Non si può aprire un dibattito politico economico partendo da un post, commentandolo. Il post è un punto di vista sul quale riflettere anche senza condividerlo. Un botta e risposta nei commenti non cambia nulla del problema di fondo, il capitalismo.


Dicono che destra e sinistra non esistono più, ma rimangono quelli che si riconoscono nella destra e quelli che rivendicano il loro sentirsi di sinistra ed allora come la mettiamo?
Facciamo come Gaber, chiediamoci cos’è la destra, cos’è la sinistra, ma soprattutto chiediamoci cos’è il capitalismo perchè il punto, vero, di una società migliore, di una vita migliore per tutti è proprio questo.
Il capitalismo imprenditoriale produttivo e sfruttatore ci ha dato un mondo migliore? Il capitalsimo finanziario parassita e speculatore ha distribuito ricchezza?
Queste sono le risposte che dobbiamo darci, le domande alle quali destra e sinistra devono rispondere e dirci come vogliono uscire da questo mondo governato dai banditi dell’alta finanza, dalle banche.
Qualcuno nel mondo ha già scelto la sua strada, il Venezuela ad esempio ha nazionalizzato, pagandola, la più grande banca nazionale ed ha imposto delle regole al capitalismo dopo essersi liberato dalle multinazionali americane.
Marx diceva che il valore aggiunto di una merce stava nella sua utilità e nel lavoro che era servito per renderla fruibile alla massa.

“Credo di aver dimostrato che le lotte della classe operaia per il livello dei salari sono fenomeni inseparabili da tutto il sistema del salario, che in 99 casi su 100 i suoi sforzi per l’aumento dei salari non sono che tentativi per mantenere integro il valore dato del lavoro, e che la necessità di contrattare con il capitalista per il prezzo del lavoro dipende dalla sua condizione, dal fatto che essa è costretta a difendersi come merce. Se la classe operaia cedesse per viltà nel suo conflitto quotidiano con il capitale, si priverebbe essa stessa della capacità di intraprendere un qualsiasi movimento più grande.

“Nello stesso tempo la classe operaia, indipendentemente dalla servitù generale che è legata al sistema del lavoro salariato, non deve esagerare a se stessa il risultato finale di questa lotta quotidiana. Non deve dimenticare che essa lotta contro gli effetti, ma non contro le cause di questi effetti; che essa può soltanto frenare il movimento discendente, ma non mutarne la direzione: che essa applica soltanto dei palliativi, ma non cura la malattia. Perciò essa non deve lasciarsi assorbire esclusivamente da questa inevitabile guerriglia, che scaturisce incessantemente dagli attacchi continui del capitale dai mutamenti del mercato. Essa deve comprendere che il sistema attuale, con tutte le miserie che accumula sulla classe operaia, genera nello stesso tempo le condizioni materiali e le forme sociali necessarie per una costruzione economica della società. Invece della parola d’ordine conservatrice: “Un equo salario per un’equa giornata di lavoro“, gli operai devono scrivere sulla loro bandiera il motto rivoluzionario: “Soppressione del sistema del lavoro salariato”.

(K. Marx, “Salario, prezzo e profitto”, Ed. Riuniti, pp. 112-113).


Questo è il punto, non la destra o la sinistra, lo spread e cosa ci racconta Monti e non dimentichiamo che l’alta borghesia parassita, gli speculatori, le banche sono molto più forti di noi anche se chi domina il mondo è l’1% e noi siamo il 99%, disperso e diviso.
Caduto il muro di Berlino e scoperti gli orrori e le storture del comunismo “reale”, tutto il mondo si è messo in mano al capitalismo, si è riconosciuto nel capitalismo come se non ci fosse altra forma economico/politica sociale per vivere in un mondo diverso e meno disuguale, che riconosca i diritti dell’uomo.
Molti degli ex comunisti si sono defilati, altri hanno chiesto perdono per i loro peccati, ideologici, altri ancora hanno ripudiato del tutto gli ideali per i quali hanno combattuto per anni.
Io non ho nessuna vergogna nel ritenermi comunista, ne sono orgoglioso.
Il problema di fondo che Marx ed i maestri del socialismo e del comunismo hanno criticato e combattuto è il capitalismo al quale la caduta del muro di Berlino non ha intaccato, minimamente, i suoi interessi. E’ ancora qui in tutto il suo miserabile splendore, anzi è peggiorato perchè da un capitalismo produttivo di sfruttamento di massa siamo passati ad un capitalismo finanziario e parassita che uccide più delle bombe o della catena di montaggio.
Non me ne frega niente di quello che dice Renzi, Bersani, Casini, Di Pietro, Grillo e tutta la banda che partecipa alla festa, con la pancia piena. Voglio che qualche leader politico mi dica cosa intende fare con le banche, i parassiti, la finanza, gli evasori, le multinazionali e così via.
A me non interessano le class action contro le multinazionali, gli avvocati che tutelano i consumatori, nel frattempo morti di fame e le loro vicende giudiziarie spacciate per vittorie del popolo o della democrazia.
La vittoria delle regole, della giustizia, dell’etica, i rimborsi agli azionisti della Parmalat o della Telecom
perchè, accettando tutto questo, stiamo sempre giocando la loro partita, nel loro campo, nel loro cortile e quanto farci giocare o smettere lo decideranno sempre loro, i capitalisti. I parassiti. Disoccupati, esodati, sono già esclusi dal gioco della sopravvivenza. Per adesso sono spettatori, speranzosi di rientrare in campo.
Lo diceva Marx più di cento anni fa, noi lottiamo contro gli effetti mai contro le cause. Prendiamo l’aspirina quando ci vorrebbe il bisturi, usiamo il coltellino quando ci vorrebbe il bazoka.
Ci agitiamo intorno ai mulini a vento che il sistema ci propone, Berlusconi, Bersani, Monti, Casini, Di Pietro, Grillo e tutti gli altri senza colpirne alcuno, stiamo qui a litigare sulla legge elettorale, sul numero dei parlamentari e tutte le stronzate che sono marginali perchè il vero problema è uno solo:
Che vogliamo fare con il mondo finanziario parassita e speculatore del capitalismo moderno?
Questi una volta si affidavano alle guerre, per sterminare milioni di uomini e ripartire con le loro speculazioni. Creavano i boom economici grondanti sangue di milioni di morti per difendere i loro averi, le loro proprietà, adesso non hanno nemmeno bisogno di fare la guerra per sterminare interi Paesi come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo o l’Italia mettendo il popolo alla fame, adesso basta che diano ordine ad un ragazzino di Wall Street di dare l’invio e la Grecia fallisce, l’Italia la segue, il Portogallo pure.
Risparmiano pure sulle bombe e prosperano sul debito pubblico che essi stessi hanno generato per fare profitti.
Orsù, destra, sinistra, che intendete fare per mettere fine a questo scempio?
Affidarci alle preghiere?
Certo che sinchè staremo qui a scannarci tra di noi avrete vita facile, finchè ci affideremo ai capipopolo milionari o ai santoni la vostra festa non avrà mai fine.
Forse, un giorno il Popolo si unirà, si rivolterà e voi non avrete scampo, come non ha vuto scampo la nobiltà parassita francese ed allora sarà rivoluzione.
Su questa strada si sta infilando il capitalismo, ci vorrà tempo ma arriverà al capolinea, io non lo vedrò ma più la gente conosce, si informa e più si renderà conto chi è la vera causa della malattia del mondo, qualcuno l’ha capito 100 anni fa.

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2 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. […] di una società migliore, di una vita migliore per tutti… Continua a leggere la notizia: Non si può aprire un dibattito politico economico partendo da un post, commentandolo. Il post è un… Fonte: […]

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