Dal 1992 sono abbonato a Radio Popolare di Milano, oggi ho saputo che Danilo Di Biasio non è più direttore editoriale. Sono preoccupato perchè c’è Emilio libero.


Danilo De Biasio non è più il direttore editoriale di radio Popolare di Milano, la cooperativa della Radio non gli ha rinnovato il mandato.
Succede, dispiace, ma la radio va avanti. Negli anni ho perso un sacco di amici della radio, sono sopravvissuto alla chiusura di Bar Sport, nato nel 1983 , del pebbacco o devi morire, quello mitico di Giorgio Lauro, Marco Ardemagni e Sergio Ferrentino e delle edizioni speciali in occasione dei mondiali o delle olimpiadi.
Ho comprato anche il libro: Caro Bar Sport. Pebbacco o Devi Morire. 15 anni di lettere alla più parziale e tifosa delle redazioni sportive. Edizioni Comix.
Insomma la radio mi accompagna da più di trent’anni, a casa, al lavoro ed in auto la radio è sempre sintonizzata su Radio Popolare ed in casa sono tre, una nel mio studiolo, una in sala ed una in bagno per seguirla anche se mi muovo per la casa.
Danilo è bravo, mi dicono che non sia un grande organizzatore ma ci sta, lo ringrazio come ho ringraziato tutti quelli che hanno lasciato la radio, da Gad Lerner in poi escluso Michele Cucuzza che andando in Rai si è rincoglionito.
Sinceramente quello al quale mi ero più affezionato è Sergio Ferrentino, juventino come me, compagno che troncava le telefonate insulse o inutili senza pensarci un secondo.
Anche la Gialappas è uscita da Radio Popolare, ed il modo di commentare le partite l’hanno imparato in radio con Bar Sport nato da una idea di Sergio Ferrentino, molti non lo sanno nemmeno credono sia una loro invenzione televisiva, ma la radio è stata ed è una fucina, una scuola, di bravi giornalisti che poi hanno volato alto. Mai dire gol non è niente altro che Bar Sport.
La mia è una nostalgia di uno che da giovane è diventato uomo e poi pensionato sempre in compagnia della radio, non fateci caso, senza la loro ironia e satira mi sarei sentito solo.
Mi preoccupa la concomitanza con il licenziamento di Emilio, che ha occupato tutti i giornali, mentre il mancato rinnovo del mandato del Direttore editoriale di Radio Popolare ha fatto meno notizia come ovvio che sia, il bacino utenti della radio è inferiore alla strapotenza di Mediaset e del piduista.
Dicevo non vorrei che Emilio, al quale piacciono le sfide, non si innamori di radio Popolare come ha fatto con Silvio e non aspiri a diventarne il direttore editoriale.
Ragazzi, mi rivolgo alla cooperativa di Radio Popolare, non facciamo scherzi. Sono sopravvissuto alla fine di Bar Sport ma non sopravviverei ad una cosa del genere.
In bocca al lupo a Danilo Di Biasio, alla mia Radio, a tutti quelli che la ascoltano compresa la rete delle sorelle in network.
Andemm innanz, come sempre.
Danilo è quello con le cuffie ed io mi rileggo Pebbacco o devi morire, fa bene al morale.
P.S. Sentite cosa scrive Omar Calabrese nella prefazione del libro.
Personalmente, non sono stato un amatore della prima ora.  Ho scoperto Bar Sport solo nel 1986, durante i mondiali di calcio di Città del Messico, e per merito di due amici milanesi, che una sera mi invitarono a cena ed all’ora del caffè accesero il teleschermo, tolsero l’audio e mi fecero provare l’esperienza di quei folli microfoni parassiti che derubavano la ricca Tv per restituirla alla povera radio. Fu una rivelazione. Quel gruppo di irriverenti guasconi dell’etere mi fece scoprire una nuova dimensione della politica. Della politica, sì: perchè era politico il loro gesto da Robin Hood di rompere l’ufficialità dei mezzi di comunicazione facendo comunicazione alla seconda; era politico restituire sentimento popolare a un gioco nato popolare, il calcio, ormai espropriato attraverso televisione deficiente e interesse privato assai efficiente. 

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4 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Tranquilli, l’Emilio, che ho ben conosciuto, ahime, quando era drettore del TG1, ad interim, ed io, purtroppo, un suo “dipendente”(del resto ho sopportato anche Bruno Vespa come direttore dello stesso Tg), va solo nella zona del potere. Infatto dalla RAI democristiana alla Tv berlusconiana. Vorrei far notare che anche in RAI, accomandato di ferro dalla sua signora e dal suocero, fu licenziato. Subito dopo si candidò alle comunali di Roma, PSDI, e prese ben 54 voti…….

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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