Se l’informazione si limita a segnalare la “violenza”, gli scontri tra manifestanti e polizia senza spiegarne le ragioni fa solo un servizio al sistema.


imagesDa sempre il popolino  è infastidito per scioperi o manifestazioni che non lo toccassero direttamente, quante volte abbiamo sentito lamentele sui disagi di uno sciopero al grido di: io devo andare a lavorare ed i mezzi non vanno.
Ognuno pensa ai fatti suoi e non guarda oltre al metro davanti a se.
L’informazione ci sguazza, vengono messi in risalto gli scontri, enfatizzati, coltivando lo sdegno di chi osserva senza sapere, conoscere, toccare le motivazioni.
Si mette a fuoco, eufemismo, il cassonetto bruciato e non le ragioni che hanno spinto alla protesta migliaia di studenti, lavoratori, disoccupati, famiglie che hanno perso la casa.
Se non fosse per il fatto che, ogni tanto, nelle foto che riprendono gli scontri tra forse dell'”ordine” e manifestanti si intravvede uno striscione con la sintesi della protesta non sapremmo mai perchè e percome sono scesi in piazza.
Siamo scesi in piazza.
Se solo le forze dell’ordine conoscessero le ragioni dei manifestanti non escludo che manifesterebbero pure loro, certamente hanno dei familiari, parenti, amici che sono toccati dai temi che portano alla contestazione.
Per capire si attenderà la rivolta anche se è ancora presto, per la rivolta. La strategia del sistema per contenere la “pace sociale” è astuta e divide il popolino in fasce protette, o comunque non comunicanti, utili a fare da scudo alla borghesia parassita che ci ha ridotti in queste condizioni.
15% di dis0ccupati, 25% di precari, 25% di poveri presi dalla sopravvivenza
, 25% di occupati fanno da scudo e filtro al 10% di italiani che detengono il 47%, ed oltre, della ricchezza nazionale.
Nella scuola privata vicino a casa mia, che ha delle rette più alte dello stipendio di un precario, si parla solo di feste e di dove si andrà nel prossimo ponte e quando c’è uno sciopero che intralcia il loro muoversi con il Suv partono subito le lamentele, si indignano, tanto loro il problema della casa non l’avranno mai. Sono coperti e per la solidarietà con il povero bastano gli sms o la messa della domenica.
Hanno scelto la scuola privata, sostenuta dalle nostre tasse, per non avere problemi di sciopero. Le suore non scioperano ed una di quasi 80 anni può guardare 40 bambini senza che nessuno faccia una piega. Ma solo per un’ora, poco più. Se succedesse in una scuola pubblica sarebbe uno scandalo.
Negli ultimi anni la fascia di povertà si è ampliata, ha toccato anche quello che una volta era il “ceto medio” basti pensare ai bancari e non solo loro.
Ma finchè si saranno le fasce protettive, create ad arte, eliminando la lotta di classe che univa tutto o quasi il proletariato in genere, almeno quello illuminato, avranno la partita in pugno, è come se partissero con due rigori in favore.
L’importante è che si suoni la grancassa sugli scontri, sul cassonetto che brucia, sulla vetrina infranta e non si faccia sapere al cittadino medio e teledipendente le ragioni della protesta.
Un manifesto degli studenti diceva: Scuola pubblica fa paura come tutta la cultura.
E’ la sintesi che spiega la ragione per cui l’informazione non informa, indica il dito e non la luna.
Parliamo tanto degli scontri ma, attenti, a non spiegare le ragioni.
Dobbiamo affidarci al passaparola.
I sindacati sono più presi ad organizzare il servizio d’ordine che a far conoscere le motivazioni dello scipero, della manifestazione.
Il loro orgoglio è poter dire, dopo: avete visto quanto siamo stati bravi? Non abbiamo rotto nessuna vetrina di una banca, solo un po’ di spray.

Grillo ha ragione ad imporre 2 portavoce del M5S, uno al Senato e l’altro alla Camera, per evitare dichiarazioni improprie ma occhio anche alla rete. Prima si è riempita di pesci, meritati, adesso si riempie di sassi, potrebbe spaccarsi.


SERENELLA-FUCSIA-ATTACCA-BOLDRIN-E-SI-DIFENDE-PROFChi è causa del suo mal pianga se stesso, dicevano una volta.
Chi di spada ferisce di spada perisce. Oggi mi piacciono le banalità, le farsi fatte.
Commentare i post di critica altrui limitandosi alle offese crea un precedente. Appena sbagli, esageri, sei maleducata saccente e presuntuosa ti rendono la stessa moneta.
E’ vero che chi ha scagliato la prima pietra è ignoto e se ne guarda bene dal rivendicarne la paternità, ma non meravigliatevi se commentano con il vostro stile. Si raccoglie quello che si semina.
Una volta i partiti avevano i movimenti giovanili, c’erano i movimenti degli studenti, quelli dei proletari.
Erano scuole di vita e di politica, si imparava ad intervenire ed ascoltare gli altri. Insomma un metodo di confronto che ti faceva crescere senza perdere la misura o diventare presuntuoso, saccente, quello con la verità in tasca.
Tanti anni fa partecipai ad una assemblea in una sezione del Pci di Sesto san Giovanni, ospite Enrico Berlinguer.
Alzai la mano per intervenire e mi fu data la parola, purtoppo. Mi lanciai in un discorso rivoluzionario, era di moda Mao,  praticamente criticai la linea del partito ed il suo segretario con una certa foga troppo titubante di fronte alla rivoluzione.
Berlinguer non mi diede del pirla, mi parlò con rispetto ma i suoi argomenti mi rasero al suolo mi resi conto di quanto fossi cretino, sulla luna, per niente legato alla realtà.
Non ero nemmeno degno di una risposta e se Berlinguer avesse avuto un decimo del mio carattere avrebbe dovuto darmi semplicemente del coglione. La sua educazione glielo impedì.
Già a metà della sua risposta mi resi conto della pochezza dei miei argomenti fortunatamente eravamo in tanti e la luce non era potente, potei mimetizzarmi e scomparire nella massa informe.
Sicuramente il mio discorso non se lo ricorda nessuno, ma io si e mi fu di lezione.
Pensate se avessi avuto Facebook o il blog, le mie fesserie sarebbero state indelebili e sommerse da commenti indecenti ma meritati, non basta mettere mi piace a qualcuno per fare politica.
Comunque era una scuola a mi ha insegnato tanto per esempio a rispettare gli avversari in quanto persone ed a “combatterli” con gli argomenti. Se poi lo si faceva con sagacia, arguzia, ironia e sarcasmo tanto meglio come ci aveva insegnato Giancarlo Pajetta che ti distruggeva con una battuta.
A me piaccino le battute, anche quelle di Grillo, ed è per questo che trovo incomprensibile quando muovo qualche critica al M5S ci siano pochi commenti nel merito e molte, troppe offese inutili e fuori tema.
Questi giovani che sono stati eletti alla Camera ed al Senato non hanno nessuna preparazione, appena si sono trovati allo scoperto nella prua della nave grillina con gli spruzzi d’acqua in faccia ed il vento sui capelli, in pratica senza il parafulmine del loro portavoce N° 1, hanno dimostrato la loro pochezza esibendo una serie di cadute di stile, di educazione, di rispetto per gli altri almeno formale.
Fortunatamente non sono tutti così. Tra gli eletttori del M5S ci sono persone educate, istruite, che riescono a
prenderti in giro con stile, ironia, leggerezza.
Ma i buzzurri sono ancora troppi e non solo nel M5S.
Detto questo mi sembra che qualche eletto abbia perso la testa, troppa prosopopea e non potendo esprimerla nei luoghi istituzionali, in quanto filtrati dai capigruppo e da oggi dai 2 portavoce, non veda l’ora di andare su Facebook  per scrivere post che inneggiano, inconsapevolmente, alla loro stupidità, alla loro maleducazione.
Quindi fa bene Grillo a mettere la museruola alle stupidate che dicono, sono deleterie per il M5S come l’esaltazione della parte buona del fascismo o rivendicare la cafonaggine di non dare la mano alla Bindi.
Alla lunga queste cose si pagano anche all’interno e lo dimostrano le miglia di commenti che condannano questi atteggiamenti presuntuosi e maleducati.
Ogni giorno ne viene fuori una, prima la Boldrini, poi la Gessica che forse avrebbe dovuti chiamarsi Jessica ma è stata tradotta in padovano.
Oggi tocca alla Serenella Fucksia, pestare una merda, non vorrei diventasse una collana.
Lo dico per loro, io conto su di loro per costringere il Pd e Sel ad un cambiamento serio della politica italiana.

Serenella Fucksia si difende dalle accuse su Facebook

Riflettete, contate sino a 10 prima di scrivere fesserie, soprattutto adesso che siete allo scoperto e che il parafulmine non fa in tempo ad intercettare i lampi.
Devo dire che se i vostri sono lampi non  sono certamente di intelligenza.
Queste certezze uno le può avere dentro di se, sono individuali,  ma quando si fa vita pubblica  non si deve esporle in questo modo perchè, la vita, riserva sempre delle soprese.
Lo so, sono perfido ma ne ho vite di tutti i colori.
Purtroppo non riesco ad essere falsa e se una persona fa finta di avere piacere di conoscerti e ti fa sorrisi falsi, scusate ma non ce la faccio.
Ho visto famiglie meravigliose andare in frantumi quando la vita le ha costrette alla recita.
L’errore è ammesso, ed io non posso essere il metro svizzero per quello che ho raccontato sopra, di positivo c’è che si sono ravvedute immediatamente.
Un po’ rabbiose, con un filino di modestia in più sarebbe stata apprezzata.

 

 

Non ci sono stati scontri, sarebbe stata l’occasione giusta per informare sulle ragioni dei manifestanti, ma l’informazione di regime non lo fa. Speravano negli scontri per specularci sopra. Ci sono due fantasmi, oggi, nell’informazione italiana.


Il primo fantasma è la Giornata contro la violenza delle donne, ne scrivono solo la Stampa ed il Corriere.
Il secondo fantasma, in realtà sono tre e sono le manifestazioni di ieri a Roma.
Per l’informazione di regime sarebbe stata l’occasione di spiegare come e perchè studenti, lavoratori e precari hanno manifestato ieri a Roma. Aggiungendo magari anche le ragioni della Cgil.
Sulla terza manifestazione avrebbero potuto dirci che, ancora una volta, la destra fascista ha potuto manifestare a Roma, per la gioia di Alemanno il sindaco fascista che la maggioranza dei romani ha voluto in Campidoglio.
C’è da dire che i neofascisti romani sono stati molto attenti a non scandire slogan fascisti per non compromettere la manifestazione tanto, nel 2012, hanno comunque a disposizione 365 per darci dentro con slogan e bastoni.
Ma sono le ragioni della scuola pubblica, della Cgil, che mancano dall’informazione di oggi ed ho la netta impressione che l’informazione di regime sappia intingere la penna solo ed esclusivamente nel sangue o nei tafferugli il più delle volte preparati ad arte per distogliere l’attenzione dai veri problemi dei giovani, del popolo, dei lavoratori.
Purtroppo, per loro, è mancato il morto, sarebbe stato il massimo ve li immaginate i titoloni a quattro colonne?
Oppure i feriti, nessuno dei maggiori quotidiani ci avrebbe risparmiato il pistolotto sul povero agente ferito e contro la violenza dei manifestanti. Avrebbero scomodato le penne migliori, i cavalli di razza, i fuoriclasse del qualunquismo informativo.
Invece no, sulle donne non ne vale la pena, sono fatti loro. Così imparano a pretendere rispetto, uguaglianza e dignità ed a considerare come altissima prova d’amore un cazzotto sul naso o qualche coltellata dettata da un impeto d’amore.
Penso che Monti gradirà l’offerta dell’informazione di regime, il gioco di prestigio che ha fatto scomparire dalla prime pagine di tutti, o quasi, i giornali il resoconto delle manifestazioni di ieri e le loro domande, le accuse al suo governo.
Se uno ieri fosse stato impegnato oggi non saprebbe perchè ieri a Roma migliaia di giovani e di lavoratori hanno manifestato e se per caso leggesse un trafiletto inerente alla manifestazione degli studenti commenterebbe: questi cazzi di studenti pur di perdere un giorno di scuola se ne inventano una alla settimana.
Ma pensassero a studiare invece di fare ironia e fanculeggiare la scuola ed i professori. Anche il governo.
Bene, è quello che vorrebbero fare ma gli viene impedito da un governo molto attento alle banche e distratto con scuola, sanità, lavoro e servizi.
Dicono che Monti ci ha portati in salvo adesso resta da capire chi si è salvato e chi no, studenti,precari, pensionati, lavoratori certamente non sono salvi.
Ma non pretendete che i giornali ci informino, tutto è filato liscio, le manifestazioni sono andate bene.
Domanda: le manifestazioni di che?

Tanto pignoli con i blogger, costretti a smentire le notizie degli altri e tutti preoccupati per Sallusti che, dovrebbe, andare in galera. Ad un professionista della diffamazione e delle notizie false dovrebbero imporre le rettifiche e la liquidazione dei danni morali.


Io non guadagno niente scrivo per passione e prendo, commentandole, le notizie dal web, dai giornali eppure ho dovuto pubblicare una rettifica per notizie che ho ripreso dal web.
Mi è arrivata una email dalla Casaleggio Associati che mi invitatava ad una rettifica, non nella sostanza di quello che ho scritto ma per un cavillo che tra l’altro riguardava Di Pietro, avrebbe dovuto incazzarsi lui e non la Casaleggio Associati.
Non avendo avvocati e vivendo della pensione ho pubblicato la rettifica e come me altri blogger saranno stati costretti a correggere i loro post o a limitare la loro satira rimando limitati nella loro libertà di pensiero e di espressione.
Nessuno si è preoccupato di difenderli.
Anni fa un esponente della nobiltà romana, la cui famiglia è a servizio del Papa da qualche secolo, mi ha minacciato via email di denuncia per oltraggio ad un capo di Stato.
Non potendo denunciarmi per la satira sul Papa capo della chiesa cattolica pedofila e corrotta, voleva denunciarmi per oltraggio ad un capo di Stato, il Papa è capo dello Stato del vaticano.
Mi ha anche comunicato la pena, 5 anni, che mi avrebbe ritardato la pensione.
Gli ho dato un calmante e me la sono cavata, evidentemente non aveva altro da fare il nobile rampollo.
Adesso i sinceri democratici dell’informazione, di destra e di sinistra, suonano tutti le loro trombe e le grancasse in difesa di Sallusti un personaggio viscido, squallido, falso ed impostore a servizio di un piduista puttaniere e pedofilo.
Per lui si invoca il diritto alla libertà di espressione e di pensiero come se il mio pensiero valesse meno del suo o di quello di Ferrara, lautamente pagati anche da noi cittadini per essere al servizio del piduista.
Montanelli diceva che il miglior servo non costa niente, si offre a gratis, quindi certi giornalisti sono servili ma non sono tra i migliori perchè si fanno pagare, sono dei mercenari, dei venduti, dei prostituti.
Il mio pensiero è libero, giusto o sbagliato che sia è mio e vola alto. Condivisibile o no, acculturato o no, espresso in italiano forbito o no è libero, non è al servizio di nessuno se non della mia coscienza.
In poche parole in fatto di etica e di diritto alla libertà di pensiero , di espressione il mio pensiero è all’altezza di quello di Antonio Gramsci. Anche se, purtroppo, non è all’altezza di Gramsci nei contenuti.
Mussolini, per bocca del pubblico ministero, disse di Gramsci: Dobbiamo impedire che questo cervello funzioni per i prossimi vent’anni. Non ci riuscì, fortunatamente, nonostante il carcere il pensiero di Gramsci vola ancora libero e più importante che mai.
Anch’io ho la mia opinione su Sallusti: dobbiamo impedire che questo imbecille falso ed ipocrita venga affidato ai servizi sociali, come pena sostitutiva, per non infierire su chi è già stato colpito nella vita dalla sfortuna.
Più che salvare l’attendente Sallusti dobbiamo salvare quelli che si affidano ai servizi sociali.
Sallusti si è dimesso, per poter fare il martire a tempo pieno in tutte le trasmissioni tv.
Da Repubblica:
Le reazioni. “Non si può andare in galera per un’opinione anzi per il mancato controllo su un’opinione altrui. E’ una decisione che deve suscitare scandalo”, ha dichiarato il direttore de La Repubblica Ezio Mauro. “E’ davvero molto grave che si arrivi ad ipotizzare il carcere per un collega su un cosiddetto reato d’opinione”, ha detto Ferruccio De Bortoli, “è un momento molto basso della nostra civiltà giuridica”, ha sottolineato il direttore del Corriere della Sera. “Questo mestiere non si può più fare. Se i giornalisti devono pagare con la propria libertà le opnioni che esprimono, non si può più fare”, ha detto il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. “La notizia della conferma della condanna a Sallusti è terribile. E’ una cosa sbagliatissima e un precedente inquietante. Mi dispiace tantissimo”, ha commentato Lucia Annunziata, neo direttore di Huffington Post Italia 5.

“Nessuno dovrebbe andare in carcere per questo reato”, ha affermato il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. “La vicenda per una volta – ha scritto Famiglia Cristiana sul sito – ha unito i giornali, anche quelli di opposti schieramenti, nella solidarietà a Sallusti in nome di un principio fondamentale: non si manda in galera una persona per un reato a mezzo stampa. “E’ un fatto molto grave che lascia increduli”, è il commento di Giovanni Floris, giornalista e conduttore di Ballarò.
Giovanni Floris, pur dispiaciuto per Sallusti, non ha perso l’occasione per invitare a Ballarò la sua creatura. Il mostro che è riuscito a creare tenedole per due anni un posto fisso in prima fila regalandole una fama immeritata che le ha permesso di venire eletta governatrice del Lazio.
A questo punto è giusto che anch’io esprima la mia opinione su Sallusti, siamo ancora in un Paese libero ed abbiamo una casta giornalistica che difende strenuamente la libertà di pensiero e di diffamazione, niente galera per l’attendente Sallusti. Toglietele tutti i beni materiali ed i conti in banca e fatelo risarcire materialmente tutti quelli che sono stati vittime delle sue diffamazioni, anche quelli che inconsapevolmente ne sono stati vittime.
I suoi lettori.
I poveracci vanno a finire in galera, chi è solamente un ladro va a finire in galera. Chi è corrotto, piduista, politico, asservito al potere, concusso e concussore viene affidato ai servizi sociali.
Da Previti in su, tutti vengono affidati ai servizi sociali, ci ha provato anche Tanzi.
E questo sarebbe uno Stato dove la Legge è uguale per tutti? Il ladro di galline in galera e chi ha rubato milioni ai domicilari?
Dicono che le patrie galere sono sovraffollate di individui poco raccomandabili, la feccia della società. Non aggraviamo la situazione mandandoci pure Sallusti. Non reggerebbe il sistema.
Toglietegli tutto quello che messo insieme con la diffamazione ed il servilismo, mandatelo a lavorare, a lavare i vetri delle macchine.
Solo allora ci sarà giustizia ed il viscidone potrà riflettere sulle sue malefatte.
E’ chiaro che il mio è solamente un discorso politico, etico. Niente di personale.
Non vorrei rischiare di trovarmi in cella con lui, non reggerei allo schifo, al ribrezzo.
Imperdibile il commento di Cicchitto:
Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, in una nota: “Una sentenza liberticida che segna una delle pagine più buie della magistratura italiana”. “Questo Paese fa schifo e spero che gli italiani scendano in piazza perché abbiamo raschiato il fondo.
Per una volta sono d’accordo con lui, questo Paese fa schifo con gente come lui, tessera 2232, in Parlamento.
Quello della Santanchè non lo metto,non ho finito l’inchiostro ho esaurito il ribrezzo.

Sul Fatto mi censurano i commenti, su Ok notizie ho preso più cartellini gialli e rossi io che Montero in tutta la sua carriera. Forse siamo in libertà vigilata, dagli la possibiltà ad uno di fare il censore e questo si scatena. Si sente un capoclasse.


Premetto che anch’io modero i commenti. Ho alcuni affezionati lettori che mi offendono da anni, qualche cretiso se l’è presa pure con la mia cagnolina augurandole di morire. Fortunatamente sta bene.
Detto questo non trovo giusto, normale, censurare commenti nel caso de Il Fatto e notizie nel caso di Ok notizie.
I commenti che ho lasciato nel Fatto sono considerazioni politiche sul loro atteggiamento, cassa di risonanza, per il movimento di Grillo, senza nessuna offesa e con qualche vena di ironia o di satira come fa Travaglio.
Non credo che abbia brevettato lo stile, per adesso non si può, a meno che non governi Grillo ed allora tutto sarà possibile, in modo particolare vietare la satira come fanno in tutti i regimi.
Il caso di Ok notizie è ancora più grave, sotto ad un certo aspetto. Vi racconto solo l’ultima che mi è successa ieri.
Ho pubblicato sul sito il mio post dedicato al post di Enzo Di Frenna sul Fatto, questo:

Non meravigliatevi se il Fatto vi censura i commenti, è la norma. Non vi scomunicano da un blog ma vi tolgono la parola, anche se scrivete con nome e cognome.

In due minuti ha preso tre o quattro voti, sono quelli che ti mandano in Home e ti fanno aumentare il karma, il punteggio, insomma ti fanno diventare una star del web.
Al terzo minuto scompare il post e compare l’ennesimo cartellino giallo: Cartellino giallo-notizie. Motivazione contenuto non idoneo data: 10/09/2012.
Faccio notare che in home ci sono “notizie” come queste:Frontale di Rivarolo: morto il motociclista 40enne. Uomo ucciso in agguato nel vibonese.Sparatoria Milano in strada, una vittima. Miss Italia, reginette da laboratorio. Lucio Battisti, 14 anni senza di lui, le estati sulla spiaggia di Ostia. ED un avviso agli utenti bloccato al primo posto da giorni.
Come vedete tutte notizie che non disturbano la manovra, non criticano l’informazione importante e se tu esprimi, correttamente, la tua opinione su un fatto, un giornalista, un politico, un paraculo, la notizia non è idonea. Viene nascosta, la puoi leggere solo tu.
Non bastasse questo ho provato a postare notizie riprese dai giornali, come fanno quasi tutti, raramente postano direttamente dai blog con la propria farnina. Fanno un copia ed incolla e vanno in home.
Ebbene anche queste “notizie” non si vedono, le leggo solo io, anche se il primo cartellino giallo non dovrebbe bloccare la pubblicazione. Certo che di cartellini gialli ne ho una collezione, Montero mi invidia per questo, e ne ho pure uno rosso. Dato che Ok notizie non è come il calcio dove una volta scontata la pena si riparte da zero, probabilmente i cartellini gialli o rossi di Ok notizie sono indelebili, non sbiadiscono.
Si sopravvive anche senza pubblicare sul sito di Ok notizie, lo spazio è loro e lo gestiscono come vogliono, ma che senso ha creare un sito di notizie per poi censurarle?
Non che sia un inizio di regime, ci mancherebbe, ma che manchi di democrazia e sia contro il libero pensiero è fuori discussione.
Non sono un giornalista, ho la terza media, sono solo un pensionato che scrive come la pensa e vi garantisco che le mie stronzate sono assolutamente all’altezza di quelle di Enzo Di Frenna, che è giornalista e laureato.
Qualche pirla laureato pure lui , come è successo ieri su Facebook,  ha commentato il mio post e l’unica cosa interessante che ha notato è che una volta ho scritto Facebbok e l’altra Facebook.
Della sostanza di quello che ho scritto e del fatto che mi hanno censurato il commento non si è nemmeno accorto.
Il commento completo è questo:
Beh, bisognerebbe vedere il commento in questione. Già se scrive “Facebbok” e sbaglia tutte le virgole è facile che non passi il filtro della moderazione.
Ma – battute a parte – non penso che la via migliore per partecipare ad una discussione sia chiamare “servitù” la testata in questione e paragonare un politicante ex comico ad un dittatore. Qualche volta basta accendere il cervello prima di scrivere.
Da Informare per Resistere.
Ora la prima parte è una battuta, io l’ho capita, da laureato non può perdere l’occasione di fare il maestrino che bacchetta l’asino, ma è la seconda parte che dimostra che il tipo in questione non ha capito una mazza.
Gli ho risposto sul sito e gli ho mandato un messaggio privato su Facebook, o Facebbok se preferisce: anche per capire l’ironia, la satira, bisogna accendere il cervello prima. Facebbok è un errore di battuta, infatti dopo è scritto giusto. Resta il fatto che anche oggi ho dato la pastura ai maestrini.
Di solito non leggo i commenti nei siti dove pubblico, nascono solo dei botta e risposta senza senso che non aggiungono nulla a quello che si vuole comunicare. Quello che mi sento di dire lo scrivo nei post che possono piacere o non piacere, vivo ancora in un regime di libertà, io. Vivo nel mondo normale non in quello del fatto o di Ok notizie, mi irrita invece chi commenta senza entrare nel merito della sostanza di quello che scrivo, quelli che si limitano a correggermi il compito e basta. Almeno mi dessero i voti, 4 in grammatica e 6 nel contenuto, ma per accorgersi del contenuto ci vuole la testa. Senza è impossibile, la grammatica la puoi imparare l’analisi no.
Il manifesto recita: internet è libertà.
Mica tanto direi, sicuramente non siamo tutti liberi allo stesso livello. C’è chi è in semilibertà, vigilata.
Mi manca solo che mi buttino fuori da Facebook ed ho fatto strike, bingo.

 

 

Non meravigliatevi se il Fatto vi censura i commenti, è la norma. Non vi scomunicano da un blog ma vi tolgono la parola, anche se scrivete con nome e cognome.


Sul Fatto, con data 9 settembre 2012, c’è una marchetta, oppure no gli ha solo dato una pulita alle scarpe, di Enzo Di Frenna a favore di Grillo e del suo movimento.
Titolo del pezzo:

Sei in: Il Fatto Quotidiano > Blog di Enzo Di Frenna > Pizzarotti lent…

Pizzarotti lento? Ecco i primi 2 mesi di Alemanno e Pisapia

Uno spettacolo che al povero Di Frenna sarà costata un’ernia per lo sforzo.
Seguono molti commenti, ma non il mio, come tanti altri non compare in attesa dell’approvazione di non si sa chi.
Non penso che sia Grillo in persona a filtrare i commenti, almeno quello credo lo lasci fare alla servitù, non può fare tutto lui dal blog.
Il post, non è un articolo è un post come ne scrivono migliaia di blogger nei blog, è ridicolo per le sue argomentazioni. Paragonare Parma a Roma o Milano sul piano del governo è come gestire due locali paragonandoli alle Case Popolari di tutta Milano.
Ma questo è niente, se si tratta di fare marchette, o tirare lucido il pavimento per il movimento di Grillo, al Fatto diventano tutti come Emilio Fede con Berlusconi. Spesso scende in campo la penna più famosa e sarcastica, il fustigatore per antonomasia di costumi politici, il divo televisivo che ho contribuito ad arricchire comprando i suoi libri, Travaglio. Quello con la voglia di montanellismo che non è mai andata via.
Quello che vede il modo di gestire il movimento di Grillo come ” alta democrazia” e le primarie del Pd come un regime, dominate da Bersani novello Pinochet. Pinochet è andato al potere con l’aiuto degli americani e gli americani di Grillo sono i giornalisti del Fatto.
Ad ognuno il suo: Per Travaglio, la denuncia fuorionda di Favia contro il metodo con cui Grillo e Casaleggio governano i Cinque Stelle è sintomo di «salute e di vitalità», lo scandalo è altrove…
Siamo a posto, direi.
Ci sono 648 consiglia su Facebbok, sono convinto che molti non leggono nemmeno, si fermano al titolo.
Se sei grillino vai sulla fiducia.
12 mi piace, io ho cliccato su: non mi piace, ma non vedo il totale. A soddisfarmi bastano i commenti che ho letto, mi hanno rubato il pensiero.
Ho letto però, come sempre, che alcuni si lamentano che i loro commenti non sono stati pubblicati evidentemente, quelli negativi, vengono pubblicati a caso. Uno ogni venti.
Di Frenna è giornalista e videoblogger, pensate che piace a 712 persone su Facebook. Non posso paragonarmi ad un giornalista laureato, ho solo la terza media ed un blog, non scrivo sul fatto e non videobloggo ma, in proporzione ho più estimatori di lui e senza nemmeno lucidare le scarpe a Grillo.
Su Facebook ho 1756 amici, ma non so se piaccio cme Di Frenna.
Sono le 16,13, ho controllato adesso. Ci sono altri commenti ma non il mio.
Mi hanno messo in castigo, dietro la lavagna.

Luca Telese lascia il Fatto, è l’unico che ha risposto ad un mio commento. Gli altri sono passati al setaccio, nemmeno tutti ovviamente.


Luca ha una storia di un certo tipo, che io apprezzo molto, e quando ho criticato la linea del Fatto e del suo vice direttore, che non si tocca nemmeno con un fiore altrimenti la massa insorge, è l’unico che mi ha risposto.
Certamente è più democratico di Travaglio, non ha le fregole per Grillo e si sarà sentito sotto pressione, oppure ha capito che non ne vale la pena. Meglio che la primadonna del Fatto e della tv balli da sola, come piace a lei.
Sulla prima pagina del fatto on line c’è scritto: hai qualcosa da dire? Dilla sul Fatto Quotidiano. Manca il sottotitolo: che noi te la censuriamo.
Più sotto c’è scritto: Abbonati, sostieni il Fatto Quotidiano.
Con tutti i libri che ho comprato di Travaglio, Gomez e compagnia bella dovrei avere l’abbonamento a vita.
Sono orgogliosi al Fatto, perchè non prendono finanziamenti pubblici ma ancora per poco. Se il Movimento 5 Stelle entrerà in Parlamento anche il giornale del movimento ne avrà diritto. E’ una battuta, lo specifico perchè i grillini mancano del tutto di ironia, leggerezza, ridono e capiscono solo le battute del guru.
Forse Luca farà un giornale suo e di certo io lo comprerò. Lo comprerò perchè sono contro la sfascio a 360°, perchè sono convinto che pur con i dovuti limiti non siano tutti uguali, i politici, come non siamo tutti uguali noi.
Certo che la strada sarà in salita ma Luca è una persona seria e nel suo lavoro ci mette democrazia e passione ed si fa coinvolgere come è giusto che sia dalla sue idee politiche, diciamo dalla sua cultura acquisita in famiglia.

Non che mi interessi più di tanto il futuro de Il Fatto Quotidiano ma ho una certezza, due primedonne non possono coesistere e quando il Movimento 5 Stelle andrà fuori dalle righe come è successo con Santoro, partiranno le bordate del fuoco amico:

Non è mai esistito un varietà con due primedonne, la Wanda Osiris scendeva le scale da sola, intorno aveva solo i boys. Grillo e Santoro non possono scendere dalla scala insieme, rotolerebbero.

La stessa cosa succederà fra Travaglio e Grillo, a meno che Casaleggio non metta in riga tutti e due, per lo stesso motivo che la storia d’amore con Santoro è finita miseramente, non possono esserci due primedonne.
Travaglio è un ottimo cronista giudiziario, l’unica cosa che gli faceva fare Montanelli credo, ma politicamente è un incapace, non ha mai proposto una  alternativa che non sia solamente critica disfattista alla Grillo.
Per questo al Fatto gli articoli sono sempre in favore del Movimento 5 Stelle ed anche quando sembra che siano critici è una critica subliminale atta a dimostrare che sono sempre i migliori.
Alla prova dei fatti, come avevo previsto, hanno gli stessi problemi che hanno gli altri politici, sindaci, si sa che il confronto con la realtà, i debiti che si ereditano e la complessità della gestione della cosa pubblica è molto più difficile della critica, ironica e divertente, che alla fine nei fatti  è inconcludente. Senza proposte serie ancorate alla realtà. Ad esempio non ho mai sentito uno del Movimento parlare di lavoro, occupazione.
In modo particolare mi stupisco  quando si vuole dare lezioni di democrazia agli altri e poi manca del tutto all’interno del Movimento.
Travaglio, se qualcuno si permette di fargli ombra, diventa isterico e perde il controllo, Grillo invece rifiuta del tutto il contraddittorio, se non è zuppa è pan bagnato, inzuppato nella stessa megalomania.
Personalmente, nel mio piccolo, avevo auspicato l’uscita di Telese dal Fatto lo trovavo fuori luogo in un ambiente dove si da spazio a tutti per trasformarlo in incenso per l’altare del Movimento.
Telese ha un’idea politica, democratica, non usa la penna come una ruspa per demolire tutto senza un progetto di ricostruzione, non soffre di megalomania e sa che la prova dei fatti è sempre in salita, non sta in cattedra a bacchettare gli scolari per far ridere i supporter.
Come ho già scritto 200 volte il connubio Travaglio-Grillo dura da anni e Current Tv ne era la prova, non so se l’entrata in campo di Casaleggio possa scatenare  scenate di gelosia, anche se ama stare nella retrovia, di certo quando sarà il momento di scendere la scalinata del trionfo non potranno farlo insieme, rotolerebbero come hanno fatto Santoro e Grillo.
Grillo è talmente pieno di sè che ne avrà anche per Travaglio ed allora Marco si scatenerà con la sua agenda nello spazio riservato di Servizio Pubblico, se la nuova trasmissione di Santoro non cambierà nome, e ci regalerà le sue battute anche su Grillo ed i grillini.
Per uno dalla battuta pronta, e feroce, come Marco Travaglio i grillini sono una fonte inesauribile, basti vedere come accorrono nel web per criticare chiunque si azzardi a mettere in discussione il guru, le api che accorrono nell’arnia sono niente al confronto. La loro ape regina attizza molto di più di quella delle api.
Domanda per gli appassionati del genere: se Berlusconi sta ad Alfano come il puparo sta al pupo, come sta Casaleggio a Grillo? Chi è il puparo? Io un’idea  l’avrei.

Io trovo strano, anomalo, che Travaglio passi più tempo a difendere Grillo, ovunque, che a scrivere libri. L’ultima volta se l’è presa con Riotta, poverino.


Ho già scritto diverse volte sul fatto che sul Fatto censurano i commenti,gioco di parole, quasi come al Tg1 censurano le notizie come il famoso vaffanculo day di Grillo.
Ora dal Tg1 ce lo aspettiamo tutti, tolti ovviamente i partecipanti a uomini e donne over 72 che sono ospiti dalla De Filippi e che vengono trasportati con il pullman davanti al Palazzo di Giustizia di Milano a manifestare pro Berlusconi, ma dal fatto no, è il giornale con i giornalisti più liberi e democratici di tutti, non è possibile.
Hanno un setaccio che non fa passare una pulce e bacchettano tutti, escluso uno, vediamo se indovinate chi è.
In questo blog c’è un post interessante: La verità sul Fatto Quotidiano, dove l’autore, che deve essere un bravo navigatore conoscitore di strumenti del web, fornisce le prove del modo di agire che è abitudine de il Fatto.
Più che la censura dei commenti, mi onoro del fatto che mi hanno censurato, mi ha colpito un’altra notizia e cioè che la Casaleggio Associati gestisce anche la parte informatica di Chiare Lettere la casa editrice dei libri di Travaglio.
Sapevo già che gestisce il blog di Grillo, ne ho fatto un post scrivendo che gestiscono quello di Di Pietro e che erano soci della Jp Morgan e mi hanno mandato una email per chiedermi di pubblicare una smentita, a norma di legge, in quanto le due notizie non rispondono al vero, anche se nel web sono riportare migliaia di volte.
Non avendo avvocati ho pubblicato quanto richiesto.

Riporto testualmente dal blog citato sopra:
Prima una premessa: come voi ben saprete, l’editore di Beppe Grillo e del suo Blog è la nota Casaleggio Associati. Questa azienda ha uno strano concetto di “business”, la loro visione la potete vedere in questi filmati, pubblicati sul loro sito internet qui e qui.

Come potete vedere, si evoca un delirante futuro in cui un nuovo ordine mondiale basato su Internet e sulla vita nel cyberspazio sostituirà i governi del mondo. E come si arriverebbe, secondo loro, a questa realtà? Utilizzando i cosiddetti “Influencer” In parole povere, alcuni (pochi) utenti condizionerebbero le masse di fruitori di Internet nelle loro scelte, dal film da vedere nel weekend, fino alla lista da votare alle elezioni. Come si può leggere qui, Casaleggio Associati sta gestendo anche la parte informatica di Chiare Lettere, casa editrice che pubblica i libri del vicedirettore Travaglio, e guarda caso ultimamente sta pubblicando anche Grillo e Casaleggio, ed è di recente entrata nell’azionariato del Fatto Quotidiano.
Può anche darsi che sia una combinazione ma ho fatto notare più volte come Grillo e Travaglio si passino la pallina della propaganda uno con l’altro senza mai commettere un fallo, andare fuori dalle righe.
Intendiamoci è tutto alla luce del sole, succedeva anche su Current Tv dove Travaglio aveva una rubrica tipo quella su Annozero o Servizio Pubblico ma più completa dove, una volta sputtanati doverosamente tutti i politici, tutti i partiti e tutta la politica invitava a seguire il blog di Grillo che, gentilmente ospitava le repliche o le pubblicava, non ricordo bene.
Non riesco a capire tanta passione ed impegno nel difendere Grillo da ogni critica, attacco, da chiunque la veda diversamente da lui, da lui non dal movimento in sè che è pieno di bravi ragazzi. Il suo metodo individualistico di gestire il tutto ha tanto di stalinista, di piduista, di berlusconismo e fascismo, le stesse cose che Grillo imputa agli altri ed in modo particolare alla sinistra.
Perchè tutto questo darsi da fare per la visibilità di Grillo  che è superiore a quella del Papa, è arrivato persino all’estero dove il Time gli ha dedicato un articolo puntualmente tradotto e pubblicato sul suo sito, censurando Pisapia?
Come mai un giorno si e l’altro pure il Fatto pubblica video, articoli, che inneggiano al santone di Genova?
Ho l’impressione che Travaglio passi più tempo a scrivere i peana per Grillo che i suoi libri, dei quali ne ho una collezione, ho contribuito alla grande al suo arricchimento di mia spontanea volontà.
Ad un certo punto, notate certe cose strane, mi sono fermato ed ho cominciato a pormi delle domande, una in particolare, non è che tutto questo accanimento contro la politica, la casta, dove tutte le mele vengono messe nella stessa cesta senza nessuna differenza, senza preoccuparsi del fatto che così facendo il lettore si fa la convinzione che sono tutti uguali?
La risposta potremmo trovarla qui: Gli influencer.
Spero di sbagliarmi, per uno che ha comprato una decina di libri di Gomez, Travaglio e compagnia bella sarebbe una gran delusione. Come il fatto che, si dice,  la Casaleggio Associati è entrata nell’azionariato de Il Fatto Quotidiano.
All’inizio dei miei dubbi ho pensato che tutto fosse dovuto alla mia antipatia per il modo di fare politica di Grillo, non del Movimento 5 Stelle, di Grillo ed anche a quello di Travaglio bravissimo, divertentissimo, coinvolgente e travolgente ma che viaggia sempre nel letamaio. Devo ammettere che non fa differenze tra destra e sinistra, è imparziale, basta che sia il letamaio.
Tutta questa antipolitica, lo smantellamento sistematico del sistema dei partiti, il modo di lavare il cervello alle masse: o con me o contro di me, con una filosofia che mi ricorda molto gli americani e la famosa frase di Giorgio Gaber che diceva: gli americani non hanno dubbi tra chi siano i buoni ed i cattivi, i buoni sono loro.
Adesso il grande Travaglio se l’è presa con quel poveretto di Riotta, come sparare con la lupara ad un pulcino, Riottamazione.
Al solito il servizio di Travaglio è stato sommerso dai commenti dei Grillini, al momento sono 535, un successo come sempre.
Forse non basta la Casaleggio Associati a Grillo, come l’Umberto ha bisogno della badante e, Travaglio, è accorso prontamente, sin dall’inizio.
Dove vi vogliono portare? trovare la risposta sarebbe una bella cosa, importante.
Abbiamo già dato un ventennio al pensiero unico, non vorrei passare dal berlusconismo al grillismo, senza passare dal via.
Ciò non toglie nulla alle iniziative del Movimento ed alle loro proposte, non toglie nulla al buono che c’è tra quello che propongono i lettori in buona fede ma mi domando se le informazioni date in pasto alla massa, facendo passare l’idea che sono tutti schifosi ed il migliore ha la peste, non sia frutto degli influencer.
Non basterà un’aspirina per guarire da questa influencer.
Io la vedo così.
P.S. nei ballottaggi, degli altri, il Movimento 5 stelle non si è mai schierato, vedi Piemonte e Milano. A Parma sono loro al ballottaggio in prima persona, Udc ed il Pdl si offrono, come orgettine, al candidato del movimento.
Sono curioso di vedere come andrà a finire, avere il sindaco a Parma sarebbe una medaglia d’oro, dopo la medaglietta di Sarego.

Sul blog che ho all’interno di Comunità, sull’ Unità, ho ricevuto un messaggio da Casaleggio Associati. Una richiesta di pubblicazione di rettifica, a norma di legge.


Casaleggio Associatiscrive:

7 maggio 2012 alle 07:12  (Modifica)

A Natalino Grigolato con richiesta di pubblicazione.

Alcune notizie riportate nell’articolo contenuto in questa pagina da lei pubblicato non rispondono al vero.

Tra le più eclatanti, il fatto che Casaleggio Associati non ha alcuna partnership con Jp Morgan e il fatto che Casaleggio Associati non gestisce il blog dell’IDV e quello di Di Pietro.

La preghiamo di rettificare appena possibile in base alle leggi vigenti.

Casaleggio Associati

Ho risposto al commento ed ho provveduto alla pubblicazione.

Io sono semplicemente un pensionato che esprime giudizi politici sulla situazione.
La notizia, errata, l’ho appresa dal web, come la foto che è nel post.
Non ho la cultura nè gli strumenti per verificare tutto, traggo semplicemente delle riflessioni dalle informazioni che leggo.
Di seguito metto le fonti:
Grillo e la Casaleggio Associati, strumenti a servizio del NWO ?, Inchiesta sul rapporto tra il comico e la Casaleggio,

Grillo e il suo spin doctor: la Casaleggio Associati
http://temi.repubblica.it/micromega-online/grillo-e-il-suo-spin-doctor-la-casaleggio-associati/
Il “golpe” della Casaleggio e di Beppe Grillo sul MoVimento
http://www.giornalettismo.com/archives/131056/il-golpe-della-casaleggio-e-di-beppe-grillo-sul-movimento/
Prendo atto della vostra smentita e mi adeguo, a questo punto devono smentire tutti quelli che hanno pubblicato inchieste sul caso.
Distinti saluti.

Ovviamente di fonti ce ne sono tantissime, basta cercare su Google, urge una smentita globale.

La foto allegata al post l’ho trovata qui:
https://www.google.it/search?q=casaleggio+associati&hl=it&client=firefox-a&hs=4Rh&rls=org.mozilla:it:official&channel=fflb&prmd=imvns&source=lnms&tbm=isch&ei=aKqnT4nuLamo4gT91uijCQ&sa=X&oi=mode_link&ct=mode&cd=2&ved=0CBkQ_AUoAQ&biw=1280&bih=586

Francamente non so se è uno scherzo, ben riuscito, non avendo avvocati ho pensato, comunque, di pubblicare quanto richiesto.
Ghedini non lavora per me.

C’è anche questo sul web, per informarsi.

Beppe Grillo è libero o controllato?


La Fiat e l’Unità, L’Unità di oggi e la campagna contro la Marelli per la democrazia. Un Carniti, smemorato, che dice: Nuovo stile Fiat. C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi, d’antico.


Ho iniziato a leggere l’Unità nel 1972 e nel 1974, o giù di lì, mi sono iscritto al Partito presentato da un amico-compagno. Durante la militanza nel Pci ho fatto anche il diffusore, ogni domenica mattina ci trovavamo in sezione per dividerci le strade del quartiere e si faceva la diffusione a domicilio arrivando anche a 200/ 250 copie.
E’ stato il mio giornale sino al 1990 e poi sono passato a Repubblica quando mi sono reso conto che la sinistra storica andava dividendosi discutendo sul sesso degli angeli dimenticando la lezione di Gramsci che non per niente aveva chiamato il suo giornale L’ Unità, un obiettivo ed un impegno.
Ho conosciuto immigrati dal sud e dal nord, immigrati in cerca di un lavoro a Milano o a Sesto San Giovanni, che hanno imparato a leggere con l’Unità e si sono fatti una cultura, la coscienza di classe l’avevano già nella coscienza quella che oggi si chiama Dna.
Il circolo e la sezione erano pieni di compagni che leggevano il giornale, caffè, sigaretta, brioche ed almeno un’ora di lettura poi si discuteva o si faceva una partita a carte se non c’erano iniziative in ballo.
Questa era la forza dell’ Unità intesa come giornale, qualcuno ci aggiungeva anche il Manifesto ed anni dopo Liberazione, Carta e così via.
Non so quante copie venda Liberazione, so del Manifesto in crisi ma, se dovessimo misurare la democrazia con le testate dei giornali direi che siamo al top, abbiamo più giornali che lettori.
Nel 1994, quando ho sentito il profumo, ammaliante, della P2 sono tornato a leggere l’Unità per cercare un riferimento che mi mantenesse lucido e coerente nel contrastare l’avanzata della P2 che nel frattempo da associazione illegale e condannata dopo la costituzione della Commissione della Anselmi era andata al governo ed aveva riesumato i fascisti che sino ad allora erano ritenuti impresentabili.
Il tutto grazie a Berlusconi, tessera P2 N° 1816 ed ai suoi complici, avvocati, compari di bisbocce e di traffici di affari ma in modo particolare esperti in evasione fiscale e nella propaganda deviante.
Certo non potevo leggere l’Avanti per tenermi aggiornato in fatto di piduisti era più invaso del Corriere della sera di Di Bella.
Pochi giorni fa in due stabilimenti Fiat, la Marelli è della Fiat, hanno proibito l’esposizione dell’Unità nella bacheca del sindacato e sentire un ex sindacalista come Carniti dichiarare: Nuovo stile Fiat, mi ha fatto capire come mai la sinistra, come la intendo io, sia caduta così in basso.
La Fiat è sempre stata così, Marchionne è solo l’ultimo dei manager che tenta di estromettere il sindacato dalla fabbrica e di azzerare i diritti dei lavoratori come ha sempre fatto la Fiat durante il fascismo e dopo la liberazione, Valletta era molto peggio di Marchionne e che Carniti da ex sindacalista non se lo ricordi è un fatto gravissimo perchè senza memoria si perde la strada, si viaggia a fari spenti in cerca di sorprese anti democratiche.
Pensate che l’Unità veniva diffusa clandestinamente in fabbrica anche durante il fascismo e dovremmo preoccuparci per un divieto di esposizione in bacheca?
Ok, anche se è antidemocratica la posizione della dirigenza Fiat potrebbe essere l’occasione per comprarne qualche copia in più, so che costa 1,20 euro ma si potrebbe comprarne una copia in due e leggerla a turno, sarebbe più utile e serio che farsi fotografare mentre si legge l’Unità per qualche giorno e poi tornare a Repubblica o il Corriere, spero non a Sorrisi e canzoni o i quotidiani del piduista.
E’ il principio di libertà che conta ma il principio di libertà non è propaganda è azione di ognuno di noi e se ritieni che vada difeso vai a comprare l’Unità in edicola. Dico l’Unità perchè  è l’Unità che hanno proibito di esporre in bacheca.
Se fossi un lavoratore della Marelli, della Fiat, comprerei a mie spese  una copia di Libero o del Giornale e la esporrei in bacheca per vedere l’effetto che fa.
Smettiamola con questa solidarietà pelosa ed a tempo, se riteniamo che il giornale vada difeso andiamo a comprarlo in edicola come faccio io, specifico che non faccio l’abbonamento per via del fatto che comprare il giornale per me è un rito al quale non rinuncio mai nemmeno quando sono in ferie.
A questo proposito racconto due aneddoti. Tanti anni fa sono andato in vacanza a Narro, i miei avevano una casa lì che adesso è di mio fratello.
IL paesino è in alta Valsassina e l’unico negozio del paese, che vende di tutto e quindi anche i giornali che arrivavano con l’autobus, non aveva l’Unità solo Corriere, Giorno ed i soliti settimanali di gossip.
Chiesi al negoziante se si poteva avere una copia dell’Unità ed il tipo, che allora era democristiano e poi è diventato leghista, mi rispose stizzito che l’Unità non la leggeva nessuno e lui di procurarne  una copia non ci pensava nemmeno, se vuole vada giù a Taceno  che c’è l’edicola.
La piccola discussione attirò l’attenzione dell’autista dell’autobus che portava la decina di giornali ordinati  dal negoziante  e si offrì di portarmi lui personalmente una copia dell’Unità. Mi chiamò immediatamente compagno, te la porto volentieri mi disse, almeno non faccio il viaggio per niente.
La stessa cosa mi successe in un villaggio a Vieste dove c’erano anche i giornali tedeschi ma non l’Unità ed in quel caso fu l’ortolano del villaggio che si offrì di procurarmi il giornale. Non solo, l’ortolano era un grande estimatore di Giuseppe Di Vittorio ed ogni giorno prendemmo l’abitudine di scambiare due chiacchiere commentando i fatti della giornata, tra l’altro ogni volta che facevo la spesa mi faceva sconti esagerati, indecenti, ma questo lo fece dopo che seppe che ero un “suo” compagno.
Nel campeggio di Castiglione della Pescaia non ho mai avuto il problema, l’Unità era presente con più di cento copie al giorno ed immaginate come sono rimasto, decenni dopo, nel sapere che a Castiglione c’è una amministrazione di destra.
Il lavaggio del cervello era arrivato anche in Toscana.
Come ho già raccontato in un post ho partecipato a decine di riunioni con casa madre, la Fiat, ed una volta mi presentavo con il giornale in tasca e solo in una occasione un ispettore Fiat mi disse: ma tu ti presenti alla riunione con l’Unità in tasca?
A casa mia ognuno legge il giornale che vuole risposi.
Detto questo l’Unità deve camminare con le sue gambe, va bene mettere in risalto che certe decisioni sono un attacco alla democrazia, sempre che vengano colte dalla massa del popolino distratto dalla televisione, ed a rendere più forte l’Unità non sarà certo la propaganda che, anche oggi, è in prima pagina del mio giornale.
Lo dico con affetto, sono altre le strade per sostenere il giornale e la più semplice ed immediata è andare all’edicola più vicina.
La Fiat non vuole l’Unità in bacheca? E noi ne compriamo una copia a testa, ce la infiliamo in tasca con la testata bene in vista, vorrei vedere se passano al sequestro come durante il fascismo.
L’iniziativa della copia individuale l’hanno proposta ieri, con buoni risultati, non resta che andare avanti ed ampliarla senza dimenticare che lo potrebbero fare anche meglio il giornale che Antonio Gramsci ha fondato nel 1924. 

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