Non è il capitalismo, non è Monti, non è la politica. Gli imbecilli siamo noi, lo dimostra una email inviata oggi a Radio Popolare ed i siti, i forum, nel web.


Smettiamola di prendercela con la politica, il capitalismo parassita ed il capo della Bocconi l’università capitalistica fiore all’occhiello dell’economia parassita e speculatrice e smettiamola di prendercela con la Cgil e la Fiom, gli imbecilli siamo noi.
Questa mattina un imbecille, un idiota, un cretino patentato ha mandato una email a Radio Popolare per commentare la rottura del sindacato sull’art. 18 con queste parole: la Camusso finge di essere contro per salvarsi la faccia, tanto il decreto passerà ugualmente.
E’ qui il vero problema, sono le migliaia di imbecilli come questo che vanno a votare, criticano il sindacato e buttano nel cesso decenni di lotte dei lavoratori alle quali ho dato i migliori anni della mia vita scioperando e manifestando con moglie e figlio a carico e l’affitto da pagare.
Io non so se la Camusso è la degna erede di Giuseppe Di Vittorio, se è più o meno brava di Lama, Cofferati, e tutti quelli che hanno guidato la Cgil prima di Lei, ce lo dirà la storia ma ho una certezza: il sindacato è quello che siamo noi, forte se saremo forti noi.
Il progetto P2, appoggiato dal capitalismo parassita globale, ha vinto su tutta la linea e per fare i cento metri finali per arrivare al traguardo si è affidato ai professori, ai tecnici, che grazie alla propaganda di regime del 95% della stampa e dell’informazione gode pure di una benevolenza oltre la media, abbiamo il boia che è applaudito dalla massa di rincoglioniti che hanno paura di perdere qualche piccolo privilegio da parassita.
Nel viso della Camusso io vedo della sofferenza, sofferenza che non vedo in buona parte del popolino teledipendente e preso in altre faccende affaccendato, la vedo nei pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese e per spendere un euro ci pensano 10 minuti.
Il famoso ceto medio se ne frega di chi sta peggio di lui  pensa a dove andare in vacanza questa estate e volta la faccia e la mente per non vedere lo sfascio delle classi più povere, ed ignoranti, che mandano email come quella che l’imbecille di turno ha mandato a Radio Popolare.
Mi piacerebbe parlare ad un iscritto della Uil o della Cisl, guardarlo negli occhi e chiedergli se si ritiene l’ erede di Pierre Carniti ex segretario della Cisl che all’ età di 76 anni ha fatto una analisi lucida del governo Monti all’Infedele che le generazioni passate e presenti non arrivano a fare:
W Pierre Carniti.
Non  prendiamocela con la politica, non prendiamocela con il governo ma prendiamocela con chi è di fianco a noi e non capisce una mazza, vota per decenni un piduista ,la lega, Casini e compagnia e consegna il Pd ai centristi con la loro assenza e mancanza di partecipazione.
Prendiamocela con i protagonismi della sinistra che hanno distrutto un patrimonio di lotte e di cultura proletaria, hanno trasformato il Po in una miriade di torrenti che sono rimasti all’asciutto.
Prendiamocela con il lavoratore che attacca il sindacato, guarda caso sempre la Cgil, e che ha la spudoratezza di dire che la posizione della Camusso è una speculazione per salvarsi la faccia.
I lavoratori, questi lavoratori, non meritano nè la Camusso e men che meno meritano Landini, fa bene la Fiat a licenziare come e quando vuole se i lavoratori non hanno nemmeno le palle e la forza di fare uno sciopero di solidarietà per i loro compagni che il giudice ha reintegrato in fabbrica e che la Fiat non vuole.
Se non c’è solidarietà, se pensiamo che le classi non esistano più ed ognuno debba andare avanti come un cane sciolto liero ma affamato non dobbiamo aspettarci niente di buono.
Si presume che chi viaggia nel web abbia qualche centimetro di cervello in più di chi non legge nemmeno un giornale, certamente ha qualche metro in più di informazione  che però è vanificata da un dna inutile e dannoso che si perde dietro le stronzate di una velina o di una partita di calcio, basta guardare i forum, i siti, gli aggregatori per rendersi conto che siamo sconfitti dalal stupidità di massa che vota l’ultimo spogliarello dell’ultima zoccola di turno e non legge nemmeno i post che riguardano la loro vita ed il loro futuro.
Guardate la home di Ok notizie, Blog News, Facebook, e molti altri che non cito nemmeno per non fare propaganda agli imbecilli, le notizie più votate fanno venire i brividi. Vi metto un link di esempio:
Hot | Nell’ultima settimana | Nell’ultimo mese.
Io non sono ottimista per niente c’è in giro tanta di quella ignoranza e tanto di quel cinismo che il capitalismo parassita, sfruttatore e speculatore andrà avanti all’infinito.
Noi usiamo lo sfruttamento, la perdita dei diritti, l’attacco alla democrazia ed alla costituzione per fare satira. Si pubblica l’ultimo video di Crozza su tutti i siti possibili per prendere qualche voto in più, acquisire karma ed aumentare il punteggio.
Praticamente siamo tutti Tafazzi. 

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11 Risposte

  1. Sì, è vero, milioni di italiani intossicati da televisioni “strizzacervelli” hanno votato, votano, voteranno (?) questa classe politica costituita da debosciati, avventurieri, malviventi, etc. etc., ma è vero anche che questa classe politica ha anche provveduto a sterilizzare, annichilire, gli strumenti democratici che la Costituzione ci aveva messo a disposizione per cui diventa problematico venire fuori, in modo democratico, da questa orribile situazione.

  2. Sono un ex dirigente sindacale della Cisl ed ho vissuto i tempi di Pierre Carniti. Altra figura, altre palle!
    Di sicuro se ci fosse stato lui oggi al vertice della Cisl certe porcherie non li avrebbe avallate ed avrebbe fatto tutto il casino necessario per contrastarle.
    Oggi i Cariniti non ci son più e neppure i Lama o i Di Vittorio.
    Ed io nel 1992 ho smesso di fare sindacato perchè mi vergognavo di me stesso di dover andare a fare assemblee dei lavoratori dove avrei dovuto sostenere che i contratti d’area fossero delle conquiste dimenticando che le gabbie salariali le avevamo eliminate molti anni prima perchè ritenuti strumenti di discriminazione salariale che fregavano solo i lavoratori. Mi vergognavo di appartenere a quella generazione di sindacalisti che stavano rinunciando al loro ruolo di rappresentanti dei lavoratori e di difensori delle loro rivendicazioni tese a sconfiggere innanzitutto lo sfruttamento. Ho fatto male? Non lo so. Ma tanto il mio giudizio ed il mio voto a cosa sarebbe servito di fronte ad una nuova generazione di lavoratori che mandano lettere ai giornali esultando per la new economy che si sta affacciando in Italia?
    Forse bisogna toccare il fondo per ripartire. Ma mi dispiace che io debba pagarne le conseguenze visto che sono stato tra gli artefici della creazione di certi diritti che oggi si stanno cancellando e che bisognerà lottare nuovamente 100 anni per ripristinarli. E questo che Cisl ed Uil (ed anche i tentennanti e indecisi della Cgil) non riescono a capire.

    • Ed è quello che fa incazzare me, ho fatto la fame per rivendicare i diritti che adesso stracciano come vecchi giornali.
      Ma è la massa che è inerme, assente, impregnata di qualunquismo individuale.

  3. LA CAMUSSO NON DOVEVA SEDERSI A QUEL TAVOLO,L’ERRORE è STATO QUELLO. E SENZA NESSUN MANDATO DA PARTE DEI LAVORATORI….SOPRATUTTO…. ..NON CI SI PUò SEDERE IN UN TAVOLO IL CUI ORDINE DEL GIORNO ERA :COME SMANTELLARE LE UTIME,RESIDUE TUTELE DEL LAVORO”CHI SI SIEDE A QUEL TAVOLO,MUORE. MA SICCOME MONTI HA VINTO SULLA CONTRORIFORMA DELLE PENSIONI SENZA CHE LA CAMUSSO ,RICORDIAMOCELO,NEI FATTI ,SI OPPONESSE …EGLI HA DECISO ,SULLA BASE DEI FATTI ,DI ANDARE FINO IN FONDO,DISTRUGGENDO UNA VOLTA PER SEMPRE I DIRITTI DEI LAVORATORI,CHE SE CON LA CGIL NON HANNO SAPUTO DIFENDERE LE LORO PENSIONI DI ANZIANITà…NON SARANNO IN GRADO DI DIFENDERE SE STESSI. TANTI SALUTI.

  4. E’ un pezzo che ho trovato su internet, mentre facevo una ricerca su Aristotele per un altro problema. Chiaramente è un pezzo che andava bene ai tempi di Aristotele, ma alcuni concetti generali sulla difesa degli inetressi generali e sul ruolo della politica farebbero bene i nostri governanti e chi li sostiene di rileggerli. Stiamo parlando di concetti e principi di quasi 2500 anni indietro… ma già applicarne l’essenziale sarebbe un bel passo “avanti”!

    La stabilità delle costituzioni
    Secondo Aristotele, la politìa rappresenta in assoluto la costituzione più stabile, perché è la meno esposta ai cambiamenti rivoluzionari, molto più possibili in regimi oligarchici e democratici in senso deteriore. Le rivoluzioni si rendono inevitabili quando il popolo è oppresso da gravi ingiustizie ed i “buoni” capifamiglia sono esclusi dalle cariche e dagli onori della città. Una grave offesa all’onore ed alla dignità dell’individuo può provocare reazioni ancora più violente di quelle originate dalla penuria e dall’indigenza. Purtroppo, non sempre le rivoluzioni portano ad un ordine migliore del precedente. Per dimostrare i rischi delle rivoluzioni, Aristotele non esita a ricorrere a diversi esempi storici di oligarchie trasformate in “democrazie” che oggi definiremmo repubbliche delle banane.
    Tuttavia, in un celebre passo, lo stesso Aristotele critica aspramente quelle forme di conservatorismo che fondano i loro argomenti sul buon vecchio tempo antico e sulla presunta superiorità delle costituzioni originarie. Anche queste avevano dei vizi, che poi si sono perpetuati ed amplificati, come nella costituzione spartana, che si incaricava solo di opprimere l’uomo e lasciava l’altra metà del mondo, cioè l’universo femminile, senza regola e senza legge, favorendo così la licenziosità e la lussuria più sfrenata, che fu uno dei motivi della degenerazione della famiglia e quindi dello stato spartano.
    In realtà, per Aristotele, c’è solo un modo per garantire la stabilità: quello del “buon governo” cioè un modo di comandare che sia finalizzato alla felicità dei cittadini anziché all’interesse di chi governa. In sostanza questo è il fine del governo e tale dovrebbe essere sempre. Secondo Aristotele, la città più felice (dove il termine non va frainteso in senso moderno) è quella armoniosa e pacifica che realizza l’ideale del tempo libero a disposizione dei capifamglia, i quali potranno così dedicarsi alle attività teoretiche che sono le sole che realizzano l’uomo nella sua integrità.
    Ciò non significa che il darsi alla politica sia disdicevole, tutt’altro, essa è l’attività più nobile dopo quella teoretica, ma deve essere svolta in modo disinteressato, rivolta al bene di tutti, e non solo al bene egoistico. In alcuni passi si ha però la sensazione che Aristotele consideri l’attività politica, cioè il partecipare alle assemblee ed a svolgere le cariche e le magistrature più come un dovere (e quindi un obbligo per diversi aspetti fastidioso) che un diritto ed un piacere. Per questo egli applaude alla turnificazione ateniese, dove il servizio politico, non diversamente dal servizio militare, è svolto solo per periodi limitati.
    Si tratta, come si vede facilmente, di una concezione che muove dalle persuasioni etiche di Aristotele, più che da considerazioni oggettive sulle tensioni e sui conflitti della società reale e sulla psicologia degli individui concreti.
    In generale, dunque, Aristotele vide nell’attività politica più un mezzo che un fine in sé. Il mezzo per realizzare una società pacifica, non aggressiva, anche se in grado militarmente di difendersi da aggressioni.

  5. Mi scuso per qualche errore dovuto al fatto che mi dimentico di rileggere e correggere gli strafalcioni che qualche volta vengono fuori dalla tastiera.!

  6. Si e’ vero, pero nessuno dice niente, anzi ci sono pressioni per scioperi ma in realta’ si dovrebbe scendere in piazza e protestare. Ma nessuno si muove!

    • Leggi i giornali, qualcuno si sta muovendo. Anche se non è ancora la massa, per quella ci vuole la fame, la disoccupazione, il licenziamento.

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