Il fatto Quotidiano sta al M5S come l’ Unità sta al Pd. Nella linea editoriale sta al M5S come Libero ed Il Giornale stanno al Pdl. Gli altri sono schiavi di qualcuno loro sono liberi di essere schiavi.


testata_homeSe un giornale è schierato e tutti lo sono, è schiavo di un partito o della partitocrazia. Ovvio che al suo interno ci siano anche delle voci fuori dal coro, servono per dare l’impressione di indipendenza, di autonomia, di informazione libera.
Biagi diceva che per forza di cose un giornalista deve essere schierato altrimenti non fa il suo mestiere. Schierato nel più alto senso del termine, partigiano inteso come di parte come lo era Gramsci.
Uno che fa il giornalista, il blogger, un semplice cittadino che dice la sua è ovvio che è schierato e valuta la politica, i fatti, la natura e tutto quello che gli succede intorno dal punto di vista della sua cultura e della sua ideologia, sempre che ne abbia una.
Il giornalista fa da guida a tutti quelli che la pensano come lui e non hanno gli studi, le capacità, le informazioni per elaborare per bene i fatti ma sempre partendo dal loro punto di vista ideologico.
Che il giornalista debba soltanto riferire i fatti è una balla anglosassine perchè i fatti, le scelte, sono talmente complicate che se non siamo aiutati nell’analisi non siamo in grado di comprenderli.
Ovvio che ognuno si scelga il giornale, il giornalista, più vicino al suo modo di pensare, di intendere.
Se una Biancofiore o una Lorenzin dicono una fesseria riportarla ascetticamente è cattiva informazione anglosassone, il bravo giornalista la deve pubblicare ma deve mettere in risalto che è una bufala, una stupidaggine.
Non si possono riportare i buoni propositi, sempre quelli perchè sono imparati a memoria, delle Biancofiore e delle Lorenzin senza ricordare ai lettori, ai telespettatori, che le due amazzoni del piduista hanno governato con lui per 8 anni degli ultimi 10.
Se si avvisa il lettore di questo fatto emerge in tutta evidenza che i loro discorsi non hanno senso, sono fasulli e vogliono dare l’impressione che la situazione in cui ci troviamo sia caduta dal cielo e non colpa della loro scempiaggine. Per lustri si sono occupati solo degli interessi e dei problemi del piduista, adesso ci vogliono fare lezioni su come uscire dalla crisi?
Ma non facciamo ridere.
Non basta presentarsi in Parlamento in bicicletta, tra l’altro rischiando di cadere perchè non ci andava da almeno 40 anni, come ha fatto la Santanchè per passare per ecologista che rinuncia ai privilegi dell’auto blu.
Il Fatto Quotidiano è come tutti gli altri giornali, di parte. Ha un occhio azzurro per il M5S ed un occhio blu per gli altri. Dice di trattare tutti allo stesso modo ma pur se il gesto è simile per alcuni sono carezze per altri sono schiaffi.
Quello che mi infastidisce del Fatto Quotidiano è che se un giornalista di Libero o dell’Unità scrive secondo la sua mentalità è un venduto, un servo, uno schiavo del finanziamento pubblico se a servire a tavola sono loro ecco che diventano il metro svizzero dell’informazione perchè loro non prendono finanziamento dallo Stato.
Il finanziamento pubblico all’informazione è nato con un nobile scopo: garantire una libera informazione anche a chi non ha i mezzi, altrimenti l’informazione sarebbe in mano a pochi miliardari che si possono permettere di andare in perdita pur di seminare le loro falsità e la loro ideologia per garantirsi il potere attraverso il quale rientrano dalle spese.
Montanelli era di parte ma intelligente e si legava al carro che lui riteneva più democratico, più giusto dal suo punto di vista ed infatti era un piacere leggerlo anche se ideologicamente era sull’altra sponda rispetto al sottoscritto perchè se si è onesti ideologicamente si trovano pure dei punti di contatto, condivisibili.
La simbiosi tra il Fatto Quotidiano ed il M5S è sempre più forte anche se non se ne rendono nemmeno conto.
L’altro giorno Travaglio ha scritto un articolo: Ma, oltre a scrivere, ogni tanto vi leggete?

Nell’articolo in questione ha detto peste e corna di tutti quelli che lo contestano o lo offendono con i loro commenti nel suo blog o sul Fatto.
Fatte delle piccole correzioni sembrava un post di Grillo e se il Fatto ha cancellato qualche commento, che non escludo in partenza perchè mi hanno cancellato più volte, potrebbe essere del tutto simile a come gestiscono i commenti nel blog di Grillo.
Attenzione, io non leggo il blog di Grillo, ho letto che sono i grullini stessi a lamentarsi che i loro commenti non vengono pubblicati.
Un inciso. Finchè loro chiameranno il Pd Pd-L io li chiamerò grullini per il semplice fatto che i partiti, piaccia o non piaccia ai grullini, non sono tutti uguali. Il Pdl non avrebbe mai eletto la Boldrini e Grasso.
Dicevo che ognuno si sceglie il suo padrone, per usare il liguaggio che usano loro, e non è detto che se si sceglie il M5S si è liberi ed intelligenti e se si sceglie un altro partito si è idioti e rincoglioniti.
Ognuno va dove lo porta il cuore, i suoi ideali, la sua cultura e quando questo avviene in buona fede è da rispettare.
Io sono comunista e voglio essere rispettato. Della canzone di Giorgio Gaber, Qualcuno era comunista, condivido molti versi ma ce nè uno in particolare nel quale mi riconosco:

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Smettiamola quindi di fare i primi della classe, ognuno si riconosce in quelli che gli somigliano di più.
Oggi nella pagina on line del Fatto Quotidiano il titolo più grande al centro del giornale è dedicato al capogruppo al Senato del Pd. Sulla destra, in piccolo, c’è pure questa notizia: Parlamento, Grasso e Boldrini si tagliano lo stipendio del 30%.
Se la Boldrini e Grasso fossero del M5S oggi il Fatto Quotidiano sarebbe uscito con una pagina di due metri quadri.
E’ una battuta, anch’io posso fare le battute. Non sempre ma, abbastanza spesso, mi vengono più belle di quelle di Grillo o Travaglio e piace anche a me il sarcasmo, lo sberleffo politico ed oltre a scrivere ogni tanto mi rileggo.
Fatte le debite proporzioni con il grande giornalista nel mio piccolo ho una raccolta di offese da parte dei grullini che mi hanno dato alla testa, mi sono sentito importante e non guadagno una lira nello scrivere quello che penso. Le offese contro di me hanno un peso specifico, un valore, più grande. Io avrei il diritto di incazzarmi non Travaglio al quale le stesse offese rendono un reddito inimmaginabile per me.
Si sono talmente schierati, i più noti personaggi che scrivono nel Fatto, che in tv rivolgono a loro le domande sul M5S, come se avessero un canale privilegiato che non esiste. Rimane però l’impressione che il Fatto sia schierato e se questo non è vero allora hanno sbagliato qualcosa.
Detto questo anche nella redazione del Fatto Quotidiano ci sono fior di giornalisti rispettabilissimi come in quasi tutti i giornali italiani esclusi: Libero, Il Giornale, Il Foglio, ed il Tempo.

Questori, la denuncia dei 5 Stelle
“Nomi illustri nelle liste per i contratti”

L’ articolo si chiude con queste righe: Ma a intervenire sulle parole della Lombardi è lo stesso sottosegretario all’Economia e alle Finanze Polillo che specifica come l’elenco citato si riferisca “a coloro che hanno prestato la propria attività professionale durante la precedente legislatura presso i gruppi parlamentari”.
Ma intanto si è fatto passare il concetto che il M5S denuncia…
Non siamo ai lati buoni del fascismo sui quali ci ha illuminato la Lombardi ma quasi.
Detto questo sul Fatto Quotidiano ci sono articoli come questo: Movimento 5 Stelle, la supercazzola di Beppe Grillo
  Ottimo articolo per uno schierato e di parte come me.
Basta saperli cercare. Anche negli altri giornali c’è sempre qualcuno fuori dal coro ed io penso che sia democrazia, se fossi Grillo penserei che sono le foglie di fico.
Io penso che sia democrazia, non sono abbastanza contorto.

 

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4 Risposte

  1. Ti leggo sempre con grande interesse. E ti quoto in pieno.

    • L’ho lasciato il mio commento, ma l’avete censurato. Travaglio è un intoccabile. Prendo atto ma ci sono altri spazi per porre i miei quesiti.

      • I commenti del blog sono filtrati per cancellare quelli idioti e le offese.
        I tuoi commenti sono visibili, approvati adesso.

  2. Molti di noi siamo in attesa che Travaglio – nei suoi “Monologhi della prostata” – ne offra uno ben nutrito sulle supercazzole che stanno accumulando Grillo e i suoi capigruppo, alcune delle quali fanno ridere i polli (pretendiamo le poltrone dovute e senza alzare un dito a favore di nessuno – il perdono di Papa Grillo! “Le nostre non sono poltrone ma funzioni” ?!? Poltrone sono quelle degli altri). Inoltre molti cominciamo ad avere la nausea della reiterazione meccanica di certe dichiarazioni, in un continuo, ossessivo coming out. La rottura di scatole di capi e capetti grillini, si sposa benissimo con i “monologhi della prostata”. Siamo in attesa dell’orgasmo travaglino!

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