova la Polizia ha massacrato giovani innocenti, non il black bloc che, insisto, sono sempre più convinto che siano infiltrati delle forze dell’ordine, quello che hanno fatto alla scuola Diaz è vergognoso per una democrazia, hanno bastonato con ferocia giovani indifesi insanguinando muri e pavimenti, una spedizione punitiva degna della Gestapo.
Giustamente  la giustizia della repubblica italiana, democratica, li ha condannati come era doveroso che fosse.
 Adesso il ministro nazileghista Roberto Maroni, condannato a quattro mesi e venti giorni per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, vuole fare un decreto legge per rendere impuniti i poliziotti che su ordine del ministro e di qualche prefetto fascista, potranno prendere a mazzate, spaccare le gambe, le teste, e tentare di investire con i blindati qualsiasi tipo di manifestanti senza correre il rischio di essere incriminati da qualche magistrato che intenda rispettare la Costituzione.
Questo è un golpe, uno strisciante colpo di Stato, un altro passo verso il regime e mi meraviglia che la gravità del fatto non venga colta nè dall’informazione libera nè dagli intellettuali più avveduti e tanto meno dai cittadini, convinti dalla propaganda che per essere più sicuri ci voglia il pugno duro, un rigurgito di fascismo.  

IL comitato di esperti si è riunito, sotto la guida di Maroni, per il disegno di legge sulle manifestazioni.


 Nella foto vedete quattro dei maggiori esperti in manifestazioni pacifiste, uno ha preso addirittura la laurea ad honorem nella specializzazione in oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale Maroni, attualmente fa il ministro degli interni del governo fascioleghista che guida il Paese sotto il comando del piduista dalla tessera N° 1816, Silvio Berlusconi.
Non è escluso che al tavolo dei cervelli venga chiamato come consulente un nazileghista attualmente al parlamento europeo, giaà condannato anche lui, Borghezio.
Comunque, se fosse ancora sospeso per l’appoggio al nazista della strage di Oslo, il tavolo di esperti è comunque ben rappresentato, hanno tutti dei precedenti e sono esperti del ramo.
Comunque, dato che qualcuno potrebbe non riconoscerli, il tempo passa anche per loro, in alto a sinistra vediamo un giovane Giuliano Ferrara nel 1977 davanti all’ Università di Torino armato di un manico da piccone.
Sulla destra, sempre in alto, vediamo un giovane Ignazio La Russa giovane picchiatore fascista in quel di San Babila a Milano, attualmente ministro della difesa.
In basso a sinistra si riconosce un’altro noto picchiatore fascista che operava a Roma, Gianni Alemanno, attualmente sindaco di Roma.
Per finire in bellezza in basso a destra abbiamo il ministro Roberto Maroni, l’unico che abbia ricevuto un riconoscimento ufficiale dalla magistratura con una condanna a 4 mesi e 20 giorni per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale.
A loro l’arduo compito di introdurre un nuovo ddl di stampo fascista, ma mimetizzato da ordine pubblico, che tolga diritti sanciti dalla Costituzione come la libertà di pensiero ed il diritto di manifestarlo.
Per dare l’impressione che il ddl fascioleghista non è una imposizione della maggioranza ma il frutto di un confronto, costruttivo, con l’opposizione inviteranno anche Di Pietro, sa ex poliziotto ne avrebbe da raccontare sull’ordine pubblico imposto dagli infiltrati della Polizia. 

L’appoggio della borghesia c’è sempre stato, della nuova economia pure, se riesco a trasformare la rabbia e la protesta in violenza da stadio il gioco è fatto, ho l’appoggio della massa. Il ministro degli interni.


 La ricca borghesia tradizionale non ha mai fatto mancare il suo appoggio, la nuova economia parassita internazionale e locale pure, se la rabbia e la disperazione dei giovani, dei precari, dei disoccupati, dei licenziati la faccio trasformare in manifestazioni violente da stadio il gioco è fatto, avrò l’appoggio delle masse garantite ed egoiste educate da anni da una informazione pilotata che ha seminato il disprezzo della politica del sindacato e delle sue manifestazioni democratiche.
Molto prima di mani pulite il sistema, mettendo in risalto privilegi, clientele, furti, appropriazioni indebite di qualche politico, ha coltivato la piantina dell’odio verso la politica e la partecipazione, la teoria più diffusa è quella dell’uguaglianza, nel peggio, della classe politica senza distinzione tra buoni e cattivi ma rendendoli tutti come parassiti o delinquenti.
Migliaia di persone che hanno fatto il loro dovere con onestà e passione sono state emarginate dalla gogna mediatica.
Che siano esistite persone come Pajetta o Pertini che pur avendo fatto politica per decenni siano rimasti in due locali non lo ricorda nessuno, noi dobbiamo ricordarci solo del ladri e pensare che tutti lo siano. Così monta la rabbia e non si va a votare.
Poi si deve delegittimare il sindacato, metterne in evidenza solo gli errori ed isolarlo a partire da quelli istituzionali e favorire la nascita di sindacati autonomi, di base, attraverso i lavoratori più arrabbiati che contestino i sindacati storici in modo che siano stretti in una morsa, delegittimante, sia da destra che da sinistra.
Se poi riusciamo a coinvolgere uno, o due, sindacati storici a fiancheggiare il sistema il gioco è fatto, abbiamo rotto l’unità sindacale e nello stesso tempo fatto perdere credibilità a tutti, i primi a disprezzare il sindacato saranno i lavoratori stessi, in modo particolare quelli che non conoscono la storia, non leggono giornali e si informano solo con la televisione.
Ma il lavoro non è ancora finito, per le leggi speciali e per ridurre la democrazia i diritti e la partecipazione ci vuole di più.
A questo servono le manifestazioni dei lavoratori, degli indignati, dei disperati ai quali stiamo rubando il presente ed il futuro.
Intanto si organizzano manifestazioni sul nulla come ad esempio il Family Day, dove le brave famigliole italiane, le persone serie, manifestano senza tafferugli e ben ordinati  a difesa dei valori della famiglia cattolica con in prima fila cardinali, vescovi e tutta l’informazione di regime a ruota.
Guardate come sono brave e pacifiche le persone devote e di destra, un esempio per i centri sociali sempre incazzati e pronti a fare casino.
Combinazione, ma nessuno ci ha fatto caso, la manifestazione in difesa della famiglia e dei valori cattolici è guidata, organizzata, sponsorizzata e conclusa in un grande comizio in un palco pieno di divorziati, separati, bravi padri di famiglia con amanti, puttanieri che frequentano prostitute , travestiti,  che affidano incarichi politici alle loro amanti a ore e che  si fanno portare  le figliole minorenni a domicilio direttamente dai loro genitori.
Il tutto con la benedizione dei cardinali, dei vescovi e delle brave famiglie cattoliche.
Tutte questa tattiche sono in vigore da sempre, dalla liberazione in poi si è sempre cercato di gestire e delegittimare il dissenso con metodi fascisti e con furberie  di ogni genere, infiltrati compresi.
Però c’era un problema, le manifestazioni politiche o dei lavoratori erano organizzate bene, con i servizi d’ordine dei partiti e dei sindacati che impedivano agli infiltrati, teste calde, deviati da violenza da stadio e dalle forze dell’ordine  di infiltrarsi nelle manifestazioni e di creare danni e fornire pretesti per la stretta, parafascista, delle forze dell’ordine e del potere.
Pur di far capire ai lavoratori che non era il caso di manifestare o contestare il potere costituito, anche con manifestazioni pacifiche che non hanno spezzato nemmeno un fiore, sono arrivati al punto di far sparare direttamente sui lavoratori in sciopero uccidendone cinque, 5, per i leghisti, era il 7 luglio 1960.
Ma adesso è più facile, trent’anni di televisione dal Drive In al Grande Fratello, battuta che devo alla foto del post, di informazione pilotata hanno ottenuto il loro effetto la delegittimazione del sindacato e della politica sana.
Oggi i giovani massacrati dalla crisi, dai tagli alla scuola, sfruttati e sottopagati in nero, ai quali il sistema ha tolto ogni prospettiva ed ogni ideale, senso di appartenenza, voglia di partecipazione alla politica credono di essere in democrazia e di potere manifestare pacificamente il loro disagio per una situazione socio economica che li porta alla disperazione.
Diffidenti con i partiti ed i sindacati, in questo aiutati anche dalla propaganda griellina, leggere quello che scrivono i grillini in merito alle elezioni del Molise , senza tirare in ballo il Piemonte, fa cadere le braccia, ritengono perchè è un loro diritto di organizzare le loro manifestazioni di protesta di indignazione contro questa economia e questa politica in maniera indipendente ed autonoma.
Loro sacro ed insindacabile diritto garantito dalla Costituzione che i nostri Padri costituenti ci hanno dato, guarda caso tutti politici e/o sindacalisti, quello che oggi viene ritenuta la feccia peggiore della società.
Alle manifestazioni in difesa della famiglia cattolica non succede niente, alle manifestazioni spettacolari di satira di Beppe Grillo, che mette tutti sullo stesso piano, non con la satira, ma sul piano politico, non succede niente, nemmeno la parola stronzi scritta con lo spray sul muro di una casa.
Perchè il regime ottenga il suo scopo, imporre leggi speciali di stampo fascista, ci vuole il consenso della massa dormiente e manifestazioni di massa contro il sistema economico, i poteri forti, quelli appoggiati dai vari governi del mondo.
Ci vuole un G8 come quello di Genova dove è andato tutto bene come previsto ed auspicato dal sistema, ci è scappato pure il morto.
L’indignazione popolare ha dato il pretesto ed il via allo scatenamento delle forze dell’ordine che hanno assalito ragazzi, famiglie, anziani, massacrandoli a manganellate.
Hanno fatto irruzione in una scuola adibita ad ostello per i giovani manifestanti, la Diaz, aggredendoli in maniera feroce, picchiandoli a sangue, spaccando teste e denti.
Ci sono immagini della scuola Diaz che fanno impressione, sangue ovunque sui pavimenti e sui muri.
Tutta l’ Italia dormiente ha appoggiato questo modo, fascista, di agire. Le forze dell’ordine sono intervenute per difendere la democrazia dai violenti, persino le vecchiette invocavano il pugno duro contro il black bloc, purtroppo l’hanno invocato anche i giovani che dovrebbero essere più informati.Guarda caso, che combinazione, nessun black bloc è stato arrestato in flagranza di reato, sono stati massacrati i manifestanti pacifici e qualche scalmanato da stadio.
Ma la lezione è servita, lo sdegno di chi ha accusato le forze dell’ordine ed il potere di avere esagerato, di essersi comportati come in un regime , si è diluito e perso nel tempo, nessuno ne parla più.
Fortunatamente è arrivata la manifestazione degli indignati di Roma, la più adatta a mettere in atto le strategie del regime e delle forze dell’ordine, oltretutto guidate da un ministro, il più bravo che l’italia abbia mai avuto, che ha fatto esperienza con gli immigrati ed ha avuto buoni consigli da u suo predecessore che è diventato pure presidente della Repubblica, sto parlando di Maroni e Cossiga.
Manifestazione imponente, pacifica, giovani senza futuro e presente che chiedono una politica economica diversa, l’esempio della perfetta democrazia, il terreno adatto per l’intervento del sistema, io la chiamo la ricetta giusta per fare la torta.
Veniamo agli ingredienti.
Intanto i giovani in questione nutrono disprezzo per la politica ed il sindacato, questo è il sale.
Hanno le loro sacrosante ragioni di manifestare ed il sistema le deve coprire, annullare, con qualche cosa che faccia più scalpore della crisi, della loro enorme manifestazione, questa è la farina.
Cosa ci dobbiamo mettere come ingredienti perchè la torta diventi appetibile e tutta Italia si indigni chiedendo leggi più ristrettive per questi indignati che fanno solo casino?
Pochi tocchi e la torta è bella pronta e perfetta.
Intanto che ci siano il black bloc, sempre presenti, sempre distruttivi e mai arrestati nè in flagranza di reato nè dopo.
A questo ci pensa il sistema, non è un problema inserire in una manifestazione senza servizio d’ordine qualche infiltrato, poi ci vogliono le teste calde da stadio, quelle che come passatempo hanno la distruzione di vetrine , auto, combattimenti e coltellate contro il tifoso avversario ma, in queste occasioni lavora no da alleati giocando al loro gioco preferito sfasciare qualcosa, distruggere beni comuni e privati, è la loro passione.
La manifestazione viene demolita da dentro, nessuno parlerà delle ragioni per le quali erano in piazza a manifestare, infatti dal primo all’ultimo giornale parlano solo delle violenze, come i telegiornali privati e pubblici.
Scopo raggiunto. Lo sdegno popolare raccolto al volo da Di Pietro, il poliziotto, a caccia di voti per proporre ed offrire lo spumante al ministro Maroni, che ha ringraziato sentitamente, per proporre una nuova legge Reale contro i violenti.
Nel web, per strada, tutta la gente invoca il pugno duro contro questi delinquenti che non rispettano niente e nessuno, dalle Madonne alla democrazia, si stava meglio quando si stava peggio e manca solo che qualche parlamentare si metta a gridare w il duce.
Ci penseranno le forza del’ordine, qualche giorno dopo, a perquisire i soliti noti, i dementi violenti da stadio, gli amanti delle risse, passatempo preferito delle bande di periferia, tutti personaggi conosciuti dalle forze dell’ordine, qualcuno giusto per dare un contentino alla massa che vuole la forca, ha avuto pure la daspo.
Ma è pure l’occasione per dare una stretta ai centri sociali, agli anarchici, a tutti quelli che sono contro il sistema, questo è il vero obiettivo delle forze dell’ordine, imposto dall’alto, dare la caccia ai soliti noti che si potevano fermare prima.La gente è contenta, si sente protetta e più sicura ed invoca misure ancora più restrittive, sia mai che si ripetano ancora queste violenze, insomma si scivola verso il fascismo con la sensazione di sentirsi più liberi. Una torta geniale, dolce,salata, che è apprezzata da palato di tutti i benpensanti.
Intanto i problemi degli indignati sono scomparsi dalle prime pagine ed i black bloc sono a fare scampagnate di allenamento per la prossima volta che ce ne sarà bisogno.
Intanto cominciamo impedendo la manifestazione della Fiom, con il consenso di tutte le pecore e dei boccaloni del regime, anche perchè questi hanno un servizio d’ordina come si deve e  teste calde da stadio, appassionati dello sfascio e black bloc non troverebbero spazio e questo non sta bene, la massa teledipendente e non informata potrebbe pensare che i lavoratori indignati, disoccupati e disperati, sono persone per bene che con la violenza non hanno niente a che fare. Qualcuno è pure antifascista, non va bene, si deve impedire la manifestazione per difendere l’ordine e la democrazia.
La loro.
L’ho scritto io ma devo due parole di ringraziamento a colui il quale, con la sua storia di vita ed impegno, mi ha dato l’ispirazione, il perfetto massone deviato. La foto che mi ha fornito è quella con il cappuccio, dice che viene meglio, quindi non so dirvi se è quello con la tessera N° 1816 o quello con la tessera N° 2232, ma lui apprezzerà ugualmente il mio sentito grazie, grazie al vostro impegno a difesa della vostra democrazia.

Cara Beatrice ti scrivo tramite internet perchè mi hai emozionato, come se tu fossi mia figlia.


 Quello che successo sabato, intorno a te, ti ha sconvolta ed impaurita, ti sei sentita privata di un tuo diritto a manifestare pacificamente le tue ragioni per essere indignata che io, non posso dire tutti noi che potremmo essere tuo padre perchè non sarebbe vero, ma io condivido.
Forse abbiamo sbagliato noi, genitori, forse l’antipolitica imperante da poco prima che tu nascessi, hai solo 17 anni, gli errori individuali o di cricca di certa politica vi ha portati alla diffidenza, vi ha coltivati e cresciuti nella diffidenza ma la politica è una cosa seria, bella, sana se fatta nell’interesse della gente e dei più deboli.
Noi abbiamo molto rispetto della politica e crediamo che solo attraverso di essa, controllandola da vicino, si può raggiungere una vera democrazia e non scegliere, per disperazione, la strada della rivoluzione e della ribellione fine a sè stessa.
Il potere, cara Beatrice, è sempre stato così che sia stato di destra o di sinistra si è sempre difeso massacrando i dimostranti e gli oppositori, dal fascismo a Stalin, per stare sul recente.
A Reggio Emilia, il 7 luglio del 1960, le forze dell’ordine hanno addirittura sparato ai manifestanti e ci sono stati i morti.
Allora non c’erano i telefonini, telecamere, ed abbiamo avuto giustificazioni assurde, le forze dell’ordine hanno avuto la spudoratezza di dire che avevano sparato in aria, appoggiati dal ministro degli interni dell’epoca, per prendere una pallottola in fronte gli operai che sono stati uccisi avrebbero dovuto saltare in aria per oltre 10 metri. Cose da delirio propagandistico fascista.
Il movimento di allora, lavoratori, sindacati, oppositori politici prese l’abitudine di accompagnare le manifestazioni con un servizio d’ordine che difendesse l’ordine ed i manifestanti dagli esaltati e dalle stesse forze dell’ordine. Dagli stessi infiltrati delle forze dell’ordine, come poi ci ha raccontato Cossiga, inseriti nelle manifestazioni di protesta con il compito di creare, ad arte, la battaglia.
Si istruivano i compagni, i lavoratori, i partecipanti, a non accettare provocazioni di nessun tipo. Non sempre è andata bene ma spesso si, persino alle manifestazioni del 25 aprile che si tengono a Milano per anni si sono infiltrati dando la sponda ai centri sociali per creare il disordine.
Oggi, che tu ci creda o no, siete tra due fuochi, da una parte le forze dell’ordine del sistema, dall’altra i black bloc.
E’ per questo che dovete prepararvi e difendervi, chiedere aiuto e consiglio ai sindacati, ai partiti, che hanno esperienza secolare in queste situazioni su come muoversi e difendersi da chi vuole delegittimare il diritto costituzionale a manifestare il proprio dissenso.
Anche il Mahatma Gandhi per rendere forte il suo movimento pacifico, che faceva della passività e della disobbedienza civile la sua forza, ha dovuto istruire e preparare i suoi seguaci per arrivare all’indipendenza dell’India.
Non esiste un mondo pacifico e democratico consolidato, esistono forze ed interessi che sono contrarie ed antagoniste ed il potere, il sistema, la borghesia parassita e chi difende i propri privilegi ci sgruazza dentro da secoli più istruiti e preparati di voi.
Prima lasciano distruggere tutto per crearsi il consenso popolare, la massa che si abbevera ad informazioni interessate e di parte sino a condurla a chiedere un intervento più forte e deciso delle forze dell’ordine.
Infatti è quello che avviene, solo che non avviene durante le devastazioni, avviene dopo quando vanno a cercare qualche capro espiatorio minore, come il ragazzo dell’estintore che certamente non è un santo, o gli anarchici o i ragazzi dei centri sociali.
Beatrice, mai una volta che prendano un black bloc sul fatto, non è successo a Genova e non è successo a Roma, prendono dei violenti comuni o da stadio, che già conoscono e sono segnalati e monitorati, ma mai una volta che la polizia abbia fatto una conferenza stampa presentando a noi, cittadini comuni, black bloc arrestati in flagranza.
Sei giovane, intelligente, hai dei sogni e vuoi portarli avanti, chiediti a chi giova tutto questo, chi ha interesse che la situazione sia questa e ti si accenderanno molte ipotesi  e qualche lampadina, vedrai tutto più chiaro.
La politica è l’arte di governare le città nell’interesse del popolo, non è quello che vi fanno vedere in tv o che scrivono sui giornali ed è di questa politica che dovete appropriarvi ascoltando qualche consiglio da chi si è scottato prima di voi ed ha imparato la lezione.
Un abbraccio, Beatrice, buena vida a te ed ha tutti coloro che manifestano, si impegnano e lottano per il loro avvenire, ma non fuggite dalla politica, buona, è la mamma della Democrazia.
Senza la politica sana avremmo solo regimi. 

Qualche esaltato, tra i più cretini, sabato ha distrutto una statua della Madonna a Roma. Indignazione generale.


 Io sono ateo, ho studiato dai preti, ma trovo giusta la protesta, l’indignazione del Vaticano e dei credenti tutti per l’atto vandalico che qualche imbecille ha compiuto durante la manifestazione di Roma, sfasciando la statua della Madonna.
Forse la religione ha tante colpe ma di certo non può averle una statua per quello che rappresenta.
Oltre al Vaticano però si sono indignati tanti altri che adesso vado ad elencare: libero, il giornale, il foglio, Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Studio Aperto, quello che fa vedere sempre mutande e tette, panorama per citare i maggiori.
Come vedete sono i giornali ed i telegiornali che sostengono il premier ed il suo alto esempio di vita etica e morale cattolica.
Sono gli stessi che non hanno mai trovato scandaloso che Berlusconi infili un crocifisso tra le tette della Minetti vestita da suora.
Quelli che, mi sembra di copiare Jannacci, hanno fatto la campagna per il Family Day guidato da un depravato puttaniere divorziato e pedofilo, tra la gioia dei vescovi e che, insieme alla lega ed alla padania hanno condotto una battaglia per esporre il crocifisso in tutte le scuole, i luoghi pubblici ed istituzionali e persino nei locali adibiti al bunga-bunga nelle ville del premier.
Un gesto blasfemo di profanazione che non ha alcun senso, commentano indignati. Non quelli della manifestazione, gli indignati a ore, quelli che fiancheggiano il depravato a capo del nostro governo.
Le puttane dell’informazione di regime, che appoggiano la P2 e contestualizzano, come mons. Fisichella, tutte le porcate del piduista e pure le bestemmie.
Ora mi viene da pensare che se i cretini che hanno abbattuto la statua della Madonna le avessero infilato un crocifisso tra le, sacre, tette non si sarebbe indignato nessuno, Vaticano compreso.
A meno che, gli indignati a comando, non avessero trovato disdicevole la trovata perchè la Madonna, in questione, non era vestita da suora come la Minetti.
In quel caso, come sappiamo tutti, sarebbe stato tutto normale, una goliardata all’interno di una festicciola da parte dell’unto dal signore. Lui può e senza indignare nessuno. 

Un’idea per Maroni, oggi faccio volontariato, perchè non introduciamo la tessera del bravo manifestante?


 Potremo  ritornare nel pieno del regime fascista senza dare nell’occhio, gli italiani non se ne renderanno nemmeno conto.
Al posto della società sportiva ci potremo mettere il partito o la tendenza politica del bravo manifestante ovviamente, per difendere i diritti e la democrazia, metteremo anche l’opportunità: indeciso, perchè in un Paese libero, come il nostro, tutti hanno diritto ad esprimere la propria opinione.
L’importante è che ci sia il Nome ed il Cognome, l’indirizzo e la foto oltre ad un codice di riconoscimento a barre come quello dei supermercati.
Le forze dell’ordine saranno dotate di apposito lettore per evitare clonazioni ed usurpazioni di titoli e meriti.
Nell’apposito chip, inserito nella tessera del bravo manifestante, potremo inserire tutti i precedenti, divieti di sosta compresi.
Solo così il nostro potrà essere un Paese all’avanguardia e gli assalti alle istituzioni saranno possibili solo al presidente del consiglio, Berlusconi, ai suoi compari di P2, alle sue conoscenze mafiose ed ai giornalisti che lo affiancano nella propaganda a favore del colpo di Stato.
Tra l’altro, nella tessera del bravo manifestante che renderei obbligatoria per tutti gli italiani, sia mai che uno all’ultimo momento decida di partecipare ad una manifestazione contro l’abbattimento delle Madonne e ne sia sprovvisto, e così potremmo leggere in quella del più bravo ministro degli interni che l’Italia abbia mai avuto, Maroni, che è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale.
Per tranquillizzare gli indagati, inquisiti, condannati, intercettati, avvocati del premier, stallieri di Arcore, e ministre varie, diciamo subito che per entrare in Parlamento non sarà obbligatorio esibire la tessera del bravo manifestante, non correrebbero nessun rischio di essere espulsi da Camera e Senato.
Bobo, che ne pensi? Non è una brutta idea e poi, non dire che i comunisti non vogliono darti una mano.
Lo faccio tutti i giorni informando i tuoi compagni leghisti e gli italiani distratti. 

Sabato non ne hanno arrestato uno, di black bloc. Lunedì vasta operazione dei carabinieri in tutto il Paese: lei è in arresto. Perchè? Adesso vediamo.


 Sabato pomeriggio non hanno arrestato un black bloc, eppure erano a portata di mano ed impegnati a spaccare vetrine, ci vuole del tempo sono blindate quelle delle banche, mentre per dare fuoco ad una macchina si fa in fretta.
Erano lì eppure non ne hanno bloccato uno da identificare ed, attraverso le sue frequentazioni,  arrivare agli altri ed eventualmente arrestarli. Come a Genova.
Ne hanno fermati 12, 4 prima ancora che iniziasse il corteo e 8 durante, li hanno fermati tra i manifestanti pacifici ma di black bloc, se l’informazione è completa, nemmeno uno.
Due giorni dopo è partita una operazione dei carabinieri in tutta Italia, perquisizioni ed arresti dei soliti noti dei centri sociali e degli anarchici, monitorati e controllati da anni, sempre quelli dei quali hanno le liste con i nomi e gli aggiornamenti. Un po’ come i violenti da stadio, conosciuti da sempre e diventati intimi come amici o parenti.
Mi è tornata in mente una barzelletta di tanti anni fa, racconta di un vigile che ferma un automobilista e gli dice: lei è in multa.
L’automobilista, sbigottito gli dice, perchè?
Adesso vediamo, risponde il vigile.
Ho la stessa sensazione, li avevano a portata di mano e li hanno lasciati fare, disfare ed andare, due giorni dopo vanno a caccia dei soliti noti e di qualche nuovo acquisto dell’ultima ora tra i circoli alternativi, gli anarchici ed i centri sociali monitorati da anni e sempre sotto controllo.
Non escludo che tra di essi ci sia qualche esaltato, certamente non sono immuni da provocazioni e distruzioni ma, il fatto che non abbiano preso nessuno in flagranza di reato mentre spaccava una vetrina, mi fa venire il dubbio che l’infrazione da addebitare ad essi sia come quella dell’automobilista, cercata con professionalità ed attenzione.
Anche all’automobilista più sfugge sempre qualcosa, gli manca il triangolo, le lampadine di scorta, il giubbotto catarifrangente,  una lampadina che non va. Non per niente il vigile, accorto, non ha detto all’automobilista che è passato con il rosso, infatti è passato regolarmente con il verde, ma gli ha detto adesso vediamo.
Qualcosa trova di sicuro per affibbiargli una multa, come qualcosa troveranno di sicuro le forze dell’ordine da addebitare ad anarchici, manifestanti, attivisti dei centri sociali, per appioppargli un reato e darli in pasto alla pubblica opinione.
Durante le perquisizioni si può trovare di tutto ed anche metterci di tutto, se vuoi incastrare qualcuno.
Non è una novità, è storia vecchia.
Sabato alcuni indignati hanno bloccato tre violenti con casco ed a volto coperto, consegnandoli alle forze dell’ordine, se fossi stato in loro prima li avrei privati del casco, scoperto il viso ed avrei fatto una bella foto ricordo, per essere sicuro che tra gli arrestati, dei quali i giornali  forniranno le foto fornite dalle forze dell’ordine, ci siano anche quei tre che gli indignati gli hanno consegnato a mano senza chiedere la ricevuta.
Chi vuole intendere intenda, ho visto una foto di black bloc over 40 con tanto di pancia, dei frequentatori dei centri sociali non avevano poco, o niente.
Può darsi che mi sbagli, ma spesso ci ho preso, si chiamano infiltrati.
Dalla liberazione in poi nessuna manifestazione, nessuno sciopero dei lavoratori ha mai tratto vantaggio dalle violenze dei partecipanti, ne hanno solo pagato il prezzo e le conseguenze.  

 

L’ Idv a caccia di voti ovunque, Di Pietro corteggia i reazionari e Belisario fa il chierichetto.


 Mentre escono le intercettazioni del vero black bloc di Stato, che confonde il fascismo con la rivoluzione, al telefono con Lavitola e progetta l’assalto al Palazzo di Giustizia ed alla stampa di opposizione Di Pietro torna il poliziotto che Berlusconi voleva fare ministro nel 1994.
Di Pietro fa il paladino dell’unità dell’opposizione, compresa la sinistra, per battere politicamente  Berlusconi fa una buona impressione tant’è che su facebook è nato il gruppo che, più o meno, recita, no all’opposizione con l’Udc, come se Di Pietro fosse di sinistra.
Infatti ha offerto al ministro degli interni, il nazileghista Maroni, un assist che il ministro più bravo degli ultimi secoli ha immediatamente trasformato in gol.
Nemmeno Cicchitto e Gasparri hanno avuto la spudoratezza di proporre una legge Reale bis contro le manifestazioni, si sono limitare a dare dei black bloc agli indignati che hanno manifestato pacificamente, in alternativa li hanno accusati di fare parte dei centri sociali, come se fosse una macchia.
Facciamo un po’ di chiarezza. Dei dodici fermati già nel pomeriggio di sabato 4 sono stati fermati alle ore 15,00, quando il corteo doveva ancora partire, e gli altri otto durante la manifestazione.
Sono accusati di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale ed è ovvio che dei ragazzi, che manifestano tranquillamente, reagiscano se la polizia intende fermarli per portarli in caserma. E’ istintivo, specialmente se si è ingenui e non si vede che c’è la trappola.
Badate bene che non sto parlando di black bloc, quelli li hanno lasciati fare indisturbati come successe a Genova nel 2001, sto scrivendo di manifestanti pacifici che sono stati presi a caso, più o meno, dalla manifestazione.
Il Corriere ieri scriveva che questi ragazzi rischiano dai tre ai quindici anni per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale ed è perlomeno singolare che Di Pietro abbia dato il la a Maroni per farli suonare in Parlamento la solita canzone del pugno duro contro le manifestazioni, una nuova, e riveduta, legge Reale come per il terrorismo, altra iniezione di fascismo per un governo che ne è già intossicato.
Ma non è tutto, perchè noi italiani non ci facciamo mancare niente quando si tratta di farci prendere per il culo, a presentare questa proposta di pugno duro contro i manifestanti è un ministro condannato a 4 mesi e 20 giorni per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.
Mi domando, se questi ragazzi hanno compiuto lo stesso  reato di uno che adesso fa il ministro degli interni, come mai loro rischiano dai 3 ai 15 anni e lui ha preso solo 4 mesi e 20 giorni e l’hanno addirittura nominato ministro?
Potrebbero nominarli almeno sottosegretari.
Dicevo che Di Pietro nella bramosia di cercare consensi dà i numeri, gli ritorna, perentoriamente, il dna del poliziotto e butta il secchio nel pozzo della destra indecisa sperando di riempirlo d’acqua, fortunatamente il resto dell’opposizione, sembra, abbia mantenuto il sangue freddo.
Mi auguro che qualche imbecille dell’opposizione, in cerca di una prima pagina, non gli vada dietro.
 Se Di Pietro ha buttato il secchio nel pozzo della destra Belisario è andato in chiesa a fare il chierichetto cercando di elemosinare qualche voto anche lì.
Dice Belisario: E’ un dovere della politica tutta difendere il bene comune e i valori morali, come ci ricorda il cardinale Bagnasco. Si tratta di un patrimonio che appartiene all’essere umano e va tutelato da qualsiasi governo. Dice il capogruppo dell’Italia dei valori del Senato.
Non si è accorto che il cardinale Bagnasco ha messo dei paletti ben precisi per i cattolici che fanno politica, i soliti, quindi non è un patrimonio della politica tutta, al massimo è un valore per i cattolici che fanno politica.
Siamo già in campagna elettorale.
Infatti la stretta invocata da Di Pietro ha fatto le prime vittime, i lavoratori della Fiom ai quali il sindaco di Roma vuole impedire la manifestazione programmata già da tempo.
Come si aiuta un regime anche dall’opposizione. 

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