L’arrosto di Monti non è un vitello, è una quaglia. Ed i commensali invitati sono in rivolta. In modo particolare Mediaset abituata alla pancia piena e senza pagare.


Come sempre quando si scatena la giusta rivolta popolare, anche se disorganizzata ed a livello locale, i fascisti ed in questo caso anche al mafia ne prendono il controllo, l’egemonia. E’ quello che succede in Sicilia ed è l’errore che commette sempre il popolino quando ritiene che la protesta non debba essere politica, basata du ideali, ma economica, sull’interesse del momento.
E’ la stessa differenza che passa tra uno sciopero in difesa dell’art. 18 ed uno sciopero per un rinnovo di contratto, chiedere 100 euro in più al mese nello stipendio.
Lo sciopero per l’art. 18 ha una partecipazione del 30% quello per i 100 euro di aumento arriva anche all’80% ed oltre.
E’ la miopia politico ideale che ha colpito la massa negli ultimi 30 anni di comunicazione di regime che ha mandato in frantumi l’unità e la solidarietà dei lavoratori esaltando l’individualismo e, per i più furbi il corporativismo.
Dello sciopero di operai e dipendenti, precari o no, non frega niente a nessuno ma se lo sciopero è corporativo, vedere alla voce autotrasportatori, farmacisti, avvocati, tassisti, notai, benzinai, mettono in crisi intere regioni e, quando vorranno, l’intero Paese.
La cosa ci fa più impressione che la massa delle vittime di queste corporazioni, protette e privilegiate da sempre, e cioè noi cittadini vittime e pagatori della loro ingordigia non si indignano nemmeno, stanno a disquisire sui punti e le virgole per vedere chi ha ragione.
Quello che sta accadendo in Sicilia è già avvenuto a Reggio Calabria dove una sacrosanta protesta di popolo è stata egemonizzata e strumentalizzata dai fascisti e dalla malavita.
Dietro ai forconi della Sicilia, se guardate attentamente, vedrete i fasci  di forza nuova che più antica di così non può essere.
Certamente non vedrete la coppola, la doppietta a canne mozze o la cupola della mafia  perchè, come tutti sappiamo, la mafia è discreta, disdegna le prime pagine  e non le piace apparire. La mafia è paziente, attende che si calmino le acque, che diano qualche briciola ai pescatori ed ai contadini e poi passa all’incasso, il più discretamente possibile. I mafiosi sono gli unici che non si sono fatti contagiare dalla smania di apparire in televisione, non accetterebbero inviti a C’è posta per te  e nemmeno a Ballando con le stelle, amano così tanto al riservatezza che se qualcuno ne parla, anche solo alla radio, come Mauro Rostagno o Peppino Impastato, ci pensano loro a chiudergli la bocca, per sempre.
Torniamo alle liberalizzazioni di Monti, doveva essere un arrosto ottimo ed abbondante ed invece somiglia ad una quaglia arrostita eppure sta per partire una rivolta, dai farmacisti ai tassisti, dagli avvocati, insomma tutte le lobbies, le corporazioni protette da sempre minacciano la rivolta.
Piuttosto che niente meglio piuttosto, dicevano una volta ma vedrete che gli scioperi delle corporazioni, delle lobbies, avranno successo con buona pace dei cassaintegrati dell’isola, dei licenziati di Eutelia, dei dipendenti Fiat di Termini Imerese e di tutti gli altri per i quali, mesi, anni, di lotta non hanno dato nessun risultato.
Ai benzinai basterà una settimana di sciopero per ottenere quello che vogliono, ai precari, disoccupati, dipendenti, pensionati, giovani senza lavoro, donne discriminate, non resterà che fare benzina a 2 euro al litro. Sempre che basti.
Siamo ad un degrado talmente esteso, ormai ha contaminato tutti non solo i teledipendenti, che Mediaset, alla notizia che la decisione sulle frequenze digitali è rimandata di 90 giorni e, probabilmente, andranno all’asta e non saranno più gratuite, anche se io sinchè non vedo non credo,  ha immediatamente emesso un comunicato di protesta per lesa maestà e fi furto di diritti acquisiti e consolidati nel tempo. 
A pensarci bene non hanno nemmeno tutti i torti, i Berlusconi, l’usucapione  scatta dopo vent’anni di uso ininterrotto e loro li hanno abbondantemente superati, è un loro diritto la proprietà gratuita. L’asta delle frequenze, a questo punto è illegale e loro lo sanno.
Ecco come hanno reagito a Mediaset.
Beauty contest, Mediaset valuta azioni. “ll governo deve ristabilire la certezza del diritto”, scrive Mediaset in una nota, appena appresa la notizia della sospensione per 90 giorni della procedura del Beauty contest per le frequenze digitali tv. Secondo l’azienda, la sospensione della gara per l’assegnazione delle frequenze digitali tv è un atto che “sospende in realtà una situazione di legalità che deve invece essere al più presto ristabilita. Al di là delle mistificazioni circolate, il beauty contest è assolutamente legittimo”. Mediaset si riserva di valutare le azioni necessarie alla tutela degli interessi di una società quotata.
Non so l’inglese e non voglio andare su Google strumenti per le lingue ma, ad occhio, penso che potrei tradurre beauty contest in usucapione, se non è giusto linguisticamente è giusto nella sostanza. 
Insomma le usano da oltre trent’anni, ben oltre i venti necessari ad averne diritto, hanno ragione a ritenere l’asta delle frequenze un sopruso illegale.
Naturalmente il ruolo di difensore delle corporazioni, parassite, in Parlamento l’ha subito acquisito il pdl, come titola l’Unità il partito dei fasci e delle corporazioni.
Naturalmente appoggiati dalla lega. 

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3 Risposte

  1. […] basata du ideali, ma economica, sull’interesse del… Continua a leggere la notizia: L’arrosto di Monti non è un vitello, è una quaglia. Ed i commensali invitati sono in rivolta… Fonte: […]

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Caro Nat la definizione di usucapione riferita al beauty contest è Geniale e rende molto bene l’idea di un qualcosa che va ad appartenere di diritto, a qualcuno che l’ha utilizzato e custodito con riguardo. SENZA CHE MAI QUALCUN ALTRO NE ABBIA RECLAMATO LA PROPRIETA’ !!! quindi anche tutti gli altri gruppi media potrebbero pretenderne un pezzetto. Di fatto tutti i settori e le opportunità acquisite in determinate realtà, dove non ci sono mai stati interventi diretti da parte dello stato, o grossi gruppi lobbies, finanziarie, banche etc., come sono attualmente taxisti,stabilimenti balneari,edicole,farmacie, ci si puo’ sbizzarrire,hanno sempre vissuto nel bengodi. Nessuno che gli potesse dire ti tasso di piu’, o lavori di piu’ o sei precario.
    Nel momento in cui qualcuno lo decide con proclama popolare, diventa un problema.
    Ma se il tutto invece accadesse perchè la ristrutturazione, la dovesse decidere una lobbies… nessuno riesce ad opporsi, anzi la cosa accade e si realizza sotto il naso della gente senza troppi clamori.
    Un esempio unico dove si è sfasciato sotto il naso del popolino, un mondo lavorativo, senza troppi clamori sono ad esempio i centri commerciali, a discapito dei piccoli negozianti. Clamori non più di tanto. Praticamente i negozi riescono a sopravvivere bene solo nei centri storici. ciao NAT

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