Scalfaro ed il sottoscritto, due punti di contatto e chilometri di distanza, politica. Dopo aver rivalutato Montanelli ho dovuto, in parte, farlo anche con lui.


Chiarisco subito che i punti di contatto non sono da poco. Il primo, ed il più importante, è il rispetto della Costituzione fondamento della nostra Repubblica e democrazia incompiuta proprio per il fatto che non è stata applicata alla lettera e sino in fondo.
Il secondo è una conseguenza del primo ed è il disprezzo totale che condividevo con lui verso Silvio Berlusconi, il piduista che ha picconato la Costituzione aprendone delle crepe e fortuna, per adesso, che non l’ha demolita del tutto.
Detto questo Scalfaro è stato coerentemente un cattolico di destra, un democristiano di destra, se non altro dichiarato nell’esporsi e nell’agire, si è iscritto giovanissimo alla GIAC  gioventù italiana di azione cattolica, in quei tempi avversata dal fascismo, nel 1943 prestò giuramento di fedeltà al fascismo prescritto per legge per chiunque avesse un incarico pubblico in quanto divenne un magistrato.
Ebbe anche contatti con l’antifascismo, quindi un fervente cattolico ma anche opportunista se fosse utile alla causa che lui ritenesse giusta.
Uomo sicuramente di parte ha militato da sempre nella Democrazia Cristiana ma sul lato destro, per finire gli ultimi anni della sua,lunga, vita politica tra le file del Pd.
Forse i casi come quello di Oscar Luigi Scalfaro aiutano a capire i problemi ideologici del Pd  e le variazioni ideali avvenute in questi  ultimi trent’anni nel popolo che va dagli ex democristiani agli ex comunisti, un processo irreversibile che ha toccato tutti, basti pensare che a me, ex iscritto al Pci e mai al Pd o a Rifondazione, è capitato di apprezzare uomini come Montanelli o Scalfaro, prima, e Fini dopo.
Attenzione i distinguo ci sono sempre, è solo cambiata la pietra di paragone che essendo interpretata da Silvio Berlusconi un autentico fascista, antidemocratico, piduista, evasore, corruttore, puttaniere fa sembrare cioccolato  anche una cacca di cane.
Il problema, dal mio punto di vista, è che siamo in condizioni talmente degradate, politicamente, eticamente, moralmente, da essere praticamente in un regime finanziario , dell’informazione  e dell’illegalità istituzionale e Costituzionale dove per quasi un ventennio, e non è ancora finita, siamo stati governati da un caudillo, un aspirante dittatore.
Ritenendo prioritarie la difesa della democrazia e della Costituzione chiunque le rispetti e combatta il regime attuale mi risulta sopportabile e quindi anche Fini e Casini, senza mai dimenticare che sono la destra.
Per uno che è stato governato per 46 anni della propria vita, su 63, dalla Democrazia Cristiana non è un problema essere governato da una destra che sia presentabile piuttosto che dalla feccia neofascista e nazileghista che ha dominato gli ultimi 17 anni.
Sempre in attesa che gli indignati, i grillini, e tutti quelli ai quali la politica fa schifo siano in grado, almeno, di conservare o di fare le conquiste che noi abbiamo fatto dalla liberazione sino agli anni ottanta.
Conquiste che ci sono costate lacrime e sangue, lotte e scioperi, che hanno portato allo Statuto dei lavoratori, diritto alla maternità, e così via. Le nostre conquiste non le elenco più, primo per non fare il fenomeno e secondo perchè non interessano a nessuno. Basti pensare che le nuove generazioni trovano il colpevole dei loro mali nei loro genitori, nei loro nonni, in parole povere nei “privilegi” dei pensionati e non alla loro insipienza ed alla loro lontananza dalla politica, organizzata, al loro disinteresse, trentennale ormai, verso la difesa dei diritti acquisiti.
Che ci sia qualche stortura nelle pensioni lo diciamo noi di sinistra da 50 anni, privilegi assurdi e consolidati, ma che la responsabilità di come si sono ridotte le nuove generazioni dipenda dai diritti acquisiti di chi ha lavorato oltre 40 anni è semplicemente demenziale.
Quando noi gridavamo al lupo, ben prima della crisi economica globale, mi riferisco agli anni 80 del secolo scorso, ci prendevano in giro, fanatici comunisti, fissati con l’anticapitalismo  e contro il libero mercato.
Hanno dovuto toccare per mano le distorsioni del capitalismo parassita e finanziario per reagire, indignarsi e complice qualche scandalo di politici, che niente ha a che vedere con la Politica, credono di cambiare il mondo senza di essa, la Politica.
Infatti litigano anche su chi deve accendere la luce, le uniche che hanno dimostrato cervello, anima, cuore ed organizzazione sono state le Donne con il movimento: Se non ora, quando!
Detto questo o la lotta la si struttura politicamente o è destinata al fallimento, abbiate un attimo di pazienza e vedrete come finirà il Movimento 5 stelle, minimo elimineranno il santone fondatore che è uscito di senno.
Quindi, tornando al tema, troveremo messaggi di cordoglio su tutti i giornali, l’Unità compresa, e ciò  è il metro di paragone di quanto sia caduto in basso il nostro Paese, l’Italia.
Non è solo un problema di Montanelli , Scalfaro, Fini, Casini e compagnia, il problema è nel fatto che abbiamo lasciato governare per troppo tempo la feccia neofascista e nazileghista  di hanno distrutto l’anima politica e sociale di questo Paese.
So di parlare nel vuoto, ma so da decenni quello che ha detto e scritto  Pasolini in tv: non abbiamo valore in quanto esseri umani ma in quanto consumatori.
Ovviamente per il sistema capitalistico e traduco in chiaro: poveri, disoccupati, precari, pensionati e tutti quelli che non possono spendere, possono anche morire tanto non servono a niente. Certamente non al capitalismo parassita e finanziario in mano ai mercati.
Noi, comunisti, queste cose le sappiamo da sempre, sono nel nostro Dna, non abbiamo dovuto aspettare di finire i soldi, essere senza lavoro, non avere prospettive, non poter cambiare la Golf con l’ultimo modello per renderci conto che il capitalismo è fallito, è marcio, non crea ricchezza ma moltiplica i poveri e gli sfruttati. Non avevamo bisogno che ce lo dicessero gli indignati o i grillini.
Lo abbiamo ripetuto per decenni e ci siamo presi dei rompicoglioni ma io sono come Antonello Pirotto, a me non dovete rompere i coglioni, dovete romperli al sistema che certamente non è quello che volevo io.
Scalfaro compreso.
Una considerazione in merito alle manovre finanziarie che si susseguono, da destra e da sinistra. Visto che il 10% degli italiani possiede il 50% della ricchezza nazionale, perchè le manovre non le dividiamo con lo stesso sistema?
facciamo una finanziaria da 40 miliardi? Beni, 20 li mettono loro e gli altri venti se li dividono il 90% degli italiani rimanenti in maniera proporzionale al loro reddito.
Io ci sto. 

Annunci

Una Risposta

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: