Il populismo, fascista, del santone di Genova contro Napolitano. I consiglieri del M5S sono eletti dal popolo, lui no. Sa tutto della Parmalat ma non conosce la Costituzione.


Elencare le malefatte ed i difetti del nostro sistema politico è un gioco da bambini, fare della satira è ancora più facile ma il delirio di onnipotenza dell’invasato di Genova lo fa deragliare come un treno senza macchinista.
Solo due persone si richiamano al popolo in questo modo, Berlusconi prima ed il santone adesso, in perfetto stile piduista e neofascista.
Tutti noi vogliamo che gli eletti in parlamento siano eletti e scelti dal popolo, nome per nome, ma sappiamo anche la nostra è una Repubblica parlamentare ed è il Parlamento che ha la delega di eleggere il Presidente della Repubblica, arringare la folla con deliri del genere approfittando della loro ignoranza in merito alla Costituzione è populismo fascistoide ed è lui che deve stare attento non Napolitano, è il santone che si muove al di fuori della Costituzione.

“Il presidente dei partiti, detto della Repubblica per un equivoco – ha detto il comico ligure di fronte ad alcune migliaia di cittadini – deve stare attento a come parla perché si va contro la Costituzione a prendersela con un movimento come il nostro che ha già 130 consiglieri eletti in tutta Italia. Lui dovrebbe essere super partes”. Poi Grillo ha concluso caustico: “Inoltre anche l’ultimo dei nostri consiglieri è stato eletto direttamente dai cittadini. Lui no”.

Qui l’unico che va contro la Costituzione è proprio il santone di Genova a meno che non vada al potere e con i 3/4 del Parlamento non cambi la Costituzione della nostra Repubblica e la trasformi da parlamentare a presidenziale, come voleva Berlusconi, con il Presidente eletto direttamente dal popolo.
Molte osservazioni, critiche, mosse da Grillo sono condivisibili, alcune sono nella nostra testa da prima che fondasse il movimento dopo che è stato folgorato sulla via del web, della rete e per uno che qualche anno prima prendeva a calci i pc non è poco, peccato che si sia perso sulla strada di un populismo che somiglia al peronismo.
Quello che ha detto sul 25 aprile è semplicemente vergognoso, indegno di una democrazia anche se malata.
Se i martiri partigiani uscissero dalle tombe prima di prendere il mitra contro i politici lo userebbero contro di lui identificandolo con un capopopolo che ha imposto un regime durato un ventennio.
Quello che mi conforta è che al termine dello spettacolo satirico prestato alla politica è successo questo:

Poco dopo c’è stata la vera contestazione. Davide Zannoni, un militante bolognese della prima ora gli ha chiesto il motivo vero dell’espulsione di Tavolazzi e di un gruppo di Cento. Ma Grillo non ha risposto limitandosi a una battuta: “Stiamo andando benissimo. Continuate pure così che andremo meglio”. Zannoni è andato via deluso: “Grillo nasconde la testa sotto la sabbia, ma il movimento non dovrebbe avere scheletri nell’armadio. Tutti ci attaccano per l’espulsione di Tavolazzi, un motivo c’è, ma Grillo non lo vuole dire”.

E’ un periodo di sondaggi e la massa è giustamente disorientata dai soliti scandali di politici corrotti, collusi e da un governo che subisce le imposizioni della finanza europea e mondiale formata da parassiti e speculatori.
Come ho già scritto più volte il vero problema in questa crisi è che la politica è asservita al capitale, non detta le regole e non le fa rispettare anzi le subisce da parte della finanza parassita.
Quindi, per cambiare le cose, ci vuole più politica e non meno, ma deve essere una politica di sinistra e non della destra filo capitalistica.
Gli operai non hanno patria, scriveva Marx. Non hanno quote di mercato da difendere, non hanno soldi da spendere ed a pagare per i loro interessi siano le borghesie, le banche e la finanza per la spartizione dei loro mercati.
Non sarà una class action contro la Telecom o la Parmalat che risolverà la questione di fondo, non è la politica da abbattere con il qualunquismo ma il capitalismo finanziario e parassita con il socialismo.
Oltre 100 anni fa, in occasione del I° Maggio Lenin affermava: Due mondi sono l’uno contro l’altro in questa grande lotta: il mondo del capitale ed il mondo del lavoro.
Nel 2012 siamo allo stesso punto ed è questo che io chiedo alla politica sana, a chi si impegna seriamente, ai giovani che voglio un futuro ed una società più equa, al santone stesso ed a tutta l’informazione che si spaccia per democratica se non addirittura di sinistra: voi, da che parte state?
Cavalcare il populismo e la rabbia della gente non è una novità, nell’ultimo trentennio l’ha fatto Berlusconi suonando il flauto magico del bravo imprenditore prestato alla politica incapace, ne abbiamo visto i risultati.
L’ha fatto Bossi contro Roma ladrona, le quote latte e la liberazione della padania in nome e per conto del popolo ed è meglio stendere un velo pietoso, tutti noi abbiamo sotto gli occhi i risultati del ventennio di antipolitica.
Adesso a cavalcare il ronzino populista, che ha sbalzato di sella il piduista, e Bossi ci si è messo il santone di Genova calpestando, come i suoi predecessori, la nostra Costituzione.
La zona dove raccattare il malcontento è sempre, più o meno, la stessa. Anche il metodo che si rivolge più alla pancia che al cervello, io sono contro i politici corrotti o incapaci più del santone e da molto prima che decidesse di fare il capopopolo, ma io sono per la politica, perchè non esiste una politica bacata esistono dei politici bacati.
Fare populismo con i delusi e gli indignati è una politica miope che si rivolge sempre ai soliti, quelli che la colpa di tutto la danno sempre agli altri, a Roma ladrona. Infatti la lega perde % di voti e gli indignati delle quote latte vanno al movimento 5 stelle.
La rivoluzione francese fu una rivoluzione borghese, quella sovietica nacque con la parola d’ordine: tutto il potere ai soviet, poi è uscita di strada per avere abbandonato la traccia di Marx e Lenin, adesso tocca ai movimenti che abbiano uno statuto ed un programma ma che non abbiano un peronista che fa da giudice o da Papa con tanto di scomuniche. Questa non è democrazia, è una politica da caudillo.
Concludo chiarendo una cosa, questa deriva non è tutto merito, o colpa, del santone di Genova, per il 70% è colpa dei partiti, nessuno escluso, ed è per questo che devono cambiare linea e gruppi dirigenti e dire in chiaro qual’è il loro progetto in modo che i cittadini scelgano quello che ritengono più opportuno per i propri ideali e le proprie prospettive.
Io non mi riconosco in nessun prodotto che il banco del mercato politico offre ma devo sopravvivere e sceglierò quello che, secondo me, è il meno peggio.
Non lo farò e non lo faccio per opportunismo, ma per rispetto alle centinaia di martiri che sono morti nella Resistenza. Martiri di ogni partito e di ogni colore che hanno dato la vita per rendermi libero, se poi non siamo in grado di gestire la democrazia e la libertà in modo intelligente rendendoci schiavi del capitalismo finanziario parassita e speculatore dobbiamo fare solo il mea culpa, è solo colpa nostra.
Siamo nelle stesse condizioni di oltre 100 anni fa: Due mondi sono l’uno contro l’altro in questa grande lotta: il mondo del capitale ed il mondo del lavoro.
Dobbiamo solo decidere, dire forte e chiaro, da che parte vogliamo stare.
Io sto dalla parte del lavoro e temo di non essere dalla parte dei vincitori, della maggioranza e ci sto per questa ragione:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Il populismo va dalla destra estrema alla sinistra estrema ed è il mangime migliore per i falchi dell’economia parassita capitalistica.

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2 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. […] il santone adesso, in perfetto stile piduista e neofascista… Continua a leggere la notizia: Il populismo, fascista, del santone di Genova contro Napolitano. I consiglieri del M5S sono eletti d… Fonte: […]

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