Bersani, fotografato da solo in un bar davanti ad una birra ed un foglio mentre sta,forse, scrivendo qualcosa fa il giro del web. Scatena il moralismo, ignorante e l’ironia pellegrina.


Su Twitter spopola la foto di Bersani da solo in un bar mentre scrive qualcosa davanti ad una birra, quale migliore occasione per dare sfogo all’imbecillità individuale o all’ignoranza di massa diffusa a piene mani negli ultimi trent’anni che apprezza solo l’apparire, magari davanti ad una scrivania da Porta a Porta con il lacchè che offre la penna per la firma di un documento prefabbricato, a tavolino, certamente da altri.
Cito due commenti, uno esclude l’altro e da la misura della deriva culturale, etica e morale in cui è ridotta l’Italia.
E sul social network è subito boom di commenti.
Da Nunzia Ricciardi che scrive “Come si prepara un discorso (forse da qui si capiscono tante cose…”, a IHMO: “In un paese cosi strano la normalità di Bersani che scrive il discorso sorseggiando una Birra in un pub è Meravigliosa”.
Nunzia Ricciardi avrebbe preferito che , l’eventuale, discorso fosse scritto da autori preconfezionati oppure durante un festino in villa, un bunga-bunga ad Arcore sotto al palo della lap dance mentre si ammirano le chiappe delle orgettine a pagamento fonte di massima ispirazione per affrontare i problemi del paese?
Ci sono musicisti, scrittori che sono passati alla storia per le loro opere scritte vicino alla stufa di qualche osteria, ciò non toglie niente alla loro grandezza e spessore alle loro composizioni.
Un altro imbecille, questa volta sull’Unità, commenta: Una pinta di birra e viaaaaaaaaaaaaa!Pronto per una nuova battaglia!C’è almeno da sperare che non si metta al volante.
Magari, che in parlamento tutti non fossero capaci di intendere e di volere solo perchè hanno alzato un po’ troppo il gomito.
Intanto il commentatore deve essere ubriaco alle 11 del mattino, la birra è piccola e non una pinta, ma fa pure lo spiritoso evidentemente non ha mai sentito parlare Calderoli il quale, ogni volta che apre la bocca, sembra abbia appena finito qualche fiasco di vino.
Quando si veste al mattino, invece, deve essere già alla terza o quarta grappa.
Insomma questo è un paese dove non è possibile essere normali, la normalità è anonima, non fa audience, per essere considerato da una parte degli italiani Bersani avrebbe dovuto avere la bionda al tavolino, quella che faceva la pubblicità della birra e non un bicchiere.
Sembra lontano anni luce dal disastro dell’Isola del Giglio ma è la stessa filosofia che spinge tutti a dire la propria su qualsiasi cosa ed il più delle volte perdendo di vista il problema, la questione, la sostanza delle cose per, perdersi dietro al chiacchiericcio  da osteria.
Non è importante scoprire le eventuali responsabilità del comandante della nave ma scoprire cosa ci faceva la biondina moldava di 25 anni sulla plancia di comando.
Come non è importante quello che sta scrivendo Bersani, se è condivisibile o no, ma il fatto che sia solo in bar a scrivere una riflessione, un intervento, qualsiasi cosa gli sia passata per la mente.E’ la stessa Italia che ha seguito il flauto magico per decenni e adesso, resisi conto di avere preso un granchio, un abbaglio, cercano di rifarsi sul “nemico” cercando di mettere in ridicolo la sua normalità quotidiana non rendendosi conto che così facendo mettono in vista, ancora più in evidenza, la loro stupidità.
Fortunatamente, in mezzo a tanta miseria intellettuale, aggiungerei anche morale, ci sono delle persone normali, intelligenti, che in poche righe descrivono lo sfascio culturale in cui siamo precipitati.
Vi riporto il commento perchè ne vale la pena:
Culture strutturate più nel fiele che nella serena comprensione e saggezza, possono trovare anche in questa normalità un motivo di critica perché non hanno dimestichezza con la normalità bonaria di un costume semplice e pulito che purtroppo per loro ancora esiste, e anzi, più la persona è normale e più desta in loro sospetto e altrettanta irritazione, forse per non poterla colpire con prove. E allora si insinua di tutto. Culture del genere hanno insinuato su tutto e tutti: dal Presidente della Repubblica all’ultimo onesto, semplicemente perché le persone normali non possono esistere e tantomeno gli onesti. E’ la cultura che ha irriso in Parlamento a Sandro Penna, la cultura che ha invitato ironicamente i parlamentari a fare una colletta per comprare le stampelle alla Montalcini, solo perché si recava puntualmente a votare per Prodi sapendo il bisogno che c’era. E’ la cultura che stava sprofondando questo Paese nell’ignominia mondiale.
Firmato, Giuseppe Zanecchia.
Ora, un consiglio per chi ha intinto il pennino nel disprezzo, nella loro ignoranza, nella loro pochezza morale ed intellettuale mettendo in risalto esclusivamente i loro limiti voglio dire una cosa, non c’era bisogno di impegnarsi così tanto, lo sappiamo da tempo chi sono e quanto valgano, non c’è bisogno che usino il megafono del web per darcene conferma.

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4 Risposte

  1. Caro Nat, così è stato ridotto il Paese. Meno di 20 anni di propaganda martellante non di ideologie ma solamente di modelli comportamentali accattivanti, goderecci e pecorecci additati come simbolo di normalità sono bastati alla maggioranza degli Italiani per crearsi nuovi miti privi di valori etici da imitare.

    • E’ l’unico post che ho scritto oggi, sto cercando di importare i quasi 10000 post di Splinder, un lavoraccio.
      Almeno mi distraggo da questa gente schifosa.
      Ciao.

  2. bravo Nata! mi sono imbattuta anch’io nella foto con commento idiota, stavo per rispondere, poi ho lasciato correre, non conoscevo bene l'”amico su facebook” ho pensato magari è un anarchico e ce l’ha col PD a prescindere.. ma tu hai scritto un commento tale che se ripesco il tizio glielo incollo sotto!

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