Tutti in fabbrica con l’Unità a difendere democrazia e diritti. Nessun dirigente del Pd alla manifestazione della Fiom.


Il caudillo non c’è più e, come ho già detto, il Pd dovrebbe darsi un’identità oppure non ha più senso dargli il voto.
Uno conto è fare argine contro il neofascismo, la lega e la P2 per difendere la Costituzione altra cosa è riconoscersi in un partito che si appiattisce dentro il capitalismo e le leggi del mercato condizionato dalla finanza globale parassita.
Per quale motivo gli operai dovrebbero entrare in fabbrica con l’Unità in difesa del libero pensiero ed i dirigenti del Pd non vanno alla manifestazione della Fiom perchè ci sono i No Tav?
Faccio due premesse, la prima è che io leggo l’Unità tutti i giorni e la seconda che sulla Tav non ho le idee chiare del tutto anche se spenderei volentieri quei soldi in altri obiettivi, lo stesso ragionamento che vale per i caccia, il taglio dei parlamentari e gli stipendi scandalosi che prendono i politici.
L’idea che un imbecille come il Trota prenda 16000 euro al mese mi fa venire l’orticaria, per usare il linguaggio del padre che ha blindato il figlio demente in una lista blindata lo ammazzerei a calci in culo.
Aspetto una denuncia per istigazione alla violenza o, meglio ancora, per terrorismo. In alternativa di essere rinchiuso in un ospedale per fuori di testa dove potrei trovarci l’Umberto e giocare insieme al ciapanò.
Dal mio punto di vista il voto al Pd negli ultimi tempi era doveroso per difenderci dal fascismo strisciante che la P2 ha riportato al potere, la nuova sinistra non aveva e non ha il fascino del Pci ed ha pensato di escludersi da sola obbligandomi a votare Pd.
Questi presupposti, forzati, sono venuti a cadere ed è il momento che il Pd decida cosa intende fare da grande e lo dica chiaramente.
La mia impressione, diciamo che più che una impressione è la conferma di quanto avevo già intuito, è che il Pd sia allineato e coperto nel riconoscimento del capitalismo in quanto tale accontentandosi di qualche sporadica lotta a difesa dei principi di qualche diritto che è più una ricerca di accordi che un partire per la lotta contro il liberismo del capitalismo parassita.
Dobbiamo essere competitivi, ripetono tutti, ma a correre per la medaglia che non prenderemo mai ci mandano noi, non ci vanno loro.
Tra l’altro non competono più nemmeno tra politici di schieramenti diversi anzi si mettono d’accordo di come dividere il malloppo elettorale per investirlo come ogni speculatore capitalista.
Qualche anno fa ho sentito con i miei orecchi un discorso che D’Alema ha fatto alla Festa dell’Unità di Milano, nel quale fu anche contestato, ed ho capito che la sinistra confluita nel Pd ha abdicato alla lotta per il superamento del capitalismo.
Diceva che aveva appena fatto un viaggio negli Usa ed aveva capito che il mondo era cambiato dopo una visita a Wall Street rendendosi conto che bastava qualche giovanotto davanti ad un pc per decidere quale Stato far fallire o in quale economia asiatica sviluppare i profitti attraverso lo sfruttamento intensivo dei lavoratori.
Per dovere di chiarezza, o per esplicitare la mia buona fede o la mia stupidità, chiarisco che io non credo che D’Alema sia un ladro, non mi scandalizza che un giovane dirigente del Pci abbia avuto una casa popolare o degli enti atti alla bisogna per il semplice motivo che li abbiamo fatti apposta e per tutti non solo per D’Alema.
Di case popolari e cooperative rosse a Sesto San Giovanni era pieno ed era un nostro giusto e sacrosanto progetto per tutti,nessuno escluso,nemmeno i dirigenti che allora versavano metà del loro stipendio al partito.
Ad un certo momento della mia militanza venni preso dalla voglia di lavorare a tempo pieno per il partito e mi informai sui loro stipendi, avendo moglie e figlio a carico volevo capire se ci si poteva stare dentro, lasciai perdere subito rispetto al mio stipendio di capo magazziniere c’era una differenza notevole.
Ho ritenuto giusto che fossero agevolati almeno nelle iniziative sulla cas ache noi stessi abbiamo messo in piedi. Chiuso il discorso.
Dicevo non credo che D’Alema sia un ladro, sotto un cero aspetto la cosa è ancora peggiore, nel senso che si è imborghesito e la lotta proletaria non la ricorda più.
Non solo lui, troppi dirigenti che vengono dal Pci l’hanno dimenticata e la caduta del muro di Berlino ha fatto in modo che l’accettazione del capitalismo e del mercato venisse accettata da loro come se fosse ineludibile, impossibile da combattere.
Il sud America ci ha dimostrato che non è vero ma da noi non vedo nessun Lula e nessun Chavez, anzi vedo che molti della sinistra di base criticano Chavez come fosse un dittatore. Se questi democratici dell’ultima ora che sono riusciti a sopportare un ventennio di berlusconismo e di conflitti d’interesse, quasi senza battere ciglio, andassero ad ascoltare il discorso di Chavez sulle banche venezuelane su you tube si renderebbero conto di quante bugie la propaganda capitalista riempie il mondo, tutta manovrata dall’imperialismo americano che, Obama o non Obama, è sempre quello di prima, di Reagan.
Non vi metto nemmeno il link, se vi interessa ve lo andate a cercare, dico solo che ha nazionalizzato la più grande banda venezuelana non con l’esproprio proletario ma pagandola a prezzo di mercato, nel giro di due anni lo stato venezuelano è rientrato della spesa ed ha cominciato a guadagnarci sopra.Nel discorso minaccia le altre banche venezuelane, alle quali aveva chiesto di finanziare l’agricoltura venezuelana,che se non avessero smesso di finanziare i solo i grandi proprietari avrebbe acquistato, ripeto acquistato e non espropriato, le loro banche dando l’incarico al giovane ministro delle finanze di verificare quanto fosse il loro valore attuale in borsa.
La differenza tra i nanetti che guidano il Pd, ed anche quelli della sinistra extraparlamentare che godono ancora del rimborso elettorale con il quale hanno sostituito il finanziamento pubblico ai partiti aggirando un referendum popolare e prendendoci in giro, è tutta quì.
Non abbiamo un Lula,  non abbiamo un Chavez, non abbiamo un Berlinguer che parlava di superamento del capitalismo.
Il capitalismo non è stato superato,si è fornito di computer che calcola i profitti delle loro speculazioni in tempo reale e sul piano della democrazia, della sicurezza e dello sfruttamento è tornato ai primi dell’ottocento.
Così la vedo io, non vedo perchè un operaio dovrebbe andare in fabbrica con l’Unità mentre i dirigenti del Pd non se la sentono di essere a fianco dei lavoratori perchè si ritengono ” incompatibili con i No Tav”.
Sono incompatibili con la decenza, la storia, il movimento proletario.
Guardate che io non sono nostalgico, anzi, sono proiettato nel futuro, i proletari sono molti di più dei manager e dei banchieri, sono anche molti di più degli investitori anonimi e parassiti che speculano sui debiti degli stati sovrani e delle ruberie della politica e verrà il momento che quello che non hanno capito sul piano strategico ed ideale lo capiranno per fame.
Non dovete credere alla campane del capitalismo suonano sempre le stesse note, non è possibile diventare tutti dei piccoli borghesi per il semplice fatto che il capitalismo, senza proletari da sfruttare prima nella produzione e poi nel consumismo, non può esistere, non può sopravvivere, è solo questione di tempo.
Anche se non sarà il mio per una questione anagrafica.
Diceva Guccini in una strofa di Eskimo: bisogna saper scegliere in tempo non arrivarci per contrarietà.
Ecco, molti di noi sono vent’anni che parlano al vento senza essere ascoltati adesso l’ingordigia del liberismo capitalista li ha svegliati dal sogno di diventare piccoli borghesi.
Continuava Guccini: tu giri adesso con le tette al vento io ci giravo già vent’anni fa.
E’ solo una questione di testa, girare con le tette al vento, le tette sono le idee.
Certo che ho votato il Pd per arginare il neo fascismo piduista, che altro potevo fare chiamarmi fuori e lasciare ancora più spazio a Berlusconi e Bertolaso?
Ma non facciamo ridere. Quelli che sono rimasti a sinistra che più a sinistra non si può, gli intellettuali che distribuiscono giudizi e medaglie ai vecchi compagni del Pci si sono auto esclusi sino a scomparire dal parlamento e dalla rappresentanza, solo il sindacato ha retto tra le difficoltà ed infatti la propaganda di regime lo ha attaccato incessantemente, gli ha tagliato l’erba sotto ai piedi, i diritti ed i primi a criticare il sindacato sono proprio quelli di sinistra che più sinistra non si può perchè quando la canzone  è una sola ed anche piacevole bene o male, alla fine, la cantano tutti.

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