Si è concluso, nell’indifferenza generale, il congresso dei radicali. Succubi tuttora del delirio di Pannella l’istrione negativo di 50 anni di politica italiana.


Il fatto che la prima parola pronunciata dal, riconfermato, segretario Mario Staderini  sia stata “liberismo” toglie ogni dubbio alla vocazione capitalistica spinta che ha, da sempre, caratterizzato i radicali.
Non è l’attacco frontale al Pd che mi preoccupa, certa gente prima se ne va dall’opposizione e meglio è.
I radicali, tolta qualche battaglia sui principi etici e contro il vaticano usati ad arte per ampliare la risonanza mediatica che altrimenti non avrebbero avuto, hanno sempre fatto politiche di destra.
Se negli Usa l’estremismo capitalistico radicale di destra  è il Tea Party noi abbiamo da 50 anni la politica radicale della Canna Party, tanto liberale con le droghe leggere che con i licenziamenti.
Mai una volta che abbiano parlato di famiglie in difficoltà, licenziati, disoccupati, proletari in genere, sempre e solo di liberismo filo americano lo stesso che ha messo in ginocchio il mondo  con la più grande crisi economica mondiale che la storia ricordi.
Dalla Cicciolina a Tortora, da Welby a Coscioni ne hanno fatto bandiera e battaglia esclusivamente per la visibilità.
Nella sostanza, nella continuità, nella pratica politica hanno saltato e cavalcato tutte le barriere al punto che nemmeno loro sanno più da che parte stanno o staranno alle prossime elezioni, ciò che è certo, immutabile, è che tutte le loro giravolte resteranno sempre e fortemente ancorate al liberismo capitalista, lo stesso di Reagan e di Bush, quello che ha mandato in rovina il mondo.
Non mi interessa l’indulgenza verso il piduista perchè non mi stupisce per niente, gli ha garantito i finanziamenti a radio radicale, sono  le cosiddette riforme liberali invocate dai radicali che sono identiche a quelle invocate e proposte dal piduista presidente del consiglio.
Pannella non è ridotto così per via delle decine di digiuni, è sempre stato così, un pro capitalista d’elite  che dei proletari e del sottoproletariato non gliene frega niente, a lui interessa il liberismo lo stesso che tutti gli economisti con un minimo di raziocinio mettono in discussione.
C’è qualcuno che crede di indignarsi con i radicali non si rendono conto che entrano a piedi uniti nelle sabbie mobili.
Come è possibile che persone  con un minimo di raziocinio politico economico stia ad ascoltare ancora Pannella?
Per recuperare un minimo di dignità e di rispetto verso gli elettori che prende in giro  da decenni non gli resta che portare a termine, una volta per tutte, la sua buffonata preferita che lo ha reso famoso lo sciopero della fame.
Ne concluda uno come si deve almeno avrà fatto qualcosa di utile per tutti quelli che ha preso per il culo  da cinquant’anni a questa parte.
C’era un sito radicale, Fai notizia dove pubblicavo regolarmente i miei post, da qualche giorno hanno cambiato il sistema per pubblicare ti devi mettere in contatto con la redazione, se il contributo viene ritenuto valido e pubblicato ti pagano pure.
Come imporre la censura e fingere di essere liberali, io non voglio soldi, voglio solo pubblicare quello che voglio e quando voglio.
Naturalmente ho mandato una email con i miei, cordiali, saluti.
Ce ne voglio di Pannella per prendermi per il culo. 

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5 Risposte

  1. Ma la sinistra esistente, sino ad oggi, non l’ha capito e si è fatta prendere per il naso, e non solo, dalle acrobazie pannelliate e soci inaffidabili.
    Ciao.

  2. […] qualche battaglia sui principi etici e contro il vaticano… Continua a leggere la notizia: Si è concluso, nell’indifferenza generale, il congresso dei radicali. Succubi tuttora del del… Fonte: […]

  3. Ciao Slasch e buona serata. Ricordo ancora con sottile piacere, il “trattamento” riservato al Pannella da molti manifestanti del recente corteo degli “indignati” a Roma e l’arrogante sorriso, quasi sberleffo, tributato dallo stesso, all’indirizzo di coloro che gli gridavano “vergognati”! E’ stato molto vicino dal “prenderle” di brutto e solo la saggezza di qualche manifestante, ha evitato che lo stesso fosse mandato all’ospedale!!

    In effetti, viene il dubbio che la storia di questi signori, del Pannella in particolare, sia stata più una ricerca di “visibilità” che una vera missione di rappresentanza dell’elettorato. Non dimentico affatto le “grandi battaglie” che hanno portato avanti, anche con lo strumento dei referendum, ma nell’ultimo ventennio i loro comportamenti politici sono stati particolarmente…. diciamo incomprensibili!

    Mi sento di condividere la tua analisi e, perché no, anche l’invito: uno sciopero della fame ma fatto bene!! Una bocca in meno da sfamare. Se penso che lo abbiamo foraggiato per 80 anni e non ha mai lavorato…

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