L’Unità di oggi a pag. 8 titola: Miracolo a Como. Sembra il Miracolo a Milano, ma senza Totò purtroppo.


Ora va bene che Bersani ha detto abbiamo vinto senza se e senza ma, ma non facciamo ridere, cerchiamo di essere seri.
Premetto che mi va bene, benissimo, che a Como abbia vinto il centrosinistra, ma cerchiamo di non dire fesserie: Lucini al ballottaggio, leggo, ha strapazzato con il 75% la candidata del Pdl, ha fatto cadere il muro del centrodestra.
Poi la chicca: si sposta un blocco sociale.
L’ articolo è di Andrea Carugati il quale, preso dall’entusiasmo, ha dimenticato di analizzare per bene i numeri. Vorrei dargli una mano.
A Como al primo turno ha votato il 60,3% degli aventi diritto, al ballottaggio il 42,73%.
Ora che uno con la terza media debba spiegare a Carugati cosa è successo a Como è perlomeno singolare ma fortunatamente in sezione mi hanno insegnato a valutare i risultati guardando, attentamente, i numeri.
Il muro del centrodestra non è per niente caduto, diciamo che non è stato nemmeno bagnato dalla pioggia, perchè è stato a casa, non si è nemmeno presentato in campo per giocarsi la partita. A Como sono ancora convinti che l’Italia è piena di comunisti, di quelli che mangiano i bambini.
Ciò non significa che l’elezione di Lucini non sia importante, tutt’altro, perchè adesso ha la possibilità di mostrare ai comaschi come si può governare bene e meglio di quello che hanno fatto lega e centrodestra.
Il 74,86% di Lucini non dice niente se non teniamo presente che hanno votato il 42,73% degli aventi diritto, è un boom come scrive Carugati sull’Unità ma di questo si deve ringraziare Stefano Bruni, il sindaco uscente, che ne ha combinate talmente tante da far vincere Lucini.
Lucini, dopo la vittoria, ha invitato a cena la città, non deve nemmeno spendere tanto anche perchè, forse, a mangiare non si presenterà nemmeno il 42,73% di quelli che lo hanno votato.
Fossi stato in Lucini avrei invitato a cena, al Biffi, Stefano Bruni il vero artefice della vittoria del centrosinistra.
Prendo atto che Graziano Brenna, vicepresidente della Confindustria locale, ha votato per la prima volta in vita sua a sinistra. Penso che gli abbiano dato i sali per farlo riprendere.
Spero comunque che non gli sia venuta un’ernia, gli esprimo la mia solidarietà non è il primo che a 65 anni vota a sinistra, ci sono anch’io.
Detto questo faccio i miei migliori auguri al nuovo sindaco di Como, come li ho fatti al nuovo sindaco di Parma, problemi ne hanno a tonnellate mi auguro che ce la facciano.
All’Unità, a Carugati dico che non dobbiamo prendere in giro la gente, spargere illusioni, gli elettori della lega e del centrodestra sono lì come avvoltoi in attesa di sbranare la preda quando ci sarà da difendere i loro interessi di bottegai e piccoli imprenditori.
A Como non si è spostato nessun blocco sociale, anzi, non è nemmeno uscito di casa e non ha nemmeno consumato la matita della cabina elettorale.
E’ lì che annusa l’aria, pronto ad uscire dalla tana per riprendersi la preda.
L’unica cosa che può fare Mario Lucini è governare nel miglior modo possibile, nell’interesse di tutti e senza ombre. Incrocio le dita per lui.
Carugati, fai il bravo giornalista, non metterti al livello della padania.
Non usare l’incenso che fa come la nebbia, aiuta la gente a capire ed a ragionare.
Grazie anticipate.

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Una Risposta

  1. […] con il 75% la candidata del Pdl, ha fatto cadere il muro del… Continua a leggere la notizia: L’Unità di oggi a pag. 8 titola: Miracolo a Como. Sembra il Miracolo a Milano, ma senza Totò… Fonte: […]

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