Della Valle ha detto una cosa giusta, quasi tutti i politici pensano ai loro interessi. Quasi come fanno tutti gli industriali, dal primo all’ultimo. Spesso appoggiandosi ai politici.


 E’ già stato bravo, nel sostenere la sua tesi per altro condivisibile, che la gran parte dei politici è attento agli interessi personali e non a quelli generali.
Basterebbe, per dargli ragione, guardare come si regge questa maggioranza disposta a votare di tutto ed il contrario di tutto pur di sopravvivere.
Per fare ciò nello sc
hifo etico, morale, giudiziario e di mancato rispetto della Costituzione superano l’assurdo e la logica umana toccando, involontariamente, le vette della comicità teatrale e cinematografica.
Il discorso fatto alla Camera dal leghista Sebastiano Fogliato per difendere un inquisito per mafia ha superato e messo in ombra le migliori performance di Totò.
Solo che quelle di Totò erano, sono arte pura, in quanto consapevoli e recitare a regola d’arte al punto che Totò è diventato immortale e riferimento di chiunque si cimenti nello spettacolo e nella comicità.
Un pozzo nel quale tutti vanno ad attingere per imparare l’arte del fare ridere, dell’assurdo, dell’ironia sottile e tagliente, molto più difficile che fare piangere.
Fogliato è il tipico esempio del comico involontario, quello che al bar tutti prendono per il culo per le stronzate che dice senza nemmeno rendersene contro.
Ridevano persino i suoi compagni di banco e di partito che, stranamente, si sono resi conto di essere protagonisti di una performance di ignoranza imbarazzante che ha fatto ridere tutto il mondo, una risata schizofrenica  ed imbarazzante.
La discussione verteva su Romano ministro dell’agricoltura indagato per mafia per il quale la magistratura ha chiesto l’arresto e Fogliato ci ha parlato di etichette alimentari, prodotti Dop, e delle regole europee sulla produzione del formaggio, come si dice a Milano, ha preso la vacca per le balle.
Faccio notare che il miglior ministro dell’interno che l’Italia abbia mai avuto, che ha, dice lui, il merito di aver fatto arrestare più mafiosi di tutti pur avendo ostacolato la magistratura e le forze dell’ordine tagliando loro i mezzi economici e logistici per fare adeguatamente il loro lavoro.
Le forze dell’ordine, per arrestare i mafiosi, hanno dovuto fare il pieno alle volanti pagando con il loro stipendio.
Persino Reguzzoni, che è un cretino non da poco, in lotta per il primo posto con il Trota, non era presente alla farsa che la lega ha messo in atto in Parlamento lanciando un comico, inconsapevole ma genuino, come Sebastiano Fogliato.
Questi fatti e le decine di leggi ad personam che la maggioranza ha emesso per proteggere l’evasore piduista in conflitto di interessi permanente, il puttaniere paladino della famiglia cattolica, il pedofilo che paga le madri perchè gli portino a casa le figlie minorenni, colui che ha teso l’elogio dell’evasione fiscale e che ritene un eroe un mafioso come Mangano,  che ha messo Bertolaso in condizione di arricchire una banda di miserabili e banditi sulle disgrazie degli altri sino ad essere felici per quanto avrebbe reso alle loro tasche il terremoto dell’Aquila, ha fatto in modo che Renato Della Valle si trasformasse, per un giorno ed a pagamento, per un novello Savonarola o un moderno Card. Bertone, il moralizzatore della politica nostrana che altro non è che l’espressione della società civile marcia e bacata.
Però Della Valle, che non è uno stupido, ha specificato: la gran parte dei politici, auspico che la piccola piccola parte che assolve e che non è specificata, non comprenda tra gli esempi di buona politica anche il suo amico Mastella.
Se la gran parte dei politici è più dedita agli interessi personale che a quelli generali posso informare il Signor Diego Della Valle, industriale capace e meritevole che tiene alto nel mondo il nome dell’Italia manifatturiera, che la totalità degli imprenditori italiani sono dediti giorno e notte solo ed esclusivamente ai loro interessi personali, fregandosene altamente delle maestranze che hanno prodotto, e producono ancora se non sono licenziati o ricattati con contratti a termine  peri loro esclusivi interessi aziendali.
I più bravi di loro, oltre a sfruttare i lavoratori, sono diventati esperti in aiuti statali, in commesse ottenute con le mazzette  in euro, appartamenti, corruzione ed ultimamente diciamo l’ultima moda della corruzione, con l’offerta  di puttane a domicilio per ottenere favori.
Ma la medaglia d’oro per l’abilità, la professionalità, la serietà, la moralità dei bravi imprenditori italiani, come Lei, che da modo alla categoria da lei rappresentata di fare la morale alla politica con il documento pubblicato, a pagamento lo ammetto, su diversi giornali è per le vostre denunce dei redditi, autentici capolavori di algebra abbinata al gioco delle tre carte.
Complimenti, se esistesse un Nobel per l’evasione fiscale l’Italia, grazie a voi ed ai vostri commercialisti, lo avrebbe vinto dalla prima edizione del 1901 ad oggi, con buone probabilità di vincere anche le future edizioni.
tralascio, per il momento, l’economia sommersa e le associazioni a delinquere come la mafia, camorra e compagnia bella. 

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