Il problema è talmente evidente da risultare invisibile ed accettato da tutti. La politica ha rinunciato al suo ruolo di controllo, regole, ed è asservita al potere economico.


Se Carlo Marx fosse ancora vivo scriverebbe Il Capitale parte II, non più sullo sfruttamento dei proletari da parte del capitalismo produttivo ma sul dominio globale del capitalismo finanziario parassita che forma i suoi profitti in maniera proporzionale all’aumento della massa di poveri da spremere senza nemmeno la necessità di assumerli.
Il nuovo capitalismo parassita globale privato finanzia gli Stati, e quindi la loro politica, con i prestiti a tassi da usura.
La conseguenza di tutto ciò è il famoso debito pubblico che poi viene ridistribuito all’interno degli Stati in maniera clientelare finanziando i ricchi, la nobiltà moderna dei miliardari e la solita eterna borghesia mentre alla massa rimangono solo le briciole.
Tagliando scuola, sanità, servizi, posti di lavoro, facendo ripagare i debiti che il sistema ha creato, a tassi da usurai, a tutti i proletari, disoccupati, precari, assunti a termine , pensionati, chiunque, respiri dai neonati a quelli in fin di vita, sono chiamati a pagare i debiti che il sistema stesso ha creato grazie alla miopia e con l’avvallo della politica.
I ricchi sono sempre più ricchi, finanziano gli Stati creando profitti sul debito pubblico, ed i poveri sono sempre più poveri ed è su di loro che viene scaricata l’usura del debito.
Il capitalismo dei tempi di Marx si basava sullo sfruttamento, intensivo dei lavoratori, si “limitava” a farli lavorare 20 ore di fila in condizioni disperate e produceva ricchezza, sembrerebbe un assurdo ma, grazie allo sfruttamento del proletariato si produceva una ricchezza a disposizione di tutti, che migliorava la qualità della vita di tutti, inventando nuovi strumenti per alleggerire le fatiche del lavoro nelle campagne e nelle case, pensate solo alla lavatrice al sollievo che ha portato alla schiena delle nostre nonne.
Poi il lavoro si è organizzato attraverso i sindacati, prima sono nati quelli degli industriali poi quelli dei lavoratori che attraverso le loro lotte ed i loro sacrifici hanno migliorato l’orario di lavoro, ridotto lo sfruttamento, aumentati i salari e la sicurezza sul lavoro.
Tutto questo ha diminuito i profitti degli industriali, delle grandi fabbriche di allora, le multinazionali erano in embrione, ed allora per aumentare la ricchezza dei soliti borghesi che con le rivoluzioni popolari hanno sostituito la nobiltà parassita, si sono affidati alle guerre.
Distruggere tutto per ricostruire e guadagnarci sopra, ovvio che a morire in guerra fossero mandati i lavoratori, i cittadini comuni, i contadini ed i poveracci in genere chiamati a difendere il sacro suolo della Patria. Comprendente palazzi e ville, proprietà dei ricchi borghesi che intanto mandavano le loro famiglie al riparo all’estero o in campagna, senza mai patire la fame di chi era chiamato a difendere la patria.
Si sono combattuti due sistemi politici il capitalismo ed il socialismo e la bilancia, pur sbilanciata dalla parte del capitalismo, era comunque  ancora visibile.
Nel piatto di sinistra c’era il proletariato, la politica socialista, nel piatto di destra la borghesia parassita ed il capitalismo imprenditore. Ovviamente la bilancia pendeva sempre sulla destra ma, ogni tanto, il proletariato, i lavoratori ed il sindacato riuscivano a mettere un peso nel loro piatto bilanciando un momentino il braccio di ferro.
Poi è arrivato il liberismo del mercato globalizzato, il capitalismo si è evoluto e da produttivo è diventato parassita e strozzino, con un sistema basato sull’economia delle banche, dei buoni di Stato, e sulla sconfitta della politica che ha perso il suo ruolo di guida sociale, degli Stati, di controllo e di imposizione delle regole di una economia democratica.
La politica è diventata schiava delle banche, gli Stati si sono affidati ai prestiti dei privati per finanziare un minimo di equità sociale e di redistribuzione del reddito.
Ed è a questo punto che la politica si è trovata con la corda al collo del capitalismo economico e parassita, lo Stato, gli Stati, prigionieri dei privati attraverso i debito contratti con loro.
Nasce il debito pubblico e con esso trionfa l’idea geniale del nuovo capitalismo parassita, strozzino, che abbandona la produzione e si affida alla carta, alla moneta, alla finanza fine a se stessa.
Se prima, per fare profitti, ampliare le fabbriche ed aggiungere palazzi a garanzia dei loro investimenti dovevano produrre qualcosa, creando ricchezza anche per i cittadini, dovevano assumere, istruire, dipendenti e collaboratori, insomma lasciare per strada parte dei loro profitti dovuti ai costi di produzione, umani, oggi non ne hanno più bisogno.
Oggi, per fare profitti, bastano ed avanzano gli investimenti economici, i prestiti che fanno agli Stati, gli industriali sfruttatori e vessatori sono diventati investitori, niente più dipendenti, scioperi, sindacati, statuto dei lavoratori, regole, politici che rompono le palle con leggi che tentano di rendere un minimo più equa una società bacata ed immorale cercando di rendere meno iniqua la vita dei cittadini comuni che dovrebbero essere protetti dalla politica, quella politica appesa al cappio del finanziamento privato.Oggi, per fare profitti, non devo costruire frigoriferi, trattori, automobili, oggi devi investire sugli Stati, creare bolle finanziarie, aumentare a dismisura il debito pubblico ed il ritorno, in profitti, sarà sempre in aumento, non più qualche milione di lavoratori assunti e sfruttati per creare profitti ma semplicemente chiamare tutti i cittadini viventi, che respirano, chiamati a pagare il debito pubblico accompagnati dalla nascita sino alla morte dal debito che ogni Stato ha contratto con gli investitori privati.
Chi me lo fa fare, ragionano i nuovi capitalisti, di costruire una fabbrica, assumere dipendenti, pagare le tasse, tribolare con i fornitori ed i sindacati, per guadagnare il, ipotesi, 15% di quanto ho investito quando mi basta investire in titoli di Stato, specularci sopra e guadagnare molto di più?
Pensate che ogni banca, ogni capitalista investitore, ogni borghese parassita, grazie ad una politica schiava del capitalismo ed asservita ai poteri economici forti si ritrova, cito ad esempio l’Italia il nostro Paese, con 60.000.000 di dipendenti senza assumerli, ai quali non paga servizi o contributi, non deve nemmeno comprargli il pulmino aziendale per portarli in trasferta, non gli deve pagare al mutua, ammortizzare un po’ di pensione, non deve incontrare la Camusso, Bonanni   e Angeletti, o qualche ministro che ci vuole mettere il becco. Non hanno nemmeno bisogno di installare l’orologio marcatempo per i dipendenti, per questo ho messo la foto, tra poco scompariranno perchè sono inutili, non serviranno più.Hanno la certezza che i loro 60.000.00o di dipendenti, in comodato d’uso gratuito, mi riferisco sempre all’Italia, saranno comunque in pista da appena nati sino alla fine, da appena svegli a quando andranno a dormire esausti, sempre che riescano a dormire, si sbatteranno come formichine chi onestamente, chi facendo il bandito, per ripagargli il debito pubblico e renderlo sempre più ricco.
E’ il trionfo del capitalismo, meno male che quei cattivoni di comunisti sono stati sconfitti e non viviamo in un regime comunista, siamo tutti più liberi di impegnare la nostra vita dal primo vagito sino all’ultimo respiro per ripagare il prestito che gli speculatori parassiti hanno fatto al nostro Stato, evadendo pure le tasse o, in alternativa, usufruendo dello scudo fiscale che al politica, certa politica, ha messo a loro disposizione.
Aveva ragione Gaber, libertà è partecipazione, noi l’abbiamo intesa in un modo, illusi, dall’uguaglianza, l’equità, il rispetto dell’uomo, la convivenza, i diritti, la politica sana e giusta nell’interesse del popolo, la salute, la salvaguardia, l’assistenza ai deboli ed agli anziani.
Gli investitori, i liberisti, la politica complice, il mercato, il capitalismo, i governi di destra, anche loro hanno ascoltato Giorgio Gaber e l’hanno inteso a modo loro: libertà è partecipazione.
Tutti dobbiamo partecipare al pagamento del debito pubblico, possibilmente lasciando fuori i ricchi, solo allora saremo veramente liberi, solo allora la libertà sarà partecipazione alla formazione dei profitti ed all’aumento delle ricchezze dei parassiti del mondo.
Una volta che avrò la certezza che lo speculatore ci avrà guadagnato ogni giorno che viene alla luce potrò dormire in pace, conscio di avere fatto il mio dovere, partecipato a renderlo sempre più ricco, potente ed insaziabile.
Altrimenti la giostra finisce. 

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2 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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