Mancano leader politici di spessore, Renzi è l’esempio più eclatante, ma anche le nuove leve della commissione cultura non scherzano. Hanno studiato la storia con le battute di un comico.


leuzzi_lorussoSi sa che i leader di una volta non esistono più, ce li siamo giocati tutti con la prima Repubblica.
Se pensiamo che il candidato, in pectore, a guidare il Pd è un liberista come Matteo Renzi che si distingue da Berlusconi perchè non mette ancora il cerone, si capisce perchè penso che i leader di una volta non esistono più.
Sembra che le nuove leve della politica abbiano tutti studiato ad Arcore, sentire parlare Renzi dell’art.18, della riforma Fornero e del “suo” nuovo che avanza fa venire i brividi.
Si, perchè si può dire di tutto della Dc, del Psi e del Pci ma non dimentico che la Dc fu anche Giorgio La pira e Giuseppe Dossetti, il Psi fu anche quello di Pertini, Lombardi, Nenni, Turati e non solo di Craxi.
Il “mio” Pci fu quello di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, della via democratica al socialismo.
Leggo che in Commissione Cultura le nuove leve della politica italiana, elette nelle file del M5S, in occasione di un premio istituito alla Camera in memoria di Giuseppe Di Vagno, socialista pugliese ucciso dai fascisti nel 1921 e ricordato come il Matteotti del sud, si oppongono all’uso della parola socialista, meglio sostituirla con “uomo di cultura sociale, economica, ambientale”.
Dal M5S mi aspetto di tutto, chi si ritiene oltre e sopra la destra e la sinistra non ha il senso della storia ma che le radici delle loro convinzioni sul  nuovo affondino nella cultura da cabaret del loro comandante ed in qualche memorabile battuta del capopopolo mi sembra preoccupante.
Nati e cresciuti dopo la battuta memorabile sui socialisti hanno creduto opportuno non documentarsi, non leggere, non studiare, non sapere.
A loro basta ed avanza l’assioma socialista-ladro ed a nulla serve il sangue versato dai socialisti per la democrazia e la libertà.
Socialista, per loro, equivale ad un insulto meglio:
“uomo di cultura sociale, economica, ambientale”.
E’ la stessa filosofia con la quale hanno accettato di discutere con quelli di Casa Pound.

Grillo ai militanti di Casa Pound:
“Se lo volete, benvenuti nei 5 Stelle”
Il leader M5S davanti al Viminale
con il candidato del movimento
di estrema destra: “Io antifascista?
Non è un problema che mi compete.
Alcune delle loro idee condivisibili”
Ecco se togliete fascista e mettete “uomo di cultura sociale, economica, ambientale” capirete che destra e sinistra non esistono più e che socialista o fascista fa lo stesso, tutti sono uomini di cultura sociale, economica, ambientale.
Perchè sia chiaro che “alcune idee sono condivisibili”, non importa da dove vengono e la storia che hanno dietro, se siano i forni o la democrazia.
Sciacquatevi la bocca prima di parlare di socialismo, documentatevi nel web e smettetela di sparare cazzate.
Non vorrei che la parola socialista sia un aggettivo rifiutato dal M5S in quanto rappresentante di una deriva a sinistra della quale hanno terrore.
Meglio Casa Pound, la casa è sempre accogliente.

 

Chissà quante volte l’avrà chiesto a Veronica. Sei venuta? Quante volte? Obiettivamente non mi è dato sapere quante volte però so quanto gli sono costate.


indexCon le orgettine non aveva nemmeno bisogno di chiedere, come l’uomo dei profumi, appena vedevano la busta dei contanti o la conferma del bonifico era una cascata di ahhhhh, uhhhhh, oh mio ddiooo, sei il migliore, mi fai morireee.
Qualcuna temeva pure di morire a causa dello sforzo per farlo venire, nonostante l’aiutino.
E’ talmente bavoso e depravato che non escludo l’abbia chiesto anche a mamma Rosa, santa donna, alla quale l’immenso Benigni dedicò questa poesia, non sua:
Se quella notte, per divin consiglio,

la donna Rosa, concependo Silvio,

avesse dato ad un uomo di Milano

invece della topa il deretano

l’avrebbe preso in culo quella sera

sol Donna Rosa e non l’Italia intera.


Ancora oggi mi commuovo, raramente una poesia raggiunge l’altezza delle battute del puttaniere, il Dante dei bordelli e dei pali della lap dance.
Le donne del Pdl sono scese in strada per difenderlo. Ho scritto in strada perchè di solito non scendono in campo, al massimo nei campi.
Santanchè e Gelmini in prima fila a difendere il pedofilo puttaniere che ha sempre rispettato le donne con lo slogan, azzeccatissimo:
Siamo donne non siamo bambole.
Confermo perchè le bambole non pretendono il bonifico, la carta di credito prepagata o la busta in contanti.
Le bambole che piacciono al cavaliere hanno la bocca preformata come quella di Daniela.
Al giornalista che le ha chiesto: Lei viene? Quante volte? La Santanchè, quella che anni fa disse che il puttaniere le vede solo orizzontali le donne, non ha fatto nemmeno in tempo a rispondere perchè una donna del pubblico ha risposto immediatamente: “Sicuramente più di lei” E per una che riesce a venire con uno come Sallusti direi che tutto è possibile, per una donna normale Sallusti al massimo può farle venire il vomito, i brividi.
Comunque Daniela ha potuto rispondere, così: “Anche a lei sarà capitato di fare delle battute, ma lei le sue battute le fa a quelle donne che sono disponibili sul mercato”.
Non risulta che il giornalista in questione abbia un ragioniere addetto ai bonifici mentre è accertato che dalle parti di Via Olgettina e nelle ville del puttaniere ci sia un fiorente mercato delle vacche.
Forse Daniela si riferiva a lui, quello che considera le donne solo se sono in orizzontale.
Poi ha parlato l’ex ministro dell’istruzione, la Gelmini.
L’uomo è uomo. Se poi si chiama Berlusconi e, come ricorda l’ex ministro Gelmini, “ha il gusto della battuta”, non possiamo fargliene una colpa.
Parole sante, specialmente se non vengono capite. La Gelmini è stata a fianco del premier puttaniere tre anni ed ancora non ha capito quando sparava cazzate, faceva battute o raccontava barzellette.
Per lei è sempre vangelo.
Adesso sono tutti a massacrare la povera vittima del vecchio bavoso alla quale non ha ancora fatto le scuse, stanno facendo l’autopsia della sua vita per trovare qualcosa che possa metterla in cattiva luce.
Io non sono certamente un esempio di femminismo. Vivo da oltre 40 anni con la stessa donna e sono ancora convinto che in casa comando io solo perchè ogni tanto tiro una riga per terra, immaginaria, e le dico di non respirami l’ossigeno.
Ho vissuto con lei l’esperienza del femminismo e della liberazione della donna ripetendole in continuazione: l’emancipazione femminile e la liberazione della donna non si fa contro l’uomo, il maschio, ma insieme.
Anche perchè per un maschio abituato da milioni di anni a dire l’ultima parola ci saranno molti problemi di identità, di ruolo, di riadattamento alla nuova realtà.
Per questo dicevo insieme e non contro, per fargli capire meglio che le cose stavano cambiando.
Quanto siano cambiate non lo so, a giudicare dalle vittime di morosi, mariti, amanti, ecc. ecc. non direi molto, ma di una cosa sono sicuro che certe donne, come le fanatiche di Berlusconi, quelle che fanno politica nel Pdl difendendo l’indifendibile, andrebbero prese a calci nel culo.
Sono loro le prime nemiche delle donne.
Chissà se anche a Barbara, che vive una bellissima storia d’amore con Pato, avrà chiesto se viene e quante volte viene.
Ho sempre pensato che esistano sia le donne che le femmine, sono due cose diverse. La donna è un essere completo di tutti gli accessori che è pure femmina, la femmina non ha accessori, alludo a cervello, cuore, dignità, emozioni, specifico per i leghisti.
Anche la mia Lulù è femmina e pur amandola intensamente non ho mai pensato che fosse anche una donna.
Anche se rispetto a certe femmine qualche volta mi viene il dubbio.
Lo stesso ragionamento vale per gli uomini e per i maschi, troppi maschi si credono uomini ma non lo sono.
Non sanno nemmeno cosa sia essere uomini.

Non vorrei che il vostro punto G, maschile a giudicare dai commenti, sia il mio blog. Appena scrivo qualcosa contro Grillo, politicamente, accorrete in massa. Mi ricordate gli invasati pro Berlusconi del 2006 che commentavano il sito: iosonouncoglione. L’aggressività è la stessa.


Eh, ma tu critichi sempre, provochi, ovvio che te ne dicano di tutti i colori è il commento più accomodante che mi hanno lasciato.
Pare che il sarcasmo, lo sberleffo, la battuta e le offese siano una esclusiva di Grillo, lui può, lui deve, è un blogger normale che  non può, è lesa maestà.
Gli adepti, i seguaci del M5S si limitano a darti dell’ignorante, colui che ignora i loro programmi, o si limitano all’offesa. Mi accusano di essere un simpatizzante del Pd e devono avere ciclostilato, come facevamo noi negli anni 70 con i volantini, la solita battuta del guru: Pd meno elle. Io me li immagino mentre ridono da soli davanti al monitor, ho fatto la battuta che lo lascerà di stucco, senza parola.
Mi limito a non rispondere per non dare soddisfazione, sinceramente non faccio volontariato.
Il punto è che Grillo mi è sempre piaciuto come comico, anche perchè ha un grande tempismo ma le battute, i monologhi, erano scritti da altri. Fior di autori.
Forse anche oggi qualcuno gli scrive i monologhi, le battute, ma non sono divertenti come quelle di Te lo do io il Brasile del 1984
.
E’ un problema politico niente di personale anche se lui offende sul personale. E’ un problema di democrazia, libero pensiero, non l’ho mai visto davanti ad una fabbrica forse perchè le fabbriche non hanno piazze e tolta qualche class action sulla Parmalat o la Telecom non ha mai espresso chiaramente cosa ne pensa del capitalismo.
Ognuno ha le sue idee ed io, per adesso, posso ancora avere le mie, giuste o sbagliate che siano.
C’è un’altra cosa che non mi piace ed è l’uomo solo al comando, anche se dotato di stampella parlante e pensante.
Ho una certa età e non mi sono evoluto come Grillo che è passato dal distruggere i pc a farli diventare un mito, l’arma segreta della rivoluzione come la intendono gli spin doctor.
Il computer l’ho scoperto nel 1986 e l’ho titenuto immediatamente lo strumento più rivoluzionario per il mio lavoro, magazziniere ricambista in una concessionaria Fiat.
Gestire la logistica, la vendita, gli ordini con il computer è totalmente diverso dal gestirle con uno schedario e 9000 schede dove fare il carico e lo scarico.
Mi sono innamorato subito della tecnologia pur esendo un neofita, non mi sono mai sognato di prendere a mazzate un pc se non negli ultimi anni quando ho scoperto il mac, la sua velocità, avrei voluto prendere a mazzate il vecchio pc dotato di Windows, il bradipo.
Dicevo che su certe cose sono rimasto un conservatore orfano di Berlinguer e non mi risulta che Berlinguer si sia guadagnato la stima ed il rispetto di tutti attraverso lo spin doctor.
Bastava ed avanzava il suo carisma. Nonostante questo nel Pci le decisioni erano collegiali, dalle sezioni in su tutti partecipavano alle discussioni ed alle decisioni ed alla fine la sintesi di tanto discutere veniva elaborata dalla Direzione collegialmente, mai una volta che Berlinguer abbia preso carta e penna per scomunicare qualcuno.
Anche quando è successo il fatto del Manifesto è stata la direzione a decretare l’espulsione, qualcuno dice radiazione. La sostanza non cambia.
Insomma nel Pci c’era una linea, quella votata dalla maggioranza nei congressi di tutti i livelli, c’erano delle regole e c’era democrazia. Collegialità nelle decisioni come è dimostrato dalla vicenda del Manifesto.
C’è un altro aspetto ideologico che mi allontana da Grillo ed è il fatto che io credo ancora che ci sia un modo di pensare, vivere, fare politica di sinistra e noecessariamente, per essere di sinistra, ci si deve riconoscere in Bersani o Vendola. Men che meno in Renzi.
Sono convinto che sistano i dorotei come un modo di fare politica di destra, filocapitalista.
Per me esistono ancora, eccome se esistono.
L’astio, la rabbia, con la quale i seguaci del movimento mi danno del comunista sorpassato  mi ricordano l’atteggiamento che avevano certi democristiani ed i fascisti prima che Berlusconi li tirasse fuori dalle cantine, dalle fogne.
Ha un che di già sentito, conosciuto, l’anticomunismo viscerale che hanno quelli della destra nostalgica, che io purtroppo sperimentato anche fisicamente.
Me li immagino con la bava alla bocca mentre mi danno del becero veterocomunista.
Spero, per loro, che poi puliscano la tasiera.
La stessa rabbia cieca con la quale offendevano e commentavano i seguaci del piduista nel famoso sito che ho citato prima, iosonouncoglione.
Ne nascevano delle discussioni infinite, liti e minacce, via internet dove si perdeva il senso della discussione e si finiva regolarmente in rissa.
Ho abbandonato, non ne valeva la pena. Io scrivo quello che penso, ieri uno mi ha dato dell’opportunista ed avendo intuito il mio punto di vista ha pensato di offendermi con l’epiteto peggiore per un comunista: mi sa che sei un doroteo, un ex democristiano.
Certamente non è uno stupido, la stilettata è stata scelta bene ed in modo intelligente ma c’è un problema, non mi ha minimamente sfiorato.
Chi non è con loro, chi dissente, chi ha un altro punto di vista minimo non capisce un cazzo, non conosce il programma del M5S e la partecipazione attiva della base al movimento, non rispetta che spende parte della sua vita, gratuitamente, per diffondere un’idea, un progetto, un modo nuovo di fare politica impegnandosi in prima persona.
Dimenticano che la stessa cosa l’hanno fatta decenni prima tutti i militanti del Pci  che si impegnavano tutte le sere e tutti i fine settimana per fare politica e sostenere economicamente il partito.
Persino quando si andava ai seggi il rimborso degli scrutatori e dei segretari di seggio veniva devoluto al partito, i parlamentari versavano metà dello stipendio.
Per dovere di cronaca il volontariato lo facevano anche i fascisti.
Non hanno inventato niente.
Per chi mi accusa di parlare del movimento senza conoscerlo preciso solo che mi basta, ed avanza, quello che leggo sui giornali e nel web. Faccio inoltre presente che qualche milione di italiani discute, scrive, del Pci nell’ignoranza più assoluta di cosa sia stato, basandosi solo sulla propaganda del regime che è riuscita, o ci ha provato, ad infangare la Resistenza. C’è un che di destra nel loro astio, sono prevenuti quanto me.
Per chi mi invita ad alzare il culo dalla sedia per andare a vedere, da vicino, cosa fanno gli attivisti del movimento dico solo che da parecchio tempo ho smesso di presentare curriculum, sono in pensione.
Ieri ha ripreso con il solito modo violento, maschilista  ed arrogante una esponente del movimento che si è azzardata ad andare ospite a Ballarò. Chiarisco subito che non ho visto Ballarò chi mi avrà letto qualche volta sa che non ho molta simpatia per il simpatico Floris che, involontariamente spero, crea dei ostri senza accorgersene come la Polverini.
Poteva chiamarla al telefono e dirle quello che ritiene più opportuno in merito alla sua presenza in tivù ed invece no, ha voluto umiliarla, offenderla direi, attraverso al rete con una battuta infelice che rende l’idea di quanto fumo ci sia nel suo cervello.
Tutta la mia solidarietà a Federica Salsi, non la conosco ma certamente non merita una battuta così infelice.
Così infelice che ho voluto richiamarla nel titolo del post facendo una battuta, piacciono anche a me le battute, non è necessario essere un grillino per apprezzare l’ironia e la satira.
Non vorrei che il vostro punto G, maschile a giudicare dai commenti, sia il mio blog. Appena scrivo qualcosa non contro, ma che non incensa il movimento o anche contro come è diritto di tutti, arrivano a frotte a commentare nel mio blog.
Senza citarla, ma ci arriva anche un leghista a capire a chi è diretta la sfuriata, Grillo ha scritto:
«È il punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol. A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. «Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate».
La differenza tra il mio blog ed i talk show è che qui l’orgasmo è solitario, amici eparenti non possono applaudire commossi e condividere l’emozione di un’effimera celebrità.
Però, l’orgasmo è garantito. Si possono pure sfogare contro il vecchio, sorpassato, vetero comunista.
Però ho il telefonino, segno di modernità, per lo spin doctor ci penserò più avanti.
Andate avanti voi che a me viene da ridere.
Sul fatto che Ferrara da ragione a Grillo in merito al punto G, se fossi un militante, farei una riflessione.
P.S. Dimenticavo una cosa importante, i ringraziamenti. Ogni blogger, sconosciuto o famoso, scrive nella speranza di essere letto, che il suo blog sia frequentato anche se noi blogger non abbiamo problemi di tiratura, non abbiamo costi e produciamo solo quello che pensiamo. A costo zero, qualcuno pensa anche a livello zero così anticipo le critiche. Ad ogni modo ringrazio tutti quelli che passano, muovono il contatore.
Grazie.

Adesso chi lo dice a Paniz e Scilipoti che la Ruby non è la nipote di Mubarak? Se si offendono fanno chiudere il tribunale di Milano.


E’ gente potente, hanno fatto chiudere il sito del Vajont per una battuta nemmeno tanto feroce i giornali riportano questa: se la mafia è una montagna di merda Paniz e Scilipoti sono due guide alpine.
Se per una battuta del genere si calpesta la Costituzione e si impedisce la libertà d’espressione attraverso un giudice, che ha giurato sulla Costituzione, significa che i due sono potentissimi o il giudice è un pirla.
Io propendo per la seconda.
Quello che mi preoccupa è l’aria che si respira intorno e dentro la democrazia, un po’ quello che succede a Conte con l’aria che tira intorno alla Juventus. Se due derelitti riescono a far oscurare un sito ed inibire 226 provider italiani di accedere al sito per mano di un giudice che non sa fare il suo mestiere mi domando chi e con quale coraggio oserà comunicare ai due storditi dalla politica da un tot al chilo che la Ruby non è e non poteva essere la nipote di Mubarak.
Se trovano un gip come  Aldo Giancotti anche a Milano potrebbero oscurare, chiudere, il tribunale di Milano.Quello che è emerso nell’udienza di ieri era ovvio alla maggioranza degli italiani, maggioranza del piduista esclusa insieme alla lega. Che la giovane puttanella che in Sicilia chiamavano la Bocca del deserto fosse dedita alle prestazioni amorose era evidente anche perchè l’ha raccontato più volte in conversazioni intercettate, l’ambiente che la giovanetta frequentava era quello della prostitute presso le quali era solita essere ospite.
Ma questi sono fatti suoi, come dice Terry De Nicolò se una è una bella figa ha diritto di vendersi al migliore offerente e quelle brutte, fuori mercato, se ne devono stare a casa. Con la scrittura non si può rendere l’idea dell’accento ma immaginate come parla Lino Banfi nei suoi film ed avete l’idea dell’accento della Terry.
Tra l’altro nella sua prosopopea da prostituta da strapazzo dimostra anche una certa ignoranza per la categoria, è pieno il mondo di prostitute che non sono uno schianto anche se non sono invitate a Palazzo Grazioli.
Torniamo a noi, quello che è emerso nell’udienza di ieri è che in Questura a Milano tutti la pensavano come la maggioranza degli italiani e cioè che la Ruby non era e non poteva essere la nipote di Mubarak solo le pressioni del presidente del consiglio puttaniere e pedofilo fecero in modo che la tipa venisse liberata contro ogni norma che riguardi minorenni accusate di reato e senza documenti. Nel casino di quella notte, 50 telefonate a raffica da parte della presidenza del consiglio o da suoi sottoposti, in questura hanno fatto quello che hanno potuto, sbagliando, hanno ceduto alle pressioni del premier.
Però si sono preoccupati di proteggere la minorenne ed invece di affidarla ad una casa di accoglienza, di solito sono piene di ragazze dedite alla prostituzione oppure che hanno rubato, per non farla estraniare dal suo ambiente naturale l’hanno affidata, attraverso la Nicole Minetti, direttamente ad una prostituta già nota in questura per non farle vivere il trauma della decenza.
Non vorrei che la mia frase sulle case di accoglienza siano travisate, parlo per esperienza diretta, personale, in quanto da ragazzino ero un po’ peperino ed i miei genitori, non sapendo più cosa fare, mi mandarono prima in un orfanotrofio, quello del paese a portata di mano e poi in collegio.
Secondo loro era l’unico modo per darmi una raddrizzata, una calmata e così facendo hanno commesso l’errore che tutti i genitori commettono in queste occasioni, la scelta sbagliata. Perchè se l’orfanotrofio, per cause di forza maggiore, non rientra nell’ analisi che vado a proporre certamente il collegio ne rientra in pieno.Il collegio è come il carcere minorile un concentrato  di teste calde o dal dna sbagliato ed è una scuola per chi ha un carattere forte ma non ancora malefico, insomma ti rinchiudono per raddrizzarti e ne esci più storto o malizioso di prima.
Ovvio che non vale per tutti, ma quello che io ho combinato al collegio Manfredini di Este è passato alla storia.
Dicevo che le testimonianze al processo che si sta svolgendo a Milano hanno messo in risalto che la maggioranza di centrodestra che ha votato in Parlamento di ritenere che la Ruby fosse la nipote di Mubarak sono una manica di pirla, sprovveduti o prezzolati.
Esclusi i leghisti per incapacità di intendere e di volere, lo confermano anche i loro elettori, sono irrecuperabili.
Questa è un’offesa molto più pesante di quella sulle guide alpine nella montagna di merda e non vorrei che qualche gip alla Aldo Giancotti, previa denuncia di qualche fans di  Paniz e Scilipoti, decidesse di chiudere il Tribunale di Milano.
Con buona pace del diritto di parola, libertà di satira e di pensiero.
Vorrei fare presente come molti di noi ritenessero un pirla Paniz 
e Scilipoti un venduto, molto prima della votazione in parlamento sul caso Ruby  e che, personalmente, li considero due stronzi a prescindere dalla battuta sulle guide alpine nella montagna di merda.
Ciò non toglie la libertà per  Paniz e  Scilipoti di pensare la stessa cosa di me, è la democrazia, saranno gli altri a valutare chi tra il sottoscritto   e la patetica coppia che scimmiotta Cip e Ciop sia il pezzo di merda.
Io non ho mai creduto alla palla della nipote di Mubarak e non avrei mai votato una cosa del genere per rispetto alla mia intelligenza e se qualcuno ha ritenuto di farlo non può pretendere che che noi gli portiamo un rispetto che non meritano, siamo liberi di prenderli per il culo come e quanto vogliamo.
Lo garantisce la Costituzione.

CRONACHE  

“Non credevamo alla storia di Ruby e Mubarak”


Alfano: "non vogliamo i pm sotto il governo" Ma alla pecorina. Mi sono svegliato con questa sensazione.


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La sintesi è come una lampadina, l'unica differenza è che non devi premere l'interruttore.
Si accende da sola.
In fin dei conti, la pecorina, è il primo vagone del trenino dell'amore.

Il genio dei napoletani in uno slogan: lascia questa terra!


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Ambiguo e geniale, lascia questa terra inteso come Campania, l'Italia o come pianeta?
Lo faccio mio, lasci questa terra, vada ad Antigua, raggiunga mamma Rosa, inauguri il mausoleo.
Insomma, decida lui come e dove, ma si tolga dai coglioni.
Politicamente, ovviamente.

Se volete offendere Dell'Utri, la prossima volta, non dategli del mafioso, dategli del cornuto.


indexLeggo nel sito di Farefuturo, che ultimamente è fonte di ispirazione, come ha risposto a La7 Marcello Dell'Utri in merito alla contestazione di Como.
«Certo  non mi fa piacere che il pubblico mi dia del mafioso, ma se mi davano del cornuto era ancora peggio!».
Ora che le corna non facciano piacere, quando si subiscono, è fuori discussione ma preferire di essere assassini piuttosto che cornuti è una esagerazione dovuta al machismo idiota del mafioso in questione.
Non abbiamo la possibilità di sentirne la moglie, la compagna, per chiarimenti ulteriori.
Il cornuto ha sempre fatto ridere tutti,ne parla  tutto il paese, specialmente in Sicilia e di solito i colleghi ignari sono i più feroci con le battute.
Federico Brusadelli su Farefuturo si lancia in una condanna per quello che è avvenuto a Como, difende la posizione di Pierluigi Battista, guarda caso del Corriere della sera, con questa motivazione:
Perché  i bavagli  sono «un brutto simbolo, sempre e non a giorni alterni».

Non è una affermazione da poco, è il segnale che la cultura della P2, purtroppo anche quella degli ex fascisti di Farefuturo, è dominante, è luogo comune.
Che certe affermazioni siano sul Corriere non mi stupisce, è un segno di continuità con il potere, chiunque esso sia. Il Corriere ha percorso tutti i viali, da quelli fascisti a quelli della P2, sempre in linea con il capitalismo dominante.
I sentieri, tortuosi, dell'opposizione schierata non li ha mai percorsi.
Questo malinteso senso della democrazia, che mette tutto sullo stesso piano, è confacente alla nebbia culturale di cui si nutre il regime.
Quanti sono al corrente che i diari di Mussolini sono un falso?
La massa non lo sa e se parli di Mussolini in questo modo legittimi i milioni di morti che il suo regime ha inflitto all'Italia.
Il tentativo non è nuovo, di mettere tutti sullo stesso piano, ci hanno provato in molti, Albertini, Berlusconi, Gasparri, La Russa, la Moratti, guarda caso tutti fascisti o fiancheggiatori.
Non è, non lo sarà mai, democrazia mettere sullo stesso piano la resistenza ed il fascismo, il partigiano ed il repubblichino.
Democrazia è difendere i valori e la memoria che abbiamo conquistato e pagato con il sangue, il bavaglio che vuole imporre il regime non ha niente a che vedere con chi vuole impedire la falsa propaganda del regime che fanno i vari Dell'Utri ed i suoi compari.
Uno è un bavaglio alla verità, l'altro è il bavaglio alla menzogna, al delirio ed il diritto di vietarlo l'abbiamo scritto nella Costituzione.
Ad ogni modo ringrazio Dell'Utri per averci dato la dritta, la prossima volta se vogliamo offenderlo, fargli del male moralmente, sappiamo che dobbiamo dargli del cornuto.
Dubito che abbia un' etica, una morale, ma ci possiamo sempre provare.
Secondo Farefuturo e Battista, con due T mi raccomando, lasciare parlare un mafioso condannato per due volte, ma a piede libero, è un segnale di democrazia.
Certo non è uno spacciatore, altrimenti i 9 o 7 anni se li sarebbe fatti in galera, è solo un mafioso e, dice lui, è sempre meglio che essere cornuti.
Non dimentichiamo che i cornuti sono sempre gli ultimi a saperlo, non credo che in questo campo Dell'Utri abbia gli stessi privilegi che ha goduto con la Giustizia.
Allora si che il Paese avrebbe da ridere, molto di più che con le sue battute, idiote e non verificabili.
La battuta è un segnale della continuità "culturale" del mafioso fascista, è sempre la stessa persona che ha definito Mangano un eroe, ha offeso migliaia di vittime della mafia e continua a farlo e qualcuno gli rivendica il diritto di farlo, infangando la libertà e la democrazia.
E se domani scoprissimo che è un cornuto cosa scriverebbero Farefuturo ed il Corriere?
Scherzo, lui ed i suoi compari vanno solo a puttane, non possono essere cornuti.
Le, eventuali, corna sono un problema suo, privato, la mafia è un problema di tutti.

La battuta migliore della settimana è di Francesca Fornario.


In Europa un adulto su tre crede ancora a Babbo Natale.
In Italia lo vota.

Mi spiace per i leghisti, che si perdono sempre il meglio.

Questa mattina, al supermercato, c’era un tir che scaricava verdura. Veniva da Adro, Bs e mi è venuto in mente il volantino.


C'è una frase, nel volantino distribuito ad Adro dalla lega e che ho pubblicato ieri, che mi circola nella testa ed è questa:
Noi stiamo dalla parte dei genitori, non dei cervelli.
Non so nemmeno da dove cominciare nel commentare un delirio del genere ma, da qualche parte devo pur farlo.
Potrei dire che anche i neri sono genitori, anche i mussulmani, anche quelli che non hanno potuto pagare la retta perchè disoccupati e non mi pare che la lega di Adro sia stata dalla loro parte.
Almeno avessero specificato: noi siamo dalla parte dei genitori purchè di razza bianca, religione cattolica e nati in padania. Sempre se i geografi riusciranno a darle un confine a questa fantomatica padania.
Potrei anche scrivere che anche Lulù può diventare mamma e quindi genitrice, ma non vorrei che Lulù si offendesse visto che la paragono ad un leghista.
La Lulù è la cagnolina che studia in alto nel blog, quella che legge il libro.
Potrei anche dire che mi sembra ovvio che la lega non stia dalla parte del cervello, anche perchè per trovare un leghista con il cervello ci vogliono gli strumenti della Nasa, ma dico invece che hanno dimenticato le altre frattaglie, il cuore ad esempio, visto che hanno e trasmettono talmente tanto odio da farsi venire la bava alla bocca.
Il problema non è essere genitori, tutti si riproducono, animali, idioti, cretini, gli antichi dicevano:
la mamma dei cretini è sempre incinta. L'hanno detto senza neppure conoscere i leghisti, la trota non era ancora stata eletta, Bossi Umberto non si era ancora venduto a Berlusconi, eppure i cretini esistevano già.
Che sia un segno, una impronta, da studiare come negli scavi archeologici per rintracciare gli antichi padani?
Ecco, forse i geografi non riusciranno a trovare la padania, ma gli archeologi studiando le impronte e facendo paralleli dei crani, magari analizzando qualche cervello conservato nei ghiacciai per migliaia di anni, potranno finalmente dare un nome alla mamma della padania, la mamma dei cretini.
Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale, questo post è una analisi scientifica del cervello umano, i leghisti non c'entrano niente.

La dittatura del vocabolario, certe parole in bocca a Silvio profumano, in bocca a Bersani no.


Bersani l'ha detta per dire la verità, Berlusconi l'ha detta per far sentire i suoi, boccaloni, più intelligenti.
Tanto è vero che gli hanno creduto.
Bersani ha detto che la Gelmini rompe i coglioni alla scuola, apriti cielo, tutti i raffinati della destra sono insorti galateo alla mano, non rispetta le signore.
Mancano del senso del ridicolo o sono drogati e non si rendono conto della realtà.
A parte che Bersani non ha dato della cogliona alla ministra, come ha fatto Silvio con gli elettori, uomini e donne, dell'opposizione.
Ma sono talmente presi a servire il the al caudillo che non notano nemmeno la differenza.
C'è anche da dire che per descrivere ed offendere la Gelmini ci vuole uno scienziato che inventi un aggettivo, una offesa nuova, tutte quelle esistenti non renderebbero al meglio l'ignoranza e la stupidità di questa donna. In senso faunistico, di genere femminile o maschile.
Abbiamo visto che la ministra è femmina, ha partorito, da qui a dire che è una donna ce ne corre, anche Lulù è femmina, ma non l'ho iscritta ascuola anche se legge i libri.
Comunque la strategia è sempre la stessa, distrazione di massa con le fesserie, mentre prosegue la distruzione sistematica della scuola pubblica e delle università.
Il problema vero è che la Gelmini ha capito che rompe i coglioni ma non ha capito come e perchè e quindi non può intervenire per cambiare le cose.
Raramente abbiamo avuto un minstro così incapace e sprovveduto, anche se ha studiato in tutta Italia, dato che è partita da Brescia per finire in Calabria. Quasi un giro d'Italia.
Bocchino, ha perso una occasione per stare zitto, lezioni di educazione dal collega della Mussolini sono inaccettabili, prima dovrebbe pulire la bocca alla Mussolini che si è sporcata facendo un bocchino. Ha sbagliato persino la battuta, volgare, la Mussolini, non è Bocchino che con quel nome dovrebbe stare zitto, è lei che quando li fa deve smetterla di pensare che sia un microfono.
Come vedete, in fatto di finezza verbale e forbita, voliamo alto anche noi, anche se non abbiamo bisogno che le ragazze ce le porti il pappone o Papino, come lo chiama la Noemi, di solito ce le troviamo da soli.
Non siamo un club di forza italia o del pdl.
Giovanni Bachelet ha detto che la ministra nel 2008 promise di intervenire sulla scuola con il cacciavite. Invece sta usando la dinamite.
Qualcuno, che fa volontariato, spieghi alla demente che fa il ministro dell'istruzione la differenza tra cacciavite e dinamite.

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