Il finanziamento, illecito, dei partiti ed il finanziamento del Pci. In troppi non sanno e parlano a vanvera.


La sezione dov’ero iscritto io era stata acquistata dai compagni firmando cambiali negli anni 60 era un locale di fianco al Circolo di sinistra e Sesto San Giovanni ne aveva parecchi di circoli, comprati dai soci, sia di sinistra che di area cattolica. Esistono ancora.
Partiamo dal tesseramento per spiegare a chi non sa ed a chi finge di non sapere giocando nel torbido come funzionava il tesseramento.
La direzione del partito mandava un documento dove c’era scritto,( faccio un esempio del metodo le cifre alla lira non le ricordo) la tessera quest’anno ha un costo di 10.000 lire.
Insieme al documento arrivavano le tessere, noi avevamo 600 iscritti forse più che meno, e partiva il tesseramento se ricordo bene da ottobre, novembre in su.
La tessera non veniva rifiutata a nessuno, c’erano pensionati che davano quello che potevano, 3000, 5000, lire e c’erano quelli che davano molto di più coscienti del fatto che andavano a coprire i costi di chi non poteva.
Noi eravamo abbastanza bravi, avevamo iscritti di tutti i tipi, impiegati, pensionati, lavoratori, artigiani, laureati e c’era chi senza problemi faceva la tessera da 50 o 100 mila lire.
Durante il tesseramento si facevano diversi versamenti al comitato cittadino ed una volta chiuso il tesseramento si chiudevano i conti. La mia sezione, l’amministravo io, versava i suoi 6.000.000 di tesseramento ed resto, ripeto eravamo bravi ed incassavamo di più, veniva trattenuto in sezione per le spese, luce, riscaldamento, manifesti ,iniziative varie nel quartiere.
Nel quartiere si tenevano due feste dell’Unità e per un mese lavoravano centinaia di persone gratuitamente, una settimana per il montaggio degli stand, due di festa ed una settimana per smantellare il tutto.
Per trasportare gli stand ci servivamo di compagni artigiani o imprenditori che avevano i camion o i furgoni, qualcuno addirittura mandava i suoi dipendenti, pagati da lui, per montare gli stand.
Poi cercavamo di vendere gli spazi pubblicitari, certamente in prima fila c’era la Coop che con regolare ricevuta pagava l’affitto dello stand, è ovvio che era un finanziamento ma di occulto non aveva niente. C’erano anche concessionarie auto che prendevano gli stand e ci mettevano le loro auto con i venditori, c’era il piccolo artigiano che esponeva i suoi prodotti, quello che costruiva porte blindate, allora erano una moda necessaria, e faceva la sua bella esposizione di modelli.
Poi c’era il ristorante di 300 posti, più o meno, e le donne che facevano da mangiare, le tagliatelle a mano, i piatti tipici delle loro regioni e l’immancabile salamella alla griglia, l’addetto alla griglia era un metalmeccanico tornitore.
Tutti, compresi quelli che facevano il turno di guardia alla notte, lavoravano a gratis, mettevano a disposizione la loro auto per andare a fare la spesa e quello del pesce surgelato ci faceva un forte sconto perchè  lasciava per un mese in bella vista il suo furgone frigorifero con tanto di pubblicità.
L’unico benefit che avevano i volontari era lo sconto sul pasto e, dato che ci conoscevamo molto bene tutti quanti, si faceva direttamente alla cassa.
Terminati i festival di quartiere si andava tutti, o quasi, a lavorare a quello provinciale, regionale o nazionale di Milano, detratte le spese vive il resto veniva quasi tutto versato al partito, ovviamente una piccola quota veniva trattenuta dalle sezioni per la sopravvivenza, soprattutto le più sfortunate o più povere.
Il bilancio veniva discusso pubblicamente nella sede del Cittadino, come chiamavamo noi la sede del partito di Sesto san Giovanni.
E’ ovvio che con i sacrifici e le cambiali di migliaia di compagni il Pci si è comprato sedi, circoli, immobili ed il tutto veniva relazionato pubblicamente a tutti i cittadini in assemblee aperte a tutti, anche ai non iscritti.
Avrebbero potuto partecipare anche i giornalisti del Fatto, Corriere, Libero, Giornale e Repubblica. Cito anche il fatto anche se non esisteva perchè qualche giornalista dei loro era nel Pci come me.
Questo avrebbe risparmiato all’informazione di regime italiana di scrivere cazzate per decenni,  da Mani Pulite in su.
Io ho conosciuto nei miei anni di partecipazione attiva con incarichi in sezione ed i quartiere della gente meravigliosa e non sarà qualche mela marcia a farmi cambiare idea.
Per adesso mi fermo qui, da raccontare ne ho ancora.

Il compagno G: “Viva Mani pulite, abusi a parte” Primo Greganti: “volevano tirarci dentro, ma il Pci era diverso”
 

7 Risposte

  1. […] per spiegare a chi non sa ed a chi finge di non sapere… Continua a leggere la notizia: Il finanziamento, illecito, dei partiti ed il finanziamento del Pci. In troppi non sanno e parlano a… Fonte: […]

  2. se ai compagni impegnati alle feste dell’unità di Sesto S.Giovanni veniva fatto lo sconto su quello che consumavano,sono stati fortunati,personalmente negli anni dal 1973 al 1986 ho organizzato tale festa a Chiuduno e ho contribuito e aiutato anche comuni limitrofi ad organizzare e far funzionare tali feste,però quello che consumavo io,mia moglie,e figli,li ho sempre pagati come tutti gli altri compagni.
    Mi bruciavo 15 giorni di ferie,perdevo dai 7 ai 10 kilogrammi di peso,benzina e deperimento macchina tutto a mio carico.
    Non mi pento di avere fatto tutto questo,ne sono orgoglioso, perchè allora avevamo, e credevamo in un ideale che ora nessuno più Ha,
    oggi esiste solo l’interesse personale e il qualunquismo.
    aldo

    • Era una scelta del direttivo, c’era gente che si faceva più di 12 ore.
      Comunque non ho mai presentato il conto , felicemente, ed anch’io più di una volta mi sono giocato le ferie.
      E’ l’individualismo che mi infastidisce, la gente coglie il problema solo se lo tocca personalmente.
      Ciao.

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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