Quando la prima telefonata del mattino è quella della banca. Non è un sondaggio per chiederti se Belen aveva le mutande o no, devi coprire o stringe il cappio.


Esercizi commerciali sulla piazza da decenni, partite iva individuali, sono strozzati più o meno come i licenziati di massa e mentre i vertici della banca sono sotto inchiesta per truffa e ruberie i dipendenti della stessa telefonano ai clienti per chiedere di rientrare di poche migliaia di euro.
Non me le ha raccontate Lupi queste cose succedono nel mio quartiere a persone che conosco bene e che la crisi sta ammazzando lentamente, l’azienda elettrica ha sospeso la fornitura della corrente e quella del telefono ha staccato la linea, non funziona nemmeno il bancomat.
Si racimolano i soldi per pagare la bolletta e poi si manda il fax al fornitore per fare ripristinare il servizio e siamo in una delle regioni più ricche d’Europa, la Lombardia, che ha un Pil superiore a quello della Grecia.
Qui non ci sono Suv esentasse o vacanze in nero, le ferie non le fanno da anni e nonostante tutto fanno fatica a sopravvivere.
Non mi sarei mai immaginato da comunista di difendere i bottegai, gli artigiani. Tolto qualche illuminato, nella categoria dei piccoli commercianti e degli artigiani, la maggioranza si è sempre sentita parte integrante del capitalismo, alfieri dell’iniziativa individuale e  da decenni dico a loro di non illudersi nel ritenersi diversi dai proletari che scioperano perchè se questi non possono spendere è la loro fine ed è questo che sta avvenendo.
Le grandi catene tagliano ed aumentano lo sfruttamento dei lavoratori i piccoli commercianti ed artigiani chiudono e le partite iva individuali sono diventati l’ultimo anello della catena dello sfruttamento intensivo del genere umano.
Scendo a prendere il giornale e mentre cammino sotto ai portici ci si saluta, ci si chiede come va ed i più in confidenza si lasciano andare, direi che si sfogano: ho tirato su la saracinesca e adesso aspetto la prima telefonata, so già chi è, è la banca. Ogni mattina mi chiedono di fare un versamento e cosa verso se ieri non ho venduto niente?
I margini sono già quelli che sono, quasi nulli, perchè le multinazionali impongono i listini al pubblico salvaguardando i loro profitti a scapito del margine del negozietto.
Per rispetto di persone che conosco non dico il settore e non faccio il nome delle marche ma è un gioco al massacro è uno stillicidio e la depressione avanza più veloce della neve, ma non si scioglie al sole.
Ai problemi economici si aggiungono quelli di salute e di testa ed alternative per chi vive del proprio lavoro da più di vent’anni non ce ne sono, non c’è possibilità di riciclarsi con un lavoro qualsiasi, sopravvive solo la grande distribuzione e, se va male, licenzia, vende gli immobili e cerca altri mercati.
Per fare un esempio inerente alla mia esperienza lavorativa, come ho già scritto più volte lavoravo nel settore dell’auto, ho ritenuto sempre autolesionista la posizione della dirigenza Fiat rispetto all’operaio, al proletariato e per una ragione molto semplice.
Costruire utilitarie da vendere al popolino e poi essere in prima fila nel massacro al lavoratore è come tagliarsi le palle, se costruisci fuoriserie, Maserati, Ferrari, Suv e auto di lusso posso anche capire che del popolino te ne freghi, basta ed avanza la nicchia di parassiti, evasori, ladri e banditi che comprano le tue fuoriserie ma se costruisci biciclette non puoi tagliare le gambe a chi dovrebbe pedalare.
Certo è che quando ci salutiamo al mattino non commentiamo nè Sanremo nè l’ultimo rigore non dato alla squadra del cuore, ci chiediamo come va e l’allusione non è nemmeno alla salute, la cosa più importante per sopravvivere.
Siamo in recessione, dice l’Istat, noi lo sapevamo già e finchè il 10% delle famiglie italiane possiedono il 50% della ricchezza nazionale le cose non cambieranno mai, hanno la pancia piena ed anche se mangiano 8 costate a mezzogiorno e 5 alla sera non muoveranno l’economia, non possono mettersi 5 cappotti di cammello o comprare tre Porsche ai nipoti.
Anche i ricchi hanno un limite di stomaco, di colesterolo, di consumi e se i soldi non li fai girare è uno sterminio di massa.
Se le piccole attività commerciali sono inserite e vivono immerse nel popolino di pensionati e di proletari, se questi affondano, affondano anche i negozi ed il quartiere muore è inutile allungare l’orario dei negozi per spendere di più di luce e non vendere niente.
So che qualcuno di loro ha cavalcato l’onda della Milano da bere, ricordo i saloni di parrucchiere da donna con 8, 10 poltrone con relativo casco quando chiedevano 80.ooo lire per fare taglio, colore e piega e dovevi pure prenotare e adesso hanno dovuto abbassare le ali perchè i cinesi fanno lo stesso lavoro per 18 euro.
Allora li disprezzavo, mi rendevo conto che speculavano sul popolino che poteva spendere e che perdeva la testa davanti a certe cose, esageravano.
Adesso mi fanno pena pure loro, delle 10 poltrone ne occupano 2 quando va bene, venerdì e sabato compresi, spengono la metà delle luci ed aspettano con ansia che qualche pensionata, messa meglio di altre, vada a farsi la tinta.
Pensate davvero che la Grecia sia tanto lontana  da noi?
Qualcuno ha 10 ville o 5 appartamenti na chi ci pensa alle famigliole, alle singole persone che non hanno nemmeno i soldi per l’affitto?
Qualche anno fa le donne cambiavano le tende per dare un tocco diverso alla casa o per noia dopo decenni di usura, poi sono passate al mercato in cerca di scampoli di fine produzione tra poco le tireranno via del tutto.
Sempre più spesso trovi giubbotti, scarpe, cappotti abbandonati in qualche angolo di strada e la cosa che fa impressione è che dopo nemmeno mezz’ora non ci sono più.
Qualcuno, senza farsi troppo notare e sveltamente, li ha raccolti.
Il tutto succede a Milano al mattino presto, quando la città si sveglia del tutto la “tragedia” si è già consumata e qualcuno ha un giubbotto da mettersi per combattere il freddo.
Dalla recessione alla depressione il passo è breve, i sorrisi sono sempre di meno e le gocce sempre di più mentre su tutti i giornali impazza Sanremo e la notizia che, forse, il Vaticano pagherà una parte di Ici.
Spero che non vada in recessione anche lo Ior, i malavitosi sarebbero senza la banca principale.
Notizie dalla Lombardia, una delle regioni più ricche d’Europa che può competere anche con la grande Germania.
Quelle dalla Calabria, Sardegna, Basilicata, Molise ecc.ecc. datemele voi.
Quanti caffè deve fare il baretto per pagare l’affitto? Questa sarebbe una bella ricerca, quanti hanno rinunciato alla colazione al bar.
P.S. E’ il periodo delle grandi offerte, la casella della posta è piena, supermercati, elettronica, casalinghi, persino il dentista ha l’offerta giusta. Peccato che arrivino tutte quando i soldi sono finiti. Ma è già qualcosa, se qualcuno deve fare la spesa. 

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4 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. non è solo un problema di crisi economica, che ci sta tutta e col suo bel carico. Credo l’altro soggetto determinante in questo contesto sia l’aver lentamente eroso la cultura che vedeva il lavoro come ricchezza, e valore assoluto e aver spostato sulla finanza questo primato.
    Loris

  3. […] le ha raccontate Lupi queste cose succedono nel mio quartiere… Continua a leggere la notizia: Quando la prima telefonata del mattino è quella della banca. Non è un sondaggio per chiederti se B… Fonte: […]

  4. Reblogged this on nottebuiasenzaluna and commented:
    non condivido alcune conclusioni o ricette, ma per buona parte trovo interessante e drammaticamente centrata la descrizione delle cose e dei fatti. mi permetto di rebloggarti nel tentativo di informare, stimolare la riflessione, resistere e se possibile stimolare le azioni. buona giornata, se possibile.

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