Dopo il santuario di padre Pio, Avetrana, L’Aquila adesso è il turno della gita al Giglio, per vedere la nave.


Ad una gita, sperando nel miracolo, o nei luoghi delle tragedie per sentirsi vivi e fortunati noi italiani non rinunciamo mai. Ad Avetrana hanno dovuto mettere le transenne per bloccare i gitanti festivi che invadevano il paese con una curiosità morbosa per i luoghi oggetti dei plastici di Porta a Porta.
Qualcosa di simile è successo all’Aquila ma, a distanza di quasi tre anni, nessuno se ne ricorda più e L’Aquila, il centro dell’Aquila è come tre anni fa. Distrutto.
Adesso siamo distratti dal naufragio della  Concordia, fortunatamente l’isola del Giglio non è raggiungibile facilmente come Avetrana o L’Aquila, qualcuno più curioso degli altri potrebbe noleggiare un elicottero e, con un po’ di fortuna, vedere un cadavere che galleggia per fotografarlo con il telefonino e poi raccontarlo agli amici.
Io vi offro il pullman, al resto pensateci voi, ho altri interessi.
Per esempio: quanti lavoratori clandestini c’erano sulla nave? Lavoratori delle pulizie, camerieri, prostitute a disposizione nel pacchetto tutto compreso?
Non so, vedremo. 

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5 Risposte

  1. Ciao Slasch e buona giornata. In questi giorni mi è capitato di vedere foto su quotidiani o su internet, dove vengono ritratte delle persone che, a loro volta, fotografano la nave o si fanno ritrarre con la stessa alle spalle. E’ stata forte l’impressione che fossero “turisti” del macabro, del sanguinolento, del disastro. Per fortuna, saranno i pochi vacanzieri ancora sull’isola e gli abitanti, visto che non è facilmente raggiungibile. Invece, sarà interessante saperne di più sui “clandestini”. Una vergogna scandalosa se verranno confermate le voci che girano.

  2. Comunque, Nat, i primi sciacalli sono proprio gli “oltre 500 giornalisti” [sentita ieri su Cielo] che affollano l’isola. Per non dire delle ore ed ore di trasmissioni tv -tra cui quella ignobile del Vespa in prima serata- che causano tutto il resto. Sul lavoro nero non mi pronuncio, anche se un dubbio che ho sin dal primo giorno è questo: dato che una settimana di crociera con tutto quel bendidio di risorse ed attrazioni a disposizione costava come un solo giorno in un hotel di pari lusso ed attrattive, contando che una nave consuma anche gasolio mentre l’hotel è fermo, dov’è che risparmiavano?

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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