Caro Enrico, anche se gli Usa hanno presidente di colore, borghese, non siamo messi bene. Noi poi siamo alla sfascio la questione morale è più attuale che mai ma in politica ci sono solo mezze calzette. Gira la voce che destra e sinistra non esistano più, e andiamo a fondo.


Non hai fatto in tempo a cambiare il mondo e non farò in tempo nemmeno io, anzi l’ho visto peggiorare giorno per giorno, lo spettacolo della politica è sempre più indecente.
Si sono persi milioni di posti di lavoro e quelli rimasti sono solo precari, a termine, a contratto, insomma appesi con una corda al collo.
Negli ultimi decenni il bandito che ci ha governato per più tempo di tutti ci ha raccontato che nascevano migliaia di imprese ogni anno, andava da Vespa a sparare cazzate ed il tipo ci ha scritto pure dei libri, uno all’anno.
Mai visto un simile spreco di carta per delle cose inutili, baggianate, utili solo a spappolare il cervello dei teledipendenti.
Le imprese di cui sopra altro non erano che Partite Iva individuali, in pratica “imprenditori” con meno diritti dei lavoratori e senza nessuna tutela, lo so bene io che ho avuto mio figlio in quelle condizioni.
Non solo vengono sfruttati ben oltre le otto ore giornaliere, mi torna in mente la vecchia canzone delle mondine: se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorar, ma vengono licenziati senza che nessun sindacato apra bocca, senza nessuna manifestazione di protesta perchè sono tutti cani sciolti cresciuti, e vittime, dell’individualismo, della mancanza di solidarietà sociale.
Di queste imprese e di quelle un pochino più grandi quest’anno ne hanno chiuse circa 3000, tra queste figura anche quella di mio figlio anche se non ne faccio un caso individuale perchè è un problema di massa.
Caro Enrico il problema è sempre il solito,  il capitalismo che abbiamo combattuto per decenni, ad essere onesti io mi sono limitato a seguirti, ascoltarti, crederti e non me ne sono mai pentito perchè sei riuscito a fare del figlio  di un fascista un comunista che come motto, direi come Dna, ha una frase di Giorgio Gaber: Qualcuno era comunista perchè credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Ecco perchè del problema di mio figlio, che ha dovuto emigrare, non ne faccio un problema personale ma collettivo, di massa.
A proposito di massa, i tempi in cui venivamo ad ascoltarti quasi in milioni sono finiti da un pezzo, nemmeno i concerto delle rokstar arrivano a certe cifre,  persino negli stadi del calcio c’è un calo di partecipazione. Il che è tutto un dire.
La foto del post è stata scattata da me negli anni a cavallo tra i 70/80 al parco Sempione di Milano, era la festa nazionale dell’Unità una delle ultime prima che la spostassero alla montagnetta di S. Siro, il Monte Stella, i giornali scrissero di un milione e mezzo di persone.
A proposito del Monte Stella vorrei ricordare una cosa che troppi milanesi, doc o acquisiti, non sanno.
Si chiama così perchè il parco ideato dall’architetto Bottoni per sistemare le macerie della guerra ed iniziare la ricostruzione divenne una montagna e lui le volle dare il nome di sua moglie, Stella appunto.
Detto questo, caro Enrico, i problemi sono di tutti, la maggioranza diciamo, quello che manca è l’unità e la partecipazione, ognuno cerca di salvarsi da solo, sembriamo tutti degli emigranti pressati in un enorme barcone ognuno impegnato a salvare se stesso o al massimo la sua famiglia, i suoi figli.
Nessuna visione collettiva del problema, anzi. Trovo che il problema della crisi, della mancanza di ideali, di solidarietà, abbia dato la spinta a qualcuno per farne dei soldi, diventare famoso in televisione, parlarne tutte le settimane senza concludere mai niente.
Su Rai 1 e su Canale 5 si parla ininterrottamente dell’ultimo omicidio di ragazzine, la fornitura è continua, un delirio. Ogni due giorni ammazzano una donna ed in televisione ci sono decine di esperti che ci spiegano come e perchè, ho l’impressione che ci marcino sopra per fare audience senza fare educazione, infatti non cambia niente.
Lo sterminio da parte di fidanzati, compagni, mariti, ecc.ecc. continua e tutto ciò, dicono, per amore.
L’amore oggi si misura dalle coltellate che dai, meno di quattordici non è amore, devi darne di più anche se la frequenti da qualche mese, un anno diciamo.
Mi è persino venuto in mente che se dovessi dimostrare il mio amore alla Mirè, dopo oltre 40 anni di convivenza, dovrei darle almeno una sessantina di coltellate, roba da rimanere senza forse, mi sa che è meglio soprassedere.
La politica, l’economia, la crisi, viene trattata allo stesso modo nei talk show, chiacchiere per fare audience ed impedire di il coagularsi di un movimento di opposizione al capitalismo.
tante chiacchiere e nessuno che ponga l’unica domanda che conta: che fare?
Non lo so nemmeno io ma ho una certezza, prima cosa dobbiamo cercare, trovare i punti che ci uniscono e non coltivare quelli che ci dividono.
Altra cosa, secondo me è anomala, è il fatto che la maggioranza dei giovani ritiene che destra e sinistra non esistano più. Anche se qualche giorno fa abbiamo assistito all’apologia del fascismo in occasione del funerale di Rauti. Fortunatamente, lasciamelo dire, non partecipato come il Tuo.
Forse, con il Tuo funerale, abbiamo fatto anche il nostro, politicamente intendo, gli unici che hanno partecipato e pianto al proprio funerale sono quelli della mia generazione. Ci danno tutti per morti,superati.
In parte è dovuto allo spettacolo indecente che offrono i pagliacci ed i delinquenti che sono in parlamento,  che l’informazione di regime e loro stessi identificano in destra e sinistra ed in parte al fatto che ritengono che le ideologie non esistano più.
Tutto ciò porta a considerare che il capitalismo ha vinto su tutti i fronti, c’è persino in Cina, e che ci si limiti ad accontentarci di cambiamenti minimi giocandoci la democrazia e la dignità per un pezzo di pane.
Sappiamo anche che alcune esperienze di socialismo reale sono miseramente fallite, Tu stesso che avevi una visione più ampia e proiettata nel futuro ci avevi avvisato ed hai provato a cercare quella che chiamavamo la terza via, ma nel sud America ci stanno provando e direi alla grande.
Una cosa che non è cambiata rispetto a quando eri con noi è che la Cisl e la Uil vanno ancora a braccetto con i padroni, hanno creduto a Marchionne e adesso non hanno nemmeno il coraggio di dire che si sono sbagliati, pensa che hanno ancora degli iscritti.
Quando mai gli Inti Illimanni hanno scritto El pueblo unido jamàs serà vencido, lo sapevamo bene noi che riempivamo le piazze, ma lo sa bene anche il sistema finanziario capitalistico parassita che ha giocato tutte le sue carte sulla divisione del popolino.
Abbiamo tre o quattro partiti comunisti, altri che si richiamano al socialismo, altri ancora alla socialdemocrazia, c’è persino qualche democratico schierato nel centrosinistra, dicono, tutti insieme non riescono nemmeno a far riconoscere i diritti delle coppie di fatto o dei alvoratori. Il populismo impera e tutti sappiamo che il populismo porta a regimi, da sempre è l’anticamera dei regimi.
Secondo me è anche un problema di partecipazione. La più bella manifestazione degli ultimi decenni l’hanno organizzata le donne, aveva per slogan: Se non ora, quando!
Sono andate in piazza a milioni, subito dopo abbiamo comiciato a dividerci sui punti, le virgole, gli accenti.
E tolto qualche giapponese uscito dalla foresta nessuno lotta più.
Ma non tutto è perduto, caro Enrico, come diceva De Andrè è dal letame che nascono i fior ed infatti un bel fiore sta nascendo si chiama Movimento 5 Stelle.
Ha delle buone idee, mischiate con un po’ di regime, populismo, leader carismatici, partecipazione , invasione della rete, organizzazione ed in modo particolare di antipolitica.
Non contro la politica malsana, i politici corrotti o venduti, proprio l’antipolitica.
Vogliono fare politica con l’antipolitica. E’ qui che io vado in confusione, partecipano ma solo come guardoni in attesa di avere il 51% e di godere partecipando, finalmente,  alle responsabilità della gestione.
Chi non sta alle regole, democratiche, è perchè ha il punto G in televisione.
Questa, caro Enrico, non te la spiego avrei tanto voluto che ci fossi Tu a spiegarci cosa sta succedendo, invece c’è solo Bersani.
Ad essere sinceri c’è un certo Renzi che vuole spiegarci cosa sta succedendo, da quello che ho capito io ci vuole fare diventare tutti Tafazzi.
Un abbraccio virtuale caro Enrico, da uno che ha avuto il piacere, l’onore, di conoscerti di persona ed anche di criticarti, da giovane rivoluzionario.
Non ho mai dimenticato la tua pazienza e la tua cortesia, la tua educazione, davanti a qualche centinaio di persone mi hai risparmiato una umiliazione, sei stato così gentile da dimostrarmi nei fatti, senza offendere la mia prosopopea, quanto fossi pirla. Grazie ancora.
Pensa che i nuovi leader per criticare una ragazza del loro movimento la offendono via web con insulti maschilisti riferiti al punto G.
Enrico, il punto G non è riferito a Grillo, è riferito al punto in cui le donne hanno l’orgasmo, l’hanno scoperto gli scienziati e quelli più maschilisti di me ci fanno delle battute per offendere le persone, le donne.
E’ proprio vero, la classe non è acqua. Cetto Laqualunque è il migliore, siamo passati da Togliatti a Cetto e questa è l’impronta dei tempi.
Per essere vivi si deve avere un passato, ricordare , speranze ed emozionarsi ancora.  Senza emozioni non si vive, si vegeta.
Con, immutato affetto.

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6 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Ciao, con affetto, caro Enrico.
    Il compagno Nat dice tante cose giustissime sia del passato che del nostro presente in cui la cosa più grave non è la carenza di lavoro e lo stato dell’economia nazionale. La cosa più grave per il Paese è che è in gioco, purtroppo, la tenuta della democrazia quella che è stata conquistata dalla Resistenza e dai suoi combattenti morti sulle nostre montagne, uccisi dai fascisti, quelli che la Resistenza non l’hanno fatta e che oggi fanno finta di non vedere e non si preoccupano delle sfilate dei fascisti di oggi, dei saluti romani ai funerali dei fascisti di ieri, e delle annuali pagliacciate adunate a Predappio.
    Alle tante lodi intessute per te da Nat, tutte giustissime, permettimi di aggiungerne altre due: la tua coerenza e la tua signorilità che ha sempre caratterizzato, a volte persino incompreso, la tua azione politica ed i tuoi insegnamenti.
    E’ per questo, caro Enrico, che non possiamo dimenticarti perchè tu resti un gigante tra i tanti pigmei rimasti ad occupare, immeritatamente, la scena politica italiana.

    • Siamo superati e sotto un certo aspetto è una salvezza. Saranno problemi loro, di quelli che negano l’esistenza di una destra e di una sinistra.
      Ciao caro.

      • Finchè saremo vivi ed il nostro cervello funzionerà bene, non saremo nè superati e non ci sarà nessun Renzi che potrà solo ipotizzare di rottamarci. Credo, semmai, che potremmo essere noi a rottamare lui ed a farlo vergognare per quel che dice e per chi frequenta. Farebbe bene a tornare dalle suore che lo hanno eletto sindaco di Firenze!

  3. Oggi ho risposto ad un signore del mio quartiere, se voglio andare all’oratorio vado in quello vicino a casa, senza andare a Firenze.
    Adesso, mentre scrivo, è dalla Gruber.

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