E’ del 20 dicembre 2011, ma non ha scadenza. L’albero di Natale, come lo vedo io, mi spiega perchè nonostante le ingiustizie la rivolta non ci sarà. Mancano gli ideali, la solidarietà.


albero_natale_gubbioL’albero di Natale rappresenta al meglio come è formata la società capitalistica moderna, dagli intoccabili sino a scendere classe per classe sociale sino alle ultime palline in basso, quelle che rappresentano le categorie oppresse e senza nessuna considerazione.
In alto abbiamo la stella più grande che potrebbe rappresentare il Vaticano e la ricca borghesia parassita, il famoso 10% di italiani,  che detiene il 50% della ricchezza nazionale e la politica che li protegge.
Per capirci, con questi siamo al primo cono in alto della nostra società.
Il secondo ed il terzo cono dell’albero rappresentano il 90% di italiani che si dividono quello che rimane della ricchezza nazionale ed è qui che si nascondono i veri protettori dei privilegi dei parassiti del piano superiore.
Il 50% di ricchezza che i ricchi parassiti e sfruttatori lasciano al popolo è come la savana che ha una sua gerarchia dove l’animale più forte mangia di più, comprende la massa di proletari, piccoli commercianti, piccoli imprenditori, partite iva individuali ed ovviamente è molto variegata in strati sovrapposti dove ognuno degli strati superiori preme su quelli inferiori per mantenere il suo livello di vita e la novità degli ultimi decenni è che la crisi mondiale ha messo in mobilità il secondo cono dove in parecchi sono scesi al terzo, il girone che comprende quelli che sopravvivono ed i disperati, i giovani senza un futuro ed i disoccupati, i precari e gli sfruttati.
Se, ipotesi, consideriamo parte alta del secondo cono quelli che viaggiano a 100.000 euro all’anno e parte bassa quelli che raggiungono 20.000 euro all’anno se ne deduce che all’interno del terzo cono, quello inferiore, ci sono tutti gli altri quelli da 19.000 euro all’anno in giù, sino allo zero.
Se la crisi mondiale che ci stanno imponendo le grandi banche ed i parassiti globali, sostenuti più o meno da tutti i governi di destra e da quelli, diciamo, socialdemocratici che non mettono in discussione questo capitalismo drogato non viene vista come una ingiustizia sul piano ideale prima che economico non ne verremo mai fuori.
Se pensiamo che sia la fame, la repressione, i problemi, la miseria a generare la rivolta siamo degli illusi, la storia dei secoli precedenti avrebbe dovuto proporre una rivoluzione al mese ed invece ha prodotto solo battaglie tra poveri, per vedere una rivoluzione seria con tanto di ghigliottine per la nobiltà parassita, abbiamo dovuto aspettare la Rivoluzione  francese del 1848 e guarda caso è stata fatta dai borghesi, artigiani, insomma da una classe istruita ed illuminata.
Per chi volesse leggere qualcosa nel merito metto un link:
La rivoluzione di Francese. 
L’ingiustizia sociale ed economica nella quale siamo immersi in Italia è storica ma, rispetto a 80 anni fa, adesso è evidente a tutti, l’abbiamo davanti tutti i giorni e per darne un esempio metto un articolo del Corriere di oggi per riflettere sull’attacco che il governo ha sferrato alle pensioni dei lavoratori ed i privilegi che non vengono minimamente toccati da questa riforma.
Guardate che è molto istruttivo.

Pensioni, i privilegi nei palazzi del potere

Il fatto che i vari movimenti abbiano un profondo disprezzo per la politica, i sindacati, le ideologie, ed arrivino alla rivolta a manifestare allo sciopero solo per un ragionamento, sacrosanto,  puramente economico che mette in risalto si l’ingiustizia ma senza un ideale che cementi la lotta e la rivolta non porterà a niente, al massimo concederanno una scodella di farina.
Se la parte bassa dell’albero di Natale non ne fa una questione ideale, morale, politica, di democrazia, di Costituzione che coinvolga anche il cono superiore, dove ci sono milioni di persone con un reddito corposo  che idealmente combattono di fianco ai più emarginati, sono sinceri democratici o di sinistra, ex comunisti, che si impegnano per migliorare la qualità della vita di tutti e non si limitano a difendere i loro “privilegi” conquistati con le lotte sul campo.
Io rientro tra quelli che non avranno l’adeguamento della pensione, anche se innalzassero il tetto a 1.600 euro al mese, ma il punto non è questo perchè ce la farò ugualmente, il punto è quando mi offendono dicendo che difendo i miei “privilegi” sulle spalle dei giovani, io li ho conquistati sul campo insieme a milioni di lavoratori che hanno riempito le piazze, occupato i posti di lavoro, conquistato lo Statuto dei lavoratori, l’art. 18, cose che da trent’anni non succedono più salvo poi indignarsi e chiedere cose che Carlo Marx ha scritto più di 100 anni fa ma senza fare politica perchè la politica fa schifo.
Io sono convinto che senza una struttura ideologica, politica, le cose non cambieranno e non cambieranno mai per un motivo molto semplice, il terzo cono più in basso dell’albero di Natale che rappresenta la fascia più debole della società globale, non arriverà mai alla rivoluzione contro il cono più alto contenente il Vaticano, la ricca borghesia, i parassiti di Stato, la politica, banche, borse, multinazionali, il famoso 10% di italiani che hanno il 50% della ricchezza nazionale nelle loro tasche, perchè ne saranno impediti dal cono intermedio all’interno del quale c’è una parte che è solidale con il piano di sotto, e per questo si prende del pirla dagli altri, ed un’altra ben determinata a difendere i loro orto, i loro privilegi, convinta che prima o poi riuscirà salire al cono superiore.
Per togliere la corrente a questo albero di Natale che rappresenta le strato di classi sociali variegate che esistono all’interno del capitalismo si deve coinvolgere idealmente e culturalmente più lampadine possibili, farne andare altre in corto circuito, creare le condizioni perchè non sia un dittatore a staccare la spina ma un cortocircuito interno che faccia saltare, culturalmente, questo modello di società bacato e sbagliato.
Dobbiamo essere untiti, la battaglia tra poveri e meno poveri va solo nell’interesse del cono superiore che dall’alto della sua ricchezza e dei suoi privilegi protetti dalla politica ride di noi.
Mentre ci fa pagare il conto dei loro errori, delle loro speculazioni, a difesa dei loro profitti.
Forse non sono stato chiaro, ho la testa come un pallone per via dell’influenza, le mie lampadine nel cervello sono tutte accese ma non so se sono stato in grado di trasmetterne la luce sullo scritto.
Io non sono credente ma il 24 è il mio compleanno ed il 7 gennaio è quello di mio figlio.  Quindi questo periodo è di festa anche per me e la mia famiglia. Vi auguro di cuore buone feste a tutti.

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4 Risposte

  1. […] potrebbe rappresentare il Vaticano e la ricca borghesia parassita, Continua a leggere la notizia: E’ del 20 dicembre 2011, ma non ha scadenza. L’albero di Natale, come lo vedo io, mi spiega … Fonte: […]

  2. ciao Nat comunque Auguri .ci vogliono anni per costruire qualcosa e anche gli ideali si basano sul malessere per qualcosa che manca, che pensiamo sia giusto esista. purtroppo non siamo ancora in questa fase, non c’è fame di qualcosa perchè ancora c’è qualcuno che ce lo puo’ dare al posto nostro, e che magari ha fatto sacrifici per averlo.

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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