A noi piacciono i viaggi. L’welfare visto dalla valle nel 2012 per arrivare alla solita conclusione: un padre mantiene 4 figli, 4 figli non mantengono un padre.


Dall’eremo in cui mi sono ritirato per sfuggire alla calura di Milano le notizie mi arrivano ovattate, anche perchè ho deciso di non comprare il giornale e guardare meno televisione possibile ma ci sono situazioni che ti vengono a cercare con il lanternino.
Qui è un luogo di, quasi, tutti anziani chi più chi meno tutti impegnati nel welfare famigliare ed alle prese con figli o figlie precarie se non disoccupati del tutto.
La gente di montagna è riservata ma una volta conquistatene la fiducia si lascia andare ed alla fine si parla spesso di figli, che non vengono in montagna o che sono da sostenere in quanto precari o che non prendono lo stipendio da due mesi o sono stati pagati con assegni scoperti.
Insomma la crisi c’è anche qui. 
Ho conosciuto un pugliese emigrato da decenni a Milano che è un concentrato, un prototipo del pensionato medio italiano con una storia personale che tocca tutte le corde della chitarra o tutti i tasti, bianchi e neri, di un pianoforte.
Appena arrivato a Milano ha fatto tre lavori in nero, l’unico che ricordo è la consegna dei giornali con il furgone, poi di seguito ne faceva altri due e riempiva la giornata arrivando a tre stipendi al mese.
Con i guadagni di tanto sacrificio, in nero, si è costruito una casa abusiva di tre piani nel centro di una cittadina a 100 metri da Milano.
Insisteva sul fatto dei tre piani, ha costruito praticamente un campanile senza capire che ha più valore la chiesa, insomma una villa di  tre piani di 170 metri quadri vale meno di una villa della stessa misura su un piano solo e per ovvie ragioni.
Una volta presa la mano al sacrificio che rendeva tre stipendi ha comprato altri due appartamenti, o due case non ho capito bene, poi ha deciso di rallentare ed è andato a lavorare in una azienda di trasporti pubblica di Milano per 17 anni ma con due turni al giorno il che, stando alle sue parole, gli ha garantito una discreta pensione.
Grazie a Dio, parole sue, il lavoro in nero ed il condono di Berlusconi gli ha garantito una vecchiaia serena, la sua casa abusiva in centro alla cittadina ora è regolare e se l’operazione di mettersi in regola è riuscita all’emigrante pugliese figuratevi cosa avrà condonato uno come Ligresti.
Si può essere d’accordo oppure no ma non si può negare che il soggetto in questione non abbia fatto sacrifici, per migliaia di volte è andato avanti ed indietro nella campagna con un piccolo motocarro per scaricare in ogni dove la terra che ha scavato per ricavare il locale seminterrato da aggiungere in più, una fatica immane che non ha risparmiato nemmeno la moglie.
Adesso dovrebbe godersi il meritato frutto di tanti sacrifici, condonati, ma c’è il problema dei figli che devono essere aiutati.
Nel diluvio del suo racconto sono riuscito a dire due parole, secondo me consolatorie, ma ho scatenato un putiferio.
Chi più chi meno siamo tutti alle prese con l’aiutare i figli, con la crisi che c’è se non gli aiutiamo noi tra precarietà, partite iva individuali come cappi al collo e disoccupazione non potrebbero tirare avanti.
E’ partito come un razzo, direi ripartito perchè era già lanciato, ed ha offerto uno spaccato dei giovani moderni che, secondo lui e non solo lui, non hanno capito cosa sia il sacrificio.
Non si può aiutare un figlio perchè hanno il mutuo, le spese, il bambino ed i soldi non bastano mai, ha tuonato, e quando lo aiuti quello si va a fare una crociera perchè a noi piacciono i viaggi…
Non si può aiutare la famigliola della figlia, per le stesse ragioni, e quella veste firmato, ha più paia di scarpe di un plotone di alpini e con l’aiuto del babbo si sono comprati la spyder Bmw da 48.000 euro.
Non so quale modello sia, riporto solo quello che ha raccontato e che io ho ascoltato, passivamente, per dargli modo di scaricarsi, alleggerire.
Essendo un tipo previdente è già preoccupato per il futuro, le case sono tre ed i figli due e come se non bastasse non hanno la stessa metratura.
Già cominciano a dirgli che la sua casa, quella storica abusiva e condonata, è troppo grande per lui.
Si augura di non finire all’ospizio, è certo che i figli non pagherebbero la rata e quelli dell’ospizio lo farebbero fuori con una puntura per abbattere i costi degli insoluti.
Qualche mese fa ho scritto che nelle nostre case ci si deve muovere con l’armatura  per difendersi dal marito, compagno ed anche da qualche moglie,perchè iniziano a reagire. Quando si incontra il marito o la moglie in corridoio camminare con le spalle rasenti al muro, tenere la situazione sotto controllo e quando taglia la cipolla per il soffritto stare alla larga.
Adesso dovrò studiare una strategia per difendersi dai figli.
Generalmente si tende a scusare i propri figli ed a scaricare le magagne sulla nuora in modo particolare, perchè spendacciona ed incontentabile. Oppure sul genero fannullone ed inconcludente ma, vorrei dire con più leggerezza possibile all’amico stakanovista del nero, che i pirla viaggiano in coppia e che le colpe sono sempre da dividere a metà, si prendono perchè si somigliano.
Se gli aiuti sono serviti per la crociera o per la Bmw li tagli subito, in parole povere è solo una presa per il culo.Piangono e fottono, anche se sono i nostri figli.
A parte gli scherzi, fortunatamente i figli non sono tutti così, molti meritano o meriterebbero ancora di più, anche se ho visto troppi ragazzi comprarsi la Golf con la pensione del nonno.
Non sono loro che sbagliano, siamo noi che abbiamo scelto la strada sbagliata dell’educazione etica,economica e morale.
E’ la pianta che da il frutto ed ogni pianta ha il frutto che merita.
Di solito.  

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Una Risposta

  1. Questo blog è nato per fotografare realtà locali italiane percepite suddividendole in 65 categorie; la gestione degli articoli è affidata ad i singoli autori che devono proporre una visione d’insieme settoriale e possibilmente proporre idee innovative per la loro futura gestione istituzionale
    sono gradite collaborazioni grazie
    http://mugugnoblog.wordpress.com/

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