Contrariamente a Grillo io credo che destra e sinistra esistano ancora. Forse avranno qualche problema i partiti che la rappresentano ,di certo, è morto il centro.


Casini, che è scaltro politicamente altrimenti non sarebbe ancora  a galla, l’ha capito al volo ed infatti ha liquidato il Terzo Polo al volo, in attesa di collocarsi da qualche parte.
Gli elettori di destra che non sono andati a votare, se torneranno a farlo, non voteranno il Terzo Polo si schiereranno a destra con qualunque partito ne difenderà gli interessi sia esso di Montezemolo o del redivivo caimano.
In giro, nella vita reale e nel web, vedo un sacco di gente di sinistra e di destra, conservatori diciamo e checchè ne dica Grillo ed i suoi seguaci destra e sinistra esistono ancora con le loro idee, i loro ideali e le loro aspirazioni.
Terminata la fase dell’insulto e della satira divertente, che tanto piace all’informazione televisiva e stampata che gli tira la volata, non c’è il traguardo, forse c’è un traguardo volante ma il bello viene adesso quando si comincia a governare sulle macerie lasciate dalla politica precedente. Insomma continuando con il linguaggio ciclistico adesso arrivano le montagne e per scalarle si deve cambiare la moltiplica ed il rapporto.
Tradotto in parole povere non esiste una politica avanti, oltre, nuova, superiore alla destra ed alla sinistra, le scelte che faranno ed il modo di gestirle ci diranno se la politica del Movimento 5 Stelle è di destra o di sinistra, progressista o conservatrice, perchè non è da una raccolta differenziata o da un inceneritore che si capisce se il governo sarà positivo o negativo, ma dalla politica che metteranno in campo sul problema del lavoro, delle prospettive per il futuro.
Ho abitato per decenni vicino agli stabilimenti Falck di Sesto San Giovanni, ad ogni colata vedevo dal balcone di casa mia il fumo marrone che saliva al cielo dal T3, dal T4, gli altoforni, e sapevamo benissimo che non era una bella cosa ed infatti cercavamo di migliorare tecnicamente gli interventi per filtrare i fumi.
Ho conosciuto anche l’Aramis un compagno che ha fatto la resistenza dentro la Falck e ci ha lavorato sino alla pensione.
Mi raccontava delle lotte per avere le scarpe anti infortunistiche in ferriera, quelle con la punta di ferro per salvarsi i piedi quando schizzava la colata o cadeva un ferro incandescente.
La Falck è morta, non come Bersani, proprio morta del tutto compresi 16000 posti di lavoro, più o meno perchè vado a memoria dato che il punto non è questo ma quello che vado a dire, l’aria di Sesto è più pulita e nei capannoni abbandonati della Falck ci crescono i funghi.
Non abbastanza per sfamare migliaia di famiglie.
Altrettanto è successo alla Magneti Marelli, sempre a Sesto ed alla Pirelli.
Non sto dicendo che pur di avere un lavoro si deve accettare di avere un altoforno in casa, sto semplicemente dicendo che per lottare per un futuro migliore minimo bisogna essere vivi, mangiare mezzogiorno e sera ed avere le forze per dare vita alla lotta.
Quindi mi va benissimo il mondo che verrà, quello oltre la destra e la sinistra, oltre gli steccati bolscevichi
nei quali è rinchiuso il mio cervello, ma prima vorrei delle risposte serie in merito al lavoro perchè sono convinto che, con le dovute accortezze e la dovuta tecnologia, i cittadini siano disposti anche ad avere un inceneritore vicino a casa se porta un migliaio di posti di lavoro.
Fermo restando che più differenziata facciamo e meglio è.
Vedi, caro Grillo, prima di pensare all’ automobile a idrogeno, che non inquina o una macchina ibrida come la tua, bisogna avere i soldi per comprarla e mantenerla.
Ovviamente dopo aver pagato l’affitto, il mutuo, la scuola dei figli, la mensa e tutto quello che serve ad una persona o una famiglia.

Il punto è questo, per me, non ho sentito una parola sul lavoro, tutti possiamo ravvederci nella vita, cambiare idea, pensa che c’è qualcuno che dalla Ferrari che fa tre chilometri con un litro si è convertito all’automobile ibrida che non inquina e consuma poco, era un invasato che anni fa prendeva a calci i computer nei suoi spettacoli e adesso, sul computer, con il computer, è diventato un fenomeno politico nè di destra nè di sinistra, ma oltre l’immaginabile. Un politico del futuro.
Che sia geniale è fuori discussione, è l’unico politico che si è fatto pagare per ascoltare i suoi comizi, poi ne ha concessi anche gratuitamente, sin troppi e senza andare in televisione tanto, nelle Tv, ha chi li trasmette per lui in Rai e su Sky.
Ben venga il nuovo, l’oltre il comunismo conservatore becero e retrogrado, ma ci faccia sapere dove andremo a lavorare e cosa intende fare con il capitalismo.
C’ è gente talmente disperata che accetterebbe anche una acciaieria nel cortile di casa sua.
Detto questo è ovvio che sono per l’ecologia e la salvaguardia dell’ambiente, ma prima salvaguardiamo le persone, il lavoro, altrimenti avremo un ambiente pulito ma deserto.
E’ singolare che un dipendente di banca, diventato sindaco, proponga una nuova moneta per salvare il comune. Ma dove ha preso lo stipendio sino adesso?
Chiudo con Bersani, se pensa di allargare il progetto politico al terzo polo è meglio che vada in pensione. Lasci perdere.
Bersani, in un articolo di Diego Novelli, ex compagno del Pci, ho letto una riflessione in merito alle elezioni di Giancarlo Pajetta, altro comunista come me, scrive Novelli:

Quando negli anni della giovinezza commentavamo con Giancarlo Pajetta l’esito di una votazione il “vecchio ragazzo rosso”, piuttosto esperto in materia di elezioni, ci invitava a guardare, più che le percentuali, il numero dei voti raccolti. «È importante vincere – ci diceva – però se hai vinto anche con il 60 per cento dei voti espressi ma rispetto alle elezioni precedenti in cifra assoluta hai perso alcune decine di migliaia di voti ti devi preoccupare. Vuol dire che una parte dei tuoi elettori ti hanno abbandonato, non credono più nella tua politica e preferiscono, nella migliore delle ipotesi, scegliere l’astensione».
Prima di cantare vittoria, senza se e senza ma, dai una occhiata ai numeri, come facevano i vecchi compagni.

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