Silvio è stato condannato a ottobre. Non è dispiaciuto perchè non è arrivato al panettone, è dispiaciuto perchè non è arrivato a Carnevale.


Naturalmente Berlusconi, tessera P2 N° 1816, è intervenuto immediatamente a Studio Aperto dichiarando: Una sentenza politica intollerabile, qui non si va avanti.
Sono andati avanti comunque i suoi suonando la grancassa della propaganda che sanno suonare molto bene: Berlusconi condannato senza prove.
Era convinto dell’assoluzione, dice, ed è per questo che per 10 anni è andato avanti con legittimi impedimenti , decreti ad hoc per impedire il lavoro dei magistrati.
Dal Fatto Quotidiano:

Il Pdl, intanto, si compatta in difesa dell’ex premier. Nota congiunta per Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: ”L’uso politico della giustizia scrive oggi un’altra brutta pagina nella storia del nostro Paese – scrivono nel messaggio – . Mentre Silvio Berlusconi orienta le sue scelte innanzi tutto tenendo conto del bene del Paese, la caccia all’uomo non salta un giro”. Ma, aggiungono i due parlamentari, “verrà un giorno in cui la storia darà atto di quanto male tutto questo ha fatto alla nostra democrazia”. Si tratta di una “singolare condanna” per la deputata Beatrice Lorenzin che osserva: “Dopo 18 anni di storia aspettiamo con impazienza i successivi gradi di giudizio, perché finora, di fronte alle carte, ogni verifica successiva ha sempre dato ragione a Berlusconi”. Per il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ”non si tratta di una sentenza ma di un tentativo di omicidio politico visti non solo la condanna penale ma anche l’interdizione di tre anni dai pubblici uffici. Purtroppo non da oggi diciamo che è in atto un uso politico della giustizia, in primo luogo contro Berlusconi”. Per Sandro Bondi si tratta di una “ferita inferta alla democrazia”, secondo Michaela Biancofiore si tratta di “una sentenza palesemente politica” e Francesco Storace (La Destra) è convinto che Berlusconi “non meriti l’accanimento”. “Vicinanza umana e solidarietà” anche da parte di Ignazio La Russa che non esita a parlare di “accanimento giudiziario”.

Quello di oggi è un ”evidente il tentativo da parte del Tribunale di Milano di colpire il ‘nemico’ con una sentenza spropositata che nulla ha a che vedere con la giustizia” per Maurizio Lupi, vice presidente della Camera. Arrivano parole durissime invece dal parlamentare – e capo ufficio stampa del Pdl – Luca D’Alessandro: “Il Tribunale politico di Milano ha colpito ancora – ha commentato-. Se oggi danno quattro anni a Silvio Berlusconi – ha proseguito – per un reato che non ha commesso, come documentalmente dimostrato, quando nei gradi successivi sarà assolto, dovranno dare l’ergastolo e interdire dai palazzi di giustizia quei magistrati che stanno portando avanti questa ignobile persecuzione giudiziaria”. 

Per Alfano quella di oggi è “una condanna inaspettata e incomprensibile, con sanzioni principali e accessorie iperboliche”, opinione condivisa anche da Enrico La Loggia, presidente della Commissione parlamentare per l’Attuazione del federalismo fiscale. Il segretario del Pdl, però, è certo “che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione e speriamo che questi giudizi giungano in fretta”. Interviene anche l’ex ministro Gianfranco Rotondi, secondo cui “la condanna di Berlusconi mostra al mondo l’anomalia della giustizia italiana. Come sempre nei gradi successivi – conclude – la serenità dei giudici restituirà a Berlusconi verità e giustizia”.
C’è pure l’attestato di stima di Formigoni ma, con l’aria che tira al Pirellone è meglio lasciar perdere.
Interessante il commento di Cicchitto, tessera P2 N° 2232, che ripropongo:

”non si tratta di una sentenza ma di un tentativo di omicidio politico visti non solo la condanna penale ma anche l’interdizione di tre anni dai pubblici uffici. Purtroppo non da oggi diciamo che è in atto un uso politico della giustizia, in primo luogo contro Berlusconi”.
Anche se non si ripresenterà come candidato alle elezioni non ho dubbi che la campagna per farlo passare come vittima della magistratura politicizzata non avrà un attimo di tregua come previsto dalla strategia della loggia massonica P2.
Qualche garantista, alla Carnevale, lo troveranno sia al centro che a sinistra.
Non entro nel merito, non ho letto le motivazioni e non ho le capacità intellettive per cogliere tutte le ragioni e le sfumature che hanno portato i giudici ad infliggere la condanna di primo grado ma ritengo che sia colpevole e la mia convinzione si basa su questi presupposti.
Se fosse vero che è innocente, anche gli assassini si ritengono innocenti se non sono rei confessi, non avrebbe ostacolato in tutti i modi il lavoro dei magistrati inventandosi legittimi impedimenti ridicoli e imponendo ai suoi parlamentari continue modifiche ad hoc delle leggi vigenti.
Non dimentichiamo che è stato Berlusconi  a depenalizzare il reato di falso in bilancio.
Non è mai stato assolto o è finito in prescrizione dopo aver fatto ridurre i tempi della stessa dalla sua maggioranza o è stato assolto perchè, durante le inchieste ed il processo, ha fatto depenalizzare i reati.
Li ha commessi ma ha deciso che non sono più reati.
Ma c’è un’altra frase che ha pronunciato ieri sera a Studio Aperto che mi infonde la certezza che è uno spergiuro, un falso, un mentitore seriale, come ci aveva già anticipato Montanelli che lo conosceva bene.
Ieri sera, dopo la filippica contro i giudici, ha aggiunto una frase che ripete spesso anche sua figlia Marina, del tutto degna di cotanto padre:
“I 564 milioni che ho dovuto dare” a De Benedetti “non sono la rapina del secolo, ma del millennio”.
Se c’è una cosa della quale siamo tutti certi è che la rapina del secolo ci fu ma ai danni di De Benedetti e solo la spudoratezza di padre e figlia consente di dichiarare impunemente il falso sia all’uno che all’altra.
Dal Fatto Quotidiano:

Mondadori, storia di una sentenza comprata.
Ora finchè compra le orgettine ce ne possiamo anche fregare ma la sua storia è piena di episodi oscuri che gli italiani fingono di non conoscere, o non conoscono distratti dal Pomeriggio sul 5.
Qui c’è una sintesi che ricostruisce i vari passaggi della sua ascesa di imprenditore:
LA STORIA DI SILVIO BERLUSCONI
Molto interessante, per capire il personaggio, è la storia di come ha comprato la villa di Arcore. A questa storia ci sono molto affezionato. Seguendo la triste storia del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino e della sua bellissima e intrigante moglie, Anna Fallarino, ho scoperto sul finire degli anni settanta di che pasta fosse il bravo imprenditore che poi si comprò il Milan. Nel 1983 comprai il libro: Gelli: la carriera di un eroe di questa Italia di Gianfranco Piazzesi. Garzanti 1983.  Capii tutto e divenni antiberlusconiano molto prima della sua scesa in campo, Berlusconi è colui che ha portato a buon fine l’attacco allo Stato ordito dalla P2 di Licio Gelli.
I piduisti sono ancora lì, non tutti ma in numero sufficiente per condizionare lo Stato, la magistratura, la propaganda a loro favore e tutto il resto.
Qui troverete la storia di come ha “comprato” la villa di Arcore.

Ultimamente i miei post sono pieni di link che portano alle fonti, con l’aria che tira per i blogger è meglio cautelarsi e produrre documenti, non avendo avvocati di grido o conti in banca per risarcire qualche bandito mi devo pur cautelare. Le mie sono opinioni, documentate, non diffamo a destra e sinistra come fa Sallusti spacciando la diffamazione per opinione.
Scrivo solo di fatti realmente accaduti, documentati, reali.
Per me, il piduista, quello era e quello è rimasto. Si è solo dato una sistemata. La foto è ancora in bianco e nero, datata.
Carnevale, l’ammazza sentenze.
Non facciamoci illusioni, c’è sempre la prescrizione a portata di mano.

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Una Risposta

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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