Che sfigato il piduista, tutti lo ricattano da decenni, solo le orgettine gli stanno vicine, a pagamento. Gli vogliono tanto bene, al punto di testimoniare per lui.


Negli anni 70, marzo 1974, il cavaliere come lo chiamavano allora fu costretto ad assumere uno stalliere mandatogli da cosa nostra, attraverso Dell’Utri per proteggerlo  da eventuali sequestri di persona. L’avevano minacciato di tagliare la testa al figlio e lui si rivolse all’unico stato che riconosce, la mafia, essendo l’Italia e le sue istituzioni in mano a sovversivi comunisti.
Il vizio non l’ha perso, anche ad ottobre prima trattò,  forse dicono i giornali pagò, poi si rivolse alla magistratura.
Qualcosa deve essere andato storto anche con lo stalliere, Vittorio Mangano, se nel 1975 il guardaspalle gli mise una bomba in una delle residenze del piduista, quella in Via Rovani, ed un’altra fu messa nel 1986.
dalla Stampa: Berlusconi al telefono con Dell’Utri: «È stato Mangano… un chilo di polvere nera… una cosa rozzissima ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto. Mi spiacerebbe se i carabinieri, da questa roba qui, da un segnale acustico, gli facessero una limitazione della libertà…». Immediatamente dopo, Marcello Dell’Utri convoca l’amico mafioso Tanino Cinà, e davanti a lui chiama Berlusconi: «Tanino dice che (Mangano, ndr) è da escludere categoricamente. Di stare tranquillissimi…».
Quando comprò la Standa a Catania i locali presero fuoco, amico anche questa volta.
Poi saltò fuori  questa intercettazione Berlusconi-Dell’Utri: Silvio: Sì; questa cosa qui, da come l’ho vista fatta con un chilo di
polvere nera, una cosa rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi
con affetto… è stata fatta soltanto verso il lato esterno. Secondo me,
come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, lui ha
messo una bomba.
Marcello: Alla Mangano, sì sì.
Silvio: Un chilo di polvere nera, cioè proprio il minimo…
Marcello: Sì, sì, cioè proprio come dire mi faccio sentire, sono qui
presente.
Silvio: Sì. Uno: “ma è arrivata una raccomandata, caro dottore?” Lui ha
messo una bomba.
(risate)
Marcello: Lui non sa scrivere!
(risate)
Ciò non impedì a Vittorio Mangano di passare alla storia quando i due compari lo definirono un eroe.
Non so cosa sia successo al povero Spinelli, dobbiamo avere un po’ di pazienza, sia mai che tra qualche mese anche la banda  diventi un’opera pia ed il suo capo, per via delle scarpe del Milan, un eroe. Come Vittorio.
Però le ragazze gli vogliono bene, nessun ricatto, si accontentano di qualche appartamento, la Mini cabrio ed il vitalizio da 2500 euro al mese.
Tutte sono accorse in tribunale a testimoniare per lui, se non è amore questo l’amore non esiste.

Da Cosa nostra ai faccendieri
Silvio, la gallina dalle uova d’oro

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2 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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  2. […] riconosce, la mafia, essendo l’Italia e le sue istituzioni in Continua a leggere la notizia: Che sfigato il piduista, tutti lo ricattano da decenni, solo le orgettine gli stanno vicine, a pagam… Fonte: […]

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