Qualunque sia la ragione, o la chimica, che ha cambiato Fini è da accettare favorevolmente. Ci vorrebbe una epidemia. Ma quello che ha detto è inaccettabile: Quanto è successo alla Diaz l’ho saputo dopo. Non ci credo e dico perchè.


Potrei partire scrivendo che il fascismo c’era già stato prima, per un ventennio,  non vorrei che il delfino di Almirante venisse un giorno a raccontarci che l’ha saputo dopo.
Fini è del 52, io sono del 48, entrambi non abbiamo vissuto il fascismo ma entrambi sono stati influenzati da fascisti. Lui da Almirante io da mio padre, con una differenza, io a vent’anni ero già comunista ed allora non c’erano tutti gli strumenti di informazione che ci sono adesso.
Intendiamoci la svolta del compagno Fini io la accolgo con favore, trovo sia un segnale cha anche dall’altra parte, quella dei fascisti o dei repubblichini, c’è qualcuno che è in grado di ravvedersi e diventare democratico.
Per farlo ci vuole un minimo di cervello, etica, morale, ed una spruzzatina di “sincero democratico” che non è da aggiungere al Campari ma quello un additivo dell’animo che serve per fare i mea culpa. Il sincero democratico riesce a fare autocritica.
Ci vorrebbe una epidemia anche se La Russa, Gasparri, Alemanno, Storace e compagnia ne uscirebbero indenni.
Detto questo, anche se Fini ha cambiato la divisa, non deve permettersi di prenderci in giro con ricostruzioni sul G8 di Genova che risultano pelose.
Dice Fini a Piazzapulita: DIAZ – ”Se tornassi indietro rifarei tutto cio’ che ho fatto, andrei a portare la mia solidarieta’ all’Arma dei carabinieri”: cosi’ Gianfranco Fini a Piazzapulita su La 7 rispondendo ad una domanda sul g8 di Genova del 2001. ”Sono rimasto 7-8 ore in caserma – aggiunge – perche’ a causa delle manifestazioni la citta’ era bloccata”.
Sappiamo tutti che nel 1994 Berlusconi fece uscire dalle cantine, dalle fogne, i fascisti e li portò al governo come da progetto della P2.
Nel 2001 erano già ubriachi di potere e con la bava alla bocca, non vedevano l’ora di farci vedere di che pasta fossero fatti e, quindi, la solidarietà per carabinieri e polizia la sbandieravano 24 ore al giorno.
Carabinieri e polizia sono il braccio armato del potere e sono pieni di nostalgici in modo particolare tra i generali dei carabinieri ci sono personaggi degni di Storace ed Alemanno.
Milioni di italiani seppero subito che alla Diaz ci fu, da parte delle forze dell’ordine, un’aggressione/irruzione di stampo fascista contro i ragazzi che bivaccavano tranquillamente alla scuola Diaz.
Radio Popolare fece delle dirette e raccontò tutto quello che vide e che potè raccontare.
A Genova c’erano pure dei miei amici, famiglie, che mi raccontarono di prima mano quello che successe.
Inimmaginabile che Fini, ospite di prestigio in caserma, non sapesse nulla di quello che stava avvenendo.
Allora avanzai pure il sospetto che Fini approvasse, spingesse, forse ordinasse l’assalto alal scuola Diaz per far sapere a questi disgraziati che lo Stato esiste e per ricordarcelo non esita a spedizioni squadriste.
Succedeva negli anni 50, 60, 70 ed oltre ed i seguaci di Fini o erano a manganellare poveri inermi o ci mandavano direttamente carabinieri e polizia.
Negli anni 70 il quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo era in mano ai fascisti che ad ogni fine settimana si lanciavano in scorribande. Davano fuoco alle sezioni del Pci, danneggiavano le sedi dell’Anpi o aggredivano gli attacchini dei manifesti della sinistra o compagni quando si trovavano isolati.
La tecnica era sempre quella, fascista. 10 camerati, mai di meno quasi sempre di più, che si lanciavano contro il sinistro isolato ed era una bastonatura democratica, se avessero votato avrebbero avuto la maggioranza.
Venivano giù anche i camerati di Como e Varese, allora le targhe avevano la sigla delle province.
Venni aggredito anch’io e ferito ad un occhio ma non volli esporre denuncia dai carabinieri, volli andare dalla Polizia di Sesto San Giovanni dove c’era un vice questore che aveva fatto la Resistenza ed era un sincero democratico. Sua figlia è ancora dei nostri ed ha fatto strada.
C’era un’altra ragione per cui rifiutai di fare la denuncia ai carabinieri. C’era un generale dell’arma, mi pare fosse in servizio a Monza o Cinisello, adesso non ricordo, che ad ogni arresto di camerati che avveniva nei fine settimana, si presentava al carcere di Monza già al lunedì mattina e li faceva uscire.
Non avevano la divisa, usavano i manganelli e le taniche di benzina, ma sembravano in servizio effettivo dell’arma, una specie di squadra speciale.
Andarono avanti per anni sino a quando il servizio d’ordine del Pci non organizzò una spedizione nel bar della Crocetta che faceva da ritrovo dei camerati.
Il servizio d’ordine del Pci era fatto da gente tosta, massiccia, entrarono nel bar alla chetichella  e l’ultimo chiuse la serranda per non farli scappare.
Erano a mani nude ma per bastonarli per bene usarono le stecche da biliardo che trovarono in loco.
Quando li ebbero conciati per le feste aprirono la saracinesca e se ne andarono.
Non ci fu nemmeno bisogno che il generale si scomodasse per farli escire dalla galera. Erano già sistemati.
I camerati della Crocetta si diedero una calmata, non come Fini ma quasi.
La storia mi ha insegnato questo e quindi non riesco ad accettare che un personaggio come Fini, vice presidente del Consiglio all’epoca dei fattacci alla Diaz, con Scajola ministro degli Interni e Mantovano sottosegretario venga a dirci quanto segue:
”Poi quanto e’ successo alla Diaz l’ho saputo dopo”. Comunque ”c’e’ una sentenza i fatti sono stati accertati e anche le responsabilita”’.
Questo mi offende, è come se mi desse del cretino, dell’imbecille.
Complimento che respingo al mittente. Qui, se c’è uno che si è svegliato tardi tra me e lui è lui. Io ho capito subito di che pasta fosse Berlusconi, ben prima che diventasse Presidente del Consiglio.
Non ci ho messo 15 anni per rendermene conto e non ci ho messo 11 anni per riconoscere che alla Diaz ci fu un massacro fascista di un governo fascista.
Io l’ho saputo durante, perchè ho voluto sapere e non ho chiuso gli occhi e l’ho saputo anche senza essere vice presidente del Consiglio.
Quindi, se due più due fa quattro, Fini lo seppe prima di me. E gli piacque quello che successe.
Grazie a Vukic per la foto del compagno Fini.

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2 Risposte

  1. condivido la tua lettera… sono una persona nata a roma e adesso vivo in toscana, da quello che mi ricordo ne a roma ne qui in toscana c’è mai stato il comunismo, questa gente non sa cos’è anche se si dicono di sinistra. Nel quartiere dove vivevo a roma quando ero ragazzo ci fu un giorno un grosso attacco dei celerini che con la scusa che alcuni brigatisti si erano nascosti in una sede dell’allora pci, pestarono a sangue tutte le persone che erano presenti. In quel momento dentro al circolo ricreativo della sede, dove si trovavano biliardi, flipper…Mi salvai perchè ero troppo piccolo (13 anni ) per essere menato e perchè feci in tempo ad uscire dal circolo. La cosa che mi piace ricordare è che la gente presente in quel momento si unì tutta per fronteggiare i cellerini che, ingiustamente, stavano caricando persone oneste e lavoratori che stavano li a socializzare e a divertirsi. Oggi questa solidarietà non esiste più ognuno pensa alla propria sicurezza e a non avere noie con la giustizia, perchè se hai la fedina penale sporca poi non trovi un lavoro…. (Tanto il lavoro non lo trovi ugualmente) sei macchiato per tutta la vita…( macchiati ci siamo solo perchè diamo da vivere a questo stato… di fatto) … Ma tant’è che il loro isolarci porterà ad unità per cause di “forza maggiore” … Quando da soli non ce la facciamo più, se non vogliamo morire, saremo costretti ad unirci…. E’ proprio questo l’appello che faccio a tutti noi…. Episodi come quello di Genova lasciano segni profondi in chi li vive (dovrebbero lasciarli anche in chi li osserva) e ci dovrebbero far riflettere sul come e da chi siamo governati.

  2. […] Lui da Almirante io da mio padre, con una differenza, io… Continua a leggere la notizia: Qualunque sia la ragione, o la chimica, che ha cambiato Fini è da accettare favorevolmente. Ci vorr… Fonte: […]

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