Ho letto che nel Pd c’è tensione per i matrimoni gay. Io sono stato iscritto al Pci e penso che le priorità siano altre, anzi una, il lavoro. Il resto uno lo vive come gli pare, se ha un lavoro.


Una cosa totalmente diversa, per me, sono i diritti delle coppie di fatto, qualsiasi tipo di coppia di fatto, che non c’entrano niente con la mania del matrimonio e relativo divorzio qualche anno dopo.
Stiamo discutendo del nulla, pura distrazione di massa, l’unico vero diritto insindacabile ed universale è il lavoro, il diritto ad una prospettiva per il futuro.
Io, pur essendo battezzato ecc.ecc., non frequento e non credo anche se le ho tutte. Ho studiato dalle suore, dai preti, mio figlio è stato battezzato per volere della mia famiglia e noi, giovanissimi, non ci siamo opposti per non fare prendere un colpo alle nostre famiglie.
Poi ci siamo liberati ed abbiamo deciso di non fargli fare comunione e cresima. Abbiamo detto alle nostre famiglie che quando sarà stato in grado di capirne il significato avrebbe deciso lui, adesso ha 40 anni e non ha ancora deciso cosa fare.
Ho premesso questo perchè i bigotti del Pd, insieme a tutti gli altri, si affannano a romperci i maroni con il matrimonio uomo-donna come vogliono la religione cattolica ed i vescovi pedofili mentre i diritti universali della persona vanno ben oltre le religioni e le fobie degli integralisti.
A questo proposito vi racconto come fu che mio figlio venne battezzato.
Ovviamente, mia madre, era informatissima sulla data nella quale si sarebbe svolto il battesimo di massa, cumulativo, eravamo nel 1972.
Con le famiglie alseguito, genitori, fratelli, suoceri, cognati e compagnia bella ci presentammo nella chiesa adibita allo scopo nel giorno stabilito per il battesimo di gruppo, quello che io consideravo una formalità.
Mi venne incontro un pretino e mi chiese il nome e cognome, lesse quindi una lista che aveva in mano e mi disse: ma voi non siete nella lista, non possiamo battezzare il bambino.
Mia madre antrò nel panico, io mi limitai ad osservare che non avevamo sbagliato giorno vista la presenza di molte altre famiglie con neonati al seguito ed il pretino ad un certo punto, sempre più imbarazzato, disse: ma il corso per i genitori l’avete fatto?
No, risposi e lui di rimando: ecco perchè non siete nella lista, se non fate il corso per i genitori non possiamo procedere al battesimo.
Senta reverendo, gli dissi, o lo prendete oggi o non lo prendete più, il corso non lo faremo mai.
Il pretino era sempre più imbarazzato e proprio in quelo momento sbucò dalla sacrestia un mio collega di lavoro, notoriamente devoto, e mi chiese cosa stessi facendo in chiesa. Siamo venuti per battezzare mio figlio, risposi, ma mi dicono che non si può fare. Ghe pensi mi, fu la risposta, e due minuti dopo eravamo seduti in prima fila, fu battezzato per primo e senza il corso di specializzazione.
Questo per dire che il 90% degli italiani fa le cose per abitudine, consuetudine, perchè si è sempre fatto così. Vanno in chiesa per i battesimi, comunione, cresima, matrimoni e funerali quasi senza sapere quello che stanno facendo. Ho più rispetto io per le loro istituzioni e cerimonie che quelli che  sono cattolici solo  alla domenica.
E’ per questo che pretendo il rispetto anche per quelli come me, i non credenti, i comunisti, i gay, le lesbiche e tutte le variazioni del genere umano e lo Stato la politica me lo deve garantire al di là di ogni credo o religione.
Non può essere un Giovanardi qualsiasi a decidere quello che è giusto o sbagliato in una persona, è ora che i Giovanardi, il Bertoncelli o un prete la smettano di sparare  cazzate, compresi i talebani cattolici del Pd.
Il matrimonio, ed il suo risultato, non dipendono certamente dal cattolicesimo o dal tiomore di un dio, ci sono migliaia di cattolici che hanno fatto tutto in regola e sono divorziati, non possono fare la comunione, ma nessuna imposizione religiosa ha potuto cambiare le cose.
Sono sposato da 41 anni e considero questo una combinazione, una botta di culo, chiamatela come volete. E’ andata così senza andare a messa o ai battesimi,comunioni e cresime dei miei nipoti ed è andata bene per combinazione, per volontà, perchè nessuno ce l’ha imposto.
Qui, gli unici che dobbiamo garantire sono i figli ed i compagni, compagne delle persone, di qualunque sesso siano e non fissarsi con questo cazzo di matrimonio, basta ed avanza un registro delle unioni in comune controfirmato dagli interessati. Lasciate fuori qualsiasi religione o integralismo da un problema del genere, fatela finita una volta per tutte.
Se la Concia vuole sposarsi per forza  lo faccia, facciamoglielo fare in comune con i fiori e la musica, l’importante è che anche Lei come tutti abbia riconosciuti i suoi diritti di essere umano e responsabile.
Detto questo continuo a ritenere che l’unico diritto universale che riguarda tutti gli esseri umani della terra sia il LAVORO, diritto irrinunciabile per tutto il genere umano.
Due cuori ed una capanna non bastano nemmeno per i gay o i Giovanardi perchè, ancora una volta, la differenza la fa l’appartenenza ad una classe, la ricchezza, non mi risulta che i Dolce e Gabbana, gli Armani, i Versace, Elton John e tutti i ricchi e famosi omosessuali, lesbiche, del pianeta abbiano gli stessi problemi di una coppia di fatto che va in fabbrica e tira la lima.
In questi giorni si parla del testamento, che non c’è, di Lucio Dalla.
Tutti i suoi beni andranno divisi tra 5 cugini che non so se l’abbiano mai considerato o frequentato in vita, non ho approfondito, lasciatemi dire però che pur considerando Lucio Dalla un genio, mi ascolto almeno due volte al giorno Caruso, in questo caso è stato un pirla perchè solo lui avrebbe dovuto pensare all’uomo della sua vita e cautelarlo come si deve, spero che nei vent’anni in cui sono stati insieme abbia almeno provveduto ad intestargli qualcosa, a fargli un conto in banca perchè è inammissibile che una persona intelligente, con uno Stato come il nostro, non abbia pensato a proteggere il compagno della sua vita.
Il resto è aria fritta, chiacchiere, se uno Stato condizionato dal vaticano e dai suoi bigotti non fa una legge doverosa è ovvio che ci dobbiamo pensare noi. Si può fare ed allo stesso tempo fare la lotta per i diritti, non per il matrimonio. Quella è una fissa.
Non è possibile che un Paese che si considera libero e democratico si faccia condizionare da un Giovanardi qualsiasi, dall’omofobia, dai talebani cattolici che infestano anche il Pd.
Siamo ridicoli e senza logica, non siamo democratici. Non si tratta di essere avanti o indietro con la testa, si tratta semplicemente di democrazia e di diritti universali della persona.

Scontro su gay e primarie, Bersani: basta beghe

 

P.S. L’ho scritto al mattino presto, adesso l’ho riveduto e corretto, alle 10,30.

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7 Risposte

  1. […] è il lavoro, il diritto ad una prospettiva per il futuro. Io… Continua a leggere la notizia: Ho letto che nel Pd c’è tensione per i matrimoni gay. Io sono stato iscritto al Pci e penso c… Fonte: […]

  2. Concordo, la sinistra deve rispondere sul lavoro. Per la questione diritti civili si deve trovare una soluzione rispettosa dei diritti di tutti, ma occhio a non fare la fine di Zapatero. In Spagna la sinistra è riuscita ad affrontare i problemi dei diritti civili ma è stata incapace di affrontare la questione lavoro; oggi la Spagna si ritrova con le destre di nuovo al potere e con la questione lavoro ancora più aggravata.

    • Francesco, è proprio per questo che considero primario il diritto al lavoro, affetti e sessualità sono cose individuali alle quali nessuno dovrebbe interferire. Zapatero avrà anche riconosciuto il matrimonio ai gay ma senza un lavoro anche i gay ti voltano le spalle.
      Il vero diritto primario è il lavoro.

    • @ Francesco… Certamente la sinistra deve darsi molto da fare sul tema del lavoro, magari anche imparando delle lezioni dalle mancanze passate proprie o di altri leader, anche quelli spagnoli per carità. Sottolineo però che Zapatero è stato al governo dal 2004 al 2008 e, dopo la rielezione, dal 2008 a fine 2011… mi sembrerebbe un bell’azzardo sostenere che le mancanze di Zapatero sul tema del lavoro siano in qualche maniera dovute o comunque collegate alla sacrosanta riformina di una paginetta o due che a metà 2005 ha legalizzato i matrimoni omosex…

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Articolo davvero interessante.
    Io però non mi trovo molto d’accordo su tre punti… la parte in cui scrivi che l’unico diritto universale, l’unica vera priorità su cui concentrarsi, è il lavoro… la parte in cui metti in qualche modo in contrapposizione il dibattito sui matrimoni tra fidanzati dello stesso sesso con i vari dibattiti sul tema del lavoro… e la parte in cui la questione dell’inclusione dei gay nel matrimonio viene liquidata come una inutile e assurda fissazione.
    Sul diritto al lavoro: diritti fondamentali irrinunciabili, vere e proprie priorità, urgenze, sono anche il diritto alla vita, il diritto alla libertà, il diritto all’eguaglianza… tutti diritti connessi tra loro i quali per essere garantiti a pieno necessitano sì di un posto di lavoro ma per i quali il solo posto di lavoro non basta affatto. Come non si vive di soli cuori e capanne, non si vive nemmeno di solo lavoro. Come non si sopravvive con due cuori e una capanna senza uno straccio di lavoro che dia pane da mangiare e prospettive, non si sopravvive nemmeno avendo un lavoro che dia pane da mangiare e prospettive all’uscita del quale appena qualcuno vede che sei gay e ti tieni per mano con il tuo amore ti fracassa di botte o ti accoltella. Questo giusto per fare un esempio.
    Sul mettere contrapposizione il dibattito sul matrimonio e i vari dibattiti sul lavoro: discutere di matrimoni tra fidanzati dello stesso sesso, e approvarli, da che mondo e mondo, non significa affatto non discutere di lavoro, non approvare riforme atte a meglio garantire il diritto al lavoro; si possono fare, e in tutto quanto il mondo si fanno quotidianamente, entrambe le cose. Tra l’altro, per approvare l’inclusione dei fidanzati dello stesso sesso nel matrimonio basta votare sì in Camera e Senato a una proposta di legge già bella che pronta, di una paginetta scarsa… roba da 5 minuti se solo lo si vuole. Non ci vuole altro. Sfido chiunque a dire che votare sì, come hanno fatto e stanno facendo una marea di altre nazioni del globo -Francia inclusa-, impedirebbe la contemporanea approvazione di riforme riguardanti il lavoro.
    Sul liquidare l’inclusione nel matrimonio come inutile e assurda fissazione: la questione dell’inclusione nel matrimonio non la pone la Bindi… la pone il movimento gay italiano (come tutti i movimenti gay del mondo)… E’ una questione di eguale libertà e dignità delle persone omosessuali rispetto a tutte le altre persone, ed è un qualcosa che non tocca minimamente nessun ambito religioso, nemmeno i riti nuziali cattolici celebrati davanti a qualche prete o vescovo (in discussione è infatti la fine dell’attuale esclusione dei gay e delle lesbiche di questo paese dall’istituzione civile del matrimonio -aka matrimonio civile- sancita e regolata dal Codice Civile italiano, precisamente al Libro I, Titolo VI, Capo III). Laddove gay e lesbiche vengono considerati e trattati come persone indegne del matrimonio, degne al massimo del confinamento in ‘altro’ e cioè in unioni civili, registri, pacs, partnership, cus, dico, didore, ecc (ergo da persone in qualche maniera di serie b, degne di meno rispetto e considerazione, in altre parole inferiori) si è in una situazione di discriminazione legale nonché di violazione della dignità umana di ogni persona omosessuale, di palese legittimazione dei pregiudizi antigay che ci sono all’interno della società quindi dell’omofobia che tutti tanto diciamo di voler contrastare; omofobia che come sappiamo è alla base di tanti pestaggi, tante violenze, tanti suicidi di adolescenti, tentati e a volte riusciti, che avvengono ogni benedetto giorno in questo Paese.
    Garantire maggiori diritti a chi, per una ragione o un’altra, si trova a convivere senza essere sposato è una cosa sacrosanta… ma non si pensi nemmeno lontanamente che affrontando tale questione il tema della fine dell’esclusione dei gay dal matrimonio sparisca; l’Italia, come tutto il resto del mondo civilizzato ormai, deve prendere atto che i gay e le lesbiche non sono inferiori… quindi deve smetterla di trattarli in quanto tali escludendoli dalle istituzioni civili, dalle tradizioni, dalle libertà, dai vocaboli, comuni al resto della popolazione, al resto dell’umanità.

  5. Uno stato civile e laico deve pensare a tutte queste cose diritti civili e lavoro, e tutti quei diritti che la nostra costituzione prevede, il guaio è che noi mandiamo in parlamento solo incapaci, disonesti e servi del clero e del denaro……

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