Anche il Vaticano vuole la Tobin Tax. I compagni oltre il Tevere : «no» del Vaticano a una finanza puramente speculativa. Tutto va bene, purchè non si parli di Imu , dell’8 x 1000 e delle scuole private foraggiate con i nostri soldi.


Leggo sull’Unità on line:

Anche il Vaticano
vuole la Tobin Tax

Se  si legge l’articolo togliendo i riferimenti a Mons. Toso, segretario del Pontifico Consiglio della Giustizia e della Pace, ed a  Benedetto XVI° sembra il Manifesto del Partito Comunista aggiornato al terzo millennio, il millennio dominato, come i precedenti, dal capitalismo finanziario parassita.
Se certi ragionamenti, propositi, li portasse avanti il Pd avremmo risolto il 50% della rivoluzione politico finanziaria per cambiare questo sistema che arricchisce i pochi producendo miliardi di poveri in tutto il globo.
Dive il saggio, Mons. Toso: «Non si riesce a capire perchè gran parte del mondo economico, gran parte dell’economia reale, subiscano una forte tassazione mentre notevoli aree del mercato finanziario – in modo particolare quello che si dedica alle speculazioni finanziarie sregolate – non debba essere toccato dalla tassazione e non debba, anche questo mondo, contribuire alla realizzazione del bene comune»
Se il vaticano fonda un partito con la bandiera rossa e lo stemma del papato confermo che rischierei di votarlo, ma c’è un ma, lo stesso ma che caratterizza la chiesa cattolica dalla sua fondazione ad oggi.
Predica bene ma razzola male.
Attenzione che il giro del fumo del vaticano è fatto a regola d’arte, niente a che vedere con i deliri del piduista alla canna del gas e con il culo alla finestra, al freddo al quale è rimasta la spudoratezza con la quale lui e sua figlia insistono a dire che il rimborso a De Benedetti è la rapina del secolo.
La rapina del secolo è quella che ha portato la Mondadori nelle grinfie di famiglia, la Marina Berlusconi è seduta su una poltrona che non è la sua, se non paga.
Questo qui, il piduista, per la maggioranza degli italiani si è giocato la faccia e la credibilità in 18 anni e sono pure tanti, perchè l’altra parte degli italiani aveva avvertito per tempo del pericolo che stavamo correndo e lo andava gridando e scrivendo tutti i giorni, inutilmente.
In vaticano sono molto più organizzati nel doppio gioco, più astuti, infatti lo reggono da oltre 2000 anni.
Il segreto è molto semplice, mentre la P2, il popolino della destra ed i teledipendenti hanno puntato tutto su un uomo solo al comando, facendolo di fatto diventare il parafulmine sul quale si sono scaricate tutte le saette dei temporali da lui stesso creati, il vaticano ha sempre puntato su un detto che ha impedito la focalizzazione dei fulmini prodotti dal predicare bene e razzolare male.
Morto un papa se ne fa un altro, hanno sempre sostenuto e quindi i nostri “fulmini” sono rimasti nell’incertezza, colpisco qui o colpisco la?
Tutto va bene ai vescovi, al vaticano, al clero. Le prediche domenicali sono all’altezza dell’articolo pubblicato sull’Unità e persino gli atei e gli agnostici si sentono vicini alle teorie avanzate dal vaticano sul capitalismo finanziario parassita globale.
Se uno è minimamente distratto è capace di chiamare Mons. Toso compagno Toso, tanto è condivisibile la sua tesi.
Persino io, nel mio piccolo, vado scrivendo da mesi le stesse cose: «non c’è bene comune senza un’economia al servizio del bene comune e senza imprenditori che producano buoni prodotti e servizi che innovano, creano posti di lavoro, e che pagano anche le giuste tasse».
Tempo fa ho scritto una provocazione che non era una provocazione ma un richiamo alla Carta Costituzionale.
Mi chiedevo infatti come mai,se il 10% degli italiani possiedono il 50% della ricchezza nazionale, non pagassero loro il 50% delle manovre per raddrizzare la baracca, il 50% delle imposte totali che ci impone lo Stato.
La Costituzione dice che ognuno deve dare in base alle sue possibilità.
Come mai, allora, il peso delle manovre e delle imposte grava quasi del tutto sul restante 90% della popolazione italiana?
Elementare  Warson, direbbe Sherlock Holmes, ma gli italiani non sono nè uno nè l’altro. Sono boccaloni.
Tornando ai compagni vaticani, se continuano così tra poco li vedremo manifestare in Piazza S. Pietro con la maglietta del Che, al posto del Te Deum canteranno  El pueblo unido jamàs serà vencido!
Basta che non parli di Imu, dell’8 X 1000 e dei finanziamenti alle scuole di preti e delle suore.
Il tabernacolo è sacro ma il capitale ancora di più.
Comunque ringrazio il vaticano per la solidarietà in merito alla Tobin Tax, spero l’abbiano detto anche nelle prediche domenicali. Di solito quando parlano i preti, vescovi o cardinali i primi banchi e le prime poltrone sono piene di investitori. Quelli potenti e quelli meno potenti.
Spero che la lieta novella sia arrivata anche a loro.
Ve li immaginate i cardinali mentre cantano nel Concistoro Comandante Benedetto sull’aria di questa:

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Una Risposta

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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