Chiunque finisca a lavorare al Fatto, il giornale, finisce inquinato dal qualunquismo del sono tutti uguali. Luca Telese.


 Partito bene, al punto che molti di sinistra lo considera un riferimento, il Fatto nella spasmodica ricerca di mostrarsi diverso e super partes, da tempo, è scaduto nel qualunquismo del sistema al quale giova far credere alle masse che i politici, la politica, è tutta uguale.
Senza volerlo, spero, sono finiti della propaganda preferita da Licio Gelli, prima e da Berlusconi poi per mantenere il potere, il sistema che fa comodo ai parassiti.
Troppa gente comune, traviata da questa propaganda, pensa e dice che sono tutti uguali, qualcuno non vota, altri votano Berlusconi tanto non cambia niente.
Si sa che la perfezione non esiste ed ogni giornalista emergente tende a fare il maestrino o il primo della classe ma, una osservazione attenta della sostanza scritta conferma che così non è.Non ho letto il libro e non lo leggerò ma ho letto questo articolo

Questione morale: come ti manipolo Berlinguer

 e ne ho avuto a sufficienza per arrivare ad una mia considerazione.
Credevo che Luca Telese fosse diverso, progressista, non dico di sinistra pur conoscendo la sua storia e da dove proviene, ma prestarsi alla prefazione di un libro del genere mi da la sensazione che abbia preso la strada di Pansa, un revisionismo falso ed ipocrita.
Della famosa intervista di Berlinguer sono stati tagliati interi passaggi per arrivare ad una strumentalizzazione vergognosa del pensiero del Segretario del Partito Comunista Italiano.
Il suo pensiero è stato analizzato a fondo da studiosi, da militanti e da politici ed è sempre stato riconosciuto con un pensiero unico, originale ed attualissimo. Ripeto unico, Berlinguer non è nè Formica, nè un Scilipoti qualsiasi, anche s enon ha mai scritto sul Fatto.
Già il licenziamento della collega che gli faceva ombra mi aveva irritato, messo sull’avviso che la fama da alla testa e si diventa presuntuosi. 

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19 Risposte

  1. […] finiti della propaganda preferita da Licio Gelli, prima e da… Continua a leggere la notizia: Chiunque finisca a lavora al Fatto, il giornale, finisce inquinato dal qualunquismo del sono tutti u… Fonte: https://slasch16.wordpress.comImmagine dell’articolo: You might like: Chiunque finisca […]

  2. Un altro che si sta “Pansizzando” mi sembra tranto Adinolfi

  3. […] finiti della propaganda preferita da Licio Gelli, prima e da… Continua a leggere la notizia: Chiunque finisca a lavorare al Fatto, il giornale, finisce inquinato dal qualunquismo del sono tutti… Fonte: https://slasch16.wordpress.comImmagine dell’articolo: You might like: Chiunque finisca […]

  4. Telese è un intervistatore grintoso ed acuto e per quello lo apprezzo, le sue opinioni politiche non mi sono molto chiare e, francamente, manco mi interessano, se c’è una cosa che potrebbe preoccuparmi, al massimo sarebbero problemi sulla sua onestà intellettuale, è questo il tuo sospetto?

    Riguardo al Fatto è sicuramente un giornale “contro” l’establishment che ci sgoverna e per questo è apprezzato soprattutto da sinistra, ed è anche uno dei pochi posti dove si è sicuri che chi ci scrive non riceve condizionamenti esterni.

    Ma Il Fatto non è un giornale schierato a sinistra, per nulla. Io lo ritengo una cosa positiva, ed anzi spero che se cambierà presto la maggioranza parlamentare e ci sarà un nuovo governo di diversi orientamento politico il giornale continui ad essere severo ed implacabile verso chi rappresenta il potere, sempre nel rispetto della verità dei fatti e delle opinioni.
    lira di onam.

    • Opinione rispettabilissima la tua, io sono per la teoria di Gramsci, per i partigiani. In politica, nell’economia, nell’informazione. Poi ognuno parteggia per la sua parte, il qualunquismo è la malattia più grave che stiamo vivendo di questi tempi. Ho apprezzato Montanelli, l’ultimo ma ho apprezzato di più Biagi. Se io sono di sinistra scrivo e do una visione dei fatti che è di sinistra, chi è a destra pure ma, se mi salti intere domande e risposte con una interpretazione di comodo lo trovo scorretto, sia se lo fanno a sinistra o a destra. IL qualunquismo fa bene al potere, qualunque esso sia. Io ero iscritto al Pci, mi auguravo che andasse al potere ma in sezione ho sempre detto che se fosse andato al potere io sarei andato all’opposizione, per controllare. Un po’ quello che tu ti auguri per il Fatto, io lo dicevo negli anni 70. Penso che ci siamo spiegati bene e di avere chiarito quello che mi ha infastidito, lo stravolgimento del pensiero di Berlinguer che, da giovane comunista ho contestato personalmente a Sesto San Giovanni facendo una figura barbina che mi è stata di insegnamento per il resto della mia vita. Berlinguer è stato cordiale ed educatissimo e mi ha fatto capire di essere un pirla mentre credevo di essere un rivoluzionario intelligente. Mi ha impressionato la sua calma, la sua educazione ed i suoi argomenti. Una lezione di vita della quale gli sono ancora grato.
      Link permanente 1 punto 1 voto scritto da slasc

  5. ciao Nat
    In effetti tempo fa quando nacque il fatto, io ti chiesi cosa ne pensavi del fatto che Telese fosse finito a scrivere per il Fatto,
    Io ti dissi che ero un po’ sconcertato, ma tu invece dicesti che si poteva concedere il beneficio del dubbio. Ognuno poteva avere il modo di rivalutarsi.
    Ora alla lunga, viste e fatte le opportune considerazioni sul suo ultimo modo di porsi sia in Tv, che quando scrive, direi che è una delle solite mine vaganti del sistema.
    Per fare degli esempi, come Pannella in parlamento, o come Mastella nel governo Prodi, o il Dalema della situazione.
    Insomma quei personaggi che vengono mandati per fare da tampone ad un possibile cambiamento che realmente a qualcuno fa comodo non si sviluppi.
    un po’ contorto ?
    ciao NAT

    • Come leggerai qui sotto il granchio l’ho preso io non andando a cercare su internet l’articolo di Telese, si ha pensato lui con i commenti che mi ha lasciato nel blog e per i quali lo ringrazio.
      Si è dimostrato la Persona che pensavo che fosse, l’articolo di ieri mi ha portato fuori strada.
      Ciao.

  6. Visto che parlate di me, dovrei dirvi che l’unica manipolazione è quella dell’Unità, e basterebbe leggere bene il pezzo per capirlo. Ho scritto un articolo su Berlinuger e la questione morale. Bello o brutto, è in rete da mesi. Dopo che io ho scritto questo articolo, l’editore Aliberti (che è anche un editore de Il Fatto) mi ha chiesto di pubblicarlo in un libricino con l’intervista di Berlinguer a Scalfari. L’articolo, dunque, non ha relazioni con il testo e con il modo in cui è stato editato, perché è stato scritto addirittura PRIMA. E il fatto che nel libro non siano state pubblicate cinque domande sulla Polonia (cosa che io reputo sbagliata) non ha nessuna attinenza con la tesi che io sostenevo, si fa per dire, in quell’articolo. E quindi? In cosa mi sarei montato? Dove sarebbe la manipolazione? A volte resto davvero stupito, perché l’unica manipolazione che io vedo è quella del povero CIccio Cundari su L’Unità.

  7. E fra l’altro, visto che ci siamo. Caro Slasch, se c’è uno che detesta l’antipolitica, fino al punto da differenziarmi da alcune prese di posizione di altre firme de Il Fatto, sono io. Non solo: proprio in quell’articolo sostenevo che l’intervista di Berlinguer, a torto considerata un manifesto dell’antipolitica, era la misura esatta di un senso di indignazione civile che è utile anche oggi. Basterebbe quindi leggere quello che scrivo per essere o non essere d’accordo con quello che dico, non fare discussioni su quello che un simpatico giornalista dalemiano sostiene, arrampicandosi sugli specchi, perchè noin condivide la mia tesi

    • Prendo atto della precisazione re del fatto che Ciccio Cundari mi ha messo una buccia di banana ed ho fatto un scivolone.
      Quello che penso lo scrivo ovunque e non mancherò di scriverlo sull’Unità, che compro tutti i giorni, detto questo sono particolarmente felice di avere preso un granchio, sulla fiducia, e di avere conferma che la mia stima per Lei, anche se preferisco dire per te.
      Condivido anch’io l’opinione che l’intervista a Berlinguer non fosse per niente un manifesto dell’antipolitica, anzi, ce ne vorrebbe a tonnellate in questi momenti di politica come quella che ha svolto e praticato Enrico Berlinguer.
      Grazie del commento, ne sono onorato e come ho tratto giovamento dalla risposta ad un mio intervento da pare di Berlinguer troverò giovamento dalla tua risposta che chiarisce tutto.
      Detto ciò ritengo che l’editore, visto che si tratta di un libro, avrebbe dovuto mandare in stampa anche le domande mancanti avrebbero tolto la possibilità a Ciccio di fare polemiche inutili ed a me di prendere un granchio. Comunque ognuno è responsabile di quello che scrive, tu, Ciccio ed io, tapino, compreso.
      Grazie.

  8. P.S. Il fatto che ti sia preso la briga di rispondere ad un blogger sconosciuto e con la terza media dimostra che hai una professionalità ed un’etica superiore alla norma.

  9. Effettivamente bisogna apprezzare Luca Telese per questo intervento.

    PS: Cundari giornalista dalemiano…D’Alema…non so percé ma mi scatta un riflesso involontario: http://www.youtube.com/watch?v=LZ-J3eaHEO0

  10. Concordo con il fatto che intervenire in una discussione su un blog, dove è stato scritto qualcosa che lo riguarda direttamente, gli rende onore, per il motivo che avrebbe potuto anche fregarsene, e la discussione avrebbe lasciato il tempo che trovava.
    Pertanto complimenti per questo, a Telese che si preoccupa di ogni minimo “pettegolezzo” che lo riguarda , ma che giustamente potrebbe minare dal suo punto di vista, la sua integrità professionale.
    PER NAT :Anche se di Terza Media il blog (e non l’ho mai pensato) ,scrive pensieri degni di nota , come vedi caro NAT.

  11. Quando uno si fa le domande giuste la terza media conta davvero poco. Detto questo é un tema enorme. E non c’é dubbio che parlare di questione morale, oggi, ha un impatto dirompente. Se ci pensate é la prova migliore dell’attualità dell’intervista di Berlinguer.
    Io so bene che cosa ha fatto saltare i nervi all’unitá: l’idea che si possa porre il problema della questione morale, oggi, anche a sinistra. Ed é proprio qui la cosa a cui tengo di più in quella riflessione: denunciare la deflagrazione della questione morale a destra (ma anche a sinistra) é l’unico modo, secondo me, per difendere la politica dall’antipolitica.

    • Questa mattina ho scritto un post, autocritico, dove riconosco la mia irruenza sbagliata ed intempestiva.
      Per quanto riguarda la questione morale, anche a sinistra, tempo fa ne ho scritto su Penati e Di Leva, che conosco personalmente da più di trent’anni, eravamo tutti nel Pci di Sesto San Giovanni, chiarendo che se la magistratura li riterrà colpevoli, per quanto mi riguarda, la pena dovrebbe essere raddoppiata proprio perchè erano nel Pci al quale ho dato tutto me stesso con orgoglio, dignità ed onestà.
      Grazie dei tuoi commenti che hanno messo un po’ di argenteria nel mio piccolo blog.
      Sono perfettamente d’accordo con le ultime tre righe del tuo commento.
      Grazie ancora.

  12. Grazie a tutti per i vostri commenti, il confronto in buona fede fa solo del bene a tutti noi.

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