In Via Bellerio, ieri sera alle venti, la lega è tornata alle origini, al fascio. Quello che ha fatto innamorare Borghezio.


Il segretario della lega lombarda Giancarlo Giorgetti, con a fianco un Calderoli ancora sobrio in quanto doveva ancora cenare, ha letto un comunicato:
Devo segnalare la volontà del segretario federale di sospendere tutti gli incontri pubblici con la presenza di Roberto Maroni.
Quello che sembrava un movimento di bottegai, piccoli imprenditori evasori che producono nelle cantine delle ville facendo lavorare anche la nonna novantenne, i muratori e piastrellisti a cottimo che arrivavano da Bergamo a Milano con i Suv dell’epoca, Bmw, Mercedes, e non fatturavano uno spillo. I piccoli razzisti che sfogavano la loro ironia prendendo in giro i terroni, godendo sguaiatamente quando qualche terremoto colpiva la Campania, o la Sicilia, non come i delinquenti che ci avrebbero guadagnato sopra come è successo all’Aquila, ma per la semplice soddisfazione che i morti erano, comunque, terroni in meno.
Insomma non erano dei zoticoni ignoranti con poca dimestichezza con la lingua e, meno ancora, con i giornali. Elementi che dopo qualche fiasco di vino si davano al folclore indossando camicie verdi e corna sulla testa, per coprire quelle naturali che notoriamente sono invisibili, un movimento di valligiani che nonostante le autostrade sono stati isolati dal mondo, moderno, per decenni ma erano e sono dei veri fascisti con il razzismo incorporato.
Il loro anticomunismo viscerale non è dovuto alla contrarietà del regime delle tasse, ad essere contrari a Roma ladrona, perchè quando sono arrivati a Roma si sono seduti tranquillamente alla mangiatoia.
Di questo devono ringraziare Berlusconi, il fascio piduista che ha aperto la strada ai leghisti e tirato fuori dalle cantine i fascisti.
Che il partito fosse guidato, a dir poco, in moto autoritario e fascista ad un osservatore attento non è sfuggito sin dall’inizio, altre degenerazioni negli anni hanno solo aggiunto delle conferme, dalle nomine dei segretari provinciali, a Varese pochi mesi fa è stato imposto da Bossi in persona contro il parere della base, dei capigruppo in parlamento, ai sindaci, ai consiglieri.
Direi che il metodo, a piramide, sia più mafioso che fascista solo che il mafioso non è razzista, la mazzetta la pretende comunque al di là della razza o provenienza, mentre i leghisti ci mettono anche il razzismo.
Il più alto segnale che il partito della lega nord è più una cosca mafiosa che un gruppo politico è stato quando la cupola in camicia verde ha imposto nelle liste elettorale il figlio del boss, il più cretino consigliere regionale che la Lombardia abbia mai avuto.
Anche allora ci furono dei malumori ma la lista blindata dal porcellum di Calderoli ha fatto sì che un pirla come Renzo Bossi venisse eletto in consiglio regionale a 16000 euro al mese.
Non so e francamente non me ne frega niente, se Bossi ha ancora in mano il partito o no, se la base è con Maroni o con il segretario boss Umberto Bossi e badante al seguito, sono affari loro. Una cosa è certa ed è che la cosca Bossi ha fatto i suoi interessi per 25 anni, si è venduta al piduista ed è passata all’incasso, più volte ed in modi diversi, è sempre stata fedele a Berlusconi sino al punto di allearsi con la camorra per salvare Cosentino dall’arresto.
La base, il movimento, quelli che hanno creduto ad una inesistente padania libera, sono stati bellamente presi in giro e, mentre la cosca Bossi passava 800.000 euro alla scuola privata la Bosina, della di lui moglie, gli metteva in carico il mantenimento del figlio demente, tassava gli iscritti per pagare gli affitti e le spese delle sezioni.
Se la vedano loro, questa è la lega, xenofoba, fascista, razzista ed anche camorrista/mafiosa.
La cupola leghista della famiglia Bossi, per adesso, ha colpito ma sappiamo che la guerra tra bande mafiose o camorriste per il dominio del territorio fanno parte della storia, oltre che della cronaca, quindi è assai probabile che i leghisti prendano i fucili, lucidino le canne, mettano il caricatore e si schierino ognuno come ritiene opportuno, con Bossi o con Maroni e se la vedano tra di loro.
Però un consiglio lo voglio dare, i due schieramenti si giochino a testa o croce la camicia verde, stupidi come sono sono capaci di sparasi addosso tra militanti della stessa fazione. Oppure i bossiani, visto che tra le file avranno il  Trota al quale Silvio ha scopato la fidanzata, si mettano le corna i maroniani si limitino al fazzoletto verde.
Ad ogni modo non vorrei interferire, che si sparino pure tra di loro, per me sarà come a capodanno. Una festa.
Ma Via Bellerio è quella di Milano o è nella Corea del nord? 

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2 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. […] che producono nelle cantine delle ville facendo lavorare… Continua a leggere la notizia: In Via Bellerio, ieri sera alle venti, la lega è tornata alle origini, al fascio. Quello che ha fat… Fonte: […]

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