Il finanziamento, illecito, dei partiti ed il finanziamento del Pci. In troppi non sanno e parlano a vanvera. Quello che il Pd ha dimenticato. E’ del febbraio 2012 il post ma è attuale.


28137_1424087851918_1524399124_1054382_282993_nLe tessere sono alcune delle mie che conservo ancora.
Il M5S non ha inventato niente, solo la bufala che destra e sinistra non esistono più.
La sezione dov’ero iscritto io era stata acquistata dai compagni firmando cambiali negli anni 60 era un locale di fianco al Circolo di sinistra e Sesto San Giovanni ne aveva parecchi di circoli, comprati dai soci, sia di sinistra che di area cattolica. Esistono ancora.
Partiamo dal tesseramento per spiegare a chi non sa ed a chi finge di non sapere giocando nel torbido come funzionava il tesseramento.
La direzione del partito mandava un documento dove c’era scritto,( faccio un esempio del metodo le cifre alla lira non le ricordo) la tessera quest’anno ha un costo di 10.000 lire.
Insieme al documento arrivavano le tessere, noi avevamo 600 iscritti forse più che meno, e partiva il tesseramento se ricordo bene da ottobre, novembre in su.
La tessera non veniva rifiutata a nessuno, c’erano pensionati che davano quello che potevano, 3000, 5000, lire e c’erano quelli che davano molto di più coscienti del fatto che andavano a coprire i costi di chi non poteva.
Noi eravamo abbastanza bravi, avevamo iscritti di tutti i tipi, impiegati, pensionati, lavoratori, artigiani, laureati e c’era chi senza problemi faceva la tessera da 50 o 100 mila lire.
Durante il tesseramento si facevano diversi versamenti al comitato cittadino ed una volta chiuso il tesseramento si chiudevano i conti. La mia sezione, l’amministravo io, versava i suoi 6.000.000 di tesseramento ed resto, ripeto eravamo bravi ed incassavamo di più, veniva trattenuto in sezione per le spese, luce, riscaldamento, manifesti ,iniziative varie nel quartiere.
Nel quartiere si tenevano due feste dell’Unità e per un mese lavoravano centinaia di persone gratuitamente, una settimana per il montaggio degli stand, due di festa ed una settimana per smantellare il tutto.
Per trasportare gli stand ci servivamo di compagni artigiani o imprenditori che avevano i camion o i furgoni, qualcuno addirittura mandava i suoi dipendenti, pagati da lui, per montare gli stand.
Poi cercavamo di vendere gli spazi pubblicitari, certamente in prima fila c’era la Coop che con regolare ricevuta pagava l’affitto dello stand, è ovvio che era un finanziamento ma di occulto non aveva niente. C’erano anche concessionarie auto che prendevano gli stand e ci mettevano le loro auto con i venditori, c’era il piccolo artigiano che esponeva i suoi prodotti, quello che costruiva porte blindate, allora erano una moda necessaria, e faceva la sua bella esposizione di modelli.
Poi c’era il ristorante di 300 posti, più o meno, e le donne che facevano da mangiare, le tagliatelle a mano, i piatti tipici delle loro regioni e l’immancabile salamella alla griglia, l’addetto alla griglia era un metalmeccanico tornitore.
Tutti, compresi quelli che facevano il turno di guardia alla notte, lavoravano a gratis, mettevano a disposizione la loro auto per andare a fare la spesa e quello del pesce surgelato ci faceva un forte sconto perchè  lasciava per un mese in bella vista il suo furgone frigorifero con tanto di pubblicità.
L’unico benefit che avevano i volontari era lo sconto sul pasto e, dato che ci conoscevamo molto bene tutti quanti, si faceva direttamente alla cassa.
Terminati i festival di quartiere si andava tutti, o quasi, a lavorare a quello provinciale, regionale o nazionale di Milano, detratte le spese vive il resto veniva quasi tutto versato al partito, ovviamente una piccola quota veniva trattenuta dalle sezioni per la sopravvivenza, soprattutto le più sfortunate o più povere.
Il bilancio veniva discusso pubblicamente nella sede del Cittadino, come chiamavamo noi la sede del partito di Sesto san Giovanni.
E’ ovvio che con i sacrifici e le cambiali di migliaia di compagni il Pci si è comprato sedi, circoli, immobili ed il tutto veniva relazionato pubblicamente a tutti i cittadini in assemblee aperte a tutti, anche ai non iscritti.
Avrebbero potuto partecipare anche i giornalisti del Fatto, Corriere, Libero, Giornale e Repubblica. Cito anche il fatto anche se non esisteva perchè qualche giornalista dei loro era nel Pci come me.
Questo avrebbe risparmiato all’informazione di regime italiana di scrivere cazzate per decenni,  da Mani Pulite in su.
Io ho conosciuto nei miei anni di partecipazione attiva con incarichi in sezione ed i quartiere della gente meravigliosa e non sarà qualche mela marcia a farmi cambiare idea.
Per adesso mi fermo qui, da raccontare ne ho ancora.

Il compagno G: “Viva Mani pulite, abusi a parte” Primo Greganti: “volevano tirarci dentro, ma il Pci era diverso”

9 Risposte

  1. […] al Circolo di sinistra e Sesto San Giovanni ne aveva […] Continua a leggere la notizia: Il finanziamento, illecito, dei partiti ed il finanziamento del Pci. In troppi non sanno e parlano a… Fonte: […]

  2. qualche mela marcia??? ma dove vivi??quì è difficile trovarne 1 che non sia marcia!!! dimmi una cosa?oggi da chi ti senti rappresentato politicamente??

  3. Testimonianza molto utile, in un epoca in cui tutti sembrano aver perso la memoria, soprattutto per i giovani che non hanno mai vissuto questa realtà . Utile a spazzare via il luogo comune che la politica è sempre stata sporca e corrotta e che non ci fossero differenze tra i partiti.

  4. meno male che c’è qualcuno che si ricorda…bravo!!! ti linko questo blog http://democrazia-uguaglianza-partecipazione.blogspot.it/ se vuoi partecipare a raccontare queste storie sarai il benvenuto è proprio quello che si vuole fare il questo blog. Testimonianze come la tua sono molto importanti, se ne avrai altre le pubblicheremo stanne certo….Stiamno cercando di instaurare un dibattito democratico senza essere troppo di parte, più che altro realisti. Chi critica vogliamo dia una soluzione non solo attcacchi, in un periodo in cui è solo facile attaccare…..e nessuno propone

  5. Aggiungo: non si criticherà mai l opinione altru…il nostro motto è la famosa frase di voltaire” Non mi piace quello che dici ma moriro per fartelo dire”….visto che ci sembra una buona idea creare un luogo in questo caos dove poter sfogarsi chiedere e confrontarsi democraticamente senza senso di superiorita…chiediamo a chi fosse interessato di unirsi ai membri e di consigliarci se lo ritiene opportuno così da mettere tante idee insieme…il confronto è la base della democrazia

  6. Nel libro “L’oro di Mosca” Gianni Cervetti racconta come il PCI ricevesse i finanziamenti da Mosca: non l’ho letto e non mi interessa leggerlo. Sono strato iscritto al PCI fino a quando non ha cambiato nome ed ha perso testa, cuore ed anima, e la ricostruzione del post è perfettamente veritiera; ho potuto verificarlo durante la mia residenza a Catania (una bellissima festa dell’Unità a Villa Bellini) e poi a Cagliari (Fiera Campionaria). l’aspetto veramente democratico era la formazione delle liste elettorali, a cui partecipavano Cellule nei luoghi di lavoro, sezioni nel territorio, federazione regionale. La formazione delle liste in altri partiti o avviene ad opera di una sola persona, con alcuni “consigliori”, o, come nel caso del M5S, assomiglia ad un convegno del Millioner. Veniamo da molto lontano ed andiamo molto lontano, purtroppo ci siamo arenati, ma riacquistiamo la memoria storica per ripartire senza rinnegare il passato. Grazie per avermi rinfrescato la memoria.

    • E’ quello che ho fatto io, dopo la Bolognina non ho fatto più la tessera e non mi sono più candidato al quartiere.
      I soldi da Mosca arrivarono negli anni 50 quando tutti erano contri al Pci. La Dc era finanziata e guidata dagli Usa, dalla Cia, ma questo non fa notizia.

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