La crisi non accenna a mollare la presa, anzi, ma i privilegi del Vaticano ci costano come prima. Oltre 4 miliardi all’anno ed il decreto per l’Imu è stato dimenticato.


Distratti dalla Fiat, dall’Alcoa e da tutte le aziende in crisi, quelle fallite e quelle che stanno per fallire abbiamo dimenticato che sul carrozzone dei mantenuti oltre alla politica e le ruberie quotidiane c’è ancora il vaticano che manifesta grande solidarietà agli esodati, disoccupati, precari ma non ha mollanto un centesimo dei suoi privilegi.
Il turibolo dell’incenso deve avere qualche chilometro di diametro ed appena lo agitano fa una nebbia, un fumo che toglie la memoria a tutti. Non si vede più niente.
Il governo ha garantito che avrebbe fatto un decreto al volo per dar modo alla chiesa di versare l’Imu ma nessuno ne sa niente, pare sia desaparecido.
Su Google le ultime notizie su quanto ci costa il vaticano sono ferme al 2007, nel 2008 ho scritto questo post dove mi ponevo delle domande rimaste senza risposta:LA RECESSIONE E’ UNA MONTAGNA CHE DOBBIAMO SCALARE TUTTI, CHI PIU’, CHI MENO. PERCHE’ DOBBIAMO PORTARCI LO ZAINO DEL VATICANO? E’ del 10 ottobre 2008.
Non è l’originale ma è lo stesso, l’originale era su Splinder ed è andato perso. Lo riporto così com’era, eventuali errori compresi.

La recessione la dobbiamo affrontare tutti, forse, privilegiati o non, ma perche’ ci dobbiamo portare sul groppone il Vaticano?
Perche’ dobbiamo pagare i maestri di religione, i preti, lasciare che non paghino l’ici, e la truffa dell’ 8 x 1000?
Lasciamo perdere il sottoscritto che e’ ateo e che non puo’ vedere le chiese, pur avendo studiato dai preti o proprio per questo, ma anche per un cattolico non vengono prima i suoi figli?
La sua famiglia, i suoi vecchi? Perche’ dobbiamo portarci sulla schiena questo fardello insopportabile mentre la banca vaticana cambia 19 milioni di euro in oro sonante?
Se gli basta la parola di Dio, che non svaluta mai, perche’ non se la tiene e paga regolarmente le tasse allo Stato italiano?
Carissimo Santo Padre, gia’ mi sono rotto i maroni, per essere gentile, anni fa della parola di Dio ma ho portato rispetto all’uomo prete, come Don Milani che voi avete massacrato. Come Don Vittorino, prete del mio paese, che per aver parlato in favore di un uomo abbandonato dalla moglie con un figlio di due mesi chiedeva il diritto di rifarsi una vita, l’ avete isolato in un paese di montagna come avesse la peste?
Erano gli inizi degli anni 60 ma non e’ cambiato niente, siete ancora piu’ feudali e retrogradi.
Mi sta’ bene ma fatelo a spese vostre dei vostri fedeli e di chi crede alla vostra dottrina.
Dobbiamo fare un movimento nel paese che ripristini la legalita’, l’uguaglianza, la libertà, quindi aboliamo i privilegi sull’ici, gli stipendi dello stato ai preti, gli insegnanti di religione pagati dalla collettivita’ ed il versamento dell’5 x mille, andate a lavorare e date il buon esempio.
Se Dio c’è lo verificherò dopo che me ne sarò andato nel frattempo, se c’è, mi auguro che mi ascolti e vi maledica, sono oltre ogni limite di sopportazione. Con voi, gia’ che c’è, deve maledire chi difende la famiglia, in maniera bigotta, e ha ha due o tre, chi ammazza cittadini innocenti e poi ha il funerale in chiesa, come i mafiosi ed i camorristi, chi fa la predica in mondovisione dicendo che la parola di Dio e’ l’unica cosa che conta, piu’ del denaro e del potere mentre untilizza il potere, spirituale e materiale, per fare affari con la droga, la banda della Magliana e quanti prima e dopo di loro hanno inquinato questo paese.
Non passate piu’ con il cestino, nelle chiese, adesso volete la carta di credito, vergognatevi.
Facciamo un movimento di liberazione dal Vaticano, almeno per salvare la nostra vita e le nostre famiglie, se a qualcuno avanzano e vuole donarli alla chiesa faccia pure, ma non rompa i coglioni a me.
Quando ci vuole ci vuole.
In una famiglia, quando gira male, si eliminano le spese superflue. Cominciamo ad eliminare questa droga, carissima, che ci e’ imposta e non ha nemmeno il beneficio di una canna.
Salviamo la barca, buttiamo giu’ la zavorra!
Qualcuno sa dirmi se in questi 4 anni è cambiato qualcosa? Ne sarei grato a me sembra tutto come prima, più di prima. Le solite menate sulla famiglia cattolica, tra l’altro affidate ad un divorziato, le solite manfrine sui diritti degli omosessuali, ma di mollare il malloppo non se ne parla.
Le spese dei viaggi papali sono sempre a carico nostro, lo stipendio dei preti e degli insegnati di religione, oltre all’8 x 1000 e le solite esenzioni per le scuole cattoliche.
L’Imu è stata dimenticata e manca sempre qualche virgola utile per invalidare l’imposta.
Abbiamo perso tutti la memoria, che fine hanno fatto i movimenti di opinione che chiedevano equilibrio, equità, giustizia ed abolizione dei privilegi?
Mi sono perso qualcosa o tutto è come prima?

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2 Risposte

  1. […] suoi privilegi. Il turibolo dell’incenso deve avere qualche… Continua a leggere la notizia: La crisi non accenna a mollare la presa, anzi, ma i privilegi del Vaticano ci costano come prima. Ol… Fonte: […]

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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