E’ odioso, immorale, che giornalisti, politici, economisti, studiosi, diano lezione ai lavoratori su come reagire alla crisi della quale, chi più chi meno, sono complici.


Anch’io sono d’accordo sul fatto che la strategia dei lavoratori, non solo della Cgil, sia sbagliata ma non per le stesse ragioni per le quali Scalfari bacchetta la Camusso, la rimanda a scuola.
Questa classe alto borghese che anche per meriti, non lo discuto, ma più spesso per ereditarietà di classe  ha già da parte quanto basta, come il sale ed pepe nelle ricette, per garantire casa, studio, università e lavoro per le loro prossime generazioni future diano lezione di strategia o comportamento nelle lotte sindacali a gente che ai loro figli, al massimo, lasceranno il funerale da pagare possibilmente con la cassa più scadente o la cremazione. A questo proposito io voglio essere cremato.
Non mi interessa se, tutto sommato, sembrano più democratici di altri, danno l’impressione di essere dalla parte degli ultimi mentre, per proteggersi, sono i primi costruttori di classi intermedie con le quali proteggersi da, eventuali, attacchi frontali.
E’ ovvio che il 10% delle famiglie italiane che detengono il 50% della ricchezza nazionale sono coperti, hanno la soluzione a portata di mano e per essere chiaro scrivo che se ci fosse la rivoluzione popolare essi, oltre a prendere il volo, hanno già all’estero quanto serve per vivere alla grande lontano dalla battaglia.
Però non è finita qui, la classe medio alta della quale fanno parte tutte le caste possibili ed immaginabili provvede ad alzare barricate protettive creando ed alimentando classi intermedie che per difendere i loro, miserabili non quanto quelli citati prima ma che vorrebbero essere come loro, interessi si accolleranno il lavoro sporco della repressione di una eventuale rivolta popolare con l’aiuto delle forze dell’ordine che sono al servizio di una logica di potere che niente ha a che vedere con la politica o la situazione economica.
Esse, le forze dell’ordine, difendono il potere, il sistema tout court. Specifico, nella speranza che mi legga qualche leghista e qualche ignorante come me ma illuso di vivere in una democrazia compiuta che tout court significa letteralmente in breve, in modo secco e deciso, qualsiasi sistema di potere sia esso di destra, di sinistra, fascista o democratico.
Un po’ quello che fanno le guardie all’esterno delle banche, vigilano che qualcuno non tenti una rapina mentre dovrebbero essere loro i primi a rapinare il maltolto delle banche che impongono questo capitalismo parassita, esoso, vivendo e prosperando sulle disgrazie a la misera delle masse.
Qui non si tratta di stabilire quale strategia debba studiare la Cgil, l’invito ad aggiornarsi, essere più o meno malleabili, si tratta, secondo me ed è per questo che non sono d’accordo con Scalfari, di stabilire se è arrivato il momento di dare l’assalto alla diligenza oppure no.
Per me con la disoccupazione all’8,9% e quella dei giovani al 31% è giunta l’ora di dare fuoco alle polveri.
Ci sono intere generazioni in balia del lavoro nero, precario, ricattatorio, vanno dai 16/18 anni ai 40 ed oltre, ai quali vanno aggiunti gli over 40 che un lavorano ce l’avevano ma l’hanno perso e non hanno nessuna alternativa.
Ed allora, davanti ad una situazione così disperata, come mai il Paese non si rivolta?
Perchè ci sono le classi intermedie che fanno da pompieri, basta andare un giorno davanti alle scuole pubbliche e vedere le facce di coloro che accompagnano i bambini a scuola, a piedi, come sono tirate e come la voglia di un  sorriso la riservino ai loro bambini.
perchè non c’è niente da ridere, non hanno nemmeno i soldi per le matite ed i loro bambini sono vestiti con il sintetico e le scarpe da 20 euro e fa un freddo cane.
Il giorno dopo, sempre se qualche giornalista democratico e progressista volesse fare una inchiesta, dovrebbe andare davanti ad una scuola privata dei preti, io ho la fortuna che nel giro di 600 metri le ho tutte e due, e vedrebbe tutto un altro mondo.
Monovolumi, Suv, Porche, Audi,  auto estere di media cilindrata, qualche Punto, ma si contano con una mano, un ingorgo di auto, nella maggioranza dei casi guidate dalle mamme, vestite bene, con la lana buona ed il cashmere, i loro figli hanno i giubbotti per il freddo da 500 euro, le scarpine da 150, e le calze in pura lana.
L’unico loro pensiero è dove andare nel prossimo ponte che propone il calendario e decidere dove andare in ferie questa estate, sai devo portare al mare i bambini, il mare fa bene ai bambini.
Non gli passa nemmeno per la testa che certi bambini di Vieste, Barletta e la lista sarebbe lunga, non hanno nemmeno le scarpe.
Ma loro non lo sanno vanno in posti dove la miseria è bandita, non esiste.
Questo è solo una delle ragioni per cui non c’è la rivolta, questa è una delle classi  che si disturba se c’è uno sciopero, che non sa nemmeno quanto costa la benzina e poi ci sono i poveri, disoccupati, precari, licenziati di una certa età, la fascia dai vent’anni agli oltre 40 che sono, vivono nel tunnel del precariato continuo, l’unica certezza che hanno conosciuto da quando sono nati, la precarietà.
Non la precarietà della vita alla quale siamo tutti soggetti, oggi ci sei e domani non si sa, ma la precarietà giornaliera senza fine, indotta dalle classi più abbienti per mantenere i loro privilegi ed il loro egoismo.
In mezzo a questa gente ci sono anche quelli buoni, che donano i loro vestiti ai poveri, che mantengono un bambino i Africa, che pagano tutte le tasse.
Nell’8,9% di disoccupati c’è qualcuno che ha figli ed è per loro che si sacrifica e non si ribella, piega la schiena ad un sistema economico finanziari governato da autentici banditi in colletto bianco, non saranno luridi come Berlusconi ma sul piano economico e morale verso il Paese e la massa sfruttata sono identici.
Basta pensare al fatto che non hanno imposto la patrimoniale ai ricchi, per dare un contentino danno la caccia agli evasori come se fosse un merito e non un dovere al quale si sono sottratti da mezzo secolo.
O alla finta riduzione dello stipendio dei parlamentari, spudorati e meritevoli della ghigliottina, non hanno ridotto di un centesimo, hanno semplicemente, forse, bloccati gli aumenti.
Ed allora perchè non parte l’assalto al Palazzo, alle banche, in una parola al capitalismo parassita?
Perchè la società capitalistica a strati si protegge da sola, perchè ci sia una rivolta dovremmo ridurci come l’Argentina di Menem, al salto dei pasti, famiglie intere hanno dovuto lasciare le case e costruirsi delle baracche, il potere non ha capito che stava tirando troppo la corda ed è scoppiata la rivolta.
I nostri sono più astuti, ieri i capi europei hanno detto che il problema primario è combattere la disoccupazione e non perchè ne siano preoccupati, sono interessati a difendere i loro privilegi e della casta che li ha messi a governare, se aumenta la disoccupazione potrebbe partire la rivolta.
Qualche segnale c’è già.
In Lombardia, une delle regioni più ricche d’Europa e del mondo, il 21% delle famiglie dichiara di non arrivare alla fine del mese.
Immaginatevi in Calabria, se non hanno qualche gallina o l’orto, immaginatevi la Basilicata, immaginatevi la Campania se non ci fosse la camorra che da lavoro o la Sicilia senza la mafia protettrice.
Ecco perchè ieri, l’Unione europea, ha finto di correre ai ripari. Tenete presente che tra noi e gli altri paesi europei c’è una differenza sostanziale e non è l’euro che ha fregato la lira come dicono i leghisti, l’euro ci ha salvato dalla miseria, la differenza sta nel fatto che negli altri paesi le tasse le pagano in Italia ed in Grecia le evadono, rubano.
Ed è per questo che se mai ci vossa una rivolta la scintilla scoppierà da noi o in Grecia.
Quello che mi distingue dalla Camusso è che io penso sia giunta l’ora di alzare la testa ma, forse, guardo troppo lontano, pretendo troppo dal popolino vittima della propaganda di regime.
Posso essere accusato di tutto, esaltato o terrorista secondo la politica e l’informazione di regime, inteso come capitalismo accettato o subito da tutti, ma non di essere pessimista.
Sono realista vedo molto chiaramente il burrone mentre altri gli corrono ancora incontro senza nemmeno rallentare.
Ho un’altra certezza, tolti i paesi del Sud America che si sono liberati del giogo americano, gli altri sono tutti compatti nel difendere le banche usuraie ed il capitalismo parassita che hanno creato il debito sovrano degli stati e che vogliono far pagare  ai soliti spremuti.
Il capitalismo è come un’auto che cade a pezzi. Invece di costruirne una nuova ci ostiniamo a riparare quella vecchia. Ed è un modello di cento anni fa
Yunus, Nobel per la Pace
Sono stati i mercati finanziari a provocare la crisi, ora devono contribuire ad uscirne. È per questo che vogliamo la Tobin Tax
Martin Schulz, presidente Parlamento europeo, 30 gennaio 2012
Nella Costituzione ci sono le regole perché un popolo conviva nella serenità e nella pace in modo solidale e collaborativo. Ci sono le regole per essere liberi. 
Oscar Luigi Scalfaro
Vedo il mondo mutarsi in un deserto, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo penso che questa spietata durezza cesserà.
Dal diario di Anna Frank (Era adolescente)
Il mio avversario non ha nome, né faccia, né partito, non si candiderà mai, anche se governa. È il mondo della finanza. 
Francois Hollande, candidato socialista all’Eliseo.
Il capitalismo sfrenato sembra ormai dare il meglio di sé non nel risolvere i problemi ma nel crearli dissolvendo il proprio storico legame con il lavoro.
Cardinale Angelo Bagnasco.
Li ho citati tutti, sono comunista, attento anche a quello che dicono gli altri, compreso il Cardinale Angelo Bagnasco.
Per me è l’ora, ma fate voi, non sono nè il vate nè il santone di Genova. 

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6 Risposte

  1. […] di classe  ha già da parte quanto basta, come il sale… Continua a leggere la notizia: E’ odioso, immorale, che giornalisti, politici, economisti, studiosi, diano lezione ai lavorat… Fonte: […]

  2. Ciao Slasch. Siamo in molti ad essere “pronti” ma non basta. Siamo pochi. Condivido quasi tutta l’analisi che hai fatto dell’attuale momento. Il “quasi”, è la riflessione che fai sul “popolo” sempre più in crisi, precario, sfruttato. Ecco, la mia analisi nei loro confronti è molto più dura, tant’è che io la chiamo “massa” e non popolo. Un popolo, conserva la sua dignità, è unito, difende la sua identità. Guarda al nostro Paese e vedrai che il nostro “popolo” non è questo. Se non è questo, è “massa” ovvero un’insieme di individui senza orgoglio, speranze, dignità… ed infatti, ancora, guarda al nostro Paese, a quello che sta accadendo, a quello che stanno facendo alla così detta “classe media”. Reazioni? Ed anche la classe più bassa, quella al limite della sopravvivenza, che fa?

    La rivoluzione, è ancora lontana da venire. Certo, negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una “mezza” rivolta… ma era una difesa di casta, di gruppo, di ceto. Ai farmacisti, frega nulla dei giovani precari. Agli avvocati frega nulla dei farmacisti. Ai camionisti, frega nulla degli avvocati, dei precari e dei farmacisti… e così via!

    Dici che un “padre” si sacrifica per i figli? Ma che padre è, domando io, quello che si limita a portare a casa un pezzo di pane e non fa nulla per salvare il futuro dei propri figli, destinati a vivere un mondo in cui saranno sfruttati e precarizzati a vita? Aspetta che la “rivoluzione” la facciano i figli? Facile… io la chiamo codardia.

    Ed infatti, siamo un Paese di codardi, cialtroni, arruffoni… guarda che cosa sta accadendo tutte le volte che compaiono le fiamme gialle da qualche parte!

    La rivolta è lontana, Slasch… quando i morti per fame cominceranno a ingombrare le strade, allora, forse.

    • Anch’io l’ho sempre definita massa, qualche volta di teledipendenti, ma ultimamente ho visto qualche segnale positivo e mi sono lanciato con l’ottimismo della speranza. Lo chiamo popolo, ed anche popolino.
      Ciao.

  3. Premesso che gli Italiani non sono mai stati un popolo ma una “massa” di individui che per caso vivono sullo stesso territorio, non hanno gli stessi interessi civili, spesso non parlano tutti nemmeno la lingua nazionale, ognuno si occupa del proprio orticello perchè, sino ad oggi, non hanno compreso quale sia il bene comune, il bene della comunità, e che quindi la tua analisi politico-economica deve fare i conti con questo macigno, credo che la responsabilità del non essere popolo e di non essere cittadini abbia come imputati principali i giornalisti alla Scalfari, i quali sino a quando hanno fatto i cronisti, come Scalfari faceva all’Espresso formato lenzuolo quando, fu processato e rischiò la galera per aver scritto sul mancato golpe del generale dei Carabinieri DiLorenzo, avevano un barlume di coscienza per informare, nonostante la DC, correttamente i propri simili facendo cultura non solo politica.
    Scalfari ha dimenticato che allora fu il vecchio Nenni che lo candidò insieme al suo collega, che divenuto “compare” approdò alla greppia di Berlusconi, Già il vecchio Nenni, allora segretario del PSI, uno dei 2 partiti principali dei veri lavoratori li candidò nella circoscrizione Torino-Vercelli-Novara che era la circoscrizione in cui io votavo e li eleggemmo entrambi perchè ci eravamo convinti che avessero bisogno di essere protetti dall’arroganza del potere.
    Ben presto, però, acquisita, anche con quelle cronache, la notorietà, e con essa uno stipendio più pesante, gradualmente, anche il tono e le argomentazioni di Scalfari, diventato fondatore e direttore di “la Repubblica”, cambiarono e divennero sempre più quelli del piccolo borghese e del borghese tout court.
    Oggi, sarà anche l’età avanzata, è proprio non solo al fianco ma all’interno dei cosiddetti poteri forti, quelli da ghigliottina, e non perde occasione per presumere di poter dare lezioni a chi ancora si ostina ad essere dalla parte dei lavoratori e del popolo incompiuto.
    Lo ha fatto anche in questa occasione e lo ha fatto proprio nei confronti del Segretario Generale della CGIL, il sindacato maggioritario che la confindustria e la cricca degli industriali vorrebbero emarginare togliendo a chi lavora tutte le tutele conquistate con decenni di lotta e di sacrifici prima di ottenere lo Statuto dei Lavoratorii.E’ questa la società dei magnaccioni contro la quale i lavoratori dovranno ancora lottare perchè la cosiddetta borghesia illuminata degli Scalfari dal portafoglio gonfio saranno sempre dalla parte degli sfruttatori e mai degli sfruttati.
    Sono in ritardo ma non potevo non commentare questo tuo pezzo da manuale. Ciao.

    • Siamo tornati ai tempi di Valletta, dell’Officina Stella Rossa, il reparto confino per i lavoratori della Cgil, Fiom.
      Ciao e grazie.
      P.S. A Vercelli ho fatto la naja.

      • Sì, il reparto di punizione per i comunisti nelle campagne di Rho la zona più infelice d’inverno, tra le nebbie della pianura e d’estate tra
        le zanzare delle risaie ai confini con la provincia di Novara.

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