Mi ha fatto pena vederlo così, abbandonato, in una strada di periferia senza uscita, dove non passa mai nessuno. E l’ho portato a casa, sia mai che serva a qualche leghista.


Quelle stradine che usano gli imbecilli per buttare mobili vecchi, piastrelle rotte, o come latrina in momenti di impellenza fisiologica.
E’ stata Lulù che con il suo istinto mi ha portato verso quel luogo, come se avesse saputo che là in mezzo a vecchie piastrelle ed ai simboli del degrado ambientale che gli umani insistono a praticare con la loro immondizia non biodegradabile l’avremmo trovato ed, ovviamente salvato.
Mi ha fatto riflettere anche sulle debolezza umane, come si passa dalla gloria all’abbandono , dalla fama al disprezzo, dal benessere alle difficoltà, basta che cambi un governo o arrivi un magistrato.
Ebbene sì, ho trovato il cappio che ebbe momenti di gloria nel nostro Parlamento quando i leghisti puri e tosti lo sventolarono alla politica della vecchia repubblica.
Come le ghigliottine nelle piazze della rivoluzione francese il cappio avrebbe dovuto fare pulizia dei corrotti, prezzolati, dei venduti che hanno mandato in rovina la vecchia politica.
Il cappio, insieme al fazzolettino nel taschino ed alla camicia, rigorosamente verdi, erano il simbolo della nuova primavera che come le piogge di aprile  puliscono l’aria e lavano le strade, era il simbolo del nuovo che avanza.
Non pioveva in Parlamento, ma le scale che portano alle poltrone degli onorevoli erano bagnate dalla bava alla bocca che avevano quelli che lo esponevano al nemico, all’avversario, al politico corrotto, annunciando l’arrivo del tornado dela gistizia che avrebbe fatto piazza pulita dei corrotti e dei corruttibili.
Poi vennero i problemi economici, il fallimento della banca padana, la radio traballava ed il giornale, la padania, non era da meno e fu così che colui che sino a poco tempo prima era un mafioso piduista divenne l’alleato più fedele per andare al governo ed accedere alla mangiatoia.
Un testa coda che nemmeno il più grande pilota di formula uno sarebbe stato in grado di fare.
Poi vennero le leggi ad personam, le cene del lunedì nella villa del padrone, l’accordo dal notaio per garantire l’alleanza, ci si dimenticò che era un mafioso, un corruttore, un pedofilo, iniziò la spartizione delle poltrone in Rai, Finmeccanica, Malpensa, insomma in tutti i luoghi possibili che governando si ha a disposizione e ci si dimenticò di lui.
Forse l’hanno dato a qualche militante fedele che per oltre un decennio se lo è tenuto esposto in sala, da far vedere agli amici ed agli ospiti per far capire a tutti quanto fosse onesta e trasparente la lega, quanto fossero appassionati della legalità i padani mentre rubavano sulle quote latte e marciavano al grido di Roma ladrona, padroni a casa nostra, chiudiamo i kebab, niente cittadinanza ai figli degli immigrati.
Insomma vappio per tutti quelli che non rispettavano i loro deliri.
Poi, a parte qualche piccolo o medio calibro pescato con le mani nel sacco, non ci pensò più al cappio il militante che lo ebbe in consegna, ormai la lega volava alto ed aveva persino eletto in regione il figlio del capo, l’emblema del nepotismo e dell’incapacità.
Per fortuna che il militante medio della lega non sa nemmeno che significa nepotismo, ma un giorno la magistratura colse in fallo il cassiere della lega, si scoprì che foraggiavano la famiglia Bossi e quelli del cerchio magico e si scoprì che il cappio diventava ingombrante non sarebbe più servito per le sceneggiate in Parlamento ma si correva il rischio di doverlo usare con i loro dirigenti.
Meglio disfarsene, anche perchè come simbolo era ingombrante, era un monito continuo ed immobile della stupidità di chi per decenni ha seguito il capo con la bava alla bocca e l’ampolla del Po in mano.
Così decise di disfarsene, senza un minimo di gratitudine uscì furtivamente nella notte e lo gettò nella stradina chiusa di periferia nella speranza che non lo trovasse nessuno.
Fortunatamente l’istinto della Lulù ha permesso che io lo salvassi, gli dessi una ripulita, ed adesso l’ho qui pronto per ogni evenienza, se i leghisti decidessero di usarlo per fare una bella pulizia tra i marcioni che la guidano e che hanno incassato milioni è a loro disposizione.
E’ sal 1993 che aspetta di diventare il protagonista, mettete a disposizione la pubblica piazza ed un palo e lui darà il meglio di se.
Come volevate voi.

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Una Risposta

  1. Ti confesso che con l’aiuto di Fabio ho capito cosa avevano di duro …

    P.s. grazie per aver accettato l’amicizia anche su Fb dopo quella su G+ e su oknotizie

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