C’è una cosa di Grillo che mi trova perfettamente d’accordo. L’ho proposta negli anni 70 e l’ho scritto anni fa in un post, su Splinder.


Dice Beppe Grillo:

Le pensioni non devono superare i 3 mila euro netti al mese, tanto se guadagnavi milioni qualcosa da parte avrai messo, no? Altro che ‘spending review’.

C’era ancora la lira ed io l’avevo proposta in sezione come progetto politico, tetto 5 milioni di lire netto.
Ne ho fatto anche un post su Splinder, che è andato perso.
Non mi interessa il brevetto, mi interessa la logica che se uno ha guadagnato tanto in carriera si è già comprato qualche casa ed ha pure investimenti.
Con 3.000 euro nette al mese, per adesso, si vive benissimo. Altrimenti vende i bot e quelle cose lì.

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9 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Ho sempre qualche dubbio quando si cerca per legge di stabilire il tenore di vita degli altri e decidere con quanti soldi si possa vivere o meno perchè ho sempre paura che chi occupa certi posti di rilievo si faccia poi corrompere e si contribuisca così ad alimentare un circuito criminale di corruzione che la storia insegna sia sempre esistito in tutti i paesi del mondo ed in tutte le epoche.
    Piuttosto si potrebbe stabilire un tetto massimo di pensione e poi lasciare alla libertà individuale delle persone, che percepiscono nel corso della loro carriera lavorativa redditi medio-alti, di costruirsi una pensione integrativa a quella che riceveranno in funzione del loro rapporto di lavoro.
    Gli appiattimenti, per esperienza personale di ex sindacalista, ho visto che creano solo frustrazione e poca voglia di crescere professionalmente e, pertanto, è meglio scoraggiare gli appiattimenti di stato che creano solo scontento nella gente che vuole crescere professionalmente e che è giusto e conveniente che a queste vengano corrisposti degli incentivi per incoraggiarli in tale loro scelta di crescita.
    Grillo, se andrà al potere come penso (a causa anche di questo andazio generalizzato degli organi di informazione tesi solo a sputtanare i partiti ed i politici invece che spingerli a rivitalizzarsi, considerato che il popolo è sempre stupido e segue tutte le mode senza pensarci, autocastrandosi e poi piangendosi addosso), Grillo, dicevo, dovrà fare i conti con gli investitori e se non proporrà qualcosa di credibile si troverà in braghe di tela in pieno inverno a cercare riparo per il gelo che lui stesso avrà creato con le sue barzellette da avanspettacolo. Questo è il mio pensiero e questa è anche la mia convinzione, che poggia il tutto sulla mia esperienza e sulla realtà dei fatti economici in epoca globalizzata in cui è il mercato che detta anche le leggi e la strada da percorrere alla politica ed ai politici.
    Quindi vanno percorse strade che possano conciliare l’equità con la diversità, che è un fatto naturale che nessuna legge riuscirà mai a regolamentare.

    • Come non essere d’accordo. Io temo che Grillo e i Grillini, che giustamente lamentano questo stato di cose (anche se non condivido l’uso eccessivo di parolacce e toni accesi), lottano e si fanno portavoce del malcontento italiano, non siano però realmente pronti a governare. Non hanno idea di cosa li aspetta veramente, così come non l’avevano nemmeno i professoroni che si sono infatti infognati in vicoli ciechi e malcontenti, suicidi di massa e crescita zero… dall’alto delle loro cattedre. La verità è che il sistema è così compromesso da non poter “utopizzare” di riuscire a starne fuori, di poter fare ciò che si vuole e soprattutto di poter evitare di venire a patti con finanza e mercato.. e corruzione. Ma davvero cadiamo dalle nuvole quando ci dicono che sono le Banche e i grandi numeri che governano? Non fatemi ridere, davvero qualcuno pensava che le cose funzionassero ancora come ai temi di Pertini?

      • Lo scrivo da quando ho il blog, un conto è la critica nella quale siamo tutti bravi, un altro la realtà di un capitalismo corrotto e marcio.
        A parole siamo tutti bravi nei fatti abbiamo a che fare con i banditi delle banche e delle multinazionali.

  3. […] fatto anche un post su Splinder, che è andato perso. Non mi… Continua a leggere la notizia: C’è una cosa di Grillo che mi trova perfettamente d’accordo. L’ho proposta negli … Fonte: […]

  4. Sì ok ma se uno ha pagato i contributi che gli devono una pensione di 5-6mila al mese, perchè dovrebbe accettare di regalare allo stato la metà della pensione che gli spetta?

    • Non allo stato, a quelli che hanno la pensione minima. E’ un discorso di solidarietà e basta. Cerchiamo di non spendere in armi e in missioni di pace inutili, cerchino di rubare meno quelli che ci amministrano, cerchiamo di fare una socità più equa e giusta.
      Lo stesso potrei dire io che ho lavorato per 43 anni nel privato versando tutti i contributi mentre ci sono milioni di evasori parziali o totali.

  5. Posso dire che non sono d’accordo? Il sistema pensionistico italiano, fino a pochi anni fa, era fondato sulla relazione ultimo stipendio/pensione. All’inizio il rapporto era 1:1, ossia il 100% dello stipendio, con 40 anni di stipendio. Oggi non è più cosi. Cona la riform Dini si aveva un 2% dello stipendio ogni anno contributivo. Ciò significa che con 40 anni dilavoro si arriva all’80% dell’utima retribuzione. Per ottenere ciò si pagano i famosi contributi in relazione allo stipendio. Quando mi hanno fatto il conteggio per la pensione ( dovrebbe essere 3400 euro lordi mensili) ho detto che mi vegognavo pensando a mio padre che con 40, e passa anni di lavoro prendeva la miseria di 400 euro mensili. a signroa che stava facendo i conteggi mi ha fatto notare quanto io ho versato nei miei quasi 40 anni di lavoro, visto che sono stato unod ei pochi scemi inq uesto paese che ha versato i contributi, e pagate le tasse, pure quando ha lavorato in proprio. Beh se avessi versato quelle somme mensili ad un assicurazione privata vrei preso il doppio di vitalizio come rendimento. Il problema del sistema pensionistico italiano è, a parte la grossa evasione fiscale, che per 50 anni abbiamo mandato in pensione gente a 40 anni ( giuro che me ho l’esempio in famiglia) con meno di 25 anni di contirbuti, e prende una pensone, attuale, di 2000 euro mensili, visto che lavorava alla Banca d’Ialia. Inoltre andando in pensioe cosi giovani si permettevano, e si permettono, di fare un lavoro in nero, per arrotondare la”misera” pensione. Facendo due danni a tutti gli italiani: tolgono lavoro a che ne ha, veramente, bisogno, e non pagano le tasse. Oltre a tutte le pensioni di invalidità regalate per motivi di clientela ploitica.
    Ps: chi scrive appartiene al famoso esercito degli esodati, sulla cui pelle si sta giocando una partita drammatica. Ma questa è un altra storia-

    • Quando ho cominciato a guadagnare bene, come dipendente quadro, mi sono speso tutto per comprare la casa, compreso l’anticipo sulla liquidazione. Sono arrivato alla pensione, fortunatamente, con i due mutui pagati altrimenti ero alla canna del gas.
      Non ho scorte e non ho investimenti, vivo con la pensione. 43 anni di contributi versati per sentirmi dire dai giovani che noi abbiamo rubato il loro futuro con le nostre pensioni, non hanno capito niente vogliono vivere tutti all’americana.

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