Il manifesto di Diego Dalla Valle ha dimostrato che la classe dirigente italiana è opportunista o stupida. Oppure tutte e due le cose.


Sono vent’anni che Confindustria, salvo qualche eccezione di estrema minoranza, che accoglie il presidente operaio con ovazioni e pacche sulle spalle il bandito che attualmente guida il governo del Paese.
Ha fatto più promesse agli industriali italiani che alle sue puttanelle da fine settimana e puntualmente ci sono cascati.
Devo dire che Della Valle è uno dei pochi che ha levato voce contraria alle sviolinate del presidente ferroviere, che fa rima con puttaniere, ed un minimo di decenza nel suo proclama glielo concedo ma deve rendersi conto che è circondato da colleghi incapaci, rapaci ed opportunisti.
Hanno appoggiato e sicuramente votato un piduista che ha cercato, ed in parte riuscito, di mettere insieme un potere di affaristi collusi con le istituzioni dello Stato, dall’esercito alla magistratura, dai banchieri agli evasori ed esportatori di capitali, insomma le feccia della borghesia parassita, fascista e propensa ai colpi di Stato.
Un presidente del consiglio che ha fatto anche il commercialista giustificando ed esaltando l’evasione fiscale che per un imprenditore onesto è il concorrente peggiore e fuorilegge.
Il pessimismo della ragione mi fa pensare che non ci sia un imprenditore sano democraticamente, onesto finanziariamente, che non abbia usufruito di condoni e di scudi fiscali, l’ottimismo della speranza mi fa auspicare che in mezzo a questa classe dirigente dell’imprenditoria italiana ci sia qualcuno che rispetta la legge, la costituzione ed i suoi doveri di contribuente.
Temo proprio si no, solo qualche piccolo imprenditore a contatto quotidiano con le sue maestranze può  essere contagiato dalle difficoltà dei suoi dipendenti che hanno contribuito a formare le sue ricchezze. Ce ne sono, come esiste qualcuno che si è rovinato per cercare di tenere in piedi la baracca.
Ma dopo dopo che per vent’anni hanno scambiato un bandito, che ha sempre pensato ed agito per i suoi interessi ricorrendo alla truffa ed alla illegalità per costruirsi un impero, dicevo l’hanno scambiato come un rivoluzionario liberale.
Un piduista, al massimo, può essere un fascista politicamente ed un golpista economicamente.
Quindi non venga a fare il primo della classe, quelli che sono intorno e vicino a lui sono peggio della classe politica che ci rappresenta.
Su quello che fatto, sottotraccia e non, la Democrazia Cristiana per loro per la Confindustria ed il capitale parassita in genere si potrebbe scrivere una enciclopedia, anche se, si fa per dire, l’agire dei democristiani aveva un che di democratico, chi più chi meno infarinava tutti.
Poi è arrivato il grande imprenditore della P2 con 7.000 miliardi di debito e sull’orlo del fallimento ed è sceso in campo per difendere il Paese dai comunisti.
E loro, direi tutti loro, esclusa qualche mosca bianca, l’hanno preso per buono.
Non facciano la morale ai politici, ci pensiamo noi che paghiamo le tasse e facciamo sacrifici per sanare i loro misfatti, intendo della politica, della finanza e dell’imprenditoria italiana, siamo gli unici che hanno titolo per giudicarli.
Prendo nota che la classe dirigente dell’economia e della finanza italiana in fatto do intelligenza e di comprensione delle capacità dei loro dirigenti o rappresentanti sono al livello del leghista medio che per accorgersi che Umberto Bossi è un bluff e l’unica cosa che gli è riuscita è garantire lo stipendio del figliolo stordito ci hanno messo 25 anni promettendo secessione,federalismo, rivoluzione padana che gli ha reso solo poltrone e ministeri.
5 anni in più di quello che ci avete messo voi per capire che Berlusconi, oltre che un bandito, è incapace anche come imprenditore. La sua fortuna l’ha costruita con soldi sporchi e con la corruzione, l’evasione e la concussione.
E se devo giustificare qualcuno, anche se a chi mi legge sembrerà strano, sono proprio il leghisti piccoli evasori che non hanno studiato come voi ed i vostri figli o manager.
E’ solo per questo che ci hanno messo 5 anni in più.
Noi, dell’altra sponda politica, queste cose le abbiamo sempre sapute e, fosse mai, che vorreste dare una mano a salvare il Paese e le vostre aziende,mettetevi in coda e con modestia.
Non avete esempi da darci nè di etica, nè di intelligenza e tanto meno di equità proporzionale come garantisce la Costituzione.
Imparate a sentire, interpretare, conoscere i problemi degli altri, tutti gli altri, e non solo delle vostre aziende, preoccupatevi del futuro di tutti e non solo dei vostri eredi.
Tanto, i vostri eredi, non lavoreranno comunque per generazioni e generazioni. Hanno già tutto pronto sin dalla nascita.

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