Il popolo degli insoddisfatti che, quando si trova a decidere, lascia tutto come prima. Chi per interesse, chi per protesta, chi perchè è stupido.


Ho lavorato 43 anni nel privato, con una discreta carriera, gli ultimi decenni del mio impegno lavorativo li ho passati da quadro, con dei benefit aziendali come, ad esempio, l’automobile.
Almeno 35 anni di lavoro, nel privato, li ho passati da comunista dei quali più di venti impegnandomi direttamente nel quartiere, sezione e nel sindacato.
Sempre all’opposizione prima della DC e poi del centrosinistra, comunque sempre all’interno del sistema capitalista.
Ho fatto lotte per la quattordicesima, conquistandola per l’intera azienda nella quale lavoravo in quegli anni, ho trattato aumenti collettivi per i miei collaboratori, qualche premio di produzione e qualche adeguamento individuale di stipendio per chi ritenevo lo meritasse. Quasi tutti sono ancora viventi e se mi leggono possono confermare.
Questo è il mio percorso.
Prima di rivendicare qualsiasi tipo di adeguamento di stipendio, collettivo 0 individuale, il mio problema primario era creare i presupposti per chiederli, quindi massimo impegno nel lavoro per aumentare il fatturato, attenzione ai margini, e puntare agli obiettivi annuali imposti da casa madre per ottenere i premi annuali.
Una lotta durissima ma, essendo in un mondo capitalista ed alle dipendenze del privato, prima di poter chiedere la brioche dovevamo garantire tutto il pasto e la dispensa per la proprietà.
Era il gioco delle parti e lo giocavamo a carte scoperte, ho trovato titolari comprensivi e qualche gola profonda che non ne aveva mai abbastanza, devo dire che nel complesso i primi sono stati superiori ai secondi.
In 43 anni di lavoro ho cambiato 6 aziende le prime due marginali e da apprendista dalla terza in su si può dire che è iniziata la mia vera e propria “carriera” lavorativa.
Dopo il primo anno ero già uno dei capetti, erano anni buoni e fatturavamo ogni anno molto di più del precedente, una volta o due abbiamo addirittura raddoppiato ed a fine anno, con il consuntivo alla mano, trattavo gli aumenti di stipendio per me ed i miei colleghi.
La ricordo con affetto e “nostalgia” nonostante le lotte a viso aperto per migliorare la situazione.
Il titolare era un persona seria, corretta e, quando gli ho chiesto la quattordicesima per tutti i dipendenti eravamo soli nel suo ufficio,
mi ricordo che mi ha detto: mi chiedi tanto ed io lo, sulle mie spalle, ho la responsabilità di una cinquantina di famiglie.
Avevo 25 o 26 anni e mi ricordo che, rispettosamente, gli ho risposto: Sig. Piero, lei ha sulle spalle  la responsabilità delle nostre famiglie ma ha le spalle adatte, le possibilità economiche per affrontarle, noi abbiamo solo la responsabilità della nostra famiglia ma non abbiamo la millesima parte delle sue possibilità e non ce la facciamo a tirare avanti.
Chiudemmo la trattativa e, ricordo perfettamente, i suoi figli erano contrari ma hanno dovuto accettare la volontà del padre.
Da quell’anno avemmo la quattordicesima, compreso qualche imbecille di mio collega che si era messo in testa che io facessi tutto questo per interesse personale, per me stesso.
La quarta azienda preferisco non commentarla, il titolare aveva un pelo nello stomaco che neanche una scimmia, ho passato i pochi anni con lui a lottare dalla mattina alla sera e pensare che per la prima volta nella sua storia di concessionaria auto gli avevo fatto  prendere i premi sugli obiettivi imposti da casa madre.
Senza andare nel particolare specifico che lavoravo nel mondo delle automobili, concessionarie auto.
Appena ho potuto mi sono licenziato ed ho cambiato aria, ho trovato un’azienda famigliare di gente corretta, mi sono trovato bene, gli unici problemi che ho avuto erano per il fatto che avevo  cambiato marchio ed il modo di rapportarsi con casa madre e di lavorare era totalmente diverso.
Avendo una nomea abbastanza buona nel settore fui chiamato in un grande gruppo e naturalmente accettai immediatamente.
Eravamo circa 700 in tutto il gruppo, comprendeva diversi marchi ed io divenni responsabile del magazzino di un grande marchio americano, un magazzino grande come un supermercato con 21 collaboratori,  segretaria compresa. Poi divenni responsabile post vendita ed i collaboratori divennero un centinaio.
Mi sono trovato benissimo, ho lavorato tanto, ma la proprietà ed i miei capi supremi erano, e sono, gente in gamba attenti a chi meritava e disposti a riconoscerlo.
Lì è terminata la mia vita lavorativa.
Tutto questo per dire che cosa?
Che pur avendo le proprie idee, vivendo in un mondo capitalista ed in una situazione come non si è mai presentata nemmeno subito dopo la guerra o nella grande crisi del 1929, secondo il mio punto di vista momentaneo ed opportunista, dobbiamo sperare che il governo Monti regga, permetta alla barca di galleggiare, perchè solo se non andiamo a fondo del tutto possiamo sperare di riprendere la lotta politica per far si che la politica stessa torni al suo ruolo primario di controllo e gestione dell’economia, una società più equa insomma, ammesso che esista, un capitalismo più benevolo anche se io spero di abbatterlo del tutto, abbattere l’imperialismo capitalista sfruttatore e cercare un sistema socialista diverso ed evoluto rispetto alle edizioni precedenti.
Per farlo, per continuare la lotta, secondo me è l’unica strada percorribile e vorrei puntualizzare il motivo per cui ritengo sia l’unica.
L’alternativa è la rivoluzione globale che verrebbe fatta dai poveri e verrebbero massacrati in massa, la vittoria ci costerebbe troppo e dopo avremmo comunque una oligarchia, una classe dirigente che se non è quella di prima è la sua sorella.
La strada della democrazia, per me, è l’unica percorribile che faccia diventare la politica sociale, socialista, più forte dell’economia, delle banche, che detti regole, imponga tasse, che impediscano a banditi e speculatori di imporsi alla politica ed alla Costituzione come hanno fatto negli ultimi vent’anni.
Certo che se andiamo a votare insoddisfatti, ipercritici, delusi, e ci facciamo convincere dalla propaganda del sistema che la politica è tutto uno schifo e sono tutti uguali vincerà sempre il sistema, quello che ci impone il giogo i sacrifici mentre loro continuano la festa.
Monti è un rappresentante del mondo capitalistico, diciamo pure della destra ma, esiste anche una destra etica, corretta, morale e rispettosa della Costituzione che non ha niente a che vedere con la banda di fascisti, banditi e piduisti che ha guidato l’Italia negli ultimi 18 anni.
Io vorrei il socialismo, il comunismo, una società diversa ma, se devo scegliere tra un bandito piduista con i fascisti e la lega e Monti scelgo per tutta la vita Monti.
I più schifosi di tutti, non trovo altri aggettivi in questo momento, sono i leghisti che una volta scomparse le poltrone e le mangiatoie hanno riscoperto la secessione ed il parlamento della padania.
Spero che i loro elettori abbiano imparato la lezione di questi ultimi anni dove si è espresso al peggio la politica clientelare, privata, nepotistica del gruppo dirigente della lega, Bossi in testa, che imposto l’idiota del figlio come consigliere regionale in carico alla collettività.
Solo nei regimi totalitari o monarchici il figlio deficiente succede al padre dittatore o re per diritto acquisito.
La lega non è una monarchia, di solito i nobili studiano, hanno una cultura anche se non condivisibile, la lega è una dittatura che non ha cultura e fonda il suo potere sulla xenofobia, il razzismo e l’interesse di bottega. 

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Una Risposta

  1. […] che non ha cultura e fonda il suo potere sulla xenofobia, il razzismo e l’interesse di bottega.https://slasch16.wordpress.com/2011/11/15/il-popolo-degli-insoddisfatti-che-quando-si-trova-a-decider…  0 CommentiPuoi essere il primo a lasciare un commento.Lascia un commento Fare clic per […]

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