Che gioia la sconfitta del mio pessimismo e la festa della gente, ieri sera. Oggi apprezzo l’avviso di Belpietro: Occhio al portafogli.



Hanno avuto ragione gli ottimisti, per la prima volta è stato costretto a mantenere una promessa, si è tolto dalle palle ed io ho avuto torto.
Grande soddisfazione per le feste in piazza, l’esposizione del tricolore ed il sospiro di sollievo di milioni di italiani, non sentiremo più parlare di processo breve, prescrizioni su misura ed alleggeriremo il lavoro di Ghedini, Longo ed Alfano che non dovranno più spappolarsi il cervello per studiare come aggirare la Costituzione per costruirgli leggi ad personam.
Un sassolino dalla scarpa me lo devo togliere,e non è contro il bandito caudillo dimissionario, è per tutti quelli che hanno sbertucciato il Presidente Napolitano dandogli del rincoglionito ed i più moderati gli davano dell’addormentato sul Colle.
Napolitano ha compiuto un capolavoro, con buona pace di Travaglio, Vauro, certi movimenti e la sinistra estrema che non gli ha risparmiato critiche e prese per i fondelli.
Non che la satira non possa colpire anche il Capo dello Stato, ci mancherebbe, ma un po’ di rispetto Travaglio e Vauro , vado oltre, un occhio di riguardo avrebbero dovuto tenerlo.
Lo dico perchè li stimo entrambi, anche se per ragioni diverse.
Napolitano ha fatto un capolavoro lavorando con astuzia nell’ambito della Costituzione ha preparato la trappola e checchè se ne dica oltre alla crisi europea ha inciso, e molto, tutta l’opposizione.
Facile dire che il caudillo è stato sconfitto dall’euro, superficiale.
Le piazze piene dell’ultimo anno e mezzo,  l’imponente manifestazione delle donne, se non ora quando, la vittoria di Pisapia a Milano, roccaforte del bandito, erano segnali ben precisi che nel paese questa maggioranza aveva perso il consenso.
La lega stessa perde i pezzi e adesso cerca di rimetterli insieme scegliendo l’opposizione per calmare la base, sempre meglio una poltrona in parlamento che andare a lavorare, anche perchè nella lega ce ne sono diversi che se non avessero il posto garantito a Roma ladrona, in qualche consiglio comunale o regionale, dovrebbero andare a lavare le strade, accompagnati e guidati naturalmente, perchè non sanno fare niente. La Trota è più di una, è un allevamento.
Perchè dico che Napolitano ha compiuto un capolavoro?
Ve lo spiego subito.
Ammesso che Monti, e qui voglio fare un chiarimento perchè un autonomo mi ha accusato di essere il solito compagno del Pci che ha sbagliato negli anni 70 e persevera ancora oggi perchè non ho imbracciato il mitra, ovvio che non ho perso l’occasione di invitarlo a fare la rivoluzione garantendogli che avrei tifato per lui.
Torniamo a noi, Monti è lontano anni luce da quelle che sono le mie idee ma ritengo sia il treno giusto per fermare l’emorragia economica che ci stà mettendo in ginocchio, fare la riforma elettorale e ritornare a votare con la democrazia ripristinata perchè tutto si può dire degli ultimi 18 anni ma non  che la democrazia e la Costituzione siano state rispettate.
Napolitano è stato geniale non solo per aver costretto, insieme al Parlamento, alle dimissioni del bandito il vero colpo di genio lo metterà a segno lunedì prossimo nel caso che Monti non abbia i numeri per il governo tecnico.
Il Pdl è dilaniato, qualche deputato con il sale nella zucca ha capito che nelle condizioni in cui siamo va sostenuto Monti altri legano ancora le loro fortune al caudillo in discesa libera ma egli non può dettare nessuna condizione, non se lo può permettere ed è qui che è nata la mia convinzione che Napolitano, con il quale molti dovrebbero scusarsi, ha avuto il colpo di genio.
I Pdl non garantisce i voti al governo tecnico?
Bene, andremo a votare e le elezioni saranno gestite dal governo Monti che sarà certamente più democratico e senza un ministro, anti italiano, come Maroni al ministero degli interni.
Un ritorno al rispetto della democrazia e della Costituzione che è salutare per la nostra Patria, il resto lo deve fare l’opposizione senza cercare di essere autolesionista ma lungimirante.
Qui non si tratta, per adesso, di avere un Pd più o meno di sinistra si tratta di non perdere l’occasione che la storia ci propone, insieme agli altri, per tornare veramente e compiutamente alla democrazia, ad una informazione libera e completa, ad un cambiamento di cultura che ha inquinato gli ultimi trent’anni.
E’ dura, è difficile, ma è meglio fare sacrifici nell’interesse di tutti che fare sacrifici per Mediaset, è meglio tenersi la giustizia indipendente che una giustizia su misura per un delinquente.
Ce la faremo, nella scalata a questa montagna che abbiamo davanti cerchiamo di toglierci dalle spalle lo zaino del vaticano, non serve a niente ed è solo un peso in più. Credo che abbiate capito cosa intendo.
Per quanto riguarda Belpietro lo ringrazio di averci messo sull’avviso: occhio al portafogli.
Adesso che è libero da impegni istituzionali ritornerà all’antico amore le rapine, come quella alla Marchesina Casati o della Mondadori, all’evasione fiscale, insomma le cose dove il bravo imprenditore ha dato il meglio di sè, mazzette e corruzione.
In bocca al lupo a tutti i sinceri democratici.
P.S. Non che sia determinante ma, se Emilio volesse procedere, non sarebbe male. 

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9 Risposte

  1. ciao Nat
    non so ti vedo così positivo, e questo mi aiuta a non essere comunque negativo. purtroppo io lo vedo come un cancro che si inizia a curare, ma che non si sa ancora come andrà a finire, con la paura che sia sempre lì lì per rimanifestarsi, oppure lavorando subdolamente sotto.
    Insomma grande felicità perchè una volta tanto lo vediamo cedere, e le feste come per una vittoria mondiale, mi hanno fatto sorprendere e sorridere; ma c’era da aspettarselo, è normale, ci ha preso per sfinimento questo stronzo.
    insomma Monti alla fine è stato in passato anche un suo uomo.
    Però almeno non è berlusconi ciao Nat

    • Non è mai stato un suo uomo l’ha nominato come tecnico alla Commissione europea, non c’entra niente con il sottobosco di Berlusconi.
      E’ un uomo di economia ed in Europa volevano gente esperta non poteva mandarci la Minetti o la Carfagna alla commissione europea o come cavolo si chiamava.

  2. Tu sai cosa temevo e credo che Napolitano abbia rischiato. Era evidente a tutti che se non si fosse veramente dimesso non c’era alcun modo per costringerlo a farlo. Viene da se che con le dimissioni qualunque sia l’incaricato, se non avrà la fiducia il passaghgio elettorale lo gestirà lui.
    Quanto al Vaticano, credo che dovremmo fare autocritica: c’è ed il suo strapotere ha origine lontana, all’ntroduzione del concordato nella Costituzione, all’art. 7. E se hai letto gli atti parlamentari sai anche chi l’ha voluto. L’uomo di Salerno! Poi Bottino ha peggiorato ancora la situazione!
    E se Berlusconi, dopo che il titolo Mediaset ha perso il 13% in un solo giorno avesse invece capito che conveniva anche a lui dimettersi per evitare che la sua “roba” diventasse sempre più magra? Ipotesi di un visionario?

    • Hai ragione ma, certi passaggi storici, sono dettati anche dalle situazioni e dalle circostanze.
      Credo anch’io che il crollo di Mediaset abbia inciso in fin dei conti ha fatto sempre e solo i suoi interessi economici e giudiziari.
      Fare il premier gli serviva per i suoi obiettivi, l’impegno primario gli interessi delle sue aziende, fare i milioni per andare a puttane.

  3. […] breve, prescrizioni su misura ed alleggeriremo il lavoro di… Continua a leggere la notizia: Che gioia la sconfitta del mio pessimismo e la festa della gente, ieri sera. Oggi apprezzo l’a… Fonte: […]

  4. Negli ultimi mesi di crisi, di fronte ad un DP che non sapeva fare proposte concrete ma solo cinema, mi sono scritto al SEL. Era l’unico partito che almeno mi faceva sognare un mondo diverso, come l’avevo conosciuto ai tempi del ’68. La fantasia al potere. Ma essendo io un poeta dico la “poesia al potere”. Ed alla fine ce l’abbiamo fatta.
    Sono stato anch’io estremesta, confuso, dilaniato nei conflitti interni ed ideologici, ma non ci ho guadagnagto nulla. Mi sono solo sputtanato perchè il dubbio non è riconosciuto dalle masse. Bisogna essere coriacei, sapersi adattare, saper apparire. Io ero troppo me stesso. Ma dei miei cambiamenti non ci ho guadagnato nulla. Solo sputtanamenti e basta. Nessuno accetta la vecchia logica del: si, si..no, no! Se ti accorgi di non cambiare mai idea vuol dire che non sei disponibile al vero”. Troppa filosofia in questa frase e pochi la capiscono. Ma a me non è fregato nulla ed ho cambiato ricercando il meglio e sperando di trovare la verità. Mi sono sempre sbagliato. So che nel SEL avrò la vita difficile. Troppe anime estreme dentro. Ma è una nuova sfida per me che sono con una gamba nell’al di là! Non mi piacciono più gli estremismi contestari, sterili e che non vanno da nessuna parte. Ed il compromesso, la giusta mediazione, è necessaria ed anche democratica. Per colpa della contestazione di Rifondazione e delle fronde interne del DP che si erano innamorati del potere (altrimenti spiegatemi come e quando D’Alema sarebbe diventato Presidente del Consiglio) abbiamo liquidato Prodi e ci siamo ritrovati Berlusconi. Non voglio ripetere quell’errore.
    Per questo dico che sottoscrivo quello che hai scritto. La strada è questa. Se ci sono idee migliori ognuno le tiri fuori e democraticamente crei il consenso. Non con le liti e neppuire con i ricatti. Con queste posizioni si ritorna ad un nuovo Berlusconi. ll mondo è cambiato. Non siamo più ai tempi del ’68 e le masse operaie non ci sono più. A dire il vero non vedo più neppure gli operai visto che la crisi occupazionale è ormai planetaria e le fabbriche chiudono.
    Ed allora spazio alla politica ed ai compromessi che, purtroppo,in democrazia sono necessari. Altrimenti ci dovremo accontentare delle dittature, prendere calci in culo e stare zitti.
    E scusatemi ma questo è anche uno sfogo visto che anche questo in democrazia è permesso.

    Salvatore Armando Santoro
    http://www.circoloculturaleluzi.net
    http://www.poetare.it/santoro.html

  5. E’ uno sfogo comprensibile, si cerca di stare con i piedi per terra e di sopravvivere per continuare la lotta. Il suicidio economico-politico è una forma di protesta estrema che non cambia le cose.
    Meglio un passo alla volta e costruire l’unità delle masse proletarie, gli operai non si vedono più ma i proletari aumentano, con idee nuove e, possibilmente, non autolesioniste.
    Ognuno rinunci a qualcosa per costruire il bene di tutti, non importa chi ha ragione, conta solo il risultato.
    Ciao.

    • L’esperienza mi dice che sarà molto dura. Dopo l’entusiasmo iniziale restano i problemi, tanti, insoluti e resta un debito altissimo che va sanato con misure estreme. Non ti nascondo che ho paura. Ma non per me, che ricordo la fame dell’ultima guerra (nel 1943 avevo 5 anni ed a 5 anni si ricorda), ma per mio figlio, per i miei nipoti, per i tanti nipoti di altri che hanno gli stessi miei problemi. Ho paura per loro. Io sono capace di rinunciare a tante cose pur di assicurare un futuro sereno alle generazioni a venire. Le nuove generazioni hanno troppo gingilli per le mani (telefonini, I-pod, computer, chiavette, ecc… e dietro c’é solo la chiacchiera. Capisci cosa io intendo? Non so se loro sarebbero disposti a fare i sacrifici che ha fatto la mia famiglia per crescere me. E non so se le tentazioni del guadagno facile per mantenersi questo superfluo, non possono circuirle e sconfiggerle.
      Ma sono un poeta e devo sognare. E, quindi, dico…speriamo!
      Salvatore Armando Santoro
      http://www.circoloculturaleluzi.net
      http://www.poetare.it/santoro.html

  6. Caro Salvatore Armando Santoro. Io nel 1943 di anni ne avevo 8 e, quindi, abbiamo vissuto le stesse esperienze del nazi-fascismo, la stessa fame, le stesse paure ma anche la caduta del fascismo la stessa esplosione di gioia, di immensa felicità e di allegria che abbiamo visto ieri sera non soltanto sugli schermi della TV nelle grandi città ma anche di persona nei piccoli centri come il mio, pensa nellla Bergamasca, dove i cittadini, sentendosi finalmente tali, sono scesi nelle strade per abbracciare tutti quelli che incontravano anche senza conoscerli. Una esplosione di emotività collettiva!
    Per me ieri sera ha avuto un ricordo particolare la possibilità di conoscere mio padre che qualche mese prima della mia nascita era stato mandato al confino perchè antifascista, era stato mandato in villeggiatura, come ha osato dire il criminale Silvio Berlusconi che meriterebbe di fare la stessa fine del vigliacco che, travestito da soldato nazista, stava cercando di scappare dall’Italia dopo aver prodotto lutti e disastri.
    Ciao e buona vita per gustare la libertà e la democrazia riconquistata anche senza la resistenza armata.

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