Non sono ottimista come la Stampa che titola: Il partito (ri)scopre la lezione di Berlinguer: non si governa con il 51%. Dovrebbero capirlo anche gli elettori e non meravigliarsi se, dopo il voto, cercheranno delle intese per superare la paralisi. Il sistema bipolare, che secondo destra e sinistra sarebbe la situazione ideale, blocca gli Usa. Dove è nato.


indexSia chiaro che cercare intese dopo le elezioni è un segno di democrazia, può piacere o no ma è l’unica strada per cercare di superare la paralisi alla quale arriveremo con il risultato del voto e chiamarsi fuori dalle responsabilità non accettandole sarà solo deleterio per tutti.
L’ha capito anche Berlusconi che sarà anche impresentabile ma non è uno stupido. Il problema è che l’ uscita che il piduista offre al paese per uscire dall’ingovernabilità è praticamente una legge truffa, anticostituzionale, con premi assurdi al partito che ha più voti da permettere ad un partito con il 25% dei voti di governare con la maggioranza assoluta dei parlamentari.
Blatera da decenni ci cambiare la Costituzione, progetto primario della P2, in nome della governabilità con più poteri al primo ministro.
Nella sostanza un regime, di destra o di sinistra a secondo dei risultati elettorali, dove con il 25% dei voti, meno degli astenuti, si avrebbe una maggioranza assoluta utile a demolire la Costituzione.
La cosa assurda è che fior di giornalisti o intellettuali appena sentono parlare di accordi tra forze politiche diverse gridano all’inciucio, altri con la verità in tasca dichiarano che non accetteranno alleanze mettendosi in una posizione di attesa critica che è solo utile al sistema che ha reso ingovernabile il nostro paese, la frammentazione.
Se chi ha fatto la resistenza non avesse cercato i punti comuni ma le diversità tra gli schieramenti antifascisti avremmo ancora il duce, sua nipote ovviamente, che ci parlerebbe dal balcone di Piazza Venezia.
Anche la nostra bellissima costituzione è frutto di convergenze e di garanzie per tutti i partecipanti all’Assemblea Costituente ed ancora oggi, pur essedno tra le migliori, la nostra Costituzione è inapplicata.
250 simboli, una marea di liste, un tutti contro tutti dove non si capisce più niente, destra che fa la guerra alla destra e sinistra che fa la guerra alla sinistra e mi sorge una domanda: voi credete che cambierà qualcosa?
Intendo dire che dopo, per forza di cose, ci vorrà una coalizione e più saranno distanti i partiti, i componenti della colazione e più il caos sarà dominante.
Prendiamo il Pd, che ha accolto i “sinceri democratici” dell’ex Pci e della Dc, da anni è paralizzato intorno a questioni di principio che hanno a che fare più con la religione individuale che con la politica e dove non si fanno mancare niente, nemmeno i montiani del Pd.
E’ chiaro che il mio voto andrà a sinistra, Sel o Ingroia, e non mi viene la puzza al naso se Sel ha cercato un accordo con il Pd partecipando alle primarie perchè è l’unica strada che ci permette di cambiare le cose, la ricerca dell’unità.
Non mi meraviglierò e non griderò all’inciucio se “vincesse” il Pd ed in mancanza di una sinistra forte e rappresentata dovesse cercare alleanze con Casini-Monti ed i centristi.
Mi meraviglierei, mi incazzerei tantissimo se cercasse alleanze con il Pdl, la lega o la destra di Storace.
Il Movimento 5 stelle non vuole allearsi con nessuno, farà il controllore del parlamento come a suo tempo l’ha fatto la lega e ne abbiamo visto i risultati.
Il mio punto di vista è che se uno accetta di sporcarsi le mani con Casa Pound, in senso lato, dovrebbe essere in grado di sporcarsele anche per governare oppure c’è qualcosa che non quadra in tutta questa situazione.
Mi accuseranno di essere opportunista, di accontentarmi degli intrallazzi. Io cerco di spostare, per quello che posso, l’asse della politica il più a sinistra possibile ma sono anche consapevole che nessuno sarà in grado di governare da solo e non perchè lo disse pure Berlinguer ma perchè è nei fatti, nei numeri. Se devo cercarmi un coinquilino farò il possibile perchè sia il più “vicino”  a me come filosofia di vita.
Certo posso anche astenermi o votare un movimento, un partito, che già in partenza si chiama fuori. Potrò così avere sempre ragione, essere nel giusto ma, intanto dovrò vivere ed accettare regole, decreti e  balzelli imposti dal sistema e dalla sua maggioranza.
Se qualcuno crede di cambiare le cose con il 15% dei voti e per di più chiamandosi fuori è un  illuso, fa solo un favore al sistema, al regime economico che domina l’Europa e buona parte del mondo adesso  come prima.
Anche gli Usa, patria del bipolarismo è paralizzata da maggioranze diverse tra camera e senato, nonostante il presidente degli Stati Uniti sia anche il capo del governo e abbia più poteri rispetto a quello che prevede la nostra Costituzione nel merito.
Se non ci sta bene la democrazia, se non ci va di accettarne gli squilibri imposti dalla matematica dei risultati che noi determiniamo con il voto possiamo pure scegliere la strada della rivoluzione tenendo presente però che solo dopo sapremo se saremo finiti a sinistra o a destra, un un golpe o nella libertà.
L’unica cosa che conta è la questione morale, chi ruba deve essere certo della pena, non condanniamoli prima del tempo ma una volta che sono condannati devono pagare e si deve sequestrare tutti i loro beni come si fa con la mafia.
Se imporremo queste certezze ruberanno certamente di meno, per fare questo basta solo un movimento di popolo trasversale di tutti quelli che pretendono la legalità.
Leggo nel web critiche, ironia, satira, condanne, verso questo o quello. Esami finestra alla ricerca di macchie invisibili o marginali, illazioni che diventano prove, prove che vengono diluite o minimizzate, io tengo presente che la classe dirigente non è formata da marziani, ha dentro di se tutti i vizi e le inconguernze del genere umano e che con il 51% non si governa, se vogliamo gestire lo Stato per forza di cose ci vorranno degli accordi.
Possibilmente al più alto livello posssibile, teniamo presente che la finanza parassita e speculatrice i suoi accordi li fa tutti i giorni e sono più saldi di quelli della politica.
Penso che, per il momento, il mondo non offra niente di meglio siamo in un periodo di decadenza e non alludo certamente all’economia.
Decadenza etica, morale di costumi e di giustizia.
Per decenni si sono esaltati i furbi e gli ipocriti e adesso fanno parte del dna globale.
Io spero nella rivoluzione civile, ci provo.
Che vogliamo fare? Accetto consigli ma concreti, senza utopie.
Sono anni che vado a votare pensando piuttosto che niente è meglio piuttosto.
Non è il massimo, non è la soluzione, ma non ci sono vie d’uscita. Qualcuno mi chiede: se non ci credi cosa vai a votare a fare?
Do sempre la stessa risposta: per quelle migliaia di persone che hanno dato la vita per permettermi di farlo, che mi hanno offerto la democrazia su di un piatto d’argento pagando con il prezzo della loro vita.
Sono nato nel dopoguerra e se noi non abbiamo saputo farne buon uso, della democrazia, dobbiamo solo ritenerci responsabili.
Nessuno escluso, la libertà è partecipazione.

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3 Risposte

  1. […] L’ha capito anche Berlusconi che sarà anche impresentabile Continua a leggere la notizia: Non sono ottimista come la Stampa che titola: Il partito (ri)scopre la lezione di Berlinguer: non si… Fonte: […]

    • L’importante è accontentarsi, caro blogger… se lei considera i casino- montiani vicini di casa affini e graditi, e non patirebbe per un eventuale accordo con loro (guai a parlare di inciucio!), allora siamo a posto.

      A proposito, tra di loro è candidato – ad esempio – anche il giornalista Mario Sechi, da lei definito “leggermente fascista”, insultato e accomunato a Gasparri qualche tempo fa. [https://slasch16.wordpress.com/2011/04/21/mario-sechi-direttore-de-il-tempo-quotidiano-libero-ed-indipendente-ha-una-visione-della-politica-particolare-ed-e-comprensibile/]

      Auguri!

      • Sono realista, la classe dirigente è lo specchio del popolo. Continuerò a considerare Sechi leggermente fascista, resta il fatto che nessuno avrà i numeri per governare.
        Poi, c’è sempre l’utopia che è la mia stella.
        Grazie
        P.S. L’utopia è l’abbatimento del capitalismo. La rivoluzione, nel post c’è scritto anche questo, per chi lo legge tutto e non si accontenta.

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