Da anni c’è un dominio assoluto del Giornale, Libero e la padania sul titolo più idiota, oggi c’è una new entry, Il Secolo d’Italia.


Ci eravamo annoiati, mai una sorpresa, una novità, il titolo più idiota del giorno era un affare di famiglia tra Sallusti, Belpietro, Feltri e quello della padania al quale non so abbinare un nome perchè non ho ancora capito se c’è la pinna del Trota o il genio di Cota.
C’è un sito dove ci sono le prime pagine di quasi tutti i giornali più diffusi e, da anni, i titoli più imbecilli se li sono giocati i soliti quotidiani servi del piduista, dal fango alla satira da criceto, all’autoironia involontaria dove ti rendi conto che, nell’ansia da prestazione, si prendono per il culo da soli.
Uno dominio che nemmeno i giornali sportivi, con la loro aria fritta ed il mercato invernale, sono riusciti a scalfire.
Non ho fatto una classifica precisa perchè è impossibile leggerli tutti di fila, ti prende una nausea che dura qualche ora, si impegnano allo spasimo per far felice il padrone ma arrivano sempre alla pari, cadono sempre nel patetico, nella pacchianata, nella bugia a meno che non vengano dettati dall’agente Betulla, tutti sappiamo che gode di una fantasia illimitata.
Oggi c’è stato uno stravolgimento totale il dominio dei grandi è stato stravolto e superato dal Secolo d’Italia, un po’ come quando visse lo scudetto il Verona o il Cagliari di Gigi Riva. Aria nuova nell’editoria demenziale.
Sappiamo che fatta fuori Flavia Perina, troppo vicina a Fini e troppo normale logica nei suo articoli o titoli, Silvio volesse un fedelissimo e, da come è cambiato il giornale, pensavo che ci fosse Giordano, quello con la vocina che ha girato  un po’ tutti i giornali del bandito ed i tg di Mediaset, invece no  il nuovo direttore è un certo Marcello De Angelis deputato del pdl, cantante e giornalista, avrebbe fatto anche la velina ma gli manca la materia prima.
E’ sconosciuto ai più ma vanta un curriculum di tutto rispetto nel mondo della destra fascista sentite come lo descrive un giornale al momento della nomina a direttore:
 De Angelis, ha vissuto molte vite. La prima, quella appunto che ironicamente definisce “dell’uomo nero” – turbolenta assai – da militante studentesco di destra e giovanissimo fondatore di Terza posizione, condannato per banda armata sconta tre anni di reclusione. Esce e fonda un gruppo musicale, i 270bis, ritagliandosi una nicchia musicale molto apprezzata fra i militanti della destra. Torna alla politica attiva con Alleanza nazionale, da giornalista dirige il mensile Area. Entra in Parlamento nel 2006, senatore aennino, poi deputato nel 2008. A lungo vicinissimo a Gianni Alemanno, poi ‘finiano’ nella fase pidiellina del nuovo corso del presidente della Camera, resta nel Pdl e coltiva un forte legame con Andrea Augello e Altero Matteoli. Ma il suo nome riesce a mettere d’accordo i ‘colonnelli’ dell’ex An per la guida del ‘Secolo’.
Ovvio la parte dell’uomo nero è quella che gli è venuta meglio e gli ha permesso di arrivare alla direzione del Secolo d’ Italia, così impara la Perina a parlare e scrivere di democrazia.
Dal maggio 2011 si è impegnato parecchio nella scalata al titolo più imbecille del giorno,  è stato bravo, in meno di un anno ed  almeno per un giorno, ha raggiunto e superato i maestri più esperti e dotati di classe nel fango e fantasia deviante dell’informazione, come le punizioni ad effetto tipiche dei fuoriclasse.
Libero, come al solito, spala letame, concima diciamo. Il Giornale fa ironia, involontaria: fuori uno ma non basta. Non si capisce se si riferiscono a Papa, al salvataggio di Cosentino o all’uscita dal governo di Malinconico oppure al fatto che dovrebbero uscire dal parlamento anche gli altri banditi eletti nelle file del pdl. Ma chi se ne frega.
La lega, come al solito, vive in un altro mondo, l’immaginario collettivo della base e non stupisce più, da quando sono andati all’opposizione è una stronzata dietro l’altra.
Oggi, il colpo di classe, l’ha sferrato De Angelis e se continua così potrà entrare nel novero del Ballone d’oro, il premio più ambito dall’informazione di regime.
Per la cronaca, per chi non avesse notato la foto il titolo è: Bombardano le farmacie.
Mi rifiuto di fare un ulteriore commento. 

 

 

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6 Risposte

  1. Storia di un altro pregiudicato in parlamento con la banda del “caiNano”!

  2. […] genio di Cota. C’è un sito dove ci sono le prime pagine di… Continua a leggere la notizia: Da anni c’è un dominio assoluto del Giornale, Libero e la padania sul titolo più idiota, ogg… Fonte: […]

  3. … mica penserai che altri “sani di mente”, come te, vorranno commentare siffatta str#]°çta giornalistica vero?

    Ciao Slasch e buona giornata. Più in generale, invece, due considerazioni. La prima, sta emergendo la vera natura di questo nostro Paese dove, purtroppo, la politica è sempre stata fatta per difendere gli interessi della parrocchia, del quartiere, al massimo del paesello, divisi tra corporazioni, gruppi di potere, categorie, ceti e mai e poi mai per il bene ed il futuro della Nazione nella sua interezza. La seconda, è che sono sempre più convinto che tra le “riforme” necessarie a questo nostro Paese, quella che stabilisce l’abrogazione del “finanziamento pubblico” all’editoria, in special modo quotidiani, è necessaria se vogliamo che i giornalisti facciano i giornalisti e non i “portavoce” di questo o quel partito. Al massimo, se il partito si vuol fare il giornale, se lo paga… sempre sottinteso che io abolirei anche il “finanziamento pubblico” ai partiti, oggi riciclato come rimborso elettorrale (straenorme!!!)

    • Il finanziamento pubblico ai giornali di partito è nato come difesa della libertà di parola, altrimenti parlerebbero solo glo industriali e le multinazionali. Il giornalista libero non esiste, esistono quelli di parte come Biagi o Montanelli per non citare i derelitti di oggi. Gli altri sono tutti servi di un editore o di un partito, è meglio essere al servizio della propria visione delle cose e del mondo e quindi partigiani, di parte.
      Ognuno di noi decide quale partigiano preferisce in base alla sua storia, cultura ed aspirazione.
      Io continuo a preferire un settario di sinistra che uno di destra, l’importante è non nascondere i fatti, la “visione” di parte è tutta un’altra cosa. Esempio: la crisi c’è per tutti, i ricchi ne hanno una percezione ed i poveri un’altra. E’ come la giudichi p la commenti che fa la differenza, le statistiche sono numeri e la sofferenza che è reale.

  4. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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