L’equità, secondo Monti e la Fornero, in parole povere. E’ come far giocare il Barcellona contro la Pro Sesto verificando che siano 11 contro 11. L’arbitro è lui.


D’accordo che sono tutti professori, ex studenti con voti superiori alla media, ma hanno un senso dell’equità che è, a dir poco, singolare, che stravolge e prende a pugni ogni logica e pure la nostra Costituzione.
Mio fratello ed io abbiamo ricevuto un pezzo di terra al nostro paese di origine, un lascito a cascata proveniente dal nonno.
Abbiamo diviso con equità la nostra quota, in parti uguali, 50 e 50, per adesso ci paghiamo l’ici, facciamo tagliare l’erba, e contribuiamo con altri 4 cugini alla manutenzione ed al costo della stessa. C’è un sesto cugino e quindi i rami ereditari in totale, per adesso, sono 6 e non abbiamo potuto fare il frazionamento per questioni che no sto a spiegare, in parole povere se volessimo vendere non è dato sapere quale sia il nostro pezzo di terra.
Quello che conta è che mio fratello ed io abbiamo diviso, equamente, la nostra eredità senza nemmeno litigare.
Questo è un tipico esempio di equità che niente ha a che vedere con l’equità come la intendono i professori del governo e Monti in particolare.
Quando si tratta di sacrifici per il Paese, di imposte per lo Stato l’equità è un’altra cosa e cerco di spiegarmi con parole il più semplici possibili per fare in modo che lo capiscano quelli come me.
Se l’Italia ha 100 miliardi di debiti e 60 milioni di abitanti non si può dividere il debito in parti uguali tra i 60 milioni di abitanti e dire a tutto il mondo che che la soluzione è equa e ragionevole perchè non viene applicata la regola dell’equità proporzionale come vuole la Costituzione e come è giusto che sia.
La Costituzione dice che ognuno deve partecipare alle spese dello Stato, con le tasse, in base alle sue possibilità e questo per salvaguardare i più deboli, disoccupati, pensionati, precari, lavoratori a stipendi bassi.
E’ qui che casca l’asino perchè il modello proposto dai professori abbatte  la democrazia  e calpesta la Costituzione, vediamo perchè.
Intanto il decisionismo e la fermezza  usati con i pensionati e  lavoratori non sono stati usati con le lobbies, le banche, gli speculatori ed i grandi patrimoni. A me hanno tagliato la pensione e non ho potuto dire nemmeno beh, mentre i tassisti e le banche hanno potuto dire al loro ottenendo l’annullamento delle liberalizzazioni  che sarebbero costate loro qualche euro, devo pagare l’Ici sulla prima, ed unica, casa mentre l’Ici del vaticano è andata nel dimenticatoio e, comunque, ha un sacco di deroghe che la riduce ad un terzo, sempre che un giorno arrivino a doverla pagare.
Questo è uno dei primi attacchi alla democrazia, ma non il solo.
Per questa ragione ho usato l’esempio del Barcellona che gioca contro la Pro Sesto, noi siamo la Pro Sesto e non basta giocare in 11 contro 11 per dire che la sfida, la partita, è equa. La sfida è sbilanciata  dalla parte del Barcellona è del tutto evidente.
Per definirsi equi, il professore e la sua compagnia di economisti qualificati, dovrebbero usare l’equità proporzionale come la chiamo io leggendo la Costituzione là dove dice che ognuno deve dare in base alle proprie capacità, non dice in parti uguali, io la chiamo equità proporzionale.
E qui casca l’altro asino. Se ci dicono che il 10% di italiani hanno nelle loro mani il 48%  della ricchezza nazionale intesa come immobili, proprietà, liquidità, è del tutto evidente che il 48% del debito nazionale, delle imposte dovute allo stato, se lo devono accollare noi.
Non possono usare lo stesso metodo della benzina che costa due euro per tutti, sia quello che ha la Panda di vent’anni che colui che ha il Suv sei cilindri, l’Hummer simil militare o la Ferrari.
Il rimanente 52% della ricchezza nazionale non è diviso in parti uguali tra il restante 90% della popolazione, tutt’altro e c’è pure da considerare la parte di ricchezza in mano alla malavita organizzata ed agli evasori parziali o totali che non sono pochi.
Quindi non solo il 52% rimanente non è il 52 ma, dedotti i malavitosi e gli evasori, forse per gli italiani onesti rimane, se va bene, il 30% della ricchezza nazionale.
Se aggiungiamo al 10% di italiani di cui sopra il 20% tra malavitosi ed evasori se ne deduce che il restante 70% di italiani deve vivere con il 30% di ricchezza, si fa per dire, rimanente diviso tra la varie categorie che pagano le imposte nel modo corretto, equo e proporzionale in base al loro reddito.
Quindi togliere i diritti ai lavoratori è un attacco alla democrazia e far pagare alla massa il costo della crisi in questo modo, spargendolo equamente su ogni testa, è anticostituzionale e non è per niente equo.
Se le parole hanno ancora un senso direi che di equo non c’è nulla, è una equità alla Goldman Sachs che crea il debito e la crisi e poi la carica sulle spalle del popolino facendo dire all’informazione di regime, ai loro portavoce che sono al governo che la manovra ed i sacrifici sono stati distribuiti equamente fara tutti, in parti uguali.Io sono ignorante ma la vedo in un modo diverso, sono fissato con la Costituzione, è come se Monti comprasse una casa e facesse pagare il mutuo a noi.
Il debito l’hanno creato le banche? Se lo paghino le banche. Il debito dello Stato italiano è stato creato dai governi che si sono succeduti dagli anni 80 in poi, governo Craxi e via via tutti gli altri con un encomio particolare al governo del piduista e della lega che l’hanno aumentato a dismisura. A questo proposito vorrei ricordare che il bravo imprenditore che ha creato l’impero Mediaset è entrato in politica con 7.000 miliardi di lire di debiti, dicasi 7.000, ed in 18 anni, più o meno, è diventato uno degli uomini più ricchi al mondo, ha salvato dal fallimento la lega, l’ha arricchita mentre il Paese si avviava al fallimento.
Queso debito lo dobbiamo pagare noi, grazie alla nostra insipienza, alla nostra stupidità, alla nostra teledipendenza, abbiamo votato questi briganti della P2  a larga maggioranza nonostante noi, di opposizione, li avessimo messi sull’avviso.
Quelli di adesso, i professori, non sono migliori di quelli di prima, se quelli di prima sono un insieme di neofascisti, piduisti e leghisti quelli di adesso sono gli uomini del capitalismo finanziario parassita e speculatore, gli alfieri della Goldman Sachs.
Ad ogni modo il debito lo dobbiamo pagare e sono disposto a fare la mia parte. Sia chiaro però che la mia parte deve essere equa e proporzionale alle mie capacità, al mio reddito ed al reddito di tutti gli altri.
In parole povere il 10% di italiani che hanno il 48% della ricchezza nazionale si devono pagare il 48% del debito, nazionale pure lui.
Alla malavita organizzata ed agli evasori vanno sequestrati i capitali e, fattore importantissimo e non secondario, se Marchionne vuole portare la Fiat all’estero faccia pure ma la Fiat restituisca allo Stato Italiano, a tutti noi, i benefici, gli aiuti, e tutto ciò di cui ha usufruito dalla fine della guerra in poi con gli aiuti di Stato.
Non so alla famiglia Agnelli ed ai suoi eredi rimanga qualcosa, dopo, ma non è un problema mio.
Altrimenti non siamo una democrazia, non si rispetta la Costituzione e la partita che Monti ci vuole far giocare non è equa, loro sono il Barcellona e noi siamo la Pro Sesto.
Vittime sacrificali del capitalismo finanziario parassita.
Io la penso così, forse sono in splendida solitudine ma non credo, anche perchè molti anni fa ho letti nel Capitale di Carlo Mrx una frase mi è rimasta impressa nella mente:
Il sapere, anche senza speranza, è da anteporre all’ignoranza che si nutre di illusioni e falsità.
Come la balla di Monti e della Fornero sulla riforma del lavoro equa e condivisibile o la manovra finanziaria che è ancora meno equa, condivisibile, antidemocratica ed anticostituzionale. 

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2 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. […] un lascito a cascata proveniente dal nonno. Abbiamo diviso… Continua a leggere la notizia: L’equità, secondo Monti e la Fornero, in parole povere. E’ come far giocare il Barcello… Fonte: […]

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