I naufragi più terribili sono avvenuti mentre nella navi si faceva festa. Speriamo in un naufragio all’italiana, meglio finire come la Concordia che come il Titanic.


indexAbbiamo solo un problema individuare il destinatario del “saluto” che ci sta portando contro lo scoglio dove ci incaglieremo sperando di non andare a fondo e che ci siano meno vittime possibili.
Una volta ribaltati conosceremo il responsabile del nostro fallimento e se sono più di uno ovviamente.
Posso anche credere che un 30% di italiani siano ben protetti da scialuppe di salvataggio o giubbotti salvagente, alludo alla classe media ed ai vip che non sono, e non saranno mai, toccati dalla crisi.
I loro soldi sono al sicuro, gli immobili pure, figli e nipoti non avranno problemi a trovare le scuole migliori ed un impiego sicuro.
Tutti gli altri si arrangino, se non è già emigrato.
Se c’è una cosa che il popolo italiano non ha mai avuto o difeso sono i principi, i valori.
Abbiamo cominciato guerre alleati con A ed al primo rovescio ci siamo alleati con B, siamo ritenuti inaffidabili da tutto il mondo e per primi dai nostri alleati che ci guardano sempre con un certo sospetto.
Tanto abituati ad abbandonare la nave che affonda, metafora per intendere che siamo portati al voltafaccia secondo dove tira il vento, da passare da fascisti ad antifascisti nello spazio di una notte, anche meno. Il tempo di toglierci la camicia nera et voilà, tutti a sputare addosso al duce.
La sintesi più giusta dell’animo e della filosofia italiota l’ha scritta Bruno Barilli, poi ripresa da Flaiano: L’italiano vola in soccorso al vincitore.
Stabilito questo è ovvio che l’italiano non perde mai. Ha vinto anche con Berlusconi ma appena andrà in galera, anche prima, l’italiano medio sarà già volato in soccorso al vincitore.
E’ anomalo che un popolo che non ha mai avuto principi mandi allo sfascio tutto per una questione di principio, quasi senza rendersi conto del pericolo che stiamo correndo, forse convinti che sia l’unico modo di far pagare dazio a chi ci ha ridotti così.
Il dazio lo pagheranno i soliti, noi, la massa. Può anche darsi che prenderemo, prenderanno, la Bastiglia ma c’è un problema, quando la prenderemo dentro non ci sarà più niente.
Comunque una speranza c’è sempre, dobbiamo ancorarci ad una speranza.
Quando vivremo il nuovo Piazzale Loreto capiremo finalmente chi sarà l’ultimo parafulmine in ordine di tempo e finalmente, da vincitori, conosceremo chi avremo sconfitto.
Uno l’abbiamo appeso a testa in giù, poi è arrivata la democrazia ed abbiamo preso l’altro a monetine. Il penultimo lo abbatteremo a colpi di uveite e l’ultimo, appena lo avremo individuato, decideremo cosa farne.
L’importante, come sempre , è volare in soccorso al vincitore. Possibilmente ai primi posti.

Annunci

2 Risposte

  1. Di cosa ci lamentiamo, amico mio? Di cosa stiamo parlando? Queste considerazioni le conosciamo già o no? L’italiano è il classico trasformista che non avrà mai problemi nel dover cambiare spesso la giubba.
    Vivo un po’ in Toscana ed un po’ in Valle d’Aosta. In Toscana ricordiamoci che c’era la peggior specie di fascisti tra i quali spiccava Farinacci per la sua spietatezza e spregiudicatezza. Caduto il fascismo, stranamente, la Toscana è stata (e lo è ancora) la regione dove la sinistra meglio resiste. Fino a quando, però? Penso proprio che lo vedremo fra non molto.
    La Valle d’Aosta è la patria del martire antifascista valdostano Emile Chanoux. Il buon senso dovrebbe spingerci a ritenere che essendo Chanoux l’ideologo sulle cui cenere è nata l’Unione Valdotaine (ovvero il partito locale più forte che aveva anche conquistato la maggioranza assoluta dei seggi nel consiglio regionale qualche legislatura indietro) questo movimento mai e poi mai avrebbe dimenticato le proprie origini e l’ideologia di Chanoux, che l’aveva portato al martirio, e mai e poi mai si sarebbe alleato con i partiti di destra. Ed invece in questi giorni sui giornali locali si ipotizza una ipotesi di alleanza con il PDL di Berlusconi che i fascisti al potere ce li ha riportati in Italia in barba dei tanti antifascisti perseguitati e torturati dal regime nazi-fascista italiano. Si rivolterebbe nella tomba Chanoux se potesse leggere le esternazioni di certi politici che pur di mantenere il potere farebbero accordi anche con i nazisti.
    Grillo ha raccolto un voto di protesta straordinario, ma questo consenso pur essendo sorto in un momento di fortissima crisi economica e di sfiducia verso le istituzioni ed i partiti, non giustifica l’ennesimo capovolgimento ideologico di questa larga parte di elettorato che non riesce ad afferrare il significato del comportamento politico di Grillo e dei grillini che. nella situazione attuale, rappresenta il massimo della irresponsabilità politica quando invece si potrebbe cogliere il momento per cominciare almeno a cambiare qualcosa e concretizzare le tante parole dette e promesse fatte in campagna elettorale visto che il momento favorisce questa possibilità di cambiamento.
    Invece si pensa ad un possibile futuro maggior potere, ma anche Grillo sottovaluta che i tanti suoi elettori sono gli stessi che prima erano democristiani, poi, comunisti, poi di centro-destra e domani non si sa con chi si schiereranno.
    Ed allora, caro amico mio, di cosa stiamo parlando? L’abbiamo capita adesso di che pasta è fatto l’italiano? Un popolo non popolo, dove ancora le contrade sopravvivono al medioevo e dove un paese di 1800 anime ai confini della provincia di Grosseto non riesce a trovare l’accordo tra le quattro frazioni esistenti ed è costretto ad accettare un sindaco imposto da un parito e neppure reisdente nel comune. Ti sembra poco tutto questo per dimostrare la disgregazione che tale situazione dimostra e la poca fiducia in questo popolo che non riesce mai a capire e sapere cosa vuole?

  2. uno storico di decenni fa in un libro poco conosciuto”l’antistoria di italia” dava un ritratto dell’italiano: realistico, senza illusioni, nè infigimenti, asociale, indisciplinato, nè conservatore, nè rivoluzionario, sempre però fazioso, perchè i rancori fraterni non si dimenticano mai. Anche per questo motvo qui è nato il fascismo. Ma è da considerare che l’unità è stata fatta con il sangue, le persecuzioni (legge Pica, i morti in lager, il saccheggio duro dei vinti al sud. I referendum fasulli nei territori.per l’annessione, parole come è un’ammistrazione borbonica, mentre lo era quella piemontese che venne calata sull’unità, quella borbonica era al contrario snella e efficiente Poi lamentiamo un senso dello stato che manca, quando lo stato è ancora visto sopraffattore, equitalia ad esempio con il suo modo di operare esiste solo qua dove un qualsiasi cittadino è visto in un modo che conoscviamo. Poi ci stupiamo, quando ancora sui banchi di scuola si da una lettura storica faziosa, non vera di cosa c’è stato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: